L'affaire Lula dalla Operazione «Lava Jato» alla condanna, mentre l'Onu apre inchiesta per violazione diritti umani
In questo lunghissimo documento c'è una storia diversa da quella raccontata dai media internazionali, una sequenza di fatti narrati da un testimone oculare del quale, per ovvi motivi non possiamo dire il nome ma trattasi di un professionista italiano che vive in Brasile da molto tempo.
Questo potrebbe inficiare un tantino il testo ma lo pubblichiamo nel mentre in Brasile, dopo l'avvio delle procedure dell'Onu per la messa in stato d'accusa per violazione dei diritti umani sta creando un vero inferno. Mettetevi comodi e leggete.
DALL’OPERAZIONE “LAVA
JATO” ALLA CONDANNA E CARCERAZIONE DI Luiz Inácio da Silva – “LULA”, passando, dal colpo di mano del congresso (golpe) e arrivare al
petrolio del “pre sal”
Per meglio comprendere l’evoluzione
politica ed economica brasiliana, approdata alla situazione attuale, e se in
tali processi siano stati influenzati potenze straniere (Usa) è necessario
rivedere e valutare eventuali connessioni, tramite un percorso cronologico
degli eventi succeduti; di ogni evento, ove
possibile, se ne cita la fonte:
L’ipotesi più accredita e convincente,
che la causa di tutto abbia origine dal petrolio del Pre-Sal
1- 2006; Viene scoperto ed annunciato il giacimento di petrolio “Pre-Sal”, da
parte della “Petrobras” allo stato attuale, circa 33 miliardi di barili;
2- 2007, novembre; prime estrazioni di
petrolio Pre-Sal a Tupi (rinominato
Lula);
3- 2007; corso di formazione del giudice Sergio Moro negli Stati Uniti;
4- 2008, gennaio; misteriosi ladri,
rubano 4 notebook e 2 hard Disck, di proprietà della Petrobras, Macaè -RJ;
5- 2008; Il giudice S. Moro, assieme
alla sua collega, Gisele Lemke
frequentano un programma di istruzione di “Lawyers”, presso la Harvard Law School, Stati Uniti
6- 2008, aprile; riattivazione della quarta flotta degli Stati Uniti;
7- 2009, agosto; legge sulla condivisione del petrolio;
8- 2009, ottobre; gli Usa, organizzano, a Rio de janeiro, un corso di
formazione per giudici e poliziotti Federali;
9- 2009, dicembre, riunione della
direzione della Chevron, presso il consolato Usa, per il rigetto della sulla
condivisione del petrolio;
10- 2011, 1° gennaio Dilma Rousseff, assume la carica di Presidente del Brasile
11- 2013, giugno proteste e
manifestazioni e prima apparizione del “collettivo Anonimous”;
12- 2013, giugno; Dilma Rousseff, presidente, annuncia che tutte le “royalties”,
provenienti da petrolio Pre-Sal, saranno destinati a Salute ed educazione;
13- 2013, ottobre; Brasile e Petrobras sono oggetto di spionaggio dagli Usa;
14- 2014, marzo; iniziano le operazioni giudiziarie di “Lava Jato;
15- 2015, febbraio: Rodrigo Janot (Procuratore Generale della Repubblica),
accompagnato dalla Task Force del Lava Jato,
si incontra a Washington con il
Direttore Generale dell'FBI, James Comey, il Direttore del Dipartimento
di Giustizia, e con gli ufficiali della Securities and Exchange Commission (SEC).
16- 2015. Lula, dichiara che si ripresenterà per le elezioni del 2018
17- 2016, maggio, Impeacchment della presidente
Dilma Roussef;
18- 2016, maggio; Michel Temer assume la presidenza del Brasil;
19- 2016, ottobre; nuova politica dei prezzi della Petrobras;
20- 2016, inizia la privatizzazione della Petrobras “Partnership strategiche”;
21- 2018, gennaio; la Petrobras, paga agli azionisti degli Stati Uniti 2,95 $
di dollari
22- 2017- 2018, Lula è condannato, in prima
istanza, e seconda istanza; negato l’habeas Corpus, viene arrestato e recluso nella prigione Federale di Curitiba;
23- 2018; il petrolio del Pre-Sal, supera il 50% della produzione totale
brasiliana
1.
Annuncio della scoperta del
“Pre-Sal” – 2006
La scoperta del
petrolio nel pre-sale è stata annunciata da Petrobras nel 2006.
Dagli annunci,
finora, diffusi dalla “Petrobras”, la compagnia nazionale brasiliana del
petrolio, dai giacimenti del “Pre-Sal, di stima che, sono estraibili, circa 100
miliardi di barili. Previsioni ottimistiche, accreditano che si può arrivare al
doppio, o addirittura al Triplo. Se ciò fosse comfermato, collocherebbe il
Brasile come i maggiori detentori di riserve petrolifere, al mondo, al fianco dell’ Arabia Saudita del Venezuela.
Paulo César Ribeiro Lima (2015a) stima che una valutazione di oltre di 62
miliardi di barili, sia abbastanza prudente. http://www.scielo.br/scielo.php?script=sci_arttext&pid=S0103-40142016000300185
Altri arrivano alla
stima di oltre 143 miliardi di
barili."(Sauer & Rodrigues, 2016).
(Cenario Economico-Finanziario di Produzione nei Campi
di Pre-Sal su distinti Regimi Regolamentati di Larissa Araujo Rodrigues/prof
Ildo Luis Sauer – San Paolo 2016)
Le prima estrazione
di petrolio del Pre-Sal, è stata effettuata nel giacimento di Tupi, al largo
delle coste di Santos (il luogo è stato ribattezzato Lula, nel 2010), nel
novembre 2007.
2.
Le riserve, di petrolio e gas,
del giacimento di Tupi è stata divulgata da Petrobras l'8 novembre 2007. La
quantità stimata, varia tra i 5 e gli 8
miliardi di barili di petrolio di alta qualità, oltre al gas naturale. Solo la
quantità di petrolio Pre-Sal del
giacimento di Tupi (attuale Lula) rappresenta, dal 40 al 63% delle riserve
,accertate, del Brasile, che di circa
12,6 miliardi di barili di petrolio.
Dopo l'annuncio della scoperta del giacimento petrolifero di Tupi, il
governo brasiliano ha ritirato i diritti di esplorazione di 41 lotti attorno
alla località marina di Tupi, i quali,
che sarebbero stati messi all'asta alla fine di novembre 2007. Il comportamento
del governo, evidenzierebbe un atteggiamento prudente, dal momento che questi
aree, potrebbero valere molto di più, man mano che si ottengono maggiori
informazioni su Tupi", La Petrobras, per arrivare ad esplorare questi
giagimenti, ha usato tecnologie moderne d innovative, che migliorano progressivamente,
contribuendo ad abbassare, notevolmente, i costi di estrazione. Il giacimento di petrolio scoperto nella
sacche “Pre-Sal”, del litorale brasiliano, è all’interno di una fascia
marittima, universalmente riconosciuta come zona economica esclusiva del Brasile.
Sono riserve di alta e media qualità. L’estensione di
questo giacimento, finora accertato, va dallo stato dello Espirito Santo sino
allo Stato di Santa Catarina, circa 800 km, con una profondità, riferita al
livello del mare, da 5 a 8 km; l’altezza di questa sacca, varia da 200 a 2.000
metri. qualcuno ipotizza, come il Geologo
Márcio Rocha Mello, ex dipendente della Petrobras, che la valutazione,
sinora fatta, sia sottostimata; cne, in realtà l’estensione del giacimento sia
ben superiore agki 800 km, estendendosi, verso nord, sino al Ceará. Si
Ipotizza, inoltre, come possibile e probabile, che la zona del Pre sal, sia
esistente, anche, al di fuori dalle aque territoriale del Brasile; nell’area
della piattaforma continentale; se vero, nel futuro si potrebbero aprire
contenziosi territoriali, se non conflitti
L’Origine del Pre-sal, ha inizio, circa 140 milioni di
anni fa; quando incominciò la separazione tra Africa e America latina. Nel
mezzo incominciò a sorgere l’Oceano Atlantico medionale. Il processo di
sepazione durò sino a 60 milioni anni fa.
3.
Nel
2007, il giudice Sergio Moro, partecipatò, negli Stati Uniti a corsi sul riciclaggio di denaro all’
“International Visitors Program”, promossi, dal Dipartimento di Stato. https://istoe.com.br/397390_SERGIO+MORO/; (Intervista
con il Jornal do Brasil (Moniz Bandeira: "Moro e Janot recitano con gli
Stati Uniti contro il Brasile")
- Lo scienziato politico è noto per aver analizzato il
potere americano nella destabilizzazione dei paesi.
4.
Il furto di dati di Petrobras era
spionaggio, dice la Polizia Federale (PF)Lo
spionaggio industriale è l'unica linea di indagine della polizia federale per
indagare sul furto di informazioni, classificate, dalla Petrobras, avvenuta a
gennaio e divulgata la scorsa settimana, ha detto il sovrintendente della PF,
Valdinho Jacinto Caetano, a Rio de Janeiro. Secondo l’inchiesta, aperta,
giovedì, dopo il Carnevale, quasi una settimana dopo la dichiarazione di furto,
i dati contenevano le informazioni di una sonda che lavorava nel bacino di
Santos. Quattro notebook e due HD di ultima generazione sono stati rubati
con dati segreti sull'esplorazione petrolifera in loco. Petrobras ha
annunciato, lo scorso anno, l'esistenza di un gigantesco giacimento di petrolio
e gas naturale nel bacino di Santos, nella cosiddetta area di
Pre-Sal. " C'erano nel container, forniture per ufficio e
computer portatili, non hanno portato tutto il materiale, il che ci porta a
escludere che si trattasse di una comune rapina. Chiunque cerchi HD non
sta praticando una rapina comune, c'era un interesse specifico, di un
determinato argomento", ha detto ai giornalisti in una conferenza stampa
di martedì.
ALTRI CASI. Caetano ha confermato che questo non è
stato il primo caso di furti di dati subiti dalla Petrobras, come ha confermato
alla Reuters, Il direttore dell'associazione degli ingegneri della Petrobras
(Aepet) Fernando Siqueira, venerdì
scorso. La "Petrobras ha affermato di aver avuto casi simili, un anno, un anno e mezzo
fa; e lo disse alla polizia civile, ma i dati rubati non avevano informazioni
importanti ", ha detto Caetano. La PF non conosce ancora il luogo
esatto, del furto di informazioni, ma ha
disapprovato il sistema di sicurezza dell’Impresa statale. "Non si
può negare che il sistema di sicurezza di questo materiale è piuttosto
difettoso, molte persone hanno avuto accesso a questo materiale; la sicurezza è
adatta per l'ufficio, ma inadeguata per informazioni importanti, la sicurezza
ha fallito", ha affermato. Ha detto che una 'inchiesta avrebbe
determinato se il fallimento fosse da parte della Petrobras o delle società
coinvolte, la statunitense Halliburton e la compagnia di trasporto
Transmagno. Ha inoltre confermato che la stessa chiave è stata utilizzata
per aprire il lucchetto di diversi contenitori, il che rende
il sistema ancora più insicuro.
5.
Nel 2008, sempre il giudice Sergio Moro, assieme alla sua collega, Gisele Lemke ha partecipato, negli Stati
Uniti, alla “Harvard Law School”, a programmi speciali. di formazione e istruzioni
sull’uso delle tecniche di, “Lawyers”.
https://istoe.com.br/397390_SERGIO+MORO/.
(Intervista con il
Jornal do Brasil (Moniz Bandeira: "Moro e Janot recitano con gli Stati
Uniti contro il Brasile") - Lo scienziato
politico è noto per aver analizzato il potere americano nella destabilizzazione
dei paesi-
“..… Vi sono prove dirette e indirette che gli
Stati Uniti hanno influenzano e incoraggiano il lawfare , la guerra giuridica, per promuovere il cambio di regime
in Brasile. Il giudice di prima istanza Sergio Moro, che conduce il processo contro la Petrobras e contro i
grandi costruttori nazionali, si prepararò nel 2007, in corsi promossi dal
Dipartimento di Stato ...” http://m.jb.com.br/pais/noticias/2016/12/03/moniz-bandeira-moro-e-janot-atuam-com-os-estados-unidos-contra-o-brasil/. “Lawfare”: La definizione e l’uso del “Lawfare” la cita, per la prima volta, Charles
Dulp, un ufficiale superiore dell’aviazione americana, autore del libro Harvard's Carr Center”.
Dulp definisce il “Lawfare”, come una strategia da usare, al fine di ottenere
un bene o un male maggiore; il “Lawfare”, come sostituto degli militari tradizionali,
al fine di ottenere una vittoria, su obbiettivi militari; cioè condurre una
guerra, su un livello più sofisticato: il livello giudiziario. Il campo di
battaglia, non è più un terreno fisico, ma la testa della gente, manipolandola. Per piegare una nazione, non sono più
necessari gli eserciti; per ottenere gli stessi risultati basta avere il
controllo dei mezzi di comunicazioni e
dell’istituzione giudiziaria. Il“Lawfare”
non si limita a delegittimare il diritto di uno Stato
o di una persona, di difendersi, ma è l'abuso stesso della legge e del sistema
giudiziario, per minare i principi stessi che rappresentano: lo stato di
diritto, la sacralità della vita, il diritto alla libertà di parola, di difesa.
Il “Lawfare”, è di fatto,
una ”guerra asimmetrica, dove l’obbiettivo, (persona o stato), viene denunciato, altri fanno eco alla
denuncia e la diffonde sui media, la quale a sua volta, mette in moto,
attraverso, i suoi operatori e giornalisti, la macchina manipolatrice, al fine
di ottenere la condanna mediatica, travolgendo il diritto alla difesa.
L’efficacia di questa macchina infernale, dipende dal potere di chi gestisce e
costruisce questa “realtà” mediatica, giudicabile, condannando il “sospettato”,
non importa, se è innocente. La
manipolazione deve essere tale che la popolazione deve essere “costretta” a
credere nella “verità mediatica” e a schierarsi
contro il denunciato e condannato
dai media, che trasformano, senza alcuna prova o riscontro, il falso, in
verità. La giustizia , che si presta al
“Lawfare” e ne segue le regole, rende illegittima qualunque prova a
discarico dell’imputato, qualunque fatto o evento a favore del “già condannato”
viene demolito, la condanna non avviene più per prove a carico, ma in base alla
convinzione del Giudice.
6.
Il 24 aprile 2008, viene
riattivata la quarta flotta; la quale ha sede
nella Stazione navale di Mayport, Kacksonville, Florida. Sarà responsabile per
le navi, gli aerei e i sottomarini della US Navy che operano nell'area di
controllo Southern Command (SOUTHCOM) degli Stati Uniti, che comprende i
Caraibi, l'America centrale e meridionale e le acque circostanti. Il 12
luglio, la flotta viene dichiara, ufficialmente operativa.
- “Il capo delle operazioni navali (CNO) Adm. Gary
Roughead ha annunciato oggi il ripristino della quarta flotta statunitense e ha
assegnato il contrammiraglio Joseph D. Kernan, attualmente al comando come
primo comandante”.
L’Ammiraglio Gary Roughead, in quella occasione dichiarò:
"Ricostituire la quarta flotta riconosce l'immensa importanza della
sicurezza marittima nella parte meridionale dell'emisfero occidentale e invia
un segnale forte a tutti i servizi marittimi civili e militari nell'America
centrale e latina"; ha affermato Roughead. "Allineare la quarta
flotta insieme alle altre flotte numerate e fornire le capacità e il personale
sono un'esecuzione logica della nostra nuova strategia marittima".
La 4 quarta Flotta, originariamente fondata nel 1943 come una delle flotte
numerate originali e ricevette una missione specifica. Durante la seconda
guerra mondiale, gli Stati Uniti avevano bisogno di una forza navale,
capace di proteggere i mercantili dai
razziatori, e sottomarini nemici nel Sud Atlantico. La 4 flotta fu resa
inoperativa nel 1950, sostituita dalla 2
flotta. La riattivazione della 4 flotta,
senza aver preventivamente informato i governi
nella regione, ha sollevato preoccupazioni all'interno di alcuni governi
sudamericani. I governi di Argentina e Brasile hanno richiesto formali
spiegazioni, sulla missione della flotta nella regione. In Venezuela, il
presidente Hugo Chávez ha accusato gli Stati Uniti di aver cercato di spaventare
il popolo del Sud America.
7.
2009, agosto; legge sulla
condivisione del petrolio: Il 31 agosto 2009 il
governo federale annunciò quattro nuovi
progetti per modificare il quadro normativo per il Pre-sal. La nuova legislazione introdusse il modello di condivisione della
produzione con società private, una nuova società statale, la Petrosal, per gestire e assimilare le
tecnologie sviluppate dalle società coinvolte nella produzione. La creazione di
un Fondo di Sviluppo Sociale che avrebbe anche funzioni di Fondo Sovrano, per reinvestire risorse derivate dallo sfruttamento del Pre-Sal, mantenendo la distribuzione attuale,
solo per le area e un cambiamento nel
modello di distribuzione delle royalties del
Pre-Sal, mantenendo la distribuzione corrente solo per le aree al di
fuori del Pre-sal. La Legge sulla condivisione
stabilì il diritto di Petrobras di essere l'unico operatore nel Pre-Sal,
con una partecipazione minima del 30% nei consorzi. La legge prevede anche la
possibilità di contrattazione diretta della Petrobras in casi di interesse
strategico nazionale.
8.
2009, nell'ottobre, il giudice Sergio
Moro ha partecipato alla conferenza regionale, promossa ed organizzata,
dall’ambasciata degli Stati Uniti; il programma si chiamava “Progetto Ponte”. Dal documento USA, pubblicato da Wikileacks, la
conferenza era finanziata dai “Coordinatori dello Stato contro il
Terrorismo” sul tema: “illeciti per Crimini finanziari" svoltasi a Rio de
Janeiro tra il 4 e il 9 ottobre 2009; alla conferenza, hanno partecipato oltre
S. Moro e Gilson Dipp, del Consiglio Nazionale di Giustizia (CNJ), “…..Hanno
preso parte giudici e pubblici ministeri federali di ciascuno dei 26 stati del
Brasile e di un distretto federale e hanno partecipato oltre 50 agenti della
polizia federale (di tutto il Brasile…..” “….invitando rappresentanti dal
Messico, Costa Rica, Panama, Argentina, Uruguay e Paraguay...”; “….hanno
individuato il finto esame diretto di un testimone come un punto culminante
della conferenza. Hanno sottolineato l'importanza di discutere le tecniche
investigative e di prove pratiche, e la dimostrazione di esempi concreti di
cooperazione tra forze dell'ordine e pubblici ministeri. Infine, molti hanno
commentato che volevano saperne di più sul modello proattivo della task force,
sviluppare una migliore cooperazione tra pubblici ministeri e forze dell'ordine
e acquisire esperienza diretta nel lavorare su casi finanziari complessi a
lungo termine….” “….Idealmente, l'allenamento dovrebbe essere più a lungo
termine e coincidere con la formazione delle task force di allenamento. Due
grandi centri urbani con comprovato sostegno giudiziario per casi di
finanziamento illecito, in particolare Sao Paulo, Campo Grande o Curitiba,
dovrebbero essere scelti come sede per questo tipo di formazione”; “Quindi si
possono formare task force e un'indagine reale utilizzata come base per
l'addestramento che passerebbe progressivamente dall'indagine alla
presentazione del tribunale e alla conclusione del caso. Ciò darebbe ai
brasiliani un'esperienza effettiva nel lavorare su una task force di
finanziamento illecito proattivo a lungo termine”; “consentire l'accesso agli
esperti statunitensi per la guida e il supporto continuo”; ”…. Il progetto PONTI continuerà a riunire le
forze dell'ordine degli Stati Uniti e del Brasile in diverse località, per
sviluppare le nostre relazioni e scambiare le migliori pratiche……..”.
