Taranto, i botti, gli alberi e i cassonetti, un'allerta per Amiu e Comune


Lo scorso capodanno una foto - che fece lo scrivente al rientro a casa in Via Oberdan - mostrò un paesaggio tipo "Beirut dopo un attentato" un cassonetto roso al centro strada in mezzo a mille detriti e un albero, quello che piantò 6 anni fa il Corita, mezzo  bruciato. Per fortuna il giovane (un albero diventa adulto a 25 anni) si è poi ripreso durante la primavera. 


L'Amiu fece il bilancio dei cassonetti bruciati e la cronaca misurò il danno con il falò di 50 cassonetti e il danno di 30 mila euro.  

Ora siamo a quattro giorni dalla fine dell'anno e sarebbe assai utile se davvero si facesse prevenzione nei punti più sensibili della città: proprio laddove sono stati bruciati i cassonetti. 

Sarebbe forse un paradosso, o fors'anche un ammettere la resa di fronte ai cialtroni, ma suggerirei di togliere i cassonetti per una notte nei 50 punti caldi. 

Comunque qualcosa, ma facciamo davvero prevenzione. Anche un'ordinanza del Comune contro i botti che creano disagio agli animali oltre allo scempio urbano. A patto che si facciano i successivi controlli
La festa non può prescindere dalla tutela dei beni comuni e non è questa un'immagine bella per Taranto che merita di più. Auguri

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