Donald, preoccupato dai sondaggi, ora vuole concentrarsi sul costo della vita

 

Il presidente Trump è tornato ieri a criticare l’Unione europea durante un evento alla Casa Bianca nel quale ha annunciato aiuti fino a 12 miliardi di dollari per gli agricoltori colpiti dalla politica dei dazi (una componente fondamentale della coalizione elettorale che lo ha portato alla Casa Bianca). 

Trump ha criticato l’Ue per norme relative alla deforestazione affermando che dettano come gli agricoltori americani possono usare la loro terra se vogliono esportare i loro prodotti in Europa. «Dicono agli agricoltori americani che non compreranno il loro legname o i suoi prodotti derivati se dopo averlo tagliato quella terra viene usata per l’allevamento o la produzione agricola». 

editorialista
viviana mazza
corrispondente da New York

Il meeting per i sussidi agli agricoltori ieri alla Casa Bianca (Ap)

Dal Congresso arrivano preoccupazioni bipartisan per il disimpegno dall'Europa. Questa settimana si vota il «National Defense Authorization Act», che limita la riduzione dei soldati Usa in Europa sotto le 76.000 unità per più di 45 giorni, a meno di una certificazione che sia nell'interesse americano e con consultazione degli alleati Nato

Stesse condizioni per il ruolo Usa di Comandante Supremo alleato in Europa. Non si tratta di uno scisma nell’amministrazione, ma di una divergenza tra i falchi repubblicani, preoccupati per la sicurezza nazionale, e il mondo Maga, che spinge Trump a concentrarsi sulla politica interna. Steve Bannon, ideologo del movimento, preferisce che Trump si focalizzi sull’economia.

 I suoi consiglieri lo spingono a spostare l'attenzione dal Medio Oriente e Ucraina per risolvere la questione del carovita, che incide sul suo tasso di approvazione. I sondaggi mostrano che molti repubblicani lo accusano dell'inflazione. Trump, preoccupato per le elezioni di Midterm, parlerà oggi dell’inflazione, cercando però di evitare che diventi un tema usato contro di lui dai democratici.


L'ex consigliere di Trump, Gray: «Non vogliamo Kiev sconfitta, ma ora il nostro focus è altrove»

(Viviana Mazza, corrispondente da New York) «Nella strategia di sicurezza nazionale si legge — e sono sicuro che non sia successo mai stata in nessuna strategia di sicurezza nazionale prima — che lo Stato-nazione è visto come la principale unità di governo globale. E penso che questo sia stato probabilmente inteso in contrasto diretto con le strutture sovranazionali dell’Ue, non semplicemente perché all’amministrazione Trump e ai conservatori negli Stati Uniti non piacciono gli enti sovranazionali, ma soprattutto perché negli ultimi anni l’Ue ha iniziato ad adottare una serie di misure, sia interne sia in relazione agli Usa su cose che riguardano la politica tecnologica e la censura, la censura di coloro che criticano il multiculturalismo, che ha portato molti conservatori americani a pensare che l’Unione europea non rifletta più ma anzi abbia tradito i valori liberali che siamo fieri di avere ereditato dall’Europa. Quando lo dico agli europei c’è un forte choc. C’è una disconnessione tra come noi diamo per scontato che vengano percepite le politiche europee e come queste stesse cose sono percepite in Europa». Alexander B. Gray, ex capo dello staff del Consiglio di sicurezza nazionale del primo mandato di Trump e oggi studioso dell’Atlantic Council, spiega così le radici della Strategia di sicurezza nazionale di Trump. 

Alexander B. Gray

Perché si discute tanto dell’identità culturale dell’Europa nel documento?
«In parte la rilevanza delle questioni culturali deriva dal fatto che gli Stati Uniti stanno arrivando alla conclusione che l’Europa è molto meno centrale per i nostri interessi geopolitici cruciali. Ci stiamo allontanando dalla visione che avevamo sin dal 1917 se non dal XIX secolo che quello che accade in Europa è centrale per il nostro destino» (leggi qui l'intervista completa).




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