9.
2009, dicembre,
riunione della direzione della Chevron, presso il consolato Usa, per il rigetto
della legge sulla condivisione del petrolio;
Da quanto ,pubblicato da Wikileaks emerge che Un
documento ufficiale del Consolato degli Stati Uniti a Rio de Janeiro, è stato
inviato al Segretario di Stato e altri destinatari, nel 2009 con il titolo CAN THE
OIL INDUSTRY BEAT BACK THE PRE-SALT LAW? (l'industria petrolifera può cambiare
la legge sul Pre Sal?). Il documento riporta:
Secondo Patricia Pradal, del direttivo della Chevron e rappresentante
dell’Istituto brasiliano del Petrolio (IBP), il candidato José Serra si oppose
le regole del Pre-Sal, ma non sembrava avesse un senso di urgenza
sull’argomento. Egli (Serra) avrebbe affermato ai i rappresentanti
dell’industria "Lasciate che questi tipi (Partito dei Lavoratori)
facciano quello che vogliono. Non ci
saranno giri d'asta, e allora mostreremo a tutti che il vecchio modello
funzionava ... e noi provvederemo a cambiarlo di nuovo." Per quanto
riguarda ciò che sarebbe accaduto alle compagnie petrolifere straniere nel
frattempo, sembra che, Serra avrebbe commentato: "Voi Vedrete e e tornerete". Fonti del Congresso anche
dissero, ai funzionari dell'ambasciata che Serra ha segnalato, in relazione
PSDB e altri oppositori, che devono
alterarla ma di non opporsi alla
legislazione finale del Pre-Sal, e mettere in allarme i legislatori, ed evitare
opposizione vocale alla legge. Ancora,
secondo il rapporto, se la designazione come principale operatore della
Petrobras fosse mantenuta, Pradal (Chevron e IBP) sarebbe stato impossibile
competere a colpi di gara contro le Imprese Statali, come la Sinopec della Cina
e la russa Gazprom. Secondo Pradal, chiunque darà al governo brasiliano il più
grande profitto e "I cinesi possono superare tutti", ha detto. Ha
spiegato. "Possono essere equilibrati e comunque attraenti per loro,
vogliono solo l'olio". Sempre secondo Pradal, Chevron non parteciperebbe
nemmeno all'asta in simili circostanze.
Il documento conclude affermando che, quando le multinazionali private
intensificarono i loro sforzi all'interno di questo dibattito altamente
nazionalistico, avrebbero dovuto seguire con cautela. Numerosi contatti nel
Congresso brasiliano hanno condiviso le loro valutazioni che, difendere
pubblicamente gli interessi del multinazionali, rischierebbe di
galvanizzare sentimenti nazionalisti intorno al problema e danneggerebbero
piuttosto che aiutare la loro causa.
10.
2010, ottobre; Dilma Rousseff, su indicazioni
e appoggio di Lula; candidata del PT e da una
coalizioni di partiti, tra cui, il PMDB di Michel Temer, alle elezioni
presidenziali, al secondo turno, avvenute, il 31 ottobre, vince le elezioni,
con il 56,05% dei voti, sconfiggendo il rivale Josè Serra, del PSDB (43,95%).
Il 1° gennaio 2011, assume la
carica di Presidente del Brasile; la vicepresidenza venne assunta da Michel Temer.
Con la sconfitta di Serra, il personaggio politico di riferimento dell
multinazionali del petrolio, sbiadiscono anche le possibiltà, di quet’ultimi,
di mettere le mani sulla torta del Pre Sal.
11.
2013, giugno;
La causa della protesta era
motivata, esclusivamente, dall’aumento di circa 20 centesimi del biglietto degli autobus. Fu chiamato il
“Movimento dei 20 centesimi”; Tutto iniziò a Rio de janeiro, il 4 gennaio 2012,
ed era stat organizzata da militanti della sinistra, composta da pochi
centinaie di manifestanti.
I manifestanti, come atto di protesta, aprirono
le porte degli autobus, per fare entrare i lavoratori pendolari, senza farli
pagare. Ci fu una reazione immediata e
brutale della Polizia militare, disperdendo manifestanti e presenti, i quali si
rifugiarono all’interno della stazione. Si ebbe un seguito il 9 febbraio 2012. fu
una protesta spontanea de lavoratori pendolari, dei treni, della cosiddetta
“Supervia”, il cui servizio, in termini
di ritardi, affollamenti e pulizia, era inaccettabile. Così, quel mattino, a
bordo di uno di quei treni; durante i percorso verso la città il treno si fermò
più volte, accumulando sempre più ritardo; i pendolari esplosero, presero il
controllo del convoglio e lo costrinsero il macchinista , con enormi rischi
della sicurezza di tutti, a condurre il treno, sino a destinazione, senza
fermarsi; alla stazione, la protesta, coinvolse tutti i passeggeri, in attesa. La
Polizia militare, come la volta precedente represse, con durezza e violenza. Proteste e manifestazioni, si allargarono per
tutto il Brasile, nel corso di tutto l’anno, e, per i sei mesi dell’anno
successivo. I manifestanti iniziarono ad organizzarsi in strutture e comitati,
in tutte le grandi città brasiliane. “Il Forum
de Lutas”, a Rio de Janeiro; “Forum de Lutas Contra o Aumento das passagens” e “Movimento Passe Livre (MPL)” a São Paulo; l’”Assembléia Popular Horizontal” a Belo Horizonte;
“Movimento Revolta do Busão” a Natal; “Movimento "Frente Contra o Aumento" a Goiânia, ecc. La concentrazione più di
manifestazioni e proteste, si ebbero nel giugno 2013. Sino alla metà di giugno, la proteste, avevano
una forte caratterizzazione, di richieste sociali; centralizzate, soprattutto nella
soluzione delle tariffe del transporto
urbano; erano organizzate e gestiti da militanti i sinistra. Le compagnie di Trasporto, per contro,
spalleggiate dalle amministrazioni comunali, non cedettero; anzi, in altre
città, dove gli aumenti dei biglietti non erano ancora avvenutisi, si
apprestarono a chiederli, che venivano subito concessi. Gli scontri con la
polizia, si moltiplicarono, con molti feriti ed arresti, alla fine. anche con
morti.
Le manifestazioni di giugno
ebbero due fasi distinte, com caratteristiche, opposte.
Nella prima fase, le manifestazione
non ebbero alcun appoggio dai mas media, erano persino ignorati, quindi la
partecipazione popolare era abbastanza contenuta, in quanto l’unica diffusione
avveniva tramite la rete: In questa fase, la
richiesta era sostanziamente sociale e poggiava sul contenimento delle
tariffe del trasporto pubbico, e anche la fase in cui i manifestanti, ignorati
dal Governodi Dilma Rousseff non ebbero alcun istanza politica accettata, in
compenso, ebbero solo scontri violenti con la polizia, che fecero, lago uso
di infiltrati e provocatori, con arresti e sequestri illegali.
Nella secoda fase, in pochi giorni, ai manifestanti della prima fase,
brutalmente pestati, dispersi, perseguitati,
dalla polizia si sostituitìrono altri tipi di manifestanti, con idee e caratteristiche
sociali e istanze opposte, a fianco di questi , si schierarono politici,
rappresentanti di sette religiose
protestanti; molti governatori. I
mass-media TV, giornali, ecc. garantirono una ampia copertura. Nei primi giorni
di giugno cominciarono ad apparire nelle manifestazioni delle grandi città,
personaggi, che indossavano la maschera di Guy Fawke,
che ne garantiva l’anonimato; nei giorni successivi , queste presenze
diventarono sempre più frequenti e numerose, minacciando e praticando atti dimostrativi,
innocuoi ma di grande impatto mediatico; soprattutto nei giorni tra il 17 e il
19 di giugno, Il 18, apparve su Facebook uno strano video
chiamato “Anonymous Brazil”, pubblicato da un sedicente e misterioso
“Collettivo Anonymous”. La cui identità, non fu mai rivelata e chiarita. Il video, pieno di
luoghi comuni e banalità elenca e spiega il proprio programma di 5 punti; scompare la motivazione, relativo
all’aumento del biglietto dei trasporti urbani; grazie all’appoggio, decisivo,
dei mass media, dei social network. Il video ha diffussione enorme; gruppo
Anonymous, guadagna grande popolarità, Diventa il leader assoluto di tutte
manifestazioni. I gruppi di sinistra, vengono, gradualmente espulse dal
contesto, anche grazie alla polizia, che li discrimina e li attacca
violentemente, lasciando indisturbati i gruppi che si riferiscono al cosidetto
“Collettivo Anonymous; Lo scippo ha avuto successo. Sulle strade, delle grandi
città, si riversano più di un milione di persone, ai quali si unirono politici
di destra, governatori, esponenti di confessioni evangeliche
ultraconservatori; uniti da slogani
antigovernativi, fasciti ed ant PT.. Gli aumenti vengono ritirati, ma le
manifestazioni, contro il governo, continuarono. Il governo, preso di sorpresa, e non aver saputo
opporre una decisa determinazione, contro l’uso massiccio e violento e
reppressivo delle polizie statali, alle dipendentze dei governatori di
opposizione, che disperdeno ed azzerano il movimento di sinistra, potenziali
sostenitori del PT, è costretto a legittimare questo nuovo movimento,
“pacifico”. Chi si nasconde dietro questo “Collettivo Anonymous? Facebook, che
per l’occasione creò migliaia di Falsi Profili, a sostegno di Anonymous? ”Rete
Studenti per la Libertà, fondata anni prima negli Stati Uniti? https://www.facebook.com/studentsforlibertybrasil/photos/a.466029276757623.122063.116735175020370/1212840828743127/?type=3; https://www.studentsforliberty.org/http://www.epl.org.br/; https://exame.abril.com.br/negocios/dino/maior-rede-de-estudantes-do-mundo-abre-inscricoes-shtml/ Che operò, in collaborazione con
Servizi americani, in diversi paesi, con funzioni destabilizzanti? Il
19/03/2016, sulla Pravda, a proposito delle proteste del giugno 2013, appare un
articolo, dal titolo: “Ondata di proteste in
Brasile: primavera o massa di manovra?”, Riprende un articolo del
giornalista Nil Nikandrov, pubblicato, il primo luglio 2013 sul
Giornale Online “Strategic Culture Foundation”, dal titolo “Chi sta scuotendo
il Brasile e perche?”: Lo stesso contenuto, viene ripreso dal Giornale Online
Brasiliano. Uno strancio dell’articolo
di Nil Nikandrov è il seguente: “….I segnali per
le proteste erano messaggi "mobili" di utenti Facebook anonimi, la
cui posizione è ancora difficile da accertare. Tuttavia, ci sono alcune
congetture su chi siano questi istigatori. Ad esempio, il 19 giugno, una
foto è stata pubblicata sulla pagina della comunità brasiliana di Facebook, «Diritti
umani», raffigurante il proprietario dell'azienda, Mark Zuckerberg, con in mano
un cartello, in inglese: «Non sono 20 centesimi! #CambiaBrasil! »È noto
che all'inizio della carriera imprenditoriale di Zuckerberg, la CIA ha
stabilito contatti con lui e ha finanziato la sua attività. Le sue
connessioni lavorative con la National Security Agency degli Stati Uniti (NSA) non sono un
segreto. Quindi l'incitamento alla protesta di Zuckerberg dopo essersi
inaspettatamente allarmato per l'aumento delle tariffe dei trasporti pubblici
in Brasile è improbabile che sia di sua iniziativa……”; inoltre, “…Una delle più
grandi stazioni di intelligence militare della CIA e degli Stati Uniti opera in
Brasile. Il coordinatore politico di queste operazioni in Brasile è
l'ambasciatore Thomas Shannon. Possiamo dire che ha raggiunto il suo
obiettivo nel trattare con il «gigante sudamericano»……”
Resta il fatto, provato, che, mesi dopo, in Brasile (2014). si formeranno
diversi gruppi conservatori, che avranno
molto influenza sull’opinione pubblica, e, forniranno un fondamentale contributo per l’”Impeachment di Dilma Rousseff e condizioneranno, pesantemente, opinione pubblica,
politica ed Isituzioni. Tutti questi gruppi, quali, ad esempio, “MBL”
(Movimento Brasile Libero) “Ven pra Rua” (vieni in strada); ecc., sono tutti
rapportati, strettamente, con
l’”Associazione Studenti per la Libertà”. L’indice di popolarità della
presidenza di Dila Rousseff, alla fine del ciclo della menifestazioni era
caduto dal 70% al 30%. MBL) Movimento Brasil Libre: http://mbl.org.br/ ; https://www.facebook.com/mblivre/
12.
2013, giugno; Dilma Rousseff,
presidente, annuncia che tutte le “royalties”, 100% provenienti da petrolio
Pre-Sal, saranno destinati all’Istruzione
e alla Salute Pubblica, quest’ultima tramite il programma “Mais Medicos” (Più
Medici). Questo programma, consisteva nella chiamata di sanitari da paesi
stranieri (principalmente Cuba), che andassero a coprire l carenze croniche di
medici, negli ambulatori delle periferie delle città e dei piccoli comuni. Il
programma fu un grande successo, con un indice di popolarità e gradimento di
circa l’85% della popolazione.
13.
2013, agosto; Edward Snowden, ex analista dell'agenzia National Security
Agency (NSA) degli Stati Uniti, diffonde documenti segreti dell’Agenzia, dai
quali emerge che molti paesi, tra cui il Brasile, sono spiati dagli Stati
Uniti, tramite sofisticate tecnologie elettroniche; inoltre, emerge che sono
coivolte aziende operanti in Brasile, che, agivano in collaborazione con
l’agenzia statunitense NSA. Oltre 35 capi di stato venivano spiati, tra cui, il
Presidente Dilma Rousseff. Sono stati oggetto di spionaggio anche il Ministero
delle Miniere e dell’Energia (MME), la Petrobras, con particolare riferimento
al Pre.Sal
I documenti divulgati da Snowden, misero, in evidenza che, solo nel gennaio
2013 l'NSA aveva raccolto 2,3 miliardi di dati da utenti brasiliani.
A differenza di molti capi di stato, soprattutto
dell’Italia; la reazione del Presidente del Brasile fu decisa ed immediata;
oltre a chiedere, ufficialmente, spiegazioni alla Casa Bianca, sullo
spionaggio, che non fu ritenuto sufficiente, Dilma Rousseff, sospese la Visita
di Stato negli Stati Uniti, da tempo programmata, per il 23 ottobre 2013.
Inoltre, oltre una serie di misure interne, allo scopo di
bloccare attività di spionaggio di altri paesi, soprattutto gli Usa, il
Brasile, assieme alla Germania, presentarono, nel novembre 2013, all’Onu una
risoluzione sul “Diritto alla Privacy, nell’Era Digitale”. La risoluzione fu approvata dall’Assemblea Generale
dell’Onu, il 18 dicembre 2013.
14.
2014, marzo; iniziano le
operazioni giudiziarie di “Lava Jato;
Origine dell’Operazione Lava
Jato
Le operazioni di Lava
Jato ebbero origine da una prima
inchiesta, condotta da un ex responsabile della polizia federale Gerson
Machado, nel 2008, a carico del cambio valuta Alberto Youssef, dalla quale
emerse che Youssef era ancora operativo,
nonostante , fosse stato coinvolto e condannato per lo scandalo Banestado* , avvenuto molti anni prima.
[Nello stesso anno, un'indagine sul
riciclaggio di capitali, fu
aperta, a carico dell’ex deputato federale di
Londrina, José Janene, già
coinvolto, per lo scandalo Mensalão.
l'Imprenditore, Hermes Magnus, titolare dell'Industria e del Commercio Dunel ,
denunciò uno schema occulto di riciclaggio di denaro da parte di operatori finanziari, tra i quali
vi erano Janene, e Youssef. L’anno successivo, nel 2009; la polizia
federale avviò un'indagine, che scoppiò nel 2013. l’Operazione venne chiamata
Miquéias, che confermò che il cambiavalute Youssef era sempre
attivo. Oltre all'ex deputato Janene e Youssef, fu coinvolto un altro
cambiavalute: Carlos Habib Chater
Nel luglio 2013, 4
anni dopo, nella continuità
dell’Operazione Miquéias, la polizia
iniziò il monitoraggio delle conversazioni telefoniche di Carlos Habib
Chater, individuando quattro organizzazioni
inter-correlate tra loro, guidata, ognuna, dallo stesso Chater; da Nelma Kodama; da Alberto Youssef e
da Raul Srour. Il monitoraggio delle loro comunicazioni rivelò che, Youssef ,
tramite un terzo, regalò una Land Rover Evoque,
a Paulo Roberto Costa, ex direttore della Petrobras, del settore
raffinerie e forniture; da qui, l’indagine, venne estesa alla Petrobras. Poiché Chater era il proprietario
di una stazione di servizio, chiamato
“Posto da Torre”, nella quale, era ospitato un ufficio di cambio, utilizzato,
per evadere ed inviare valuta all’estero, Da qui il nome il nome di
Lava Jato, dato, per la prima operazione giudiziaria.
17 marzo 2014 1° Operazione di Lava Jato (per ulteriori
informazioni, visitare il sito della Polizia Federale). http://www.pf.gov.br/imprensa/lava-jato
La Prima operazione di “Lava Jato”,
ebbe avvio, proprio, dalle informazioni ottenute dall’inchieste precedenti.
