Raccolta differenziata a San Vito una cosa di ordinaria follia

Risposta al Corriere del Giorno pubblicato il 7 giugno 2012

Leggo con interesse la lettera del sig.Pulpito del giorno mercoledi 6 giugno,  a proposito della raccolta differenziata con i duecento mini- contenitori domestici messi per strada. Il lettore - cittadino ha perfettamente ragione a lamentarsi perchè una delle questioni che attiene al cosidetto settore tecnico, la regola voglio dire, che sta alla base della prima ricognizione urbanistica, e che sta in ogni manuale da almeno 20 anni, e che deve applicare un vero progettista di raccolta differenziata, si chiama valutazione volumetrica.
 
Va da sé che la stessa dizione tecnica risulta essere estremamente chiara in quanto definisce la valutazione della produzione pro-capite degli abitanti di uno stabile ovvero per differenza di una villletta e stabilisce, in rapporto a questa valutazione il contenitore adeguato, i turni di prelievo ed i giri di raccolta.
 
Ovvio, quindi, che il discorso sulla modalità di raccolta va decisa sulla base della struttura del quartiere, della tipologia urbanistica  e sul numero delle famiglie. Del resto se si vuole vedere come si fa, si vada a Salerno dove il progetto di raccolta è stato fatto da Conai ed Anci e si veda come si è realizzato. Spesso anche presunti esperti di rifiuti e raccolta differenziata si innamorano di luoghi comuni come porta a porta, ecc. 
 
 In realtà le modalità di gestione della raccolta sono legate a quanto ho riferito prima in estrema sintesi e volta per volta il progettista sceglie se fare il porta a porta, oppure la raccolta di prossimità, od anche il cassonetto dedicato o la mini isola ecologica in periferia.
 
Il lettore chiama genio incompreso chi ha progettato questo assurdo metodo, io non oso definirlo.

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