IDEE PER UN PIANO ENERGETICO REGIONALE

     Ecoistituto del Veneto - Zero Energy - Federconsumatori
Comitati riuniti Riciclo Totale - Rifiuti Zero
Convegno di studi
Risparmio Efficienza, Rinnovabili
ore 10  Saluti di Comune e Provincia di Padova
Sabato 29 ottobre 2011
Padova - Sala Convegni Banca Etica 
via Tommaseo 16 (100 m da stazione FS)
Coordina Michele Boato per le associazioni promotrici
10.20    Massimo Mazzer primo ricercatore CNR-IMEM - Parma    Potenzialità attuali e a breve periodo delle fonti rinnovabili in Italia
10.40    Mario Agostinelli esperto Enea - Milano    Per una uscita dolce dalle fonti energetiche fossili
11.00    Gianni Tamino docente biologia Università di PadovaPotenzialità e limiti delle biomasse energetiche
11.20   Luca Fattambrini coordinatore di ZeroEnergy         Dati essenziali per la formulazione di un Piano energetico Veneto
Sintesi dei Piani energ. di Lombardia, Emilia Romagna e Friuli V.G.
11.40  Stefano Lorenzini,  responsabile Terna
Pianificazione dello sviluppo della rete elettrica di trasmissione12.00 Michele Boato  direttore Ecoistituto del VenetoPer un Piano en. reg. basato su risparmio, efficienza e rinnovabili
Dibattito
    13.30   Pausa pranzo  15.00

15.00   Riccardo Milano  Banca Etica - Come sostenere risparmio e rinnovabili
15.10    Giuseppe Rocco - Il potenziale idroelettrico del Veneto
15.20    Gianluigi Salvador, resp.Energia WWF Veneto - Altre rinnovabili
15.30    M.Rosa Vittadini e Carlo Giacomini,
docenti Trasporti Univ. Venezia15.50    Andrea Grigolettodirettore tecnico Fondazione Fenice onlus Padova16.00    Carlo Cotogni, amministratore Delegato X Group Monselice16.10    Nicola Baggio, product manager Solon Padova16.20    Andrea Sacchetto, Uff. Energia Provincia di Padova16.30    Corrado Polidocente Università di Bergamo16.40    Mauro Zanini, vice presidente naz. FederConsumatori17.00    Dibattito e Conclusioni   Massimo Giorgetti Assessore Regione Veneto
Nel 1987, ad un anno da Cernobyl, il popolo italiano con tre Referendum  ha detto molto chiaramente che non voleva più saperne del nucleare: furono chiuse sia le tre malandate centrali “sperimentali”  sia la grande e recente centrale di
Caorso (già “fuori servizio” dal 1986). Fu anche sospesa la costruzione dell'enorme centrale di Montalto di Castro, poi
riconvertita a metano. Ma non fu perseguita l'altra via alternativa ai combustibili fossili, le fonti rinnovabili.L'Italia aveva già una grande produzione idroelettrica, con grandi dighe a forte impatto ambientale.
La penisola, inoltre, è un'area a grandissima potenzialità geotermica, : a Larderello, in Toscana,
lo sfruttamento secolare di questa fonte  ha fatto scuola a tutto il mondo, dall'Islanda al Nicaragua.
Ma non si è investito in tutti gli altri settori delle rinnovabili: dal solare termico a quello elettrico,
dall'energia marina (di correnti, onde, maree e gradiente salino) a quella del vento
e degli scarti vegetali, nei giusti limiti del rispetto ambientale.
C'era (e c'è) ancora moltissimo da studiare e sperimentare; ma dobbiamo ricordare che
già negli anni '60 l'Italia era all'avanguardia mondiale nella tecnologia solare:
basta ricordare le realizzazioni solari a concentrazione assolutamente all'avanguardia realizzate a S. Ilario,
sulle colline di Genova, dal prof. Giovanni Francia, lasciate poi in abbandono.
Come eravamo all'avanguardia nell'edilizia bioclimatica e nell’efficienza energetica.
Molte occasioni sono state sprecate e troppo siamo rimasti in attesa di una
pianificazione urbanistica orientata in senso energetico e ambientale, mentre
all’estero, si moltiplicavano gli esempi di comunità energetiche autosufficienti.
Per non parlare del solare termodinamico (centrali a specchi che concentrano luce e calore
per far girare una turbina da parecchi MW), studiato già negli anni '80 dal premio Nobel Carlo Rubbia,
ma realizzato (e solo parzialmente) a Priolo solo nel 2010,
dopo che Rubbia se ne era andato a realizzarne una decina in Spagna.
Dopo il Referendum del 12 giugno 2011 ci sono tutte le premesse per non ricadere nelle spire fossili.
 I ripetuti tentativi del governo di azzerare la filiera del solare con improvvisi cambi e tagli degli
incentivi, hanno già creato pesanti contraccolpi al “miracolo solare” in corso in Italia dal 2009:
solo nel 2010 sono stati installati e messi in produzione in Italia 4.000 MW di solare fotovoltaico,
corrispondenti alla potenza di due centrali nucleari EPR che il governo voleva costruire con una spesa enorme e tra 10-15 anni... La reazione di produttori (decine di migliaia di nuovi occupati), utenti e opinione pubblica è stata fortissima
e il quorum al Referendum ne è, in parte, un effetto.
Ora è il momento di fare proposte di ampio respiro, a livello regionale e realizzazioni serie nei Comuni.Perciò è fondamentale il Convegno di Studio “Idee per un piano energetico regionale”
che ZeroEnergy-Ecoistituto del Veneto, Federconsumatori e Comitati Riciclo totale-Rifiuti zero di Tv e Ve
organizzano sabato 29 ottobre a Padova presso la sala congressi di Banca Etica.
L'incontro è aperto a tutti, fino ad esaurimento dei posti, con
precedenza a chi si prenota con fax all'Ecoistituto 041.935666 o mail
micheleboato@tin.it
Michele Boato
presidente Ecoistituto del Veneto

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