Iniziò il 17 marzo 2014, alla quale
seguiranno oltre 50 operazioni,
battezzate, sempre, con nomi diversi; quasi tutte autorizzate e condotte
dal giudice Sérgio Moro. Gli scopi: Indagare e perseguire i reati di “corruzione attiva e passiva,
gestione fraudolenta, riciclaggio di denaro sporco, organizzazione criminale,
ostruzione della giustizia, operazioni fraudolente di cambio e ricezione di
vantaggi indebiti” .Secondo le
investigazioni e le informazioni
ricevute dalla task force dell’Operazione “Lava Jato”, tramite,
l’utilizzo della “Delazione Premiate”, sono coinvolti dirigenti della Petrobras; politici dei maggiori partiti brasiliani, tra cui presidenti della
Repubblica, Presidenti della Camera e del Senato federale; governatori stati,
nonché di imprenditori di grandi aziende brasiliane. Secondo la polizia
federale sarebbe la più grande inchiesta sulla corruzione nella storia del
paese. Da bilancio, provvisorio sulle
operazioni, sinora condotte , si contano, oltre mille mandati di perquisizione,
mandati di arresto provvisorio, detenzione preventiva e condotta coercitiva, al
fine di individuare e accertare reati di riciclaggio di denaro che movimentano
miliardi di reais. Finora, sono stati, oltre, un centinaio gli arrestati, già condannati. Tra gli arrestati,
nella prima fase figura, il già citato
l’ex direttore della Petrobras, Paulo Roberto Costa e Albert Yossef, quest’ultimo, dopo qualche mese, decide,
“liberamente” di fare un accordo “delazione premiata”; in quanto, il giudice
Moro, nel frattempo, per “incoraggiarlo” a decidere, lo condanna a 4 anni di galera per lo scandalo del
“Banestado” (17/09), per un crimine, avvenuto, nel 1998, nonostante che il caso
era stato archiviato e tutti gli
imputati erano stati prosciolti; e, nonostante
che all’epoca , Youssef avesse fatto un accordo di Delazione
Premiata” proprio con Moro, che era il
giudice del caso. Moro decise, che, per lui la prescrizione non era valida, in quanto c’è continuità di
reato, pertanto, riesumò il caso e lo condanna. L’ex direttore della Petrobras
dopo, un tipo simile di “incoraggiamento”, decide, in agosto, di procedere ad
un accordo di “delazione premiata”.
Albert Youssef, lo segue un mese dopo.
Youssef, più che un cambio valuta, è
un faccendiere, abituato a frequentare aule di tribunali, politici, di tutti
gli schieramenti, da almeno 20 anni. Ha avuto una vita avventurosa; da
adolescente, essendo di famiglia povera, per sbarcare il lunario, fece il
“Sacoleiro”, cioè il mestiere di piccolo
contrabbandiere, che comprava oggetti elettronici, nel confinante Paraguay
(molto meno caro), attraversare il confino e rivenderli nel Paranà; Venne
beccato 5 volte, finendo, regolarmente in prigione. Col passar del tempo,
affinando l’esperienza; acquisendo le conoscenze giuste, diventò uno dei più
potenti cambiavalute (in Brasile, si chiama Doleiro), faccendiere, da
movimentare centinaia di milioni di Reais, tanto da essere coinvolto negli
affari sporchi del Banco “Banestado”.
Inoltre, è una vecchia conoscenza del giudice Sergio Moro. Al tempo
dello scandalo del sopracitato Banco nel
Paranà, come sopra citato, è con lui, che
fece l’accordo della sua prima “Delazione Premiata”. Qualche mese dopo
l’arresto dei due potenziali delatori, (tra agosto e settembre), dagli ambienti
giudiziari e della polizia federale filtrano strane “voci”, sempre più
insistenti e precise, riprese, ampliate e diffuse dai mass media, che
coinvolgevano, pesantemente gli esponenti di spicco del PT (Partido dos
Trabalhadores). Le “voci” diffuse, dai mass media erano: “ Lula e Dilma
sapevano della corruzione alla Petrbras”, membri del congresso (parlamento)
hanno ricevuto finanziamenti illegali dalla Petrobras.
https://gauchazh.clicrbs.com.br/geral/noticia/2014/04/quem-e-alberto-youssef-o-doleiro-suspeito-no-governo-e-na-petrobras-4485137.html ; https://jornalggn.com.br/noticia/o-que-diferencia-o-caso-banestado-da-operacao-lava-jato ; http://www.gazetadopovo.com.br/vida-publica/doleiro-diz-que-pagou-r-1-milhao-a-gleisi-por-meio-de-empresario-efs684t72b56lz0255c96vham; http://g1.globo.com/pr/parana/noticia/2014/09/youssef-e-condenado-quatro-anos-de-prisao-pelo-caso-banestado.html ; https://oglobo.globo.com/brasil/veja-doleiro-diz-que-dilma-lula-sabiam-de-tudo-14341970
Il PT, tramite i propri avvocati chiesero
di accedere alla documentazione
della “delazione premiata di Albert Youssef, per appurare se le
“voci “ su un presunto coinvolgimento di Dilma Rousseff e Lula,
corrispondessero al vero. Il ministro dl Supremo Tribunale di Giustizia (STF)
Teori Zavascki ,responsabile dell’Operazione Lava Jato, negò la richiesta, in
quanto i documenti della delazione sono coperti dal segreto istruttorio. Queste “voci”, sempre più insistenti,
irromperono, nel mezzo della campagna elettorale, di ottobre, per la scelta del
presidenza (Dilma Rousseff, concorreva per la riconferma della presidenza) e
miravano chiaramente a danneggiare il PT ed i suoi candidati.
https://www.correiobraziliense.com.br/app/noticia/politica/2014/10/31/interna_politica,455315/stf-nega-ao-pt-o-acesso-a-delacao-premiada-do-doleiro-alberto-youssef.shtml; Approfittando, di un
malore, sofferto da Youssef, che , 25 ottobre, viene ricoverato per un
problema cardiaco, qualcuno, cerchò di fare molto di più: circolarono, in rete
messaggi che annunciavano che Youssef, ers morto, per avvelenamento e che il PT
stava cercando di nascondere la notizia, sino a dopo le elezioni.
Le Operazioni di Lava Jato, che
complessivamente, tra fasi, sdoppiamenti vari e operazioni della Polizia
Federale, furono oltre 50; suscitarono speranze ed entusiasmi tra i brasiliani,
che aumentavano, con le operazioni successive. In febbraio 2016, l’Ipsos,
l’istituto francese registrava che per l’80% della popolazione che le
Operazioni di “Lava Jato”, devono andare avanti, sino in fondo; alla fine
dell’anno questo indice era salito al 96%.
https://www.otempo.com.br/capa/pol%C3%ADtica/para-96-lava-jato-continua-1.1407271 . http://www1.folha.uol.com.br/poder/2016/12/1837831-para-96-lava-jato-deve-continuar-custe-o-que-custar-mostra-pesquisa.shtml
.
L’entusiasmo del popolo brasiliano era più che
giustificabile. Un paese, dove la corruzione regnava e regna sovrana, radicata
in tutti i settori; istituzionali e privati; dove l’impunità, per il politico,
il potente, il ricco è regola, senza eccezione, garantita, anche da un potere
giudiziario, incapace, di assicurare giuste sentenze, con tempi certi e decenti
e non infiniti, che danno certezza, invece alla prescrizione; come è stata
ampiamente dimostrato in tutti i grandi scandali di corruzione, avvenuti, in
precedenza. Nel senso comune popolare, regnava la convinzione, giustificata,
che “la legge non è uguale per tutti”, chi paga e va in galera, è il povero,
che non ha soldi, abbastanza, per pagarsi un legale. Assistere alla cattura, a sentenze di
condanna e, infine, vedere in galera, personaggi, intoccabili, rende la
speranza, ad un popolo rassegnato, illuso e disilluso da una politica che si
ricorda, di lui, solo nel periodo di campagne elettorali, passata la quale, è
nuovamente dimenticato.
“Lava Jato”, però, ha punti oscuri, che diventano, più
chiari, con le successive operazioni giudiziarie. Con le prime operazioni,
nonostante che gli arresti, oltre a faccendieri e funzionari di imprese,
riguardano arresti di politici di quasi tutti i partiti, la Task Force (squadra speciale, unità
operativa; Força Tarefa, in brasiliano) dei
giudici della capitale del Paranà, Curitiba, diretta, da Sergio Moro, si
concentra, sin da subito, sul PT, allora, al governo. Pochi mesi. dall’arresto
di Youssef e Paulo Roberto Costa,
(Ottobre, 2014),si verifica una fuga di notizie, non confermate da prove
giudiziarie, riguardanti i vertici del PT, Lula, Dilma Rousseff, la presidente
del partito, senatrice per lo stato del Paranà. Gleisi Hoffmann;
diffusa, con grande risalto, da TV e giornali, nel mezzo delle elezioni presidenziali, il
cui secondo turno, si sarebbe svolto proprio quel giorno (25 ottobre 2014). Queste fughe pilotate, di notizie, assieme.
all’altra “FakeNews, diffusa per rete, sempre, il giorno delle elezioni, che
annunciava la morte, per avvelenamento. di Youssef e che il PT tentava di
ritardare la diffusione della notizia, sino a conclusione delle votazioni. Come
spiegare, altrimenti, questi due eventi, se non come una pesante intromissione,
nell’influenzare, l’esito delle
votazioni in corso, a danno del PT e Dilma Rousseff? L’uso della fuga di
notizie, coperte dal segreto istruttorio, saranno sempre più frequenti, nel
corso delle operazioni successive di “Lava Jato” Non solo questo, ma anche
l’uso creativo e disinvolto, del giudice Moro, dell’ermeneutica, nel piegare le
leggi alla sua interpretazione, applicarle per continuare inchieste, celebrare
processi e condannare gli imputati; è quello che è capitato a Youssef, quando
fu arrestato nel marzo 2014, per il quale Moro usò la “sua” ermeneutica personale,
per condannarlo a 4 anni, per un reato, di 16 anni prima, prescritto, il cui
processo svolto, all’epoca (scandalo “Banestado”), condotto, proprio, da Moro,
non produsse alcun condannato, perché assolti o per prescrizione dei reati.
Quindi, morale della storia, l’unica condanna è stata a carico di Youssef, per
un reato, prescritto da anni; il quale, di fronte alla prospettiva del carcere
certo, subito, si pentì e avrebbe “confessato”, qualsiasi cosa che il giudice,
desiderasse sentire. La “lezione” fu istruttiva, per qualunque inquisito, futuro, che avesse avuto la ventura, di capitare sotto la sua
giurisdizione; difatti, il socio di Youssef, Paulo Roberto Costa, subito dopo,
senza, aver bisogno di incoraggiamenti, spontaneamente” concordava una “Delazione
Premiata”; per la cronaca; sia Youssef che P.R. Costa, nonostante le condanne
subite, sono in libertà. Molti giuristi hanno criticato e condannato la
gestione disinvolta del giudice Moro, nella conduzione delle inchieste e dei processi. Cito, solo, Lenio Luiz Streck (Revista Consultor
Jurídico, 13 de julho de 2017), perchè la critica non si
riferisce al merito dei singoli processi gestiti dal giudice, bensì
sull’intera base teorica, costruita da Moro, sul diritto e sulla Costituzione, sulle
quali gestisce , imposta inchieste
e process. Sulla
condanna di Lula il professor Streck scrive (cito, testualmente): “ Livre apreciação da prova é melhor do que dar veneno
ao pintinho?” (La
valutazione arbitraria della
prova
è meglio che dare veleno al
pulcino?)
“.........Teorema do Pinto” (o apelido é dado por mim),
“praticado” pela Tribo Azende, da África central. Sem intuicionismo e sem
deduções, a tribo, para construir a prova e “buscar a verdade”, lança mão do
que chamo de “fator benge”, que consiste em dar para um pintinho um veneno
previamente preparado (há um ritual para isso) e, se o pinto morrer, o réu é
considerado culpado. Se o pinto sobreviver, é absolvido……” ; “…....Post scriptum:: “ lendo a sentença
condenatória do ex-Presidente Lula prolatada pelo Juiz Sérgio Moro, deu-me a
nítida impressão que o réu teria mais chance de ser absolvido se tivesse sido
usado o "Teorema do Pintinho Envenenado", que faz sucesso na tribo
Azende, da Africa Central.…” (….”Teorema del pulcino” (il nome l’ho dato io), praticato
dalla Tribù Azende, dell’Africa Centrale. Senza interpretazioni personali o
deduzioni, la tribù, per costruire la prova e “cercare la verità”, usa che io
chiamo il “fattore di benedizione”, che consiste nel dare ad un pulcino un
veleno preparato in precedenza (c’è un rituale per questo) e, se il pulcino
muore, l’imputato viene considerato
colpevole, Se il pulcino sopravvive, viene prosciolto…; “….. Post scriptum:: leggendo la sentenza di condanna dell’ex presidente Lula emessa
dal Giudice Sergio Moro, mi ha dato la netta impressione che l’imputato avrebbe avuto più possibilità di essere
assolto, se fosse stato usata la teoria
del pulcino avvelenato…”)
https://www.conjur.com.br/2017-jul-13/senso-incomum-livre-apreciacao-prova-melhor-dar-veneno-pintinho https://www.facebook.com/lenioluizstreck
Lenio
Luiz Streck é jurista, professor de Direito Constitucional e
pós-doutor em Direito. Sócio do escritório Streck e Trindade Advogados
Associados: www.streckadvogados.com.br.
I dubbi, sui reali obbiettivi che il giudice Moro e la
sua “Força Tarefa”, aumentarono, anche, per le seguenti circostanze. la Casa di
Cambio, sita all’interno di una stazione di Servizio , di proprietà Albert Youssef era nella citta di Londrina, Parana, la
conseguente inchiesta cadeva sotto la sua giurisdizione, in quanto giudice
federale, con competenza su tutto lo stato del Paranà. Con singolare e semplice
ragionamento, che, essendo il primo reato scoperto, era stato consumato nello stato
del Paranà e che riguardava un caso di
corruzione della Petrobras, il giudice Moro, decide che tutte le future
inchieste, che coinvolgono la Petrobras,
devono ricadere sotto la sua giurisdizione. Considerato che la Petrobras è una
multinazionale che opera, non solo in Brasile, ma in mezzo mondo, che ha
rapporti commerciali, di lavoro, di commesse, di appalti, ecc, con innumerevoli
imprese, dentro e fuori Brasile e che ha sempre finanziato, illegalmente quasi
tutti i partiti, di colpo Moro si autorizza a poter indagare in ogni luogo,
settore, dentro e fuori il paese. Questo nuovo quadro di azione, viene permesso
e legittimato dalla massima istanza giudiziaria, il Supremo Tribunale
Federale (STF), il quale, nomina uno dei
suoi membri Teori Zavascki , coordinatore e relatore delle Operazioni di Lava
Jato. Prima della fine dell’anno, le operazioni, collegati, al Lava Jato sono
già 7; le indagini sulla Petrobras, si estesero in Messico e Africa. Le persone coinvolte,
furono oltre 40. http://g1.globo.com/pr/parana/noticia/2014/12/mpf-apresenta-denuncia-contra-cervero-e-fernando-baiano-justica.html
2014. Riassumendo, le operazioni
di Lava Jato, furono le seguenti:
17 marzo; Fase 1,
“lava Jato”; 17 arresti, tra cui Yousseff, 5 milioni di R$
sequestrati, 25 auto di lusso, gioielli, quadri d’autori e qualche arma;
20 marzo; Fase 2,
“Bidone”; 6
arresti, tra cui Paulo Roberto Costa ex direttore rifornimenti della Petrobras;
11 aprile; Fase
3, “Dolce Vita”;
16 mandati di perquisizione e sequestri, 3 mandati di arresto
provvisorio, 6 ordini di comparizione coercitiva, prove di connessione tra
Yousseff e Paulo Roberto Costa, tramite la società “Ecoglobal Ambiental”, la
quale ha un contratto di servizi con la Petrobras di circa 443 milioni di R$;
11 giugno; Fase 4, “Casablanca” mandato di perquisizione e di arresto
preventivo contro Paulo Roberto Costa, nel frattempo, in libertà provvisoria;
1° luglio; Fase 5, “Bidone 2”; 7 mandati di perquisizione, 1 mandato
di comparizione coercitiva, arresto provvisorio di João Procópio Junqueira
Pacheco de Almeida Prado, per la
gestione di un conto in Svizzera; furono bloccati 5 milioni di R$, depositati,
nel conto svizzero;
22 agosto; Fase 6, “Bidone 3” in Rio de Janeiro, 15 mandati di
perquisizione e sequestro, 1 mandato di comparizione coercitiva;
14 novembre; Fase 7, “Giudizio Finale”,
la Polizia Federale, con l’impiego di circa 300 agenti compie 49 mandati di
perquisizione, 9 mandati di comparizione coercitiva, 6 arresti per prigione preventiva, dei
presidenti e direttori di OAS costruzione; Costruzioni Queiroz Galvão; Engevix; Costruzioni Camargo Correa; UTC
Ingegneria; Lesa Oleo & Gas.
15. Rodrigo Janot, il Procuratore Generale della Repubblica (PRG);
nel febbraio 2015, accompagnato, dallo Staff della “Força Tarefa” di “Lava Jato”, si incontra a Washington con il
Direttore Generale dell'FBI, James Comey, il Direttore del Dipartimento
di Giustizia, e con gli ufficiali della Securities and Exchange Commission
(SEC). In quelle sedi, da e ottiene informazioni, probabilmente raccolte dai servizi statunitensi, nelle attività di
spionaggio, per nuove operazione di Lava Jato. Il 4 luglio 2015 Il sito web Wikileaks pubblicò un elenco di 29 numeri di telefono
di funzionari e consulenti del governo brasiliano che sarebbero stati spiati
dall'Agenzia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti (NSA); la relazione
dell’agenzia americana fu classificata come ultra-segreta, conteneva i contatti
di alti funzionari governativi, così come i numeri dalla camera del presidente
Dilma Rousseff, al palazzo del Planalto e persino del suo aereo.Dal documento, pubblicato da Wikileaks , le persone vicine a Dilma, come
segretarie e consulenti, furono tutte
spiate. L'elenco comprendeva i numeri
dell’allora ministro della
pianificazione, Nelson Barbosa, che, al momento delle intercettazioni
telefoniche, era segretario esecutivo del ministero delle Finanze; l'ex ministro
della Casa civile di Dilma, Antonio Palocci, che fu ministro delle finanze
sotto il governo Luiz Inácio Lula da Silva; e Luiz Awazu Pereira da Silva, ex
direttore della Banca centrale. Anche le ambasciate brasiliane furono spiate;
in Francia, Germania, Unione Europea, Svizzera e Stati Uniti, così come il
generale Jose Elito Carvalho Siqueira, allora primo ministro dell'Ufficio di
sicurezza istituzionale.. https://www.conjur.com.br/2015-jul-04/wikileaks-divulga-lista-autoridades-brasileiras-espionadas-pelos-eua Da una
intervista al Jornal do Brasil a Moniz Bandera (*). del 3 dicembre 2016: (Moniz Bandeira: "Moro e Janot atuam com os
Estados Unidos contra o Brasil") http://m.jb.com.br/pais/noticias/2016/12/03/moniz-bandeira-moro-e-janot-atuam-com-os-estados-unidos-contra-o-brasil/ - “…..Rodrigo Janot è andato a
Washington nel febbraio 2015 per prendere informazioni sulla
Petrobras, accompagnato dagli investigatori della Task Force responsabile dell’operazione LAVA JATO, e si
riunì con il Direttore Generale
dell'FBI, James Comey, de Dipartimento di Giustizia, e con gli ufficiali della
Securities and Exchange Commission (SEC). A che serve il giudice Sérgio Moro,
eletto dalla rivista Time come uno dei dieci uomini più influenti al mondo?
