Aung San Suu Kyi: la donna più temuta dai generali è di nuovo libera

 


Aung San Suu Kyi, la leader birmana premio Nobel per la Pace, ha qualcosa che i generali non hanno mai avuto: è legittimata dal mandato che il popolo le ha conferito per governare il paese. I generali invece non sono mai stati eletti e agli occhi del popolo non hanno alcuna autorità riconosciuta.

Nel suo primo discorso politico il 26 agosto del 1988, una donna quarantatreenne digiuna di politica che fino a poche settimane prima viveva a Cambridge con il marito e due figli, gettata nella mischia dai capi della rivolta che le chiesero in virtù del suo lignaggio come figlia dell’eroe nazionale dell’indipendenza birmana di mettersi a capo della rivoluzione, ebbe l’ardire di definire l’insurrezione popolare in corso dall’ottobre agosto, la “seconda lotta di indipendenza” e da quel momento entrò in politica. Il suo messaggio politico da allora è stato di sfidare diligentemente ogni autorità e ordine ingiusto. Incoraggiava le persone ad impegnarsi in una resistenza politica nonviolenta.

Il suo goal politico è sempre stato chiaro e apertamente dichiarato: rovesciare il regime dittatoriale e stabilire un ordine democratico per assicurare uguali diritti e dignità in uno stato confederato.  Proprio grazie all’insurrezione generale dell’agosto 1988 la consapevolezza degli ideali democratici tra i birmani da allora è aumentata in modo significativo. Per questa ragione i generali la misero agli arresti domiciliari già dal 20 luglio 1989. Da allora sono passati più di trentacinque anni e venti di questi Aung San Suu Kyi li ha passati agli arresti domiciliari se non proprio in prigione come questi ultimi cinque.

Ma oggi finalmente è arrivata la notizia che tutti aspettavamo: questa notte è stata liberata e portata in “una casa”, sicuramente agli arresti domiciliari. Speriamo di avere presto sue notizie.

Orientalista, nello specifico nipponista, con una formazione in antropologia, studiosa del pensiero femminista e di cinema delle donne. Ha vissuto a Venezia, Londra, Tokyo, Melbourne, Bali e Roma. Nel 2009 pubblica con il contributo del comune di Venezia la raccolta di recensioni “Nuove eroine al cinema. Venti anni di cinema declinato al femminile”. Nel biennio 2014-15 due campagne di crowdfunding finanziano il progetto “I Reportage di Donna Reporter: diamo voce e visibilità alle donne che in Asia stanno cambiando il mondo”. Questi reportage, le interviste e gli articoli scritti per The Bali Times hanno fornito il materiale per un libro di prossima pubblicazione. Il 2019 ha visto l’emergere prepotente della questione climatica a cui dedica il libro “Extinction Rebellion e la rivoluzione climatica” 2020 Multimage. Nel marzo del 2022 grazie ad una campagna di crowdfunding è stato pubblicato il libro “Donne tra protesta e attivismo. Ambiente, economia, società” sempre per la casa editrice Multimage di Firenze.

 

Commenti

Post popolari in questo blog

Borraccino: "Vertenza call center commessa ENEL, a fianco ai lavoratori"

AVS Taranto: no alla deregolamentazione del lavoro nei call center ENEL

“Divinamente donna”, le insignite speciali e la classifica del premio letterario