Tajani: "È ora di eliminare il diritto di veto"
Il vice primo ministro Tajani, intervistato dal Corriere della Sera si smarca un po' dai sovranisti del suo governo.
La posizione equilibrata della tradizione europeista di Forza Italia lo induce a fare un salto avanti.
La Visione di Tajani: Un’Europa più Integrata e Politica
Secondo Tajani, «l’Europa così come è strutturata non può
reggere al confronto con altre potenze». Il ministro sostiene la necessità di
eliminare il diritto di veto in molte materie, una riforma che mira a superare
i frequenti blocchi decisionali causati dall’unanimità in seno al Consiglio
europeo. Tajani propone inoltre di unificare il ruolo di presidente della
Commissione europea con quello del Consiglio europeo, che dovrebbe essere
eletto direttamente dai cittadini europei. Questa proposta punta a rafforzare
la legittimità democratica delle istituzioni UE e a ridurre la distanza
percepita tra Bruxelles e i cittadini.
Un altro punto centrale della sua visione è il rafforzamento
del Parlamento europeo, al quale dovrebbe essere attribuita l’iniziativa
legislativa, oggi prerogativa esclusiva della Commissione. L’obiettivo
dichiarato è quello di costruire «un’Europa più politica e meno burocratica»,
capace di rispondere con maggiore efficacia alle sfide globali e di
rappresentare meglio gli interessi dei cittadini.
Tajani sottolinea anche l’urgenza di completare il mercato
unico, attraverso l’unione bancaria, il mercato unico dell’energia, quello dei
capitali, l’armonizzazione fiscale per contrastare i paradisi fiscali e una
legislazione comune sulla concorrenza. Sul fronte della difesa, auspica la
creazione di un esercito europeo, quantomeno come punto d’arrivo, e
nell’immediato un coordinamento rafforzato tra gli Stati membri.
Il ministro degli Esteri è convinto che l’Italia possa avere
«un grande ruolo in questo cambiamento», posizionandosi come Paese promotore di
un’Europa più unita e autorevole sullo scenario internazionale.
La Posizione di Meloni: Tra Sovranità Nazionale e Integrazione Europea
La premier Meloni, intervenuta venerdì, ha affermato che
«l’Europa deve capire che, se vuole essere grande, deve essere in grado di
difendersi da sola», evidenziando come il disimpegno statunitense dall’Europa
rappresenti «un’occasione che ha un costo economico, ma produce libertà
politica». La sua posizione solleva un interrogativo cruciale: questa maggiore
«libertà politica» sarà utilizzata per rafforzare la difesa comune europea o
per consolidare la centralità degli eserciti nazionali e la difesa della «sovranità
italiana»?
Meloni, infatti, si trova di fronte a una scelta strategica: avvicinarsi alla linea di maggiore integrazione europea proposta da Tajani, che implica anche la cessione di alcuni poteri nazionali a favore delle istituzioni UE, oppure preferire una posizione più vicina a quella di Salvini, improntata sulla difesa delle prerogative nazionali e su un’integrazione europea limitata.
Questa è sensazione del mondo al contrario, dove le democrazie sono in gioco e l'unica cultura da esportare, però nei singoli stati, secondo il trumpismo è quella Maga, dell'uomo solo al comando.

Commenti
Posta un commento
Commenti non moderati comportarsi civilmente