COMUNICATO DEL COMITATO TRE TERRE DOPO IL CONSIGLIO COMUNALE DI TARANTO
Se avessimo potuto escludere uno scenario finale al Consiglio Comunale tenutosi oggi 24 febbraio 2011, avremmo scelto proprio quello che si è purtroppo determinato. E non perché lo temevamo in quanto potesse rendere sempre più complicato il cammino verso il referendum, ma perché l’aspetto più ambiguo della politica è emerso ancora una volta.
I Consiglieri, per la maggiore parte, non hanno letto la nostra lettera, molti non hanno letto i giornali delle ultime settimane, tanti – a parere nostro – non conoscono ancora i termini della materia referendaria e autonomistica. Lo abbiamo scoperto ascoltando alcuni goffi interventi, talora pubblici e a volte privati avvenuti davanti alla macchinetta del caffè. Quanta confusione! E neanche te lo aspetti da professionisti di un certo calibro: a un certo punto l’avv. Calzolaro ha semplificato il tema referendario associandolo a quello enfatizzato dal personaggio che dagli schermi di una stanca tivù promette “pilu per tutti”… Né ti aspetti che il dr. Stante non sia favorevole, udite udite, all’autonomia (e va bene) e al referendum (ci può stare), ma addirittura si oppone insieme ad un altro paio di suoi silenti colleghi a poterne parlare in aula in anticipo rispetto ad altre questioni all’ordine del giorno. Perché?
Ma ritornando a quanto si è stabilito e “concluso” possiamo affermare che la democrazia ne è uscita sconfitta, e così i principi costituzionali, e parimenti il sentimento della gente.
Riteniamo che l’intero Consiglio esca sconfitto da quella che avrebbe potuto rivelarsi un’occasione di riscatto rispetto al troppo tempo trascorso per esaminare una inequivocabile richiesta popolare, anche se, come mosche bianche, qualcuno ha osato andare controcorrente: diamo atto principalmente a Stellato della sua iniziativa, e dobbiamo ringraziare i consiglieri Laruccia e Basile per il trasversale senso di dignità democratica espresso.
E’ andata nel peggiore dei modi, con le solite promesse: “riesamineremo la questione entro trenta giorni ma prima deve occuparsene la sesta commissione, che però – parole del consigliere Fabrizio – lavora male in quanto ha perduto un impiegato nel suo poco pachidermico organico, e quindi i tempi… si allungano”, “ma vedremo, faremo il possibile”…
Qualcuno tenta di giustificarsi e lo fa con minima eleganza: “io non c’ero cinque anni fa, io sono arrivato solo l’anno scorso, io…”. Che tristezza. Che inganno. Anche l’intervento di Lucarella, presidente della Circoscrizione, è stato interrotto da interventi di scarso spessore politico ed educativo, tanto da non consentirgli di proseguire.
Insomma, è stata la fiera dell’evanescenza, dove abbiamo notato i fantasmi dei consiglieri e assessori che vengono votati su Talsano-Lama-San Vito: qualcuno di loro talvolta sghignazzava, alcuni masticavano gomme del ponte (non girevole), altri uscivano e rientravano adoperandosi in lunghe conversazione al cellulare tranquillamente seduti al proprio posto; tutti gli altri hanno dimostrato che del proprio elettorato (perché noi siamo anche questo) non ha una grande considerazione. Ne terremo conto.
Noi invece, noi cittadini, noi autonomisti, noi gente per bene, ne usciamo a testa alta. E continueremo la nostra battaglia, perché tale è ormai diventata. Se i Signori della politica sfuggono al confronto, prendono tempo, escogitano cavilli, tutto ciò la gente lo nota; noi non facciamo calcoli elettorali e certamente non sosteniamo candidature prossime o future.
Noi amiamo le nostre tre Terre. Vuol dire che andremo avanti da soli: o meglio, mica tanto da soli poichè possiamo affermare che stavolta siamo ben più che in diecimila a crederci.
Ci rivediamo a Palazzo di Città fra trenta giorni: come da Voi promesso, signori Consiglieri.
MOVIMENTO PER L’AUTONOMIA DI TALSANO LAMA SAN VITO (Pasquale Musio) ASSOCIAZIONE TRETERRE (Costantino Liaci)
COMITATO SAN DOMENICO LAMA (Luigi Nuzzo)

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