Il Mega Cementificio: un tumore nel cuore del basso Salento che divora come una metastasi i territori e inquina e avvelena i suoi abitanti

Dal Salento una lezione di democrazia per la salvezza del nostro futuro.

Sì, al referendum popolare per la chiusura del mega impianto.

 

Il Forum Ambiente Salute accoglie con grande gioia il tuono referendario che sta svegliando tutti i paesi del

territorio limitrofo al cementificio dove maggiori sono le ricadute inquinanti e le incidenze di malattie ad

esse connesse e i danni gravissimi ai suoli sottoposti alle incessanti e aggressive attività di estrazione.

La grande lezione di democrazia lanciata attraverso la richiesta di un libero referendum popolare dai

cittadini di Taranto, dopo anni di oppressione da parte dell'immenso polo siderurgico, per la sua chiusura e

totale riconversione dell'impianto seguendo l'esempio virtuoso del siderurgico di Bagnoli in provincia di

Napoli dove oggi parchi e giardini e luoghi di contenitori culturali hanno preso il posto di ciminiere e

altoforni, ha segnato un punto di svolta fondamentale nella storia del territorio salentino, risvegliando

quell'anelito rivolto alla libertà che passa imprescindibilmente dalla necessità di vivere in un ambiente pulito,

sano e bello anche nelle città della provincia di Lecce ubicate nell'interland del cementificio quali Galatina,

Cutrofiano, Corigliano d'Otranto, Sogliano Cavour, Soleto, che da ieri hanno cominciato a gridare e

rivendicare il loro diritto a pronunciarsi sul loro futuro e sul futuro del loro territorio.

Con questo referendum non si intende mettere in alcun modo in discussione la libertà di impresa, ma di

riaffermare la sua subordinazione agli intrinseci dei territori delle comunità locali e delle persone secondo

quanto sancito dalla stessa Costituzione Italiana. Tale prevaricazione degli interessi industriali sugli interessi

territoriali connotano purtroppo lo spiacevole caso salentino qui evidenziato. Inoltre lo stabilimento viene a

trovarsi oggi tra due aree strategiche per lo sviluppo del del Salento: a nord è ubicata la Grecìa Salentina con

la sua importante minoranza linguistica grecanica, scrigno di cultura e tradizione e a sud il neo parco naturale

e rurale dei Paduli-Foresta Belvedere, paradiso di scorci paesaggistici unici, biodiversità e potenzialità silvoagro-

pastorali per produzioni di eccellenza e biologiche; e uno sviluppo legato ad un turismo di qualità tale

da dare, da un lato, ricchezza diffusa alle popolazioni locali e, dall'altro, un ambiente salubre tale da

consentire un altissimo livello di qualità della vita. Uno sviluppo frenato ed impedito dalle attività inquinanti

e ad alto impatto paesaggistico, quali gli aberranti mega impianti di fotovoltaico ed eolico figli di una

speculativa e falsa "Green Economy".

Risalgono a solo pochi mesi fa "i moti popolari" che hanno visto i cittadini di Cutrofiano, e non solo, uniti

intorno al loro parroco, don Mirko Lagna, mossi da una decennale esasperazione dovuta ad incessanti ed

estenuanti attività estrattiva che hanno crivellato e divorato il territorio di Cutrofiano, presidiare con madri e

bambini, sotto gli occhi vigili delle forze dell'ordine, quei secolari uliveti in segno di protesta chiedendo la

difesa di quei suoli che da millenni gli ospitano e che di lì a poco sarebbero stati sventrati per produrre

cemento che addirittura, oltre il danno la beffa, viene esportato anche in altri continenti, con l'aggravante

ulteriore che la produzione di cemento effettuata in loco, sotto le ciminiere in quel processo industriale che

si completa attraverso i forni dello stabilimento, comporta intense attività di combustione e di emissione di

fumi nocivi, il tutto a danno della qualità dell'aria e dell'ambiente del intero Salento.

Le denunce dell'oncologo dottor Serravezza, e gli studi scientifici divulgati dalla LILT (Lega Italiana per la

Lotta contro i Tumori) che hanno denunciato l'anomalo incremento di malattie tumorali, anche molto rare,

proprio nei perimetri di maggiore ricaduta delle polveri sottili e dei nocivi fumi emessi dalle ciminiere del

cementificio, tali denunce hanno determinato e contribuito ad arrivare all'importante e democratico

referendum lanciato solo ieri, ma che già inorgoglisce noi tutti e rappresenta un'importante ipoteca di

speranza, forse non più per il nostro futuro, ma certamente per quello a venire dei nostri figli. La goccia che

ha fatto traboccare ulteriormente un vaso oramai stracolmo è stato il tentativo amministrativo portato avanti

dalla ditta cemetificia in questi giorni alfine di ottenere le autorizzazioni necessarie per poter bruciare anche

CDR, il gravemente e altamente pericoloso Combustibile Derivato dai Rifiuti, tale da aggiungere ai succitati

danni e impatti insopportabili nche quelli che si addizionerebbero all'attività di incenerimento dei rifiuti.

Questo un modus operandi che ha ulteriormente palesato quanto nulle siano nei fatti le attenzioni per la

salute e gli interessi veri delle comunità locali.

Siamo certi che come stanno insegnando in questi giorni i tarantini a tutti gli italiani anche i comitati, le

associazioni e i numerosi gruppi che stanno nascendo spontaneamente in queste ore nei comuni salentini

colpiti dal gravoso impatto dell'opificio, sapranno collaborare tra di loro alla proposta referendaria. Allo

stesso modo siamo certi che tutte le associazione, che hanno a cuore l'ambiente, non negheranno il loro totale

appoggio così come tutti i partiti politici di destra, centro e sinistra che, ci auguriamo, confluiranno

all'interno del vasto e trasversale movimento che sta crescendo per la raccolta delle firme finalizzate al

referendum con cui si chiederà di spegnere le ruspe che cavano il nostro territorio e i bruciatori che mandano

in fumo il sogno di felicità di una terra intera, ponendo così fine ad una colonizzazione industriale ormai

inaccettabile e che il territorio non merita.

Alla politica anche il compito di avviare, anzi tempo rispetto alla pronuncia referendaria, virtuose azioni di

riconversione che facciano tesoro e siano a loro volta motivo di ulteriore sprone per il potenziamento di tutte

quelle attività economiche intrinseche di cui il Salento è ricco, smascherando così soprattutto l'inconsistenza

del ricatto occupazionale con cui si cerca di continuare a soggiogare e sottomettere i salentini presentando

come necessarie ed indispensabili, quasi "manne dal cielo", quelle attività industriali altamente inquinanti ed

impattanti che dal cielo purtroppo inviano soltanto malanni, dispiaceri e dolori.

IMPORTANTE SEGNALAZIONE

Informiamo che in questi giorni è stato lanciato e diffuso sui canali video web e rilanciato da tantissimi utenti

di social network un agghiacciante video denuncia che "toglie il respiro" relativo alle notturne e

"incrementate" ulteriormente emissioni nocive da parte del mega cementificio di Galatina.

 

 

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