Quali interessi serve con con l’operazione
Lava-Jato? A chi serve il procuratore generale della Repubblica, Rodrigo
Janot? Entrambi agirono e stanno agendo con le organi degli Stati Uniti,
apertamente contro le compagnie brasiliane, attaccando l'industria bellica nazionale
tra cui Eletronuclear, portando all'arresto del suo presidente, l'ammiraglio
Othon Luiz Pinheiro da Silva. Il pregiudizio che causarono e stanno causando
all'economia brasiliana, paralizzando la Petrobras, le imprese di costruzione
nazionali e l'intera catena produttiva, oltrapassano , su larga scala,
immusurabile, tutte le perdite dovute alla corruzione,che dichiarano di
combattere. Quello che stanno facendo è
distruggere, paralizzare e decapitalizzare le aziende brasiliane, statali e
private come, l’ Odebrecht, che competono sul mercato internazionale in Sud
America e in Africa…..” (*) Moniz Bandera, , morto recentemente, a Heidelberg, Germania, il 10 novembre del 2017 professore
univesitario, scienziato politico, storico, esperto nella politica e nelle
relazioni internazionali, soprattutto con Argentina e Stati Uniti, Autore di
varie opere noto per aver analizzato il potere americano nella
destabilizzazione dei paesi; nel 2015, fu proposto, dall’Unione Scrittori
Brasiliani (UBE) , per il premio Nobel, per la letteratura.
2015. Difatti, proprio nel corso di quell’anno, che avvengono le operazioni più significative di “Lava Jato”, che
coinvolgono il sistema produttivo
nazionale, l’industria petrolifera, quella nucleare ed i primi politici, del PT
(Partito dei Lavoratori), compreso Lula, “sentito, come persona informata di
fatti”.
Le denunce del MPF di Janot, danno origine, 2015, a 14 operazioni di “Lava Jato”, dalla fase 8
alla Fase 21.
La fase 8, si svolse a Rio de Janeiro, il 14 gennaio con l’arresto dell’ex Direttore
dell’area internazionale della Petrobras
Nestor Cerveró, avvenuto, nell’Aeroporto
Internazionale Tom Jobim, di Rio;
L’ultima del 2015, la fase 21, si svolse il 24 di novembre, operando in S. Paulo, Rio de Janeiro, Mato Grosso do Sul e Distretto Federale
(Brasilia).
Qui di seguito vengono elencate e
descritte le denunce del PMF.
Il 16 di marzo Il Pubblico Ministero Federale,
denuncia, per la prima volta, la direzione di Servizio della Petrobras, tramite
Renato Duque, ex Direttore di ingegneria e servizi della Petrobras ed altr 27
persone. http://www.mpf.mp.br/pgr/noticias-pgr/lava-jato-nova-denuncia-envolve-diretoria-de-servicos-da-petrobras-e-acusa-27-pessoas
Il 24 luglio,
sempre, il PMF, per abbreviazione MPF, denuncia le intere direzioni delle
maggiori Imprese Multinazionali del Brasile: la Odebrecht e la Andrade Gutierrez; le persone denunciate sono oltre 20. In
una operazione, precedente,dovuta ad uno smembramento, venne coinvolto del
Brasile Fernando Collor de Mello; ex presidente del Brasile (1990–1992)
http://g1.globo.com/pr/parana/noticia/2015/07/executivos-da-odebrecht-e-andrade-gutierrez-sao-denunciados-justica.html ; http://www1.folha.uol.com.br/poder/2015/07/1655455-pf-faz-busca-e-apreensao-na-casa-de-collor-e-de-senador-do-pp.shtml
In agosto, sempre il MPF, denuncia due ex direttori della
Petrobras Jorge Zelada, Eduardo Musa ed altre
4 persone, per corruzione, e tangenti, a favore del deputato federale Eduardo Cunha PMDB
(Partito Movimento democratico Brasiliano), presidente della camera dei
deputati. http://g1.globo.com/pr/parana/noticia/2015/08/mpf-denuncia-ex-diretor-da-petrobras-jorge-zelada-na-operacao-lava-jato.html
Il 1° settembre, denunciato
dal PMF l’ex Direttore e Presidente della Eletronuclear, il vice ammiraglio Othon Luiz Pinheiro da Silva ed altre 14 persone , tra cui ex
dirigenti della “Andrade Gutierrez” e “Engevix”. http://g1.globo.com/pr/parana/noticia/2015/09/mpf-denuncia-ex-diretor-da-eletronuclear-e-outras-14-pessoas.html
Il 4
settembre, il MPF denuncia i primi politici del
PT, come Josè Dirceu, ex ministro della “casa civil”; João Vaccari Neto, ex-tesoriere del PT ed altre persone, vicine al PT e alla Petrobras. http://g1.globo.com/pr/parana/noticia/2015/09/jose-dirceu-e-mais-16-pessoas-sao-denunciados-na-operacao-lava-jato.html
Il 16 dicembre Lula, l’ex presidente su richiesta della Polizia Federale,
autorizzata da Teori Zavascki, relatore di
Lava Jato e membro del Superiore Tribunale Federale , rilascia deponimento, nelle operazioni di
Lava Jato, soprattutto sulla Petrobras, come “persona informata di fatti” http://g1.globo.com/politica/operacao-lava-jato/noticia/2015/12/lula-presta-depoimento-no-principal-inquerito-da-operacao-lava-jato.html
Tutti i contenuti delle cosiddette “Delazioni Premiate”, soprattutto quelle
che riguardavano il governo, il PT e Lula, venivano pubblicate dai mass media,
con grande risonanza; prima ancora, che fossero avvalorate, confermate dalle
Istanze superiori; prima, che i soggetti, indicati dai delatori, ne fossero
informati o incriminati, venivano già processati e condannati della stampa. Un
passo fondamentale, nella gestione del “Lawfare”, nella “guerra al nemico”.
Tutte le operazioni di Lava Jato svolte nel 2014, 2015 ed anche quelle
successive, furono seguite, quindi, con grande risalto dai mass – media,
conferiscono a Sergio Moro, al suo Staff
della “Força Tarefa”, al MPF Janot ed a
suoi uffici periferici, una popolarità ed una fama enorme. Soprattutto è su
Moro che si riversavano maggiori popolarità e notorietà internazionale. Ciò,
anche grazie ad una accorta gestione della sua immagine pubblica ed agli ottimi
legami intessuti con i media, soprattutto, la TV globo; nemico dichiarato, da
sempre, del PT e di Lula. Il giudice Sergio Moro diventò l’uomo dell’anno,
della provvidenza, della speranza che riuscirà ad estirpare l’ endemica
corruzione, con radici profonde; gode di credito illimitato e dell’appoggio
della quasi totalità della popolazione, da un sondaggio effettuato all’inizio
del 2016, in caso di elezioni presidenziali, sarebbe staro eletto, al primo
turno, con una maggioranza schiacciante.
Il giudice era diventato intoccabile, in grado di condizionare, opinione
pubblica ed Istituzioni (Congresso, Supremo Tribunale Federale); nonostante,
fosse, solo, un giudice di prima istanza. I suoi metodi investigativi, con un
utilizzo eccessivo e sproporzionato della prigione preventiva, l’uso singolare e
personale dell’ermeneutica, nel piegare le leggi alle sue interpretazioni ed
applicazioni, faceva torcere la bocca a molti giuristi e costituzionalisti
brasiliani, ma, ad eccezione di pochi, lo facevano sottobanco e con
discrezione, I risultati raggiunti, per contro, erano eccezionali; le Delazioni
Premiate” arrivano numerose, non si sa
la proporzione tra “spontanee” e “incoraggiate” d’altra parte, per chi non si
pentiva o il pentimento non era
richiesto, le condanne erano pesanti; la “teoria del pulcino avvelenato” non
era riferito solo a Lula.
2016. Come nelle altre, dei due anni precedenti, le “delazioni” assunsero la
caratteristica, sempre più marcata di una “catena di S. Antonio”, le operazioni
di Lava Jato, avvenivano, ormai, solo sulla base di informazioni dei delatori;
ne furono: 16; dalla Fase 22 del 27 gennaio, alla Fase 37 del 17 de novembre; si continua contro il PT, la disarticolazione dell’Industria nazionale; la
fase 24 (Aletheia), del 4 marzo, fu dedicata, esclusivamente
a Lula, alla sua famiglia, ai suoi amici
e agli immobili di siti ad Atibaia e Guarujà
eTriplex, tutti nello stato di S. Paulo. Le operazioni si allargarono
anche a politici di altri partiti; ma, in tono molto minore. L’unico personaggio
di spicco, fu l’ex governatore della stato di Rio de Janeiro, Sergio Cabral,
arrestato nell’operazione “Calicute, del 17
de novembre.
2017. Le operazioni, in totale, furono 10; dalla fase 38, del 28 marzo alla fase 47, del 21 novembre. Si concentrarono,
soprattutto, nel completamento della disarticolazione della Petrobras e su ex ministri dei governi, a guida PT, di
Lula e Dilma Rouseff.
2018. Le ultime operazioni di Lava Jato di quest’anno, sono, finora 4; dalla
Fase 48, del all’ultima Fase,
conosciuta, 52, del 8 maggio. Si raschia il fondo del Barile delle operazioni
precedenti, vengono coinvolti personaggi di altri partiti e Imprese di natura diversa; si ha la
sensazione, però, che queste ultime operazioni, abbiano più la funzione dimostrative
che “Lava Jato” è apolitica ed il solo scopo di combattere la corruzione.
Bilancio, di 4 anni, i
Operazioni Lava Jato marzo 2014 – 2018
(49 Fasi)
Secondo i dadi pubblicati dal Ministero Pubblico Federale, l’attività di 4
anni di “Lava Jato” si possono così riassumere:
Operazioni:
|
N. 49
|
Condanne Ia
Istanza:
|
N. 160
|
Condanne 2a Istanza:
|
N. 77
|
Anni di Condanne comminate dai Tribunali
(Curitiba e Rio de Janeiro:
|
N. 2.385
|
Risorse da recuperare, tramite “Delazioni
Premiate:
|
R$ 12
miliardi Reais
|
Risorse, finora, recuperate, tramite “Delazioni
Premiate:
|
R$ 1,9
miliardi Reais
|
Processi Penali presso Supremo Tribunale Federale
(STF)
|
N. 101
|
https://www.poder360.com.br/lava-jato/lava-jato-faz-4-anos-com-160-condenados-e-r-12-bilhoes-em-recuperacao/ ;
http://www.mpf.mp.br/para-o-cidadao/caso-lava-jato/atuacao-na-1a-instancia/parana/resultado
Secondo i dadi diffusi dal Procuratore Generale della Repubblica Raquel
Dodge (Ha sostituito Rodrigo Janot, il 18 settembre 2017), La situazione alla
data di Marzo 2018 è la seguente:
Governatori,
degli Stati federali del Brasile (27), inquisiti:
|
N
|
12
|
Governatori, denunciati al Supremo Tribunale
Federale (STF):
|
N
|
3
|
Denunce al Supremo Tribunale Federale (STF):
|
N
|
36
|
Denunce al Supremo Tribunale di Giustizia
(STJ):
|
N
|
3
|
Denunce alla Procura della Repubblica dello stato
del Paranà:
|
N
|
72
|
Denunce alla Procura della Repubblica dello stato
di Rio de Janeiro:
|
N
|
33
|
Denunce al Tribunale Regionale Federale - 2:
|
N
|
1
|
Accordi di “Delazione Premiate” firmate dal MPF
ed omologate dal STF:
|
N
|
187
|
Operazioni totali
relative a “Lava Jato” (MPF* + STF):
|
N
|
4.600
|
Richieste di cooperazione internazionali:
|
N
|
395
|
Paesi coinvolti nelle richieste di cooperazione:
|
N
|
50
|
(*) MPF = Ministero Pubblico Federale
Ma è tutto oro quello che luccica?
Le operazioni di “lava jato”, iniziarono
nel mezzo della recessione brasiliana, e della crisi globale (Marzo 2014); che
diede origine al “golpe” contro Dilma Roussff e la sua sostituzione con il
vicepresidente Michel Temer (maggio 2016). Il nuovo Ministro Josè Serra (lo stesso
personaggio di riferimento delle multinazionali del petrolio), assieme al nuovo
presidente dell Petrobras, Pedro Parente, procedono alla privatizzazione e la
snazionalizzazione della stessa,
autorizzando, le multinazionali del Petrolio, ad avere concessioni e diritti
sul petrolio, dell’agognato “Pre-Sal”, sempre negato dai due governi precedenti
(Lula e Dilma Rousseff). Il nuovo governo Temer, inoltre, tramite il nuovo
Ministro delle Finanze Henrique Meirelles promuove il più lungo periodo di
austerità, mai successo nel mondo.
Tramite la PEC 241 (Proposta di Emendamento Costituzionale N.
241), approvata dall Parlamento (), che congela le spese del governo federale,
adeguate al tasso di inflazione, per i prossimi 20 anni.
Alla data attuale,le grandi imprese,
coinvolte, nelle operazioni di “lava jato”,
che hanno proceduto ad “Accordi di Leniencia” (accordi di trattamento
favorevole), che permette alle Imprese di riprendere, senza restrizioni,
l’attività e rapporti di affari con il settore pubblico, con stipula di nuovi
contratti, sono 18. Per accedere agli “Accordi di Leniencia”, le imprese
coinvolte devono: riconoscere le proprie responsablità; collaborare con la gustizia, al fine di
individuare altri responsabili, e, infine, risarcire i danni e restituire,
indebitamente lucrato, per la corruzione (sono complessivamente,miliardi di
dollari, da pagare, sia in Brasile che in altri Stati). L’ accordo deve essere
confermato da un giudice.
Alla fine del 2016, erano solo quattro
deelle 18 grandi imprese coinvolte nella corruzione: Toyo-SETAL;
UTC Costruzione; Camargo Correa; Andrade
Gutierrez – tutti, fornitori della Petrobras. Bloccate, per anni, nel poter
stipulare contratti con il settore pubblico, molte, per far fronte alla loro
crisi economica e di liquidità, sono
state costrette a vendere le attività più redditizie a società straniere
Le norme, riguardanti gli “accordi di leniencia”, che devono, essere
stipulati, presso il “CADE” (Consiglio Amministrativo di Difesa Economica),
osservano i critici; sono lacunose, contradittorie, prevedono tempi lunghi e la
partecipazione di molti soggetti, come il “Tribunal de Contas da União-TCU-“
(equivalente alla Corte dei Conti), la “Transparência
e Controladoria-Geral da União –CGU” (Trasparenza e Controlleria della Unione),
il “Ministerio Publico –MP-“ (Pubblico Ministero); infine, un giudice, che,
dovrà confermare il tutto, ma che potrebbe anche negare, quindi, impedire
all’impresa di esercitare attività con il settore pubblico. (Alla data attuale,
presso il “CADE” , nessuno di questi accordi è stato definitivate giudicato ed archiviato).
Per ultimo, l’“Accordo di Leniencia”, come prescivono le norme, non è chiara;
prevede solo la responsabilità amministrativa e civile, nella persona giuridica
dell’impresa, nei reati contro la Pubblica Amministrazione, ma, in automatico,
non si estende ai direttori e amministratori, i quali, sarebbero ancora
esposti a giudizi e condanne penali,
nonostante, la stipula dell’ “Accordo di
Lenienza”. Sulla presenza del presenza del Pubblico Ministero (MP), paragonando
con altri paesi, molti esprimono dubbi e perplessità, sulla competenza
specifica dei pubblici Ministeri, nel settore dell’economia. https://www.cartacapital.com.br/revista/923/a-lava-jato-e-o-governo-destroem-a-economia.
Una critica severa, viene rivolta alle operazioni di lava jato
dall’ex procuratore del Pubblico
Ministro Federale ed ex Ministro della Giustiza, Eugênio
Aragão; in una intervista affermò: “.......O fato é o seguinte: a
maioria das empresas envolvidas está sendo inabilitada para participar de
concorrências públicas. Obras de infraestrutura só existem por meio de
concorrência pública, não há de outro jeito. As grandes construtoras não são
empresas que fazem Minha Casa Minha Vida.Constroem viadutos,
hidrelétricas, usinas, aeroportos. Se ficarem fora do mercado de concorrências
públicas, elas quebram, pura e simplesmente. É ao que a Lava Jato está levando
com a inabilitação das empreiteiras......”
Traduzione: “....Il fatto è che la maggior parte delle aziende coinvolte
sono ora Bloccate nel partecipare a gare pubbliche. L'infrastruttura funziona
solo attraverso la competizione pubblica, non c'è altro modo. I grandi
costruttori non sono aziende che costruiscono abitazioni per “Minha
Casa Minha Vida. Costruiscono
viadotti, centrali idroelettriche, centrali elettriche, aeroporti. Se rimangono
fuori dal mercato pubblico della concorrenza, semplicemente si dstruggono. Questo è ciò che il Lava Jato sta facendo, squalificando gli imprenditori....” Inoltre:
“.... Aqui no Brasil, a gente entrega os nossos ativos com uma
facilidade impressionante. Isso ocorre, principalmente, porque essa garotada do
Ministério Público não tem a mínima noção de economia. Não sabem como isso funciona. Simplesmente botaram na cabeça uma ideia
falso-moralista de que o País tem de ser limpo. Corrupção existe em todas as
partes do mundo. Não é um problema moral, é sobretudo um problema estrutural simples......” .Traduzione: “....Qui in Brasile, consegniamo i nostri beni con
facilità impressionante. Ciò è principalmente dovuto al fatto che questi
ragazzotti della Procura non hanno la minima nozione di economia. Non sanno
come funziona. Hanno semplicemente messo in testa un'idea falso-moralista,
secondo cui il paese deve essere pulito. La corruzione esiste in tutte le parti
del mondo. Non è un problema morale, è soprattutto un semplice problema
strutturale.....”;”....... Veja bem, vamos pensar no seguinte: a Lava Jato gaba-se de
ter devolvido ao País 2 bilhões de reais. E quantos bilhões a gente gastou para
isso? Do ponto de vista econômico, essa conta não fecha....”. Traduzione: Veda bene, andiamo a pensare nel seguente modo: Lava Jato
si vanta di aver restituito 2 miliardi di reais al Paese. E quanti miliardi ci
abbiamo perso? Da un punto di vista economico, questo conto non si chiude.
