“Può garantire che su Paragon soldi pubblici non siano stati spesi per intimidire, manipolare, ricattare, screditare il servizio di politici, giornalisti, attivisti, preti?”. di Erasmo Venosi Questa una domanda importante per la libertà di informazione e, anche stavolta, silenzio della Meloni nella Conferenza Stampa di inizio anno svoltasi ieri nell’aula dei gruppi parlamentari. Lo scandalo Paragon riguarda giornalisti, attivisti e imprenditori italiani che hanno scoperto di essere stati bersaglio di un sofisticato attacco informatico volto ad acquisire le informazioni contenute nei loro smartphone. Attacco informatico che usa uno spyware che è software pensato per infiltrarsi silenziosamente in un dispositivo, solitamente uno smartphone, e controllare ogni attività. Sono strumenti di sorveglianza, progettati per restare invisibili all’utente e ai sistemi di sicurezza. Un semplice messaggio con un link malevolo può essere sufficiente per aggirare le dif...
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