Raffaele Carrieri rivive nella Casa museo di Cangialosi

 


Un tributo alla memoria del poeta tarantino tra le mura della città vecchia

Le pareti che raccontano

“Ah, se queste pareti potessero parlare!” scriveva Neil Simon, ma a Taranto, nella terrazza sulla città vecchia dove sorge la Casa museo del Cav.Calogero Cangialosi, le pareti parlano davvero. Raccontano storie di cultura e memoria, restituiscono voce e presenza a Raffaele Carrieri, poeta errante e figlio illustre di questa città affacciata sul mare



Una vita errabonda

Raffaele Carrieri, nato a Taranto, incarnò nella sua esistenza il destino che appartiene a diversi tarantini: adolescente nei Balcani, testimone dell’Impresa di Fiume di D’Annunzio, marinaio e poi gabelliere a Palermo — esperienza da cui nacque la sua prima raccolta poetica, Il lamento del Gabelliere (1945).


Nel 1923, la sua sete di cultura lo portò a Parigi, dove si immerse nell’avanguardia artistica, e dal 1930 Milano divenne il suo approdo come critico d’arte per prestigiose testate come il Corriere della Sera.

Grazie alla sua penna, Carrieri pubblicò monografie su artisti e intellettuali di spicco, e nel dopoguerra tornò alla poesia, ricevendo riconoscimenti come il Premio Viareggio nel 1953 per Il trovatore. Si spense a Camaiore nel 1984, lasciando una traccia profonda nella letteratura italiana e nella storia della sua città natale.

La memoria collettiva come radice e riscatto

Il tributo di ieri sera, organizzato dai giovani dell’Associazione Dedalo Aps nella città vecchia di Taranto, ha riacceso la fiamma della memoria a 41 anni dalla scomparsa del poeta. Il legame tra Carrieri e Taranto si fa eco nelle parole di Cesare Pavese: le radici di una città richiamano sempre chi le ha lasciate. Purtroppo, la memoria di Carrieri è stata a lungo trascurata, diluita nell’oblio degli erranti, come spesso accade ai figli più inquieti di una terra.

Per recuperare e valorizzare questa eredità, bisogna tornare tra i banchi dell’università, dove negli anni Settanta l’antologia di Francesco Grisi — per Mondadori — restituì Carrieri agli studenti. In un documento inedito indirizzato a Grisi, si sottolinea come questi abbia colto l’importanza di una poesia dalle radici magnogreche e dagli echi ermetici, scavando nelle profondità della parola come pietra.


Un tributo giovane e corale

La serata organizzata nella culla della Magna Grecia ha visto protagonisti giovani poeti raccolti da Cangialosi, custode delle tradizioni e della produzione letteraria di Raffaele Carrieri. L’evento ha rappresentato un segno tangibile di riscatto socioculturale per Taranto:


la partecipazione dei giovani alle letture e il loro avvicinamento alla figura di Carrieri testimoniano come la cultura possa fungere da fondamento per la rinascita di una comunità.

La Casa museo di Cangialosi si conferma luogo simbolico dove la voce di Raffaele Carrieri può ancora echeggiare, ricordando che la memoria storica è patrimonio collettivo. La mostra sarà disponibile per alcuni giorni in Piazzetta San Francesco 16, nei pressi dell’Università.

Iniziative come questa rappresentano non solo un doveroso omaggio, ma anche un investimento sul futuro: il riscatto di Taranto passa anche attraverso la riscoperta dei suoi poeti e la capacità di trasformare l’oblio in nuova linfa per le generazioni che verranno.

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