Taranto – Prima nazionale di “Dio C’è”, monologo teatrale di Daniela Baldassarra, praticamente perfetta
E non stiamo parlando della compassata tata Poppins, ma di lei, della regina dei monologhi esilaranti, che colpisce e ridicolizza le certezze maschiliste e le contraddizioni delle donne, l’attrice comica che ieri, tra il serio e in taluni momenti con il molto faceto, a messo in gioco anche il Dio del vecchio testamento.
Amiamo il talento teatrale di Daniela Baldassarra e ieri sera non solo abbiamo avuto una conferma di bravura, ma nello spettacolo ultimo “Dio C’è”, presentato a Taranto per la prima nazionale, nell’auditorium della Parrocchia Santo Spirito, ieri si è davvero superata in una prova davvero superlativa.
L’iniziativa, promossa dall’associazione AlZAIA, che si occupa di violenza di genere, dal Comune di Taranto, ha avuto come corredo la presentazione dell’associazione e delle sue rappresentanze provinciali, sia nel prodromo iniziale, condotto dal giornalista Vincenzo Parabita, che al termine dell’evento.
Parlare di questo spettacolo non è difficile per chi, come lo scrivente, che nel social si definisce l’Archeologo di Dio - che non è solo un libro, ma una ricerca interiore nell’archeologia dell’esistenza -, non è difficile perché il tema del Divino, dalla genesi e per tutto il racconto della Bibbia nel primo Testamento, è sempre trattato come un Dio geloso, agguerrito contro i nemici, persino grottesco quando dice che si burla dell’uomo, un Dio che minaccia e incute timore.
Ecco che la comicità spassosa e irriverente dell’attrice di Altamura entra con dirompenza in quest’ambito teologico da far impallidire anche i fedeli. Qualcuno potrebbe pensare persino a blasfemia, - e questo lo dice la stessa Daniela -, se, per esempio, il Canto dei Cantici viene presentato come una rappresentazione quasi burlesche, ma è solo artificio teatrale che serve per far riflettere sui nostri stessi limiti culturali. Del resto dopo lo stesso Benigni a Sanremo ha fatto quasi la stessa narrazione.
Daniela ha la capacità di affabularsi il pubblico, lo accarezza, lo coinvolge, lo introietta nella dimensione spirituale e carnale, in una sorta di catarsi unica dove tutto viene fuori, come accade sempre nei suoi spettacoli, nella continua descrizione degli screzi tra uomo e donna, nella vita e nel sesso, con tutte le contraddizioni di stile, mentalità, cultura. Gag e racconto, gestualità, toni seri attoriali composti, fonemi dialettali, sono tutti ingredienti messi a sostegno di un mestiere davvero unico.
Un monologo davvero bello, divertente, che fa riflettere, perché esalta con decisione ciò che è avvenuto nell’umanità con la venuta al mondo di Gesù, il senso della redenzione che segna un fondamentale spartiacque tra il mondo vecchio e il mondo nuovo e la novella è che irrompe nel mondo il Dio dell’Amore, il Dio che si sacrifica per noi e non c’è altra narrazione possibile. Ecco Dio C’è!


Commenti
Posta un commento
Commenti non moderati comportarsi civilmente