Alla domanda del giornalista:
Alcune società di consulenza hanno calcolato che il pregiudizio, per effetto
del “Lava Jato”, all'economia, in 120 miliardi di reais. Stima per difetto,
perché ci sono effetti concatenati a lungo termine quasi impossibile da
stimare. “....Fora a perda de
competitividade no mercado internacional, imensurável. Essa mania de o
Ministério Público achar que resolve os problemas do País apontando um culpado,
isso está superado. É claro que não significa que a pessoa física que fez a
coisa errada vai se sair bem....”. Traduzione: ”.... Oltre alla perdita di
competitività nel mercato internazionale, incommensurabile. Questa follia del
pubblico ministero che crede di risolvere i problemi del Paese indicando un colpevole, questo è superato.
Ovviamente ciò non significa che la persona che ha fatto la cosa sbagliata deve
uscirne bene.....”
https://www.cartacapital.com.br/revista/923/essa-garotada-do-mpf-nao-tem-a-minima-nocao-de-economia.
Ai 120 miliardi di Reais, si dovranno aggiungere altri 31 miliardi R$
circa; valore dei progetti, già appovati, per aeroporti, strade, mobilità
urbana, che avrebbero avuto la potenzialità di generare, circa 900 mila posti
di lavoro. Poiché questi contratti sono stati già vinti, in licitazioni, da
imprese, tutte coinvolte nelle operazioni di “lava jato), La Banca Nazionale
dello Sviluppo (BNDES), che dovrebbe finanziari i progetti, ha bloccato tutto.
Poco tempo dopo, sempre la BNDES, ha annunciato la sospensione dei
pagamenti e la revisione dei 47 servizi di contratti di esportazione società di
ingegneria coinvolte nelle transazioni per un importo di 13,5 miliardi di
reais. In questo settore c'è la preoccupazione. Che, attraverso nuove gare, gli
imprenditori nazionali saranno definitivamente esclusi dai finanziamenti a lungo termine della
banca, essenziali per grandi opere pubbliche, e sostituiti da imprenditori
stranieri.
Gli effetti combinati, tra “lava jato” e il
governo “golpista” di Michel Temer, nel mese di maggio 2018, ha presentato il
conto, purtroppo, non definitivo, oltre agli oltre 150 miliardi di R$ persi,
per effetto diretto del “lava jato” il bilancio, sociale, di due anni, è il
seguente: la disoccupazione, è aumentata
di 1, 84 milioni, passando dal 11,6% al 14,83%; l’estrema povertà, è aumentata
di 1, 8 milioni, passando dal 6,5% al 7,2%; in valori attuali, la “Bolsa
Familia”, ha subito un taglio di 5,39 miliardi di reais (R$); altri settori (Agricoltura; Assistenza
Sociale; Cultura; Istruzione ed Educazione; Protezione dell’Ambiente), hanno
subito un taglio di quasi di 17 miliardi di R$.
16.
2015. Lula, dichiara che si ripresenterà per le elezioni del 2018;
Dopo aver
ottenuto il secondo mandato presindenziale, Dilma Rousseff , è subito oggetto
di contestazioni ; sia per il fatto che la vittoria alle elezioni presidenziali
aveva avuto uno scarto di voti minimo, per cui lo sfidante, il senatore Acio Neves
ed il suo partito il PSDB, non avevano accettato la sconfitta; sia anche
perché, nel tentativo di condizionare la campanha elettorale, dalle inchieste
di “lava jato”, era state fatte filtrare “informazioni riservate”, coperte da
segreto istruttorio,riprese, con grande risalto, dai media; che, Dilma Rouseff,
Lula ed altri dirigenti del PT, erano coivolti nelle corruzioni. La
contestazione, già, precedemente pianificata. dal “Movimento Ven Pra Rua”,
fiancheggiatore di Aecio Neves e del PSDB; dal “Movimento Brasil Livre”, creato
ed appoggiato dai servizi Usa, esplose subito all’indomani della vittoria
elettorale, manifestando a favore del “Lava Jato”, contro la corruzione,
associando a questa Dilma Rousseff, Lula e tutto il PT, invocando l’impeachment
della presidente, la quale, ancora, non in carica, per il secondo mandato. Nel
corso di qualche mese, le manifestazioni divennero sempre più frequenti ed
imponenti. A peggiorare le cose, vi è da
ricordare che il giorno pima del termime
del primo mandato (30 dicembre 2014) il
governo, , aveva approvato delle misure
provvisorie che riducevano il diritto
del lavoro e la protezione Sociale. Misure, che colpivano direttamente i meno
ambienti, la base del PT e del suo governo. Alla fine di febbraio 2015 il
consenso al suo operato, in solo due mesi esra precipitato dal 42% al 23%, https://www.cartacapital.com.br/revista/833/punhalada-fiscal-5133.htm
Dato che
l’erosione del consenso, stava coinvolgendo il PT, Lula, nell’intento di
arginare la caduta di consenso verso il PT e di assicurare i lavoratori e i
cepi più poveri, annuncia, ufficialmente, che si ripresenterà candidato alle
elezioni presidenziali del 2018. Questa candidatura l’aveva più volte
ventilata, in diverse interviste, sempre in occasioni di cadute di consenso e
crisi dl governo.
17.
2016, maggio, Impeacchment della
presidente Dilma Roussef;
Ottobre 2014, è il mese delle
elezioni Presidenziali; al secondo turno, del 26 ottobre, lo scontro è,
tra Dilma Rousseff e Aecio Neves; Marina Silva, la prima esclusa, con il 19,39%, delle preferenze, al primo
turno. dichiarava di appoggiare Aecio Neves. Vince Dilma con il 54 milioni di voti, corrispondendo a
51,64%: Aecio Neves, arriva a poco più di 51, arrivando al 48,36%, Il 21,1%, cioè più, di 30 milioni di elettori
non sono andati a votare; lasciato la
scheda in bianco, o hanno votato nullo .
Il candidato sconfitto Aecio
Neves, assieme ai suoi sostenitori, apparentemente, accettarono la sconfitta elettorale; difatti,
nella realtà non fu così.
Quasi contemporaneamente alla
pubblicazione dei risultati, , come già accennato, nelle strade, iniziarono le
prime manifestazioni contro il governo, invocando l’”impeachment” del
presidente. 3 mesi dopo, il 15 di marzo 2015, il movimento “Ven ra Rua” e “Movimento
Brasil Livre” ed altre organizzazioni minori, riescirono ad organizzate, in 26 stai, manifestazioni e
proteste, contro il governo. Alle quali parteciparono, oltre 1 milione di
persone; la più imponente fu a S. Paolo
(300 – 400 mila). I due movimenti principali Ven Pra Rua e Movimento
Brasil Livre, come già scritto in precedenza, avevano iniziato a formarsi,
durante le proteste del giugno 2013, per formalizzarsi e fondarsi nel 2014; il
primo è collegato a Aecio Neves ed al suo partito (PSDB ed è finanziato da imprese
brasiliane; in secondo, invece è stato ispirato da Student For Liberty,
collegato alla Cia e finanziato da capitali Usa , (vedere le schede). Sono
entrambi movimenti ultra liberisti e conservatori, se non proprio reazionari. I
temi ricorrenti sono contro la corruzione; contro Il presidente Dilma Rousseff,
Lula ed il PT; Appoggio incondizionato alle operazioni di Lava Jato e del
Giudice Moro, richiedendo, l’Impeachment
della Presidente Dilma. Questa, fu la prima delle quattro manifestazioni che si
svolsero nell’anno; oltre una marcia da S. Paulo a Brasilia, alla fine di
aprile,2015, che durò, oltre un mese. Le successive furono svolte il 12 aprile;
il 16 agosto ed 13 dicembre, con poche variazioni, furono tutte imponenti, a
parte quella di dicembre che fu modesta, probabilmente gli organizzatori si
concentrarono su quella futura del 13 marzo 2016, che risulterà la più grande
di tutte.,
L’indice di gradimento del
governo Dilma Roussef, già in picchiata a fine febbraio 2015 (23%); dopo il ciclo di
manifestazioni del 2015, si ritrovò con il più basso indice di gradimento, mai
registrato, in Brasile, riguardante un presidente. Meno del 7%.
In una atmosfera di grande
mobilitazione contro i governo, per iniziative de ministeri pubblici, il cui
animatore era il giudice Daltan Dallagnol, si colse l’occasione, per
effettuare, una raccolta di firme, per la presentazione di una proposta di legge
di iniziativa popolare, chiamata, “dieci misure contro la corruzione”.
L’iniziativa, partì il 27 luglio 2015, circa sei mesi dopo; a fine marzo 2016,
le firme raccolte, furono oltre 2 milioni; più che sufficiente, per legittimare
il progetto, il quale, fu ufficialmente presentato al Congresso, il 27 marzo
2016.
Il 13 marzo 2016, ci fu l’ultima grande
manifestazione contro il governo Rousseff, el suo impeachment, ormai imminente,
in quanto, la coalizione a favore, si era organizzata e compattata, unendo Aecio Neves, il suo partito (PSDB), e gli altri che l’avevano
sostenuto nelle elezioni presidenziali, perse, nell’ottobre del 2014, il
vicepresidente Temer, che il presidente della camera Eduardo Cunha, entrambi
del PMDB, i quali furono i veri registi del impeachment. Il giudice Moro, per annientare, qualunque opposizione all’
impeachment, il 16 marzo 2016 fece diffondere, tramite i mass media una
conversazione, registrata illegalmente, tra la Presidente Dilma Rousseff e
Lula, sulla nomina di quest’ultimo, a ministro della “Casa Civil”. La
diffusione della registrazione, data l’atmosfera “ostile” al governo, suscitò
una onda di “indignazione”, nell’opinione pubblica. In qualunque paese con
regole democratiche, chiunque avesse fatto questo; diffondere attività del
governo sarebbe stato perseguito ed
incriminato, se l’avesse fatto un giudice, sarebbe stato immediatamente sospeso,
rimosso, giudicato e condannato; ma non in Brasile, difatti, questo atto, nella
pratica, è stato legittimato dal Supremo Tribunale Federale, il quale, tramite
un suo componente, Gilma Mendes, annullò la nomina di Lula. Il Supremo
Tribunale Federale (STF), si era trasformato: non era più l’organo massimo
della tutela della Costituzione brasiliana, ma un governo esecutivo, al di
sopra del presidente e del suo governo legittimamente eletti. Fare ed disfare,
a loro piacimento. I servizi degli Usa,
avevano fatto un “ottimo Lavoro”: istruito giudici, poliziotti, Mass media,
creato movimenti reazionari, così potenti, da condizionare e direzionare,
opinione pubblica, Istituzioni, ecc. L’occasione per l’impeachment fu creato
dallo stesso governo: Nel 2014, il governo, per far apparire il bilancio
positivo, fece ricorso ad una pratica, amministrativa, creativa, per
migliorare, il reale bilancio dello stato. Un sistema che era stato utilizzata
da quasi tutti i governi precedenti; non solo, ma anche nelle amministrazioni
statali e comunali, La manovra consiste
nel ritardare più possibile il trasferimento di risorse, alle banche pubbliche
(Cassa Economica Federale, Banco del Brasile, Banca nazionale dello sviluppo),
destinate alle prestazioni sociali e sussidi, in questo caso, circa 40 miliardi
di R$. Le banche, quali a loro volta, devono liquidare i sussidi
disoccupazione, le “bolse familia”, finanziare il piano “Mia Casa Mia Vita”,
programmi di investimento di sostegno alle imprese; programmi di credito
agricolo, ecc. In realtà, ritardi nei pagamenti ai beneficiari non vi furono,
poiché le banche anticiparono le risorse, pagando i beneficiari, ma,
addebitando al governo gli interessi. In pratica era un specie prestito che le
banche pubbliche fecevano al governo, dietro il corrispettivo di interessi. Questo tipo di manovra amministrativa, in Brasile,
vien chiamata “Pedalata Fiscale” e sarebbe proibita per legge. ( Lei de Responsabilidade Fiscal - Legge di
Responsabilità Fiscale, del 2000); Molti giuristi si divisero , nel
classificare questa manovra, contraria alla legge. Comunque, nel caso fosse
provata, si incorrerebbe nella
accusa di aver commesso “crimine di responsabilità”, una infrazione
politica-amministrativa, la cui sanzione potrebbe essere, al limite, all’impedimento
di esercitare una funzione pubblica L’anno
successivo, nel giugno 2015, il “Tribunal de Contas
da União” (TCU), corrispondente, alla Corte dei Conti, al quale spetta il
compito di controllo e approvazione del
bilancio dello stato, chiese spiegazioni al governo, sulle irregolarità, amministrative,
dell’anno precedente, fissando un termine perentorio di 30 giorni, per chiarire; altrimenti
avrebbe rifiutato l’approvazione del bilancio. Tutti i governi precedenti, che
godevano maggioranze parlamentari stabile, era visto con un piccolo incidente
di percorso, immediatamente risolvibile, con un voto del parlamento. Questo,
però, non valeva per il Governo Dilma, Nel clima di contestazione contro il suo
governo, in cui la piazza, costantemente manifestava contro, chiedendo il suo
impeachment; una opinione pubblica, sempre più ostile, con un indice di
gradimento, sempre minore; una maggioranza, già incerta,fin dall’inizio del
secondo mandato, si era dissolta; con il suo vicepresidente Michel Temer, in un
vergognoso voltafaccia, non solo si schierava con l’opposizione, ma ne dirigeva la fronde,
in attesa che maturassero i tempi, per l’impeachmrnt. Il presidente della Camera, Eduardo Cunha,
dello stesso partito del vicepresidente (PMDB), espressione
del gruppo conservatore evangelico, il quale, tra agosto ed ottobre fu oggetto
di due denunce; la prima, indirizzata al STF, da parte del Procuratore Rodrigo
Janot, riguardante una tangente di 5 milioni di Reais; la seconda, da parte del
pubblico ministero svizzero, riguardante reati di corruzione e lavaggio di
denaro, operati su conti depositati in svizzera, controllati da lui e dalla sua
famiglia, tali conti, nel corso del procedimento, furono congelati. Altre denunce, erano in
arrivo. Nel frattempo, per evitare la condanna
del “Consiglio di Etica e Decoro Parlamentare”, primo passaggio,
nell’iterper lai decadenza della carica parlamentare, Eduardo Cunha tentò di
ricattare in governo, nello scambio “impeachment –Consiglio di Etica", Il
futuro del governo era sempre più incerto. Difatti, nel corso dell’anno,
vennero presentati 7 richieste di impeachment, tra i quali anche quello
presentato, il 15 ottobre 2015, da Helio Bicuto, Janaina Paschoal e Miguel
Reale Júnior e controfirmato dai 3 principali
animatori dei movimenti contro il governo Dilma e PT: Carla Zambelli Salgado, per 43 “Movimentos Contra a Corrupção”; Kim
Patroca Kataguiri, per il “Movimento Brasil Livre”; Rogério Chequer,per “Vem Pra Rua”. Su questi personaggi, si
rimanda ad una scheda a parte.comprese quelle di Eduardo Cunha, il presidente
della Camera e Michel Temer. Per mesi Cunha, tenne nel cassetto le richieste di
impeachment, continuando a ricattare il governo e costrngerlo ad appogiarlo nel
Consiglio di Etica. Il 2 dicembre 2015,
dopo il no decisivo del governo e la componente parlamentare del PT, Cunha
consumò la sua vendetta mettendo, all’ordine del giorno, del giorno dopo, la
discussione della richiesta di impeachment, presentato, in ottobre, da Bicuto
ed altri, scartando gli altri sei.
Qualche giorno dopo, il 15 dicembre, Cunha fu
oggetto in un delle operazioni di “Lava Jato”: “Operazione Catilinarias”,
autorizzata dall’allora Ministro del STF Teori Zavascki, su richiesta del
Procuratore Generale della Repubblica Rodrigo Janot.; lo stesso giorno, il
“Consiglio di Etica e Decoro Parlamentare” diede l’assenso, al proseguimento
dell’indagini sui conti esteri di Cunha; il giorno dopo, il 16 dicembre, Il
Procuratore Generale, chiede al STF, l’allontanamento di Cunha, dalla carica di Presidente della
Camera, con la motivazione che Cunha usava la carica per ostacolare le
inchieste su di lui. Il STF decise di rinviare a dopo carnevale 2016, la
valutazione della richiesta del Procuratore Generale. Questa decisione , indica
l’ostilità del STF verso il governo Dilma ed il PT, ciò,, significava dare mano
libera a Cunha, di poter organizzare, a suo piacimento, l’inpeachment di Dilma
Rousseff. Il STF non esaminò la richiesta, su Cunha, neanche dopo la fine di
carnevale, difatti, Cunha, come presidente della camera, il 17 aprile, votò, a
favore dell’ Impeachment. Solo dopo aver concluso il suo lavoro, il STF, in
maggio decise di allontanare Cunha dal parlamento, giudicato, ingombrante ed
inservibile. Il processo a Dilma
Rousseff ebbe tempi rapidi, il 17
aprile, la Camera dei deputati, con 367 voti a favore, contro 137
l’impeachment; il 12 di maggio conferma
la decisione della Camera, allontanando, Dilma Rousseff, dalla carica di presidente per un periodo di
180 giorni; il vicepresidente Michel Temer, assume la la Presidenza della
Repubblica ad interim. Questa soluzione, però, non soddisfa la
realizzazione dei programmi, già
pianificati. Il Senato, rigettando la sua decisione, precedente, il 31 agosto
dello stesso anno, allontana, definitivamente Dilma Rousseff, approvando con 61
voti a favore contro 20. Michel Temer, assunse, definitivamente la presidenza;
subito dopo, cominciò a demolire lo stato sociale e di destrutturare, di quello
che era rimasto, del sistema industriale brasiliano. Il STF, con il suo comportamento. trincerandosi dietro la
rigida osservanza costituzionale, ha sempre rigettato tutti i ricorsi della
difesa della presidenza Rousseff, diede, di fatto un basilare contributo alla
restaurazione. Resa inoffensiva la presidenza Rousseff, l’obbiettivo prossimo
sarà Lula.
