Roberto Benigni esplode a "Che tempo che fa" sul Nove “i volgari fanno la guerra!”
Emozioni, ricordi e riflessioni sull'amore, la guerra e l'Europa, un Benigni scatenato vola alto oltre le righe.
Il successo di "Pietro. Un uomo nel vento"
Benigni racconta con entusiasmo il grande successo dello
spettacolo "Pietro. Un uomo nel vento", trasmesso su Rai1 il 10
dicembre, e ringrazia il Vaticano per averlo accolto nei giardini segreti del
Papa. Ricorda l’origine dell’idea, attribuita a Papa Francesco, e confessa di
essersi "innamorato di Pietro", una figura che ha scoperto essere
straordinaria e sorprendente.
Un momento particolarmente emozionante è stato la visione
dello spettacolo insieme a Papa Leone XIV: "Arriva il Papa vestito da
Papa, ho visto come gli angeli, ha un'aura enorme, semplice e gentile".
Benigni svela anche uno scambio di preferenze cinematografiche: Leone XIV gli
confida che "La vita è bella" è uno dei suoi film preferiti, a cui
Benigni ribatte che Leone XIV è uno dei suoi "quattro papi
preferiti".
Agostino, le Confessioni e la gioia cristiana
Interrogato sulla possibilità di dedicarsi a Sant'Agostino,
Benigni sottolinea l’importanza de "Le confessioni", libro
fondamentale per la cultura occidentale e suo preferito. Si sofferma sulle
parole e sulla filosofia di Agostino, citando il celebre paradosso:
"Datemi castità e continenza, ma non subito", e ribadisce il valore
della gioia come segreto del cristianesimo, citando la massima: "Ama e fai
ciò che vuoi".
Benigni racconta la reazione divertita del Papa durante lo
spettacolo, sottolineando l’importanza dell’amore e del buonumore anche nella
fede.
Benigni riflette sull’importanza di parlare d’amore,
soprattutto in tempi difficili: "Quando si ama, l’amore torna indietro, ti
viene restituito; viviamo in un mondo terribile ma non peggiore di come era
allora". Cita Sant’Agostino: "Se è brutto il mondo siamo brutti
noi", e ricorda anche il discorso sulla pace pronunciato da Papa Leone
XIV.
La guerra: una volgarità da abolire
L’attore condanna con forza la guerra: "Le armi
dovrebbero essere messe in un museo. Vogliono umanizzare la guerra, ma la
guerra non va umanizzata, va abolita". Sottolinea che la Costituzione
italiana ripudia la guerra e auspica che questo principio diventi universale:
"Il mondo dovrebbe ripudiare la guerra per sempre".
Benigni accenna ironicamente alle sue opinioni su Trump
("ci vorrebbero 40 minuti, la prossima puntata"), sottolineando il
potere che esercita e la sua volontà di arricchirsi ulteriormente, mentre Musk
– ricco – anela al potere. Entrambi, secondo Benigni, vorrebbero dividere
l’Europa, che invece considera "la cosa più grande del mondo".
L’Europa, spiega, è il luogo dove sono rimasti i diritti:
"Saremo immensi se ci federassimo, invece siamo divisi in piccoli
staterelli. Non ci sopportano, abbiamo democrazia e diritti".
La partecipazione di Roberto Benigni a "Che tempo che fa" è stata un viaggio tra ricordi, citazioni, riflessioni spirituali e sociali, affrontate con il suo stile inconfondibile tra ironia, profondità e passione per la vita, la cultura e l’umanità.
Un incontro che lascia il segno e invita a pensare, sorridere e amare. L’ultimo Benigni a noi piace davvero, oggi come non mai abbiamo bisogno di artisti che, come Joan Fonda negli Usa non cessino di dire la verità in un mondo di bugiardi millantatori. Volgari appunto.

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