Taranto - Alla notte delle Chitarre, grazie al M°Forresu, magia e musica nel cuore del Paisiello
Conosco il Maestro Pino Forresu da alcuni
decenni e posso dire da testimonial che dobbiamo ringraziare la leva
obbligatoria e il CAR per il fatto che questo sardo sia rimasto qui diventando
un’istituzione culturale della nostra città.
Da questa premessa partiamo per immergerci nel
racconto della serata di ieri sera, assiepati nella coorte dell’ex convento San
Michele nella città Vecchia in via Duomo, dove l’appuntamento annuale della
Notte delle Chitarre organizzato dall’Ateneo della Chitarra ha fatto sognare
nei ritmi pizzicati, picchiati, alternando le note su dita affamate di
armonia.
Difficile raccontare le emozioni.
Introducono le arpiste Benedetta Miro e Francesca Troilo accompagnate da
chitarre seguite dai chitarristi Angelo Barricelli, Francesco Taranto che
creano un primo viaggio andino che ondeggia nell’area, poi Juan Lorenzo con la
splendida ballerina di flamenco Andreina Cifelli, in un perfetto duetto,
scaldano con questa sensuale e passionale musica che è patrimonio immateriale
dell’Umanità e ieri sera si capiva perché.
Nicla Altomare accompagnata dalle chitarre con
Bésame e altri pezzi ha contribuito a creare la magia di una notte unica, come
se davvero fosse “esta noche la última vez”. Il crescendo d’obbligo di
qualsiasi kermesse ci porta niente meno, con il duo Galeone/Santoro
fisarmonica e chitarra, in una composizione del chitarrista nei vicoli e nei
mercati balcanici e nella nostra mente le immagini si aprono come evanescenze.
Pino Forresu ha avuto due tributi, del Quartetto d’Archi Art Jonica di
Massimiliano Monopoli che con lui hanno passeggiato sulla musica di Vivaldi, e
poi con la sua creatura ensemble Chitartarentum costituita dai chitarristi
Michele Santoro, Giovanna Delfino, Dario Rizzo, Federico Attanasio chiude la
serata. Che dire di più, la musica a quel livello è pura incantesimo che
rinfresca la mente e anche il corpo. Ci siamo scordati del caldo. Ma non ci
scordiamo del nostro Paisiello perché eravamo nel suo cuore. Ma Taranto come
spazi per la cultura merita di più, se davvero il Fusco rinato diventerà un
punto di riferimento del Comune, la prossima volta potrebbe essere quello il
posto per un evento dell’Ateneo della Chitarre. Chissà, anche se la notte, che
chiude l’anno scolastico deve avere sempre la sua coltre di cielo.


Commenti
Posta un commento
Commenti non moderati comportarsi civilmente