18. 2016, maggio; Michel Temer assume
la presidenza del Brasil;
Qualche giorno prima della votazione alla camera dei deputati (11 aprile)
che sanzionerà l’allontanamento del Presidente Rousseff, Temer si comporta già da presidente del
Brasile; fu diffusa una registrazione audio, nella quale Temer affermava: Ho
chiesto un governo di salvezza nazionale”; riconfermò, anche che avrebbe
tagliato i “programmi sociali”. https://www.pragmatismopolitico.com.br/2016/04/vaza-audio-de-michel-temer-antecipando-discurso-sobre-vitoria-do-impeachment.html
La registrazione causò la
reazione del PT e di Dilma Rousseff, la quale definì Temer, come il capo della
cospirazione. Per sostenere il processo di impeachment, Temer, si espose
personalmente, nel negoziare con i suoi nuovi alleati. Dopo la votazione della
camera dei deputati e prima ancora del voto al senato (12 maggio), che avrebbe
sanzionato l’allontanamento provvisorio, di Dilma rousseff, per 180 giorni,
Temer, cominciò a negoziare, per la formazione del suo governo.
Assunta la carica presidenziale,
Temer, come, precedentemente affermato, aggredisce lo stato sociale, intervendo
in molti settori. Inoltre, in settembre, annuncia un enorme programma di
privatizzazioni, comprese le aree petrolifere.
Il senatore José Serra del PSDB-SP, (personaggio di riferimento delle
multinazionali del Petrolio), già in clima pre impeachment, per ingraziarsi i
suoi amici americani, si attivò subito
presentando una, proposta di
legge (PLS 131-2015) che modificò
profondamnte la legge conosciuta come legge di
“Condivisione del Pre Sal”, motivandola, con informazioni false, che la
Petrobras, non aveva le risorse necessarie per attuare gli investimenti
necessari. https://www12.senado.leg.br/noticias/materias/2016/11/30/sancionada-lei-que-revoga-obrigatoriedade-de-exploracao-do-pre-sal-pela-petrobras
(la legge di condivisione del
“Pre Sal” stabiliva che, la quota minima,
detenuta dalla Petrobras, nel consorzio di sfruttamento del Pre-Sal, doveva
essere del 30% , oltre l'obbligo di essere responsabile della "conduzione
ed esecuzione, diretta o indiretta, di tutte le attività, inerente ai
giacimenti petroliferi. Temer, utilizza subito la legge di Serra, assieme agli
punti del suo programma di governo, assolse gli impegni con le multinazionali
del petrolio; le quali non hammo mai nascosto di mettere le mani sui giagimenti
del “Pre-Sal”, per conto proprio o per la protezione degli interessi dello
stato estero, per il quale, opera, soprattutto gli Stati Uniti.
Riassumendo i punti del governo di Temer nel settore petrolifero: 1- Fine
della leadership di Petrobras, come unico operatore del “Pre-Sal”; 2- Accelerazione
delle aste di privatizzazione delle aree petrolifere; 3- Privatizzazione e alienazione di beni e
servizi della Petrobras; 4- Rinnovo dei sussidi all'importazione del sistema “REPETRO” (regime doganale speciale, che permette, l’importazione di strutture e
strumenti specializzati, adatti ad essere utilizzati nelle attività di ricerca
e estrazione di giacimenti di petrolio e gas naturale, senza l'incidenza delle
imposte federali , o altre imposte locali
esteso, anche al trasporto di materiali,
per il rinnovamento della marina mercantile); 5- Riduzione degli obiettivi di interesse, nazionale; 6- Smaltimento
dell’ olio in eccesso, senza assegnazione onerosa; 7- Riduzione delle imposte sul reddito
petrolifero; 8- privatizzazione delle
aree petrolifere, senza oneri; 9- Apertura del mercato del lavoro per
stranieri 10- riduzione, per le
compagnie straniere, dall'obbligo contrattuale, di ricerca, sviluppo e
innovazione (PD & I), in Brasile. Nonostante tutti gli sforzi fatti,
nell’ingraziarsi i poteri forti Temer a nemmeno un mese della prese del potere
(26 giugno) si ritrova incriminato, assieme ad un altro deputato del suo
partito PMDB, in quanto fu denunciato al STF, dal Procuratore Generale R.
Janot, per corruzione passiva. https://www.conjur.com.br/2017-jun-26/pgr-denuncia-temer-rocha-loures-corrupcao-passiva Tramite una serie di manovre parlamentari Temer
riesce a sventare la minaccia della denuncia, che viene rifiutata dalla camera
dei deputati. La denuncia, comunque resta sospesa, al STF, sino a che Temer
riveste una carica istituzionale, (ogni
soggetto che riveste una carica istituzionale gode del diritto del cosidetto
“Forum Privilegiato”.il quale si aziona su autorizzazione del parlamento) la
quale, in un momento successivo, potrebbe essere ripresa e valuta dalla
giustizia ordinaria. La seconda
denuncia, fu presentata al STF, il 14 settembre 2017; sempre formulata da
Janot, qualche giorno prima di lasciare la carica di procuratore generale,
contro un gruppo di parlamentari del
PMBD, definendola banda, che operava sia alla camera, che al senato,
amministrando tangenti, provenienti dalla Petrobras; questo qruppo era attivo,
sin dal 2006, quando Temer era deputato federale, coordinava il nucleo della
camera. Quando Temer fu posto alla presidenza,nel maggio 2016, passò a
cordinare entrambi i gruppi i quali avrebbero amministrato e diviso tra loro,
tangenti per un valore di oltre 580 milioni di reais, causando un danno alla
Petrobras di circa 29 miliardi di Reais. L’accusa era di associazione a
delinquere ed ostruzione alla giustizia, Oltre a Temer, furono denunciati 2
ministri del suo governo, Eliseu Padilha (Casa civile) e Moreira Franco
(Segretario generale della Presidenza). Nella denuncia comprendeva anche gli ex
ministri Geddel Vieira Lima e Henrique Alves, l'ex presidente della camera,
Eduardo Cunha e l'ex vice ed ex consigliere speciale di Temer Rodrigo Rocha
Loures. Rodrigo Janot denunciò i delatori Joesley Batista (*),
proprietario della JBS e i suo l'ex
direttore di Ricardo Saud. La Procura Generale, riguardo ai due delatori,
chiese la risoluzione del contratto e la cancellazione dell'immunità penale
(). https://www.otempo.com.br/capa/pol%C3%ADtica/janot-denuncia-temer-por-quadrilh%C3%A3o-do-pmdb-na-c%C3%A2mara-1.1519982 . Anche questa volta Temer riusci a
convincere la camera dei dputati a
rigettare le accuse, le quali resteranno sospese, come la prima denuncia,
presso il STF. https://noticias.uol.com.br/politica/ultimas-noticias/2017/10/25/entenda-a-segunda-denuncia-contra-temer-que-e-analisada-pela-camara.htm Nel periodo in mezzo alle due
denunce; nel marzo 2017, nel corso di
una conversazione tra Temer e Joesley Batista (*), avvenuta nel Palazzo di
Jaburu, la residenza ufficiale della vicepresidenza, che allora era ancora
abitata da Temer; quest’ultimo, a sua insaputa, Joesley, registrò la
conversazione, L’argomento era il pagamento di una tangente settimanale di 500
mila Reais, da versare al presidente; in cambio, a Batista, tramite il gruppo J & F, che controllala la JBS,
veniva garantito un profitto di, circa dieci milioni di Reais. La consegna,
doveva essere effettuata, tramite, Rodrigo Rocha Loures, consigliere di Temer.
Tale importo sarebbe stato messo in una valigia e in aprile 2017, consegnata a
Rocha Loures, il quale è stato colto sul fatto dalla polizia, avvisata,
precedentemente, da Batista, alla quale, consegnò, anche, il nastro registrato,
con la conversazione con Temer. Come al solito, ci fu la solita fuga di
notizie, il nastro registrato arrivò nelle mani dei media, i quali lo diffusero
con ampio risalto.Temer accusò il colpo. La registrazione, ovviamente, era
illegale e nessun giudice se ne attribui la paternità dell’autorizzazione.
Nonostante che a livello giuridico non avesse subito conseguenze, l’immagine di
Temer, dopo la diffusione dell’audio, ne uscì molto compromessa. Ad eccezione
del periodo della dittatura (1964-1985) Temer riuscì, in poco tempo, come
presidente del Brasile a collezionare 3 non invidiabili primati: fu il primo
presidente, a non essere eletto; fu il primo presidnte ad essere incriminato,
durante la carica; fu anche il primo presidente ad ottenere il più basso indice
di gradimento di tutta la storia brasiliana (1% - 3%).
(*) Joesley
Batista, e gli altri due fratelli, Josè Friboi Junior e Wesley sono multi miliardari e proprietari della J&F Investimentos S.A., la quale controlla la JBS Spa,
multinazionale alimentare (soprattutto carne, della, quali sono i maggior
produttori al mondo), dai dati,
relativi, al 2015 la JBS, aveva quasi 217 mila dipendenti; sedi in 22 stati, esportazione
in circa 150 paesi. vantava un fatturato di circa R$ 162,914 miliardi con un profitto lordo di R$ 4,640 miliardi; la società era valutata, circa R$ 48,641 miliardi. Joesley e Wesley Batista, há firmato entrambi um acordo di
“delazione premiata”
La società di famiglia J&F Investimentos S.A. nel giugno 2017,
firmò un “Accordo di Lenienza”, in riferimento al quale pagherà un valore di R$
10,3 miliardi ( 2, 5 miliardi di euro), tra danni e multa, rateatizzato in 25
anni. https://oglobo.globo.com/brasil/jbs-fecha-acordo-de-leniencia-ira-pagar-103-bilhoes-21416053#ixzz4ieb7A9s1
Come
era prevedibile, lo stesso mese dell’accordo, il gruppo J&F Investimentos S.A,, per alleggerire l’indebitamento ed
avere maggiore liquidità, ha annunciato la vendita di attività renunerative,
alla sua diretta concorrente Minerva Spa, in Argentina, Paraguay ed Uruguay.
Anche la controllata JBS Spa ha annunciato un
programma di disinvestimenti, pari a R$ 6 miliardi; altre società sono
state vendute a una multinazionale messicana, per un valore di R$ 5,7 miliardi. http://www.valor.com.br/agro/5062152/lala-acerta-compra-da-vigor-por-r-57-bi
19.
2016, ottobre;
nuova politica dei prezzi della Petrobras;
Uno dei primi atti del governo
Temer, fu di sostituire la presidenza della Petrobras, difatti, il 31 maggio
del 2016, fu nominato un navigato
politico del PMSB, più volte ministro del governo di Henrique Fernando Cardoso
(1995-2002), Pedro Parente.
Con la sua nomina, la politica della Petrobras cambiò radicalmente.
Dall’ottobre dello stesso anno, il prezzo interno del petrolio e dei suoi
derivati sono stati significativamente aumentati, tanto da permettere alle
compagnie straniere, di importare nel Brasile, petrolio, a prezzi
concorrenziali; di conseguenze, le società statali del settore, hanno perso
quote di mercato, interno ed estero, da paralizzare l’attività delle raffinerie
del 75%, conseguentemente, il Brasile esporta petrolio greggio, in quantità
massicce, ed importa, nella medesima proporzione, petrolio raffinato e
derivati; per fare un esempio: il gasolio importato, dagli Stati Uniti, nel
2017 era del 41%; nel 2017 l’indice à
salito all’80%, paraticamente, il doppio, in solo due anni.
Nei primi 4 mesi del 2018 il Brasile, ha speso, per importazioni di olio
combustubile, 8,7 miliardi di Reais,; mettendo assieme tutti i derivati del
petrolio,, compreso il greggio, alcool e e carbone, la spesa di importazione,
per i primi 4 mesi dell’anno, arriva a 8 miliardi di dollari, pari a 29
miliardi di Reais. https://www.ocafezinho.com/2018/05/22/em-apenas-4-meses-eua-vendem-quase-r-7-bilhoes-em-oleo-diesel-para-o-brasil/ . Un’altra conseguenza della politica, disastrosa, della
Petrobras, diretta da Temer e Parente è lo sciopero generale dei camionisti
(tradizionalmente, di destra), iniziato il 21 maggio 2018); dopo 6 giorni di
sciopero, continuato, sta mettendo in ginocchio il Brasile, e, non accenna a concludersi, La maggiore associazione dei
camionisti, ABCam che conta 700 mila associati, distribuiti, in circa
60 organizzazioni sindacali e 7 federazioni
rivendica a revisione della politica dei prezzi praticata dalla
Petrobras e l’abbattimento delle imposte che gravano sul diesel da trazione. Secondo l’associazione dei
camionisti, se le varie imposte, federali e locali, venissero abbattute, il
prezzo della benzina, alla pompa, verrebbe a costareR$ 0, 60 di meno (il prezzo
attuale è di circa R$ 4,125, circa 1 ero). Al primo giorno di sciopero hanno
aderito, circa 200 mila camionisti, l’adesione è in forte crescita, al quarto
giorno, gli scioperanti erano arrivati a 400 mila, con centinaia di blocchi
stradali. Il 40% del trasporto cittadino è bloccato per mancanza di
combustibile; anche gli areoporti ed altri servizi essenziali, cominciano ad
avere problemi di rifornimento. Il governo Temer, nel tentativo di risolvere la
vertenza si è reso disponibile ad abbattere le imposte che gravano sul diesel,
ma si rifiuta di trattare saulla politica dei prezzi della Petrobras; difatti
un progetto di legge sull’abbattimento delle imposte è stato già approvato
dalla camera dei deputati ed è in attesa di essere approvato dal senato. I
camionisti, però non si fidano e continueranno lo sciopero, sino a che la
legge, approvata, non sarà pubblicata sul Diario Ufficiale dell’Unione
(Gazzetta Ufficiale). Ieri, 23 maggio, l’Abcam, ha dichiarato che finora. Il
trasporto delle merci deperibili, di animali vivi, e medicinali non ha subito
limitazioni, ma la situazione potrebbe cambiare, in peggio, se il governo non
accoglierà le richieste avanzate. https://jornalggn.com.br/noticia/greve-so-vai-parar-quando-reducao-dos-impostos-for-publicada-diz-associacao-dos-caminhoneiros
20.
2016, inizia la privatizzazione della Petrobras “Partnership strategiche”;
Partnership strategiche" è il nuovo nome dato alla
privatizzazione, per nascondere ai brasiliani, la vera natura delle operazioni sulla Petrobras.
Ricerche recenti hanno evidenziato che il 70% dei
brasiliani è contrario alla privatizzazione della Petrobras, mentre il 78% è
contrario a capitali stranieri nell'azienda. (Folha de S.Paulo, 2018) https://www1.folha.uol.com.br/mercado/2018/02/nao-faz-sentido-falar-em-privatizacao-agora-diz-chefe-da-petrobras.shtml Forse per questo, per l’attuale Direzione della Petrobras
è meglio evitare di usare la parola
"privatizzazione". e usare l’eufemismo "Partneriati e
disinvestimenti" o Piano Strategico. http://www.frentepelasoberania.com.br/blog/gilberto-bercovici/ Hanno, solo, un obiettivo di privatizzare US $ 34,7
miliardi di dollari di beni dello Stato tra il 2015 e il 2018. (Petrobras, PNG
2017-2021, 2016) (Petrobras, PNG 2018-2022, 2018 ) finora, sono stati
firmati memorandum,, Accordi e contratti
nascondendosi dietro l’eufemisno di "partecipazioni strategiche" con
cinque multinazionali: la Total francese; la cinese CNPC; l’inglese BP;
ExxonMobil degli Stati Uniti e la norvegese Statoil. Come Partneriato
consentono privatizzazione dei beni industriali e le concessioni petrolifere e
di gas di Petrobras, senza seguire il regolamento, concordate con il TCU
(Trbunal da Conta da Union)
(Corte dei Conti), non conformi
con la legislazione brasiliana. (Bercovici & Coutinho, 2018) https://www.ocafezinho.com/2017/01/23/petrobras-plano-de-negocios-png-20172021-conduz-empresa-para-o-fosso/ http://www.petrobras.com.br/fatos-e-dados/monitoramento-estrategico-e-plano-de-negocios-e-gestao-2018-2022.htm http://www.petrobras.com.br/pt/quem-somos/estrategia/ http://www.petrobras.com.br/fatos-e-dados/monitoramento-estrategico-e-plano-de-negocios-e-gestao-2018-2022.htm
Tramite manipolazione del linguaggio; chiamando
“partnership” o partneriato”, le privatizzazioni, la Petrobras sta vendendo
parte delle sue risorse e tecnologie:
- alla Francese Total :ha venduto; il 22,5% del 65% che
possedeva nella concessione di Lara; il 35% del 45 %, posseduto nella
concessione Campo di Lapa;per il valore di US$2,2 miliardi. Il presidente della Petrobras Pedro
Parente, in una conferenza stampa ha dichiarato che l’operazione è una partnership e non un disinvestimento.
- Con la cinese
CNPC, in settembre 2017, la Petrobras há firmato um memorandumdi intesa
per iniziare uma trattativa, relativa ad uma partnership strategica
- Com l’inglese BP, in ottobre 2017 la Petrobras há firmato um documento di
intesa, per identificare e valutare assieme, opportunità di affari, coivolgendo
gli asset e tecnologia, brasile ed all’estero. Il documento prevede
cooperazione nelle area di di sfruttamento e produzione, raffinazione,
trasporto e commercializzazione di gas, GNL, commercio di petrolio,
combustibile per aviazione, generazione e distribuzione di energie rinnovabili,
tecnologie e d iniziative a bassa emissione di carbonio, mirando allo sviluppo
di una potenziale alleanza strategica tra le compagnie.
- Con la statunintense ExxMobil, in dicembe 2017 forma um consorzio per lo
sfruttamento di sei blocchi “Offshore” nel bacino di Campos.
- Con la norvegese Statoil, sempre, nel dicembre 2017, la Petrobras firmano
un contratto , con il quale cede il 25% della sua partecipazione nrl campo di
Roncador, per un valore di US$ 2,9 miliardi https://g1.globo.com/economia/noticia/norueguesa-statoil-compra-25-do-campo-de-roncador-e-avanca-em-parceria-com-petrobras.ghtml; http://www.frentepelasoberania.com.br/petrobras/parceria-estrategica-e-codinome-para-privatizacao/ https://g1.globo.com/economia/noticia/empresas-oferecem-ate-80-de-producao-a-uniao-para-explorar-pre-sal.ghtml
21-
2018, gennaio; la Petrobras, paga agli azionisti degli Stati Uniti, 2,95 US$
All’inizio di gennaio del 2018, per evitare uma “Class
Action” promossa dagli azionisti statunitensi della Petrobras, , per evitare il
giudizio di una corte degli Stati Uniti, la stessa ha preferito pagare, un
indennizzo di 2,95 miliardi di dollari, pari a circa 10 miliadi di reasi. La
cifra sarà pagata in due rate di 983 milioni di dollari e l’ultima di 984
milioni di dollari, nell’arco di un anno. La prima rata sarà pagata entro 10
giorni, dall’approvazione preliminare dei giudici americani.
