Il terrore dei pini! Quando una specie arborea viene volutamente trasformata in un potenziale killer omicida!

 Il terrore dei pini!
Quando una specie arborea viene volutamente trasformata in un potenziale killer omicida!  

 Un bel esemplare di Pinus halepensis, uno degli alberi più odiati in assoluto e continuamente perseguitato.
 Foto Alberto Colazilli - 2013 (Archivio Co.N.Al.Pa.)

  
Che ci sia una generale paura degli alberi è ormai realtà che si tocca con mano in tutta Italia. Ci sono persone che hanno terrore della stessa ombra di un albero, ossessionate dalla sua imminente caduta  addosso alla macchina o addirittura sulla casa.
Assolutamente preoccupante è lo sterminio che da anni viene perpetrato ai danni dei pini. Siamo al culmine di una psicosi di massa che ha trasformato i pini in alberi demoniaci capaci di tutto, che alzano le strade, i marciapiedi, le fondamenta delle case, che fanno cadere la gente o che sono delle vere e proprie armi di distruzione di massa.
Gli episodi sono diversi, tutti commentati dai giornali e dai social network. Prima i pini che crollano a Roma, provocando vittime e feriti, poi quelli tagliati nel Salento a Campi Salentina perchè davano fastidio ai marciapiedi e alla strada, poi quelli tagliati a Taranto perchè ritenuti "indegni" di fare verde in città, infine l'abbattimento del maestoso pino monumentale di Roccamare a Castiglione della Pescaia in Toscana, uno dei patriarchi verdi d'italia con una circonferenza di oltre 5 metri, già in deperimento, ritenuto pericolosissimo per gli automobilisti e quindi non degno di concludere i suoi giorni in serenità, come è meritato a quegli anziani di grande nobilità e prestigio. Di questo caso si è interessata anche Italia Nostra. Che il pino fosse in una fase di declino è assolutamente vero ma a mio avviso doveva essere tutelato e bisognava provare a salvarlo con ogni mezzo, proprio perchè ritenuto albero monumentale di notevole interesse storico-ambientale. Insomma, questo pino di Roccamare è stato capitozzato è trasformato in un feticcio assurdo, senza alcun valore, simbolo più di un'Italia alla deriva che di una storia gloriosa tramandatasi per secoli.
Ma se questi sono i casi eclatanti della cronaca degli ultimi tempi, anche nei condomini o nei giardini privati, il pino è visto come un pericoloso albero combina guai. Numerosi sono i contenziosi sui pini che alzano le fondamenta, che distruggono i muretti, che fanno paura al vicino, che fanno ombra ai palazzi, che oscurano la visuale... e chi più ne ha più ne metta!
A un certo punto c'è da chiedersi: ma cosa ha di così pericoloso questo albero? Assolutamente nulla! Sono gli uomini che, con la loro perversa gestione del territorio e della città, tendono a trasformare il pino in un pericolo pubblico.
Le specie che sono state inserite nella lista "wanted" o "condannati a morte" sono il Pinus pinea e il Pinus halepensis, alberi veramente grandiosi, capaci di raggiungere e superare i 25 metri di altezza e i 5 metri di circonferenza, con un'età media di 150-200 anni. Sono primariamente varietà forestali, utilizzate tantissimo per i rimboschimenti; nei centri storici delle nostre città, nelle campagne e sulle strade storiche sono simboli da secoli del famoso "paesaggio culturale italiano" tanto amato da viaggiatori, artisti e scrittori di tutto il mondo. I Pinus pinea sono stati immortalati da artisti famosissimi tra cui Claude Lorrain, Jacob Philipp Hackert, Gaspar Van Wittel, William Turner, Camille Corot e dai pittori della Scuola di Posillipo. Tale albero è chiamato anche Pino italico proprio perchè simbolo del nostro paesaggio e della nostra storia millenaria. Il Pino di Aleppo, invece, è particolarissimo per le sue forme bizzarre, contorto, strisciante, abbarbicato sulle scogliere, immerso nella vegetazione mediterranea, vero protagonista di incantevoli paesaggi marini.
