T.R.A.C.C.E. – Taranto Rigenerata Attraverso Cultura, Comunità ed Ecologia
Un progetto civico e scientifico per una nuova visione di città
Negli ultimi mesi, mentre Taranto
attraversava uno dei passaggi più delicati della sua storia recente, un gruppo
di giovani professionisti, ricercatori, archeologi, economisti, urbanisti e
cittadini ha dato vita a T.R.A.C.C.E. – Taranto Rigenerata Attraverso
Cultura, Comunità ed Ecologia.
Che cos’è T.R.A.C.C.E.?
Non un evento né un manifesto, ma
un progetto civico e scientifico che propone alla città una direzione
alternativa, solida e fondata, capace di superare il modello industriale che
l’ha segnata per decenni.
Qual è lo scopo principale del
progetto?
TRACCE nasce attorno a tre
direttrici – Cultura, Comunità ed Ecologia – che definiscono un
approccio integrato alla rigenerazione urbana e territoriale.
Da queste direttrici derivano cinque ambiti di lavoro che orientano
l’intero percorso:
- la manifattura sostenibile e l’economia
circolare,
- l’innovazione tecnologica applicata ai
processi rigenerativi,
- la formazione come infrastruttura di
nuove competenze,
- la cultura come patrimonio da
reinterpretare,
- i servizi ecosistemici come criterio
regolativo delle trasformazioni.
Accanto a questi ambiti, TRACCE
lavora allo sviluppo di buone pratiche di rigenerazione che possano
essere osservate, valutate e trasferite nel tempo.
TRACCE sta già lavorando con altre realtà?
Sì.
La partecipazione all’Hackathon
nazionale della rete OIKOS Mediterraneo - centro di ecologia integrale del
Mediterraneo - ha offerto un primo banco di prova del framework in un
contesto di co-progettazione multidisciplinare.
TRACCE prenderà parte anche ai
lavori della XIV Giornata Internazionale di Studio dell’INU,
intervenendo nel tavolo tematico dedicato alla visione ecosistemica delle
trasformazioni urbane: un’occasione per presentare l’impianto del progetto
all’interno del dibattito nazionale sulle transizioni.
Attorno a TRACCE si sta formando
una rete autorevole e in espansione.
Tra i contributi più significativi figura quello del prof. Stefan Berger,
direttore dell’ILEA e tra i principali studiosi europei dei processi di
deindustrializzazione e delle memorie del lavoro. La sua esperienza nella Ruhr
e a Bochum rappresenta un riferimento importante per interpretare la
transizione tarantina in una prospettiva comparativa.
Un altro ruolo strategico è
ricoperto dall’Università di Padova, con cui TRACCE sta avviando una
collaborazione strutturata attraverso il gruppo che si occupa di azioni di
sviluppo locale per generare sostenibilità nei territori. Si tratta di un
gruppo di ricerca che lavora da anni sul rapporto tra innovazione, comunità e
transizioni, e che sviluppa strumenti per attivare processi collaborativi,
facilitare il dialogo nei territori, e trasferire conoscenze
tecnologiche e metodi avanzati capaci di produrre impatti concreti.
A questa rete si aggiungono
inoltre realtà associative e politiche di Bilbao, insieme a diversi
ambiti accademici nazionali, contribuendo a costruire un ecosistema di
confronto essenziale per affrontare la complessità della città.
Cosa succederà nei prossimi mesi?
All’interno di questa architettura
prenderà forma anche il Taranto ESG Watch, un indice civico concepito
per rendere trasparente l’evoluzione ambientale, sociale e di governance della
città.
Quando sarà possibile conoscere
meglio il progetto?
Nelle prossime settimane TRACCE
entrerà in una fase pubblica:
il 27 dicembre si terrà la prima presentazione aperta del framework,
un momento pensato per incontrare la città in un periodo in cui molti tarantini
rientrano e la comunità si ricompone, così da condividere con un pubblico più
ampio la visione e la traiettoria del progetto.
(Dettagli su luogo e orario saranno comunicati nei prossimi giorni.)
Nel 2026 verrà avviata la
fase dei tavoli tecnici con scuole, università, imprese, associazioni,
lavoratori e cittadini: la costruzione progressiva di una comunità di community
holders, fondamentale per una transizione equa e condivisa.
Chi fa parte del team e quali
competenze porta?
Il progetto è guidato da un team
interdisciplinare di professionisti tarantini e non:
- Giuseppe Barbalinardo, Archeologo. Attualmente frequenta la
scuola di Specializzazione presso l'Unisalento. Esperto della storia e
dell'archeologia di Taranto, ha all'attivo una pubblicazione sulla polis
magnogreca;
- Matteo Falcone, graphic designer e fotografo,
specializzato in processi di ricerca e progettazione per l’utilizzo e
comunicazione di dati ed informazioni;
- Walter Giacovelli, pioniere dell’innovazione sociale in
Italia, che contribuisce con una riflessione metodologica sui processi
complessi e sulla costruzione di ecosistemi collaborativi;
- Niccolò Giambruno, ricercatore specializzato in Sviluppo
Locale Sostenibile all’Università di Padova, esperto in governance
territoriale, sostenibilità e project design, cura gli aspetti
partecipativi e di comunità;
- Giada Marossi, Architetta specializzata in
sostenibilità e reversible design. Direttrice dei lavori con esperienza in
grandi progetti internazionali, si occupa della riabilitazione e
valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico in un’ottica di
rigenerazione sostenibile;
- Gladys Spiliopoulos, economista per l’ambiente e la sostenibilità
e ESG specialist. È attiva in diverse iniziative civiche a tutela del
territorio e ha partecipato alla redazione di osservazioni tecniche
su progetti ad alto impatto, tra cui il dissalatore sul fiume Tara, il
flottante nel Mar Piccolo, gli impianti di trattamento fanghi e
altre procedure autorizzative complesse. Porta nel progetto competenze
sulla valutazione dei beni non di mercato, sui servizi ecosistemici e sui
modelli di sviluppo sostenibile.
La rete è chiusa o può partecipare
chiunque?
La rete è aperta, in
continua evoluzione, e accoglie ricercatori, professionisti e cittadini che
vogliono contribuire con competenze e responsabilità al percorso di
rigenerazione.
T.R.A.C.C.E. è un processo in
evoluzione, fondato sul metodo, sul
confronto e sulla responsabilità collettiva.
La rigenerazione per noi non è uno slogan: è un lavoro che si costruisce giorno
dopo giorno, insieme alla città, con la forza della determinazione e l’amore
per la questa terra.





Commenti
Posta un commento
Commenti non moderati comportarsi civilmente