L’origine della “Class Action” promossa dagli
azionisti statunitensi, è una conseguenza delle Operazioni di “Lava Jato”, in
quanto avendo portato alla luce un vasto sistema di corruzione, ai danni della
Petrobras, che coinvolgeva gli stessi dirigenti della compagnia, che portarono,
conseguentemene a un deprezzamento del valore delle azioni. Da qui, l’azione
degli azionisti, danneggiati dalla svalorizzazione delle azioni della Petrobras, possedute dagli
stessi.
La Petrobras, quindi, ha preferito, raggiungere un
accordo con gli azionisti ed indennizzarli con una cifra records, pur di non
affrontare i rischi di un giudizio di una corte popolare, nonostante che ,
negli Stati Uniti, solo lo 0,3% delle iniziative giudiziarie delle “Class
Action”, arrivino ad un giudizio finali.
https://www.conjur.com.br/2018-jan-03/petrobras-assina-acordo-us-bilhoes-encerrar-acao-eua
La Petrobras, Impresa brasiliana, sino al 1997, era a
totale capitale pubblico, finchè, in quell’anno per decisione dell’allora governo del presidente Fernando
Henrique Cardoso, fu trasformata in società per azioni, aprendola, ai mercati
internazionali (legge sul petrolio). Legge Ordinaria n. 9.478/1997
del 06/08/1997.
In
riferimento alle Operazioni di “lava jato”, il bilancio della Petrobras, è il seguente: recupera 1,9
miliardi di Reais, ne perde, circa 10 miliardi di reais, senza contare la
svalorizzazione del capitale azionario
Si riporta stralcio di una
nota critica dell’ Associazione degli Ingegneri brasilani (AEPNET), in idioma
originale e traduzione in italiano
Nota da AEPET* sobre
acordo de pagamento de US$ 2,95 bilhões aos acionistas dos EUA, 2018
“Nossa Associação
recebeu com tristeza e indignação a informação de que a atual direção da
Petrobrás acordou pagamento de quase dez bilhões de reais aos acionistas
norte-americanos, para encerrar ação movida na corte de Nova Iorque.
.... Causa-nos
repulsa constatar que apesar da Petrobrás ser a vítima da corrupção, condição
reconhecida pela companhia e pelas instituições competentes brasileiras, o
Mistério Público e a Justiça, a atual direção decida indenizar, bilionária e
antecipadamente, os acionistas norte-americanos.
Nossa Associação
denunciou os prejuízos potenciais da perda da soberania brasileira ao alienar
parcela relevante das ações da Petrobras na bolsa de valores dos EUA.
Agora vemos um dos mesmos responsáveis
pela venda das ações e submissão as normas, legislação, cultura e interesses
estrangeiros afirmar que “O acordo atende aos melhores interesses da companhia
e de seus acionistas tendo em vista o risco de um julgamento influenciado por
um júri popular, as peculiaridades da legislação processual e de mercado de
capitais norte-americana, bem como, o estágio processual e as características
desse tipo de ação nos Estados Unidos...”.
Então a companhia é vítima, se reconhece
como tal, assim como o fazem todos os poderes constituídos do Brasil, mas
decide antecipar indenização multibilionária aos acionistas norte-americanos
por causa do risco de se submeter a júri popular, peculiaridades e legislação
ianque? O que é isso senão o pagamento histórico pela perda de soberania que é
resultado, entre outros fatores, da venda das ações em Nova Iorque?
É ultrajante perceber
que o Senhor Pedro Parente, atual presidente da Petrobrás, participou desses
dois momentos históricos que revelam a submissão do nosso país aos interesses
dos Estados Unidos da América.
... O pagamento
desses dez bilhões de reais é mais uma etapa da transferência da renda
petroleira brasileira que é fruto de um ato continuado de corrupção e de crime
de lesa pátria... (AEPET, Nota da AEPET sobre acordo de pagamento de US$
2,95 bilhões aos acionistas dos EUA, 2018
Associação dos Engenheiros da Petrobráshttp://www.aepet.org.br/w3/index.php/artigos/noticias-em-destaque/item/1200-nota-da-aepet-sobre-acordo-de-pagamento-de-us-2-95-bilhoes-aos-acionistas-dos-eua
TRADUZIONE:
Nota della AEPNET* sull’accordo
del pagamento di US$ 2,95 miliardi agli azionisti US - 2018
"La nostra Associazione ha
appreso con tristezza e indignazione che
la direzione attuale della Petrobras ha accettato di pagare quasi dieci
miliardi di reais agli azionisti degli Stati Uniti, per chiudere l’azione di
risarcimento, presentata in un
tribunale di New York.
....ci provoca repulsione
constatare che, nonostante la Petrobras sia la vittima della corruzione,
condizione riconosciuta dalla società e dalle istituzioni competenti
brasiliane, il Mistero pubblico la
giustizia e l'attuale direzione decidono di indennizzare, miliardi di dollari
in anticipo, agli azionisti statunitensi americani.
...La nostra Associazione aveva
denunciato il potenziali pregiudizio di perdita della sovranità brasiliana nel
vendere una parte significativa di azioni della Petrobras, nella Borsa degli
Stati Uniti.
Ora vediamo che uno degli stessi responsabili, per la vendita di
azioni e a sottomettersi a norme, legislazione, cultura e interessi stranieri,
affermare che "L'accordo risponde al migliore interesse della società e
dei suoi azionisti, in considerazione del rischio di una sentenza influenzata
da una giuria popolare, le peculiarità della legislazione processuale e del
mercato dei capitali nord-americano Uniti, ben come la fase procedurale e le
caratteristiche di questo tipo di azione negli Stati Uniti ...".
....Intanto la società è una
vittima, è si riconosce come tale, ma, come fanno tutti i poteri costituiti del
Brasile, decide di anticipare l’indennizzazione multimiliardaria agli azionisti
nord-americani per evitare il rischio di subire il giudizio di una giuria
popolare, data la peculiarità e la legislazione Yankee? Che cosa è questo, se
non il pagamento storico per la perdita di sovranità che è il risultato, tra
gli altri fattori, della vendita delle azioni a New York?...
...È oltraggioso rendersi conto
che il signor Pedro Parente, l'attuale presidente della Petrobras, ha
partecipato a questi due momenti storici che rivelano la sottomissione del
nostro paese agli interessi degli Stati Uniti d'America.....
... Il pagamento di questi dieci
miliardi di reais è un altro passo di trasferimento del reddito petrolifero
brasiliano che è il risultato di un continuo atto di corruzione e crimine di
lesa patria ... (AEPET, nota AEPET su accordo transattivo US $ 2.95 miliardi di
dollari per gli azionisti degli Stati Uniti, 2018
(*) AEPNET:
Associazione degli Ingegneri della
Petrobras
22-
2017, Lula è condannato, in prima istanza, e
seconda instanza; negato l’habeas Corpus, viene arrestato e recluso nella prigione Federale di Curitiba;
Sulla base della delazione, da
parte del’ex ministro Delcidio do Amaral, (ex PTi), attualmente del Partito
Lavoratori Cristiani (PTC), di ispirazione centro destra, arrestato nel
novembre 2015, Il 16 dicembre 2015 Lula, l’ex presidente, su richiesta della
Polizia Federale, autorizzata da Teori Zavascki, relatore di
Lava Jato e membro del Superiore Tribunale Federale, rilascia deponimento, nelle operazioni di
Lava Jato, soprattutto sulla Petrobras, come “persona informata di fatti” http://g1.globo.com/politica/operacao-lava-jato/noticia/2015/12/lula-presta-depoimento-no-principal-inquerito-da-operacao-lava-jato.html
La stessa delazione dell’ex ministro
Delcidio (forse, non solo su questa), diede origine, il 4 marzo 2016,
all’operazione Aletheia (*) (fase 24), che fu dedicata, esclusivamente a Lula, alla sua famiglia, ai suoi amici e agli
immobili di siti ad Atibaia e Guarujà e
Triplex, tutti nello stato di S. Paulo. Le operazioni si allargarono anche a
politici di altri partiti; ma, in tono molto minore. L’unico personaggio di
spicco, fu l’ex governatore della stato di Rio de Janeiro, Sergio Cabral,
arrestato nell’operazione “Calicute, del 17
de novembre.
Il 17 marzo 2016, in sostituzione di
Jaques Wagner, Il presidente della Repubblica Dilma Rousseff nomina Lula Ministro
della “Casa Civil”; il giorno prima, però, il giudice Sergio Moro, certo della
impunità, per il grave reato, che stava commettendo, divulgava, tramite stampa
e TV, registrazioni telefoniche,
eseguite, in precedenza, su sua autorizzazione, dalla polizia federale, tra Lula
e il Presidente Dilma Rousseff, la quale comunicava, a Lula, la sua nomina, a
Ministro della “Casa Civil”, nonché altre conversazioni, tra le quali, anche
tra quest’ultimo ed altri ministri. http://g1.globo.com/politica/noticia/2016/03/planalto-ve-afronta-direito-de-dilma-em-divulgacao-de-telefonema.html; http://www1.folha.uol.com.br/poder/2016/03/1750807-ouca-a-integra-das-conversas-de-lula- reveladas-na-lava-jato.shtml . Il giudice Moro, senze più limiti; umilia e offende i diritti della difesa,
sancita dalla Costituzione brasiliana; ordinando la registrazione delle
conversazioni tra Lula ed i suoi avvocati, spingendosi a far spiare le
conversazioni di un intero studio associati, di legali, di oltre 25 avvocati,
molti dei quali, non avevano alcuna relazione con Lula. Il giudice Moro si comporta
da “Giudice Di eccezione”; (figura giuridica creata, assieme al Tribunale di Sicurezza Nazionale, nel
1936, durante la dittatura di Getullio Vargas, Eliminate nel 1945, vengono
riattivati nel 1964, durante la dittatura militare). https://www.conjur.com.br/2018-abr-20/sergio-servulo-triplex-sergio-moro-juizo-excecao ; https://www.conjur.com.br/2009-mai-31/brasil-sabe-tribunal-seguranca-nacional
In una conversazione, registrata, sempre, dalla Polizia, Lula, descrive, al
suo interlocutore la situazione reale e trágica delle istituzioni, esprime
giudizi lungimiranti; conia un termine nuovo, per il comportamento del
Giudice Moro e del suo staff di Curitiba “…temos uma Suprema Corte totalmente acovardada,
nós temos um Tribunal Superior de Justiça totalmente acovardado, um Parlamento
totalmente acovardado – somente que nos últimos tempos o PCdoB e o PT começaram
a acordar, e começar a brigar – sabe? Nós temos um presidente da Câmara fodito
um presidente do Senado fodito, não sei quantos parlamentares ameaçados, sabe?
E fica todo mundo no compasso de que vai acontecer um milagre e vai todo mundo
se salvar. Eu sinceramente estou assustado é com a "República de
Curitiba", porque a partir de um juiz de primeira instância tudo pode
acontecer. Traduzione: - Abbiamo una Suprema
Corte totalmente di codardi, abbiamo un Tribunale Superiore di Giustizia
(totalmente di codardi, un Parlamento totalmente di codardi, solo noi, negli
ultimi tempi, il PCdoB (Partito Comunista del Brasile) e il PT (Partito dei
Lavoratori) cominciarono a svegliarsi, e iniziare a litigare, sai? Abbiamo un
Presidente della Camera (Eduardo Cunha - PMDB) fottuto (già incriminato nel
Lava Jato)un Presidente del Senato (Renan Calheiros -PMDB) fottuto anche lui,
incriminato per il Lava Jato). Non so quanti parlamentari sono minacciati, sai?
E tutti quanti in attesa che va a succedere un miracolo e tutti si salveranno.
Io sinceramente sono spaventato con la “Repubblica di Curitiba” perché, a
partire da un giudice di prima Istanza, tutto può succedere-.
Con abile orchestrazione dei mass media, il giudice affermava che tale
nomina, era un tentativo di “ostruzione alla giustizia”, pertanto, un reato. Il
clima, abilmente, costruito, di ostilità
al governo, suscitò, nell’opinione pubblica, un grande avversione alla scelta
del governo, schierandosi a favore del giudice. Il Supremo Tribunale Federale
(STF), invece di censurare e punire, la grave infrazione di S. Moro, lo
legittima, e tramite un suo membro, il Ministro Gilmar Mendes, sospende, la
nomina di Lula. Da notare che su di Lula non vi era alcuna inchiesta
giudiziaria, ma solo una delazione da parte del’ex ministro Distretto Federale, arrestato nel novembre 2015; in base alla quale, fu presentata denuncia
contro Lula, al giudice federale di Brasilia, Riccardo Leite, il 29 luglio 2016. L’anno
successivo, 1°settembre, il PM,
Ivan Claudio Marx, ne chiese l’assoluzione, affermando che il delatore Delcidio mentì, chiedendo
l’annullamento della delazione e la condanna dello stesso.
https://noticias.r7.com/brasil/ministerio-publico-pede-a-justica-absolvicao-de-lula-na-lava-jato-01092017 https://www.conjur.com.br/2017-set-01/mpf-cassacao-beneficios-delacao-delcidio-amaral
Questo, non impedì, al
Procuratore generale della Repubblica (PRG), Rodrigo Janot, il 6 settembre
2017, di denunciare l’ex presidente Lula e l’ormai ex presidente Dilma Rousseff
per il reato di “ostruzione alla giustizia”, per il fatto della nomina di Lula
a ministro della “Casa Civil” del marzo 2016. Come si può ben notare, il
“Lawfare” è in pieno svolgimento: un fatto falso (delazione Delcidio); genera
una infrazione ed una illegalità costituzionale, legittimata dal massimo organo
della Magistratura; che a sua volta genera un altro reato, denunciato, 5 giorni
dopo, dalla sentenza di assoluzione; il tutto ben pompato dai media, con
processi e condanne pubbliche e relativo condizionamento e manipolazione
dell’opinione pubblica.
(*)l’operazione “Aletheia”, del
4 marzo, ebbe uno strascico; nell’intento di umiliare Lula, il giudice Moro, senza alcuna
giustificazione giuridica, emise un mandato di conduzione coercitiva, contro
Lula e di portarlo all’aeroporto de Congonhas di S. Paulo per
deporre nei locali della polizia federale. Il mandato fu eseguito dalla stessa
polizia federale, i quali il giorno prima avevano avvisato alcune TV per
riprendere l’evento, vendere il filmato e guadagnarci sopra; cosa che,
successivamente, avvenne
http://g1.globo.com/pr/parana/noticia/2016/03/24-fase-da-lava-jato-apura-beneficios-e-repasses-de-empreiteiras-lula.html, https://www.conjur.com.br/2016-mar-04/pf-contrariou-ordem-moro-conduzir-lula-coercitivamente. Qualcuno, però,
avvisò un conduttore di un blog, di sinistra, Eduardo Guimarães, , il quale, subito, diffuse la notizia, denunciando il
comportamento della polizia. La reazione della Polizia e di Moro furono
violente, arbitrarie e arroganti. Alle 6 del mattino, su mandato di Moro,
poliziotti, fortemente armati, si presentarono nell’appartamento di Guimarães, sfondarono la porta di entrata,
rivoltarono l’appartamento, sequestrarono i computer e i cellulari, che
trovarono in casa (compresi quelli dei familiari); senza alcun mandato, lo
prelevarono, a forza e portato al dipartimento della Polizia Federale. Fu
interrogato per ore per appurare la fonte, dalla quale aveva avuto
l’informazione del mandato coercitivo. Lui si rifiutò di dare informazioni,
asserendo che fu la stessa polizia a passarla. Per molte ore, di Guimarães,
nessuno seppe nulla, in quando la polizia si rifiutava di rispondere,
persino agli avvocati di Guimarães; Alla
fine, fu rilasciato dopo oltre 5 ore. Moro si giustificò che Guimarães,
non aveva i diritto di pubblicare
la notizia, in quanto non era giornalista. Gli fu replicato, che in Brasile non
esiste l’ordine dei giornalisti, pertanto, chiunque può esercitare la
professione, senza infrangere la legge.
Gli elementi base del
“Lawfare” ci sono tutti: la magistratura, di ogni ordine e grado; i media che
giudicano e condannano; i movimenti di piazza ( “MBL” Movimento Brasil Livre” e
“Ven Pra Rua”) che manipolano e condizionano opinione pubblica, politica ed
istituzioni, infine, i “non ancora condannati dalla giustizia”, che se, non
avverranno eventi nuovi, non avranno scampo. Lo scopo: lo stesso da almeno 70
anni, il petrolio; in questo caso, quello del “PRE-SAL” L’operazione, che
porterà Lula, ad essere arrestato, processaro, condannato ed infine,
incarcerato, è quasi pronta. Resta un solo ostacolo, da eliminare; la
Presidenza della Repubblica Dilma Rousseff; che si realizzarà, come
pianificato, qualche mese dopo. Difatti, dopo l’impeachment del presidente
Dilma Rousseff, l’offensiva giudiziaria contro Lula, parte con una raffica di
denunce (7), tutte provenienti dai pubblici ministeri, alle dipendenze del
procuratore generale della repubblica Rodrigo Janot, il quale ha condiviso le
informazioni, provenienti dalle cosiddette “delazioni premiate”, e, forse non
solo quelle; si ricorda che Janot, assieme al altri giudici, si recò negli
Stati Uniti, per uno scambio di informazioni, e, probablmente, anche quelle che
i servizi segreti Usa, avevano raccolto, spiando le conversazioni telefoniche
di esponenti brasilliani, del governo Rousseff e del PT; come denunciato e
diffuso dal sito di Wikileaks. https://www.conjur.com.br/2015-jul-04/wikileaks-divulga-lista-autoridades-brasileiras-espionadas-pelos-eua
. Tutte le denunce sono presentate nel 2016 ed accettati dai
giudici federali di Brasília (Distretto Federale)
e Curitiba (Paranà); i reati, ricorrenti,
sono: ostruzione alla giustizia; Corruzione
passiva e lavaggio di denaro sporco; Organizzazione
Criminosa.