Se un tempo erano fonti di ispirazione per artisti e scrittori, nella civiltà italica contemporanea questi splendidi alberi sono una minaccia alla vita e alla serenità. Sono stati demonizzati per un solo motivo: perchè vengono visti ingombranti, ingestibili, non si possono controllare, le loro radici hanno una particolare tendenza a svilupparsi voraci sui terreni e non amano affatto essere ingabbiate sotto asfalto e cemento... insomma, sono alberi forti, vigorosi, rustici che non possono essere trasformati in feticci del consumismo sfrenato o del "finto" paesaggio dove tutto è antropizzato. Li potremmo definire simboli imprescinbili della natura italica selvaggia che non ama essere domata. Se vengono capitozzati non rinascono come accade con altre varietà arboree, proprio perchè privi di gemme avventizie. Quindi, la loro gestione e sempre vista come un problema costoso e a volte irrisolvibile. Non tutti sanno che i pini sono tra gli alberi più importanti nella lotta all'inquinamento atmosferico e alla polveri sottili. Piantare pini fa bene all'ambiente ma tantissime Amministrazioni non sono d'accordo e, purtroppo, la demonizzazione serpeggia anche tra gli addetti ai lavori. Difficile trovare chi si prende responsabilità sulla gestione di grandi pini e per farlo bisogna essere veramente dei coraggiosi di questi tempi! Il nostro amico pino, dunque, non può avere vita facile in questa società dell'usa e getta.
I suoi piacevoli odori balsamici che si spandono nell'aria nelle ore più calde e che ci allietano l'anima sono un'altra particolarità di questa specie. Quante volte abbiamo goduto di un riposo nelle pinete. Come non ricordare la famosa "Pioggia nel Pineto" di G.d'Annunzio, dove lui si immerge in una pineta lussureggiante assieme alla donna amata. E quanto volte abbiamo amato, da piccoli, sentire l'odore della resina sulle nostre mani. Si, proprio quella resina che viene vista come seria minaccia, perchè sporca le macchine, i parabrezza, cade sui capelli di qualche sprovveduto, sul vestito nuovo della signorina o del signorino, vista quasi come un fluido alieno che si impossessa di cose e persone! Gli aghi di pino, poi, diventano peggiori della grandine, capaci di ricoprire senza speranza tetti, otturare grondaie, sporcare le entrate alle abitazioni o ai condomini... Insomma danni a non finire sui manufatti antropici e troppi soldi da spendere per le pulizie! Beh, che dire, abbattuti perchè sporcano, abbattuti perchè non controllabili, abbattuti perchè ribelli alle regole della cementificazione... Abbattuti perchè crollano a ogni maltempo o nevicata pesante. Anche questo un "luogo comune" creato ad arte. E' la cattiva gestione degli alberi a provocarne la caduta; tipo quelli che hanno la sfacciataggine di scavare alla base dei pini, in prossimità dell'apparato radicale, provocando danni gravissimi; oppure quelli che amano tanto potare senza ritegno questi alberi, ridurli a feticci, senza dignità, impauriti dalla rottura dei rami ma incapaci di fare serie rimonda del secco o professionali spalcature, oppure intervenendo con un continuo monitoraggio degli esemplari, con l'appoggio di specializzati agronomi e forestali amanti degli alberi.
Per concludere, una proposta (molto coraggiosa) potrebbe essere quella di portare il pino nelle scuole, farlo conoscere ai ragazzi, farlo toccare con mano, sentendone i profumi, studiandone la storia e le particolarità botaniche; far capire che è l'uomo pazzo e incapace il vero problema non certo questi meravigliosi alberi. E' fondamentale riportare alla rinascita questo albero così bello e elegante. E' ormai una lotta (e lo dico con tanta amarezza) contro una cattiva comunicazione fatta dai media che hanno distrutto l'immagine dell'albero pino. Finiamola con questa paura della Natura, con questa crescente ansia di fronte ai grandi alberi di pino che campeggiano sulle nostre teste o con quella frase: "prima o poi cadrà addosso a qualcuno!". Oppure quelli che buttano nella spazzatura le piantine di pino perchè dicono: "diventano troppo grandi, ingestibili e poi mi cadono sulla casa!". No! Questo non è il modo di gestire un paesaggio, un territorio o una città. Chi ha paura degli alberi è un essere umano di bassa cultura, incapace di guardare al di là del proprio "orticello", schiacciato da una vita priva di emozioni e di felicità. Poveri illusi! Senza alberi non siamo nemmeno in grado di respirare e di vivere in pace! E poi cosa sarebbe la nostra cara vecchia Italia senza alberi di pino? Una sana riflessione non farebbe male a nessuno!

Alberto Colazilli.
(Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus)

Commenti

Post popolari in questo blog

Borraccino: "Vertenza call center commessa ENEL, a fianco ai lavoratori"

AVS Taranto: no alla deregolamentazione del lavoro nei call center ENEL

Scena muta della Meloni sullo scandalo Paragon