Un libro che racconta sette anni di informazioni sull'ambiente: dove va l'Italia?
L'Italia e l'Ambiente: un rapporto difficile
Perché scrivere un libro raccogliendo cose già scritte? La risposta me la sono data cosi: per avere memoria di quello che un archivio diffuso non consente, e per divulgarlo al di là di una rivista online che può anche essere superata nel tempo.
Sette anni sono stati anni di cambiamento, ma anche stagnazione. Molte avvenimenti, in campo ecologico sono arrivati sull'onda delle manifestazioni, delle proteste. Pensiamo alla Campania Felix, e e alle discariche, le balle senza inceneritori e l'inceneritore che arriva con le balle che non sono adatte ad essere incenerite. Poi ci sono gli sversamenti dei veleni, le frane e le alluvioni. Il suolo malmenato, compattato, inquinato che si ribella, risveglia faglie acquifere ed è un pantano.
L'Italia e l'Ambiente: un rapporto difficile, racconta questo. Ci sono i Verdi che stanno scomparendo e poi riappaiono, ci sono le manifestazioni a Taranto che mettono sui tavoli che contano le carte del'ambiente, ci sono le prime avvisaglie di una magistratura che comincia la giaculatoria delle accuse per disastro colposo.
Sette anni e 800 pagine da custodire.
Questa
la sinossi del libro
L’autore percorre sette anni dal 2007 al 2014 raccogliendo tutto quello che ha scritto sulla rivista Agoramagazine. Sono gi anni delle riforme in campo ambientale che appaiono sempre incompiute. La cronaca descrive lo stato dell’arte, frane, alluvioni, mutamenti climatici, rifiuti, di fronte ad una Europa che sopporta e sanziona: ecco il rapporto difficile del bel Paese verso l’Ambiente. Ottocento pagine sono storia, racconto, saggio, archivio...fate un po’ voi. E’ come avere l’album fotografico della nostra storia, per documentarci, per partire da questo per andare avanti. Una raccolta di articoli del resto ha questa funzione, come la storia che è motore del presente e del futuro. C’è la storia dell’Ilva e delle manifestazioni di piazza e l’intervento della magistratura, le vicissitudini delle persone, costrette al turismo sanitario per quest’aria malefica che distribuisce tumori. Emerge la assoluta inadeguatezza della politica che non riesce neanche a difendere il territorio dalla speculazione edilizia che tanto fu presente nello scomparso regista Rosi con il suo film “ Le Mani sulla città”. Un libro da leggere, come un saggio sulla natura, sui disastri ambientali per capire gli errori dell’homo faber e del suo determinismo industrialista senza regole

Commenti
Posta un commento
Commenti non moderati comportarsi civilmente