In Puglia si punta agli inceneritori altro che raccolta differenziata»
BARLETTA - «La Regione Puglia ha deciso di chiudere il ciclo dei rifiuti
attraverso una ricetta molto semplice: passando dalla dittatura delle discariche
a quella degli impianti che producono combustibile da rifiuti (cdr). Noi lo
sottolineiamo danni, ora lo conferma anche la rivista “Altraeco - nomia”». Così
Alessandro Zagaria, del Collettivo Exit. Che aggiunge: «Il business adesso è
dato dalla trasformazione dei nostri scarti in combustibile da rifiuti: ciò
significa che i rifiuti solidi urbani vengono triturati e aggregati in blocchi
che hanno un alto potere calorifico. Lo sottolinea il giornalista Luca
Martinelli: questo passaggio fa sì che il cdr, a differenza dei rifiuti da cui
trae origine,venga considerato rifiuto speciale. Affrontare oggi la questione
rifiuti in Puglia significa attraversare venti anni di politiche emergenziali
che hanno prodotto risultati fallimentari sia con governi di centro-destra che
di centro- sinistra».
Aggiunge Zagaria: «Nel 2003 l’allora commissario straordinario
all’emergenza rifiuti e presidente della Regione Raffaele Fitto ha bandito 6
gare per la realizzazione di “impianti complessi per il trattamento di rifiuti
solidi urbani, da avviare al recupero energetico”. Cinque di queste gare sono
state aggiudicate nel 2004 durante il governo Fitto mentre l’ultima,quella di
Conversano, da Vendola nel 2006. Tutte le gare sono state vinte da Cogeam,
partecipata al 51% dal gruppo Marcegaglia, al 48% dalla pugliese Cisa e all1%
dalla friulana Ecomaster. I primi cinque “impianti complessi” sono stati già
realizzati e secondo l’azienda sarebbero in grado di produrre circa 400mila
tonnellate di combustibili da rifiuti, contribuendo a valorizzare 900mila
tonnellate di rifiuti solidi urbani».
E ancora: «L’unico problema è che in Puglia mancano impianti dove poter
bruciare tutto questo cdr, visto che l’unico inceneritore in funzione è quello
di Massafra, mentre quello tra Cerignola e Manfredonia deve essere ancora
completato. Per questo si è deciso di chiudere il ciclo dei rifiuti aprendo i
forni dei cementifici per poter bruciare cdr, ed è per questo che a Barletta la
Buzzi Unicem per abbattere i costi di produzione ha ottenuto dalla Provincia,
attraverso la Valutazione impatto ambientale (Via) e con il silenzio complice
del sindaco Maffei, di poter bruciare 65.000 tonnellate annue di cdr, nonostante
tutti i suoi stabilimenti sparsi nel mondo abbiano fatturato 2,1 miliardi di
euro nei primi 9 mesi del 2011. Con queste cifre di fatturato sia la Buzzi
Unicem che il sindaco di Barletta e il Presidente della Provincia dovrebbero
spiegarci perché si vuole scaricare i costi sociali e ambientali di questa
operazione sull’intera collettività».
«Questo processo - prosegue Zagaria - purtroppo ha investito altri
cementifici in Puglia, tra cui quello di Taranto del gruppo Caltagirone che ha
ricevuto un doppio finanziamento pubblico dalla Regione (20 milioni di euro) e
dalla Banca europea di investimenti (90milioni di euro), per adeguare i propri
impianti. Diversamente è avvenuto per quanto riguarda il cementificio Colacem di
Galatina dove, un ordine del giorno presentato dal consigliere regionale Blasi
lo scorso 20 Luglio, «impegna il governo regionale a escludere il conferimento
di cdr e css (combustibile solido secondario) presso gli impianti esistenti,
tranne che in quelli già in esercizio e autorizzati» .
Conclusione: «L’ordine del giorno, votato da tutti i consiglieri tranne
che da quelli dell’Udc, non riguarda il Cementificio di Barletta perché già
autorizzato a bruciare cdr. È incredibile l’atteggiamento dei consiglieri
regionali Mennea, Caracciolo, Pastore e Alfarano che avrebbero potuto integrare
l’ordine del giorno impedendo anche agli impianti già autorizzati di bruciare
cdr e tutelando oltre a Galatina anche la nostra città. Davanti a questo
scenario anche le previsioni di una raccolta differenziata che nel 2018 a
livello regionale debba raggiungere il 65% come anche il progetto di raccolta
porta a porta lanciato dalla giunta Maffei per il 2012 sono solo uno specchietto
per le allodole e impossibili da realizzare».
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