Perché gli americani sono così obbedienti
di Robert Hunziker
“Vogliono lavoratori obbedienti. Persone abbastanza
intelligenti da far funzionare le macchine e sbrigare le pratiche burocratiche,
ma abbastanza stupide da accettare passivamente tutti questi lavori sempre più
schifosi con stipendi più bassi, orari più lunghi, i benefici ridotti, la fine
degli straordinari e la pensione che scompare nel momento stesso in cui vai a
riscuoterla, e ora stanno venendo a prendersi i tuoi soldi della previdenza
sociale”. (George Carlin, comico americano, 1937-2008 - nella foto di copertina)
Secondo Stanley Milgram (1933-1984), il controverso
psicologo sociale che negli anni ’60 condusse esperimenti sull’obbedienza a
Yale: “L’obbedienza è un elemento essenziale nella struttura della vita
sociale” (seguiranno maggiori dettagli su questo studio).
Attualmente in America, un tipo di obbedienza molto oscuro
serve a confermare il sarcasmo di George Carlin nei confronti del sistema
socio-economico americano che approfitta di un pubblico compiacente e, quando
questo pubblico obbediente non esercita una pressione sufficiente sui leader
politici, concede un “permesso silenzioso” per evitare o radicalizzare
questioni cruciali come il cambiamento climatico, una politica fiscale
uniforme, cure mediche adeguate e politiche sociali eque.
Questa oscurità trasferisce il controllo consentendo alla retorica estremamente divisiva di diventare normalizzata, nel potere, nel controllo. Il dialogo politico si sposta quindi facilmente verso l’estremismo, uno strumento di controllo molto efficace, emarginando i gruppi minoritari e intensificando le divisioni sociali.
È così che le società e gli ecosistemi si
“estinguono per cortesia”, un termine coniato da Caitlin Johnstone,
giornalista, saggista, pittrice e poetessa: Faces Of The Empire: The Battle For
Humanity’s Soul (novembre 2025).
Caitlin Johnstone ha recentemente pubblicato un articolo intitolato: On Becoming The First Species To Go Extinct From Politeness (Diventare la prima specie ad estinguersi per cortesia), che va dritto al cuore dell’assurdità odierna, che permette di farla franca con omicidi di ogni tipo e genere, mentre si distruggono gli ecosistemi che sono fonte di vita senza alcuna preoccupazione.
La semplice spiegazione per la cattiveria che la fa
franca con montagne di ridicolaggini è “l’Obbedienza Americana”. Le persone
sembrano accettare di essere condotte per il naso fino alla fine del mondo,
verso una morte certa, verso la distruzione totale, verso l’omicidio a sangue
freddo, verso il bordo del precipizio di Willy il coyote. Questo tipo di
tragedia umana si trova negli insegnamenti di Gesù, Matteo 15:14 e Luca 6:39:
“Se un cieco guida un altro cieco, entrambi cadranno nella fossa”.
L’articolo di Caitlin coglie l’essenza degli insegnamenti di
Gesù citando le parole del famoso poeta, cantautore folk e celebre sostenitore
dei diritti dei lavoratori Utah Phillips (1935-2008), che esclamò: «La Terra
non sta morendo, la stanno uccidendo. E le persone che la stanno uccidendo
hanno nomi e indirizzi». L’attualità delle parole di Phillips nel mondo di oggi
non potrebbe essere più appropriata.
Caitlin cita Howard Zinn (A People’s History of the United
States): “Non appena si parla di disobbedienza civile, si sta dicendo che il
nostro problema è la disobbedienza civile. Ma non è questo il
nostro problema… Il nostro problema è che le persone sono obbedienti mentre le
prigioni sono piene di piccoli ladri e nel frattempo i grandi ladri governano
il Paese. Questo è il nostro problema”.
Secondo Stanley Milgram: “L’obbedienza è un elemento essenziale nella struttura della vita sociale… Gli aspetti legali e filosofici dell’obbedienza sono di enorme importanza, ma dicono ben poco su come la maggior parte delle persone si comporta in situazioni concrete.
Ho condotto un semplice esperimento all’Università di Yale per verificare quanto dolore un cittadino comune sarebbe disposto a infliggere a un’altra persona semplicemente perché gli è stato ordinato da uno scienziato sperimentale.
L’autorità assoluta
è stata messa a confronto con il forte imperativo morale dei soggetti di non
fare del male agli altri e, con le urla delle vittime che risuonavano nelle
orecchie dei soggetti, l’autorità ha prevalso nella maggior parte dei casi.
L’estrema disponibilità degli adulti a fare quasi tutto ciò che viene loro
ordinato da un’autorità costituisce la principale conclusione dello studio e il
fatto che richiede più urgentemente una spiegazione”. (Stanley Milgram, The
Perils of Obedience, physics.utah.edu, Università dello Utah).
