Taranto - Al Palamazzola è attivo il Centro di incontro Alzheimer Più, da ieri, inaugurato


Inaugurato! Alla fine che cos’è un centro di incontro Alzheimer? Non è un presidio sanitario, che spaventa chi ha problematiche, anche perché medici e infermieri, spesso indaffarati non creano familiarità, quel toccasana che serve.
Eh sì la famiglia! Quella toccata dalla scoperta di un malsano ospite che sbanca le previsioni: “Lui aveva un amore per i libri, pensava - ora che smetto di fare l’avvocato mi godo la pensione con la lettura -”.

Chi mi dice queste cose è la moglie che racconta con la lucidità disarmante del partner che resta a parlare mentre l’altro è assente. Il dramma del caregiver. “Meglio qui che sta insieme agli altri, risponde, mangia, a casa si chiude nel silenzio”.
Pomeriggi in compagnia, il lunedì e il mercoledì per stare insieme, parlare, fare attività con la psicologa, con i volontari, ricreando quell’ambiente di casa un po’ allargata, con quell’ingrediente che Letizia, con la voce apparentemente incerta. Chiama “amore”.
Abbiamo visto sabato 28, nel convegno le esperienze in Italia dei centri di incontro, quelli che occupano la prima fase della malattia, la forma lieve, quella che ha spaventato la famiglia e che il percorso insieme rassicura un po’, allenta tensioni, serve al familiare per socializzare, sentirsi in rete, attraversare il percorso con la persona affianco che resta sua moglie, suo padre o suo marito.

Ne abbiamo parlato con enfasi, chiamando questo come ‘primo centro’ in città, in quel connubio formidabile tra un’associazione, UISP che gestisce in convenzione il Palamazzola e Falanthra ODV, con la regia del Comune, nel cuore della città, servita da pullman di linea, facilmente raggiungibile da ogni parte.

Un vero salto di qualità di Alzheimer Più, ieri Cesare e Daniela, come vengono chiamati da tutti, erano entusiasti per questo risultato che premia anni di dedizione al tema. Noi siamo stati testimoni del percorso accanto a loro, ai Pasquale, alle Anne, ai Marco, ai caregiver in questa marcia fatata, quasi un viaggio benefico e rigenerante,

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