Mentire crea una sorta di corruzione a cascata
Questa infestazione di oscura obbedienza prevale anche se
quasi il 75% delle persone intervistate in un sondaggio Gallup, che si
identificano con uno dei due partiti politici americani, concordano sul fatto
che i valori morali stanno peggiorando. Questo è un segnale forte che c’è
qualcosa di profondamente sbagliato. “Il problema inizia con il governo e i
media. Il problema non è che sentiamo che la moralità è in declino da parte dei
nostri concittadini, ma da parte del nostro governo e dei media. Quando il governo
e i media ci mentono o condividono informazioni che non corrispondono alla
nostra esperienza, sembra che l’onestà e l’integrità dell’America nel suo
complesso si stiano logorando. Forse il presidente Herbert Hoover lo ha
espresso al meglio negli anni ’30 quando ha osservato: “Quando c’è una mancanza
di onore nel governo, la morale di tutto il popolo viene avvelenata”. Mentire
crea una sorta di corruzione a cascata e il ragionamento del cittadino medio
può rapidamente diventare: “Se il governo può farlo, perché io non
posso?”. (Is Morality
in Decline or Is It Being Manipulated? Psychology Today)
La domanda rimane: perché i discendenti odierni dei
rivoluzionari americani ribelli della fine del XVIII secolo sono così
obbedienti, soprattutto di fronte a misfatti, furti, corruzione, truffatori,
imbroglioni e ladri che hanno raggiunto livelli senza precedenti? Idolatrano
forse i Rivoluzionari Americani originari, i Padri Fondatori che erano ricchi
proprietari terrieri/schiavisti ribelli ai diritti monarchici, ignorando il
vero spirito democratico? I primi anni dell’era Rivoluzionaria Americana (1765-1783)
stabilirono un focus straordinariamente ristretto, estendendo i diritti solo
agli uomini bianchi proprietari di beni immobili, escludendo le donne, gli
schiavi e i non proprietari di beni immobili, ovvero praticamente tutti gli
altri. Democrazia? “Questa è la nostra storia. Siamo stati fondati su un doppio
standard molto basilare: questo Paese è stato fondato da proprietari di schiavi
che volevano essere liberi!” (George Carlin)
I Padri Fondatori non avevano fiducia nella democrazia.
Apprezzavano la democrazia oligarchica, creando strutture governative
progettate per limitare la democrazia diretta, ad esempio il Collegio
Elettorale. Si trattava di un’interpretazione ristretta della democrazia: ad
esempio, per quanto riguarda la “libertà religiosa”, ai cattolici venivano
negati diritti come ricoprire cariche pubbliche, votare, possedere terreni e
praticare liberamente la propria fede, e alcune leggi vietavano l’esercizio del
sacerdozio. Basato sulla moralità e sugli ideali dei Padri Fondatori, il DNA
della democrazia americana è fragile e vulnerabile al ritorno alla democrazia
oligarchica. Le elezioni presidenziali del 2000 e del 2024 hanno dimostrato una
debolezza fatale insita nell’obbedienza insensata del pubblico. Tutto ciò è
possibile solo nel contesto di una “società obbediente”, sia allora che oggi.
L’America è tornata alle sue origini, con la democrazia oligarchica che attende ansiosamente dietro le quinte, con le tasse che tornano ad essere un punto cardine, ricordando il Boston Tea Party del 1773 guidato da alcuni degli uomini più ricchi delle colonie come John Hancock e Joseh Warren, contrari a qualsiasi forma di tassazione come l’odierno Big Beautiful Bill, accettato senza riserve da miliardari sorridenti con mance clandestine, accettato dai membri milionari e obbedienti del Congresso e da un pubblico obbediente e inconsapevole da costa a costa.
Nessuno si oppone, nessuno si
ribella, anche se questo seppellisce l’America sotto una montagna di 3,4
trilioni di dollari di nuovo debito decennale. Inoltre, con un’obbedienza così
diffusa, tutto il Project 2025 (un progetto lanciato dalla Heritage Foundation
che mira a rafforzare i poteri del presidente degli Stati Uniti e a limitare
quelli del Congresso e della giustizia) viene facilmente attuato, liscio come
l’olio, in un inebriante ritorno alla democrazia oligarchica, come avvertito da
Milgram: “L’estrema disponibilità degli adulti a fare quasi tutto ciò che viene
loro comandato da un’autorità”. Il Project 2025 si è dimostrato quell’autorità,
nessuno lo ha messo in discussione, nessuno lo ha contestato, nessuno!
Come un ubriaco senza cervello che barcolla per strada, l’
Obbedienza Americana ha dato libero sfogo al Project 2025, un enorme faretra
piena di frecce avvelenate che mirano alla completa distruzione di una fragile
democrazia e alla perpetrazione di pratiche climatiche enormemente distruttive,
causate direttamente dalla combustione di combustibili fossili, prendendo di
mira l’ultima speranza rimasta, ovvero un sistema democratico equo, e
assecondando adulti obbedienti e facilmente manovrabili che si sono ridotti a
facili prede. Chi ne va fiero?
Traduzione dall’inglese di Stella Maris Dante. Revisione
di Thomas Schmid.
L’articolo originale può essere letto qui
Robert Hunziker
Master in storia economica DePaul University, membro di Pi Gamma Mu
International Academic Honor Society in Social Sciences, è uno scrittore
freelance e giornalista ambientale che ha pubblicato oltre 200 articoli, tra
cui diversi tradotti in lingue straniere, presenti in più di 50 giornali,
riviste e siti di tutto il mondo. E' stato intervistato in numerose
trasmissioni radio FM, così come in televisione.

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