1a denuncia, 29 luglio, accettata dal Giudice
Riccardo Leite, di Brasilia, per i reati di “Ostruzione alla giustizia”, contro
Lula ed altri; Lula, assieme ad altri avrebbero cercato di impedire che l’ex
direttore della “Petrobras” Nestor Cervero potesse concludere l’accordo con i
giudici, per un “Delazione premiata”; -l’equivalente di Collaborazione di
Giustizia-
2a denuncia, 20 settembre; accettata dal giudice Federale
Sergio Moro, di Curitiba, per i reati di “”Corruzione passiva e lavavaggio di denaro sporco”; Lula avrebbe ricevuto più
di 3 milioni di Reais in tangenti, il cui trasferimento, sarebbe stato
effettuato traverso l’impresa OAS per riformare e migliorare un appartamento
lussuoso, il “Triplex”; oltre allo stoccaggio di beni personali, da parte
dell’impresa (il MPF è Deltan Dallagnol *)
3a denuncia, 13 ottobre; accettata dal giudice
federale Vallisney de Souza Oliveira, di Brasilia, per i reati di “Traffico di
Influenza, Organizzazione Criminosa, Corruzione passiva e lavaggio di denaro sporco”; Lula fu indagato per affari
sospetti in Angola, utilizzando denaro della BNDES (Banca Nazionale di Sviluppo
Economico e Sociale)
4a denuncia, 17 dicembre; accettata dal giudice
federale Vallisney de Souza Oliveira, di Brasilia (Distretto Federale), per i
reati di “Traffico di Influenza, Lavaggio di denaro
sporco, Organizzazione Criminosa” per i negoziati che hanno portato
all’acquisto di 36 aerei da caccia svedesi, modelli Gripen, da parte del
governo brasiliano e all’estensione degli incentivi fiscali per i costruttori
di veicoli, tramite la misura provvisoria n. 627
5a denuncia, 19
dicembre; accettata dal giudice Federale Sergio Moro, di Curitiba, per i reati di
“”Corruzione passiva e lavavaggio di denaro
sporco”; Lula avrebbe patecipato ad un programma per deviare, tra il 2% e il 3%
dei valori dei contratti firmati tra la
Odebrecht e la Petrobras. La cifra totale delle deviazioni supererebbe 76 milioni
di reais
6a denuncia, 1° agosto 2017; accettata dal giudice
Federale Sergio Moro, di Curitiba, per i reati di ”Corruzione passiva e lavavaggio di denaro sporco”; Lula avrebbe beneficiato di
1,02 milioni di reais nelle riforma dell’immobile il “Triplex”, che è stato frequentato
da Lula e la sua famiglia. Le riforme sarebbero state pagate dagli imprenditori
Odebrecht e OAS.
7a denuncia, 9
settembre 2017; accettata dal
giudice federale Vallisney de Souza Oliveira, di Brasilia, per il reato di
“Corruzione passiva”: Per la vendita di misure
provvisorie di incentivi fiscali alle case automobilistiche, durante la sua
permanenza nella presidenza.
Nel 2017, il 12 luglio; Lula fu condanato, in prima istanza, dal giudice Sergio
Moro, a 9 anni e 6 mesi di prigione.
Nel 2018, il 24 gennaio; Lula fu condannato, in seconda instanza, dai giudici
del Tribunale Regionale Federale della 4a Regione (Porto Alegre), a
12 anni 1 mese (il giuduzio, fu unanime).
Il 4 aprile, a Lula veniva negata la
libertà provvisoria (Habeas Corpus), dal Supremo Tribunale Federale (STF), per
6 voti contro 5
Il 5 aprile il giudice Sergio Moro, emette
ordine di cattura ed ordina a Lula di consegnarsi alla polizia di federale di
Curitiba. Lula, che si trova presso la sede sindacale di S. Paolo, circondata
da migliaia di lavoratori ed attivisti, risponde che non spetta a lui
consegnarsi ma alla polizia arrestarlo, e può farlo quando vuole, dato che ha
comunicato dove si trova.
Il 7 aprile Lula è sempre nella sede
sindacale; la polizia si rifiuta di arrestarlo, in quel luogo, e, comunica alle
autorità, che l’operazione di arresto, comporterebbe, grossi rischi, per
l’incolumità degli stessi. Lula, invita la polizia ad andarlo ad arrestare,
garantendo loro l’incolumità. L’arresto avviene senza alcun incidente, nella serata
stessa. Nel percorso tra la sede sindacale e l’auto della polizia, Lula, vi
arriva senza toccare terra, sollevato dalle migliaia di braccia della folla operaia. Lula viene trasportato
in elicottero, da S.Paolo alla sede della polizia federale di Curitiba, dove è
stata allestita la prigione. Nella piazza, di fronte alla sede della prigione,
una folla di migliaia di simpatizzanti, sono li ad attendere l’arrivo di Lula, per salutarlo e
dimostrargli solidarietà. Poco dopo, senza alcuno avviso, parte, una violenta
carica della polizia locale e statale, che usa lacrimogeni, pallottole di gomma
e manganelli. Risultato: 8 feriti.
24- 2018; il petrolio del Pre-Sal,
supera il 50% della produzione totale brasiliana
In gennaio del 2018, la
produzione del petrolio dei giacimenti del Pre-Sal è aumentato del 2,3%. https://g1.globo.com/economia/noticia/pre-sal-responde-por-quase-metade-do-petroleo-produzido-no-pais-e-fatia-de-estrangeiras-chega-a-33.ghtml
Secondo l'Agenzia nazionale del petrolio, del gas
naturale e dei biocarburanti (ANP), l a produzione, relativa al Pre-Sal
rappresentava il 51,9% di tutta la produzione di petrolio e gas
naturale, estratti, in Brasile. In
totale, sono stati estratti 1.723
milioni di barili di petrolio equivalente al giorno, in crescita del 2,3%, rispetto a dicembre. Il giacimento
“Lula2, nel bacino di Santos,risultò
con la maggiore produzione di
petrolio (in media 842.000 barili al giorno) e di gas naturale (35,4 milioni di metri cubi / giorno).
I giacimenti marittimi hanno prodotto il 95,4% di petrolio e l'80,8% di gas
naturale. A gennaio, 303 aree in concessione, una part e in concessione onerosa
e l’altra in condivisione, gestite da 28
società, furono i responsabili della
produzione nazionale. Di queste, 75 sono marittime e le altre sono terrestri.
Una di queste è in attività esplorativa
e producendo attraverso il test di lungo
durata(TLD), mentre altre sei sono relativi a contratti di aree contenenti
accumuli marginali.
http://www.jornaldocomercio.com/_conteudo/2018/03/economia/614717-producao-no-pre-sal-tem-alta-de-2-3-em-janeiro.html Al Prossimo turno di gare, già 20 compagnie, sono
iscritte all'Agenzia nazionale di
petrolio (ANP) per partecipare alla 15a gara; 16, per competere per concorrere nelle aree marittime
e quattro per i aeree terrestri. La Petrobras puà di partecipare a entrambe le gare, 14 di
compagnie, hanno già ottenuto l’approvazione
le altre 6: Cnocc, Ecopetrol, Petrogal, Queiroz Galvão, Statoil e
Wintershall, sono state approvate successivamente . Inoltre, sono stati
abilitate a partecipare BP, Chevron, Exxomobil, Murphy, Petronas, Premier Oil,
QPI, Repsol, Shell e Total, per concorrere alla concessioni delle aree
terrestri. Le compagnie Cobra, Parnaiba,
Rosneft e Petrobras hanno già ottenuto l’abilitazione. Saranno offerti, inoltre altre 70 aree, nei
bacini sedimentari marittimi di Ceará, Potiguar, Sergipe-Alagoas, Campos e
Santos, e nei bacini terrestri del Parnaíba e del Paraná, per un totale, di 95
500 km2.
Come si può notare
è una caccia continua di
predazione, delle multinazionali petrolifere, per l’acquisizione di aree e
giacimenti di petrolio e gas. Nonostante
le affermazioni tranquillizzanti e di
garanzia, del governo Temer, che la
condivisione degli sfruttamenti delle aree del Pre Sal è la via maestra, per
assicurare al paese sviluppo economonico e sociale; è notorio che nessun paese ha mai raggiunto
benessere,affidandosi alle multinazionali,
esportando le proprie materie prime,
risorse; per poi importali. Come
prodotti finiti, a prezzi, enormemente maggiorati. Ed è quello che sta
iniziando a succedere in Brasile, con il petrolio, esportato come greggio,
ritorna, come prodotto finito, con alti margini di profitto per le multinazionali;
difatti, un litro di benzina, diesel, alla pompa, costa, oltre 5 reais (quasi 1,2 euro, dove il salario
minimo è di circa 220 euro, meno di un quarto di quello italiano. Il prezzo
della benzina, sta trascinando verso l’alto, tutti gli altri prodotti combustibili, quali gas, alcool,
carbone, ecc. Proprio l’alto costo dei combustibili, ha causato lo sciopero dei
camionisti, in maggioranza autonomi e proprietari del mezzo, che in una settimana ma messo in ginocchio
il Brasile e la sua economia; che non accenna a diminuire. Il presidente della
Repubblica Temer, facendo la gioia degli stati maggiori dell’esercito, ha
promulgato un decreto d’urgenza, criticato, persino dalla destra parlamentare,
che autorizza l’esercito, a sgombrare le strade dai blocchi e dagli ingorghi
stradali, causati dai camionisti; nonché il presidiamento degli impianti della
Petrobras, fornitore del combustibile. Finora, solo per la responsabilità dei camionisti e dei soldati
che la situazione non è esplosa; il clima, però, sta divendando sempre più
caldo e nei centri più grandi , quali S. Paolo, Rio de Janeiro ed altre città,
iniziano a mancare generi di prima necessità, trasporti cittadini, ridotti, al
minimo, ospedali, con mancanza di medicinali, gli aereoporti, sono a rischio
chiusura, per mancanza di combustibile, ecc,ecc. La situazione, nei prossimi giorni, potrebbe,
addirittura esplodere; proprio oggi, 26 maggio, le organizzazioni sindacali dei
dipendenti della Petrobras, hanno annunciato, per il 30 maggio uno sciopero di
72 ore, rivendicando la riduzione del prezzo dei combustibile da trazione (la
stessa rivendicazione dei camionisti), l’abbassamento del prezzo del gas da
cucina, il ritiro immediato, dei
militari, dagli impianti della Petrobras, contro la privatizzazione e le
dimissioni immediate del presidente della Petrobras, Pedro Parente, ritenuto,
assieme a Temer, responsabile della politica della Petrobras, sugli aumenti dei prezzi, la privatizzazione
e disarticolazione della Società. Nel caso che le richieste non fossero
soddistatte, hanno minacciato uno sciopero a tempo indeterminato. https://www.brasil247.com/pt/247/economia/356306/Petroleiros-convocam-greve-de-72-horas-contra-o-caos-de-Temer-e-Parente.htm
La stessa base di sostegno al suo governo, tramite il
senatore Renan Calheiros, dello stesso partito di Temer, ha chiesto la testa di
Pedro Parente, altrimenti, la presidenza stessa, è a rischio. https://www.brasil247.com/pt/247/alagoas247/356304/Renan-avisa-ou-Temer-demite-Parente-ou-cai.htm?utm_source=social_monitor&utm_medium=widget_vertical
CONCLUSIONI
Da
quando Lula fu recluso in Curitiba, militanti del Pt e del sindacato hanno
organizzato un costante presidio di centinaia volontari sempre presenti, per 24
ore al giorno. La reclusione di Lula, deludendo le aspettative di giudici ed
avversari, invece di far diminuire la sua popolarità, è, al contrario, in
aumento; nelle preferenze di voto alla presidenza, conduce la classifica, con preferenze
di più del doppio, rispetto alla seconda posizione.
Il giudice Sergio Moro, il suo
Staff, la “Força Tarefa”, assieme al MPF e STF (Ministero Pubblico Federale e
Supremo Tribunale Federale), con l’aggiunta di altri giudici e settori della
polizia federale, in una continua mistificazione, giocarono con Lula, (forse
l’unico che avrebbe potuto intralciare i progetti dei servizi Usa), come il
gatto gioca con il topo. La difesa legale di Lula, che sarebbe stata efficace
in qualunque altro paese democratico, qui assume l’immagine, patetica, di un
microbo contro un gigante. Non si può giocare con le carte segnate, o contro
chi, detiene il gioco, cambiando le regole, a piacimento (ha ragione, Lenio
Luiz Streck, nel suo articolo del pulcino avvelenato).
Il giudice S. Moro condannò Lula, emettendo, una sentenza prolissa,
ripetitiva, il cui filo conduttore è una continua giustificazione delle sue
decisioni, ma non c’è traccia di una sola prova concreta. https://www.cartacapital.com.br/politica/moro-condena-lula-a-9-anos-e-meio-de-prisao
La difesa presentò una serie di
documenti, compreso quello del registro che attestava che l’appartamento era a
nome dell’Impresa e non di Lula, che lo stesso, fu usato dall’impresa come
garanzia, in altre operazioni. Tutti furono rifiutate dal giudice. E’ una
sentenza politica, Lula è obbiettivo politico, e il giudice, consapevolmente,
assunse la funzione della controparte, schierandosi, a fianco degli avversari
storici del PT; il PSDB di Aecio Neves, e João Doria Jr, con i quali non lesina
apparizioni pubbliche. Moro e una parte dei giudici si comportano come fazione
politica, che entrano di forza nella competizione elettorale di ottobre, per la
scelta del prosimo presidente del Brasile. Lo scopo è di impedire a Lula di
parteciparvi, redendolo inelleggibile; rendendo, così, un grosso servizio agli
Usa, agli avversari storici del PT (PSDB) ed anche a se stessi, I tempi, però,
sono ristretti; tutto deve essere concluso entro agosto, quando si dovranno
presentare al Tribunale Superiore Elettorale i candidati alle elezioni; ecco
spiegato il motivo della fretta dei giudici. Altrimenti, come spiegare il
comportamento di questa parte di magistratura, la quale, notoriamente
conosciuta, per la lungaggine dei procedimenti; Lula, in meno di un anno,
viene condannato a più di nove anni, in
prima instanza (12 luglio 2017); condannato, con aumento di pena a più di 12
anni (24 gennaio 2018), subendo 2 giudizi nei alti gradi della magistratura che
gli negarano la libertà provvisoria (4 aprile 2018); infine, imprigionato (7
aprile 2018). Oppure, il comportamento del presidente del Tribunale Federale Regionale della 4° Regione (TFR-4)
di Porto Alegre, Carlos Eduardo Thompson Flores, che, prima dell’appello di
Lula, che si dovrà celebrare, proprio,
in una sezione del tibunale, nel quale è presidente, senza alcun
ritegno, dichiara, tra l’altro, alla stampa; anticipando la sentenza: “....la
sentenza di Moro è irritoccabile.....”;
Oppure, ancora, il comportamento
del pubblico ministero Deltan Dallagnol, della “Força Tarefa” del “lava Jato”
di S. Moro; che, alla vigilia del giudizio di Lula, presso il Supremo Tribunale
Federale (STF) per valutare la concessione dello “Habeus Corpus”, minaccia lo
“sciopero della fame”, allo scopo di influenzare il STF, affinché venga negata
la libertà a Lula. https://jornalggn.com.br/noticia/com-jejum-dallagnol-misturou-religiao-com-estado-laico-e-tentou-demonizar-lula-diz-kennedy-alencar
Questi, non sono comportamenti di
magistrati, che dovrebbero essere, sempre, imparziali ed al servizio della legge; sono invece,
comportamenti, faziosi di un gruppo politico rancoroso ed ostile al PT ed alla
sinistra; alleati, organici, alla destra, conservatrice avversari storici, del
PT; difatti, in tutte le operazioni di “lava jato, non vi è traccia di
inchieste sul partito PSDB e dei suoi rappresentanti, nonostante che il loro ex
capo e ex Senatore Aecio Neves, avversario di Dilma Rousseff alle elezioni presidenziali del 2014; il
quale, non accettando la sconfitta, con l’aiuto dei servizi Usa, pianificò,
assieme al suo partito ed altri, l’impachment della presidenza Rousseff. Ma,
alla fine, Neves, si dimostrò così tanto corrotto, che il Senato, alla fine, lo
ha privato della carica ed espulso dal Congresso. Ma Aecio Neves, il suo
partito, il PSDB, assieme all’altro suo collega, Josè Serra, l’uomo di
riferimento delle multinazionali petrolifere, attuale ministro del governo
Temer e artefice della privatizzazione e disarticolazione della Petrobras, sono
graditi amici degli Usa; quindi, intoccabili, dai giudici di “Lava Jato”; i
quali, consapevolmente, o meno, sono orientati, proprio, dagli Stati Uniti, che
individuarono, in Lula ed il PT, gli
ostacoli, per la ripresa dell’antico controllo dell’’America Latina,
pianificata da anni; specialmente, del Brasile, sia per il petrolio del “Pre
Sal”, sia per la concorrenza industriale nazionale, che già, erano presenti sul
mercato Usa, quali, ad esempio, la
Odebrecht, la quale operava, con successo negli states, in diretta concorrenza
con i grandi costruttori americani. Non esitarono, per questo a consegnarla
agli Usa, la quale, venne sanzionata con una multa di 2, 6 miliardi di dollari,
dalla quale,, difficilmente, riuscirà a riprendersi.
https://jornalggn.com.br/noticia/xadrez-de-como-os-eua-e-a-lava-jato-desmontaram-o-brasil-por-luis-nassif ; https://g1.globo.com/politica/operacao-lava-jato/noticia/juiz-dos-eua-aprova-multa-de-us-26-bi-para-odebrecht-em-caso-de-corrupcao.ghtml
Sino
all’incarceramento di Lula, tutto si svolse com uma linearità impressionante.
Fino, ad allora si
svolse, come pianificato e sperato, dopo, gli eventi, lo furono meno. Alla luce attuale, Il futuro econômico e
político del Brasile si presenta molto incerto. Tutto dipenderà da come si
comporterà, ad agosto prossimo, il Tribunale Superiore Elettorale (TSE), al
momeDALL’OPERAZIONE “LAVA
JATO” ALLA CONDANNA E CARCERAZIONE DI Luiz Inácio da Silva – “LULA”, passando, dal colpo di mano del congresso (golpe) e arrivare al
petrolio del “pre sal”
Per meglio comprendere l’evoluzione
politica ed economica brasiliana, approdata alla situazione attuale, e se in
tali processi siano stati influenzati potenze straniere (Usa) è necessario
rivedere e valutare eventuali connessioni, tramite un percorso cronologico
degli succeduti; ogni evento, ove
possibile, se ne cita la fonte:
L’ipotesi più accredita e convincente,
che la causa di tutto abbia origine dal petrolio del Pre-Sal
1- 2006; Viene scoperto ed annunciato il giacimento di petrolio “Pre-Sal”, da
parte della “Petrobras” allo stato attuale, circa 33 miliardi di barili;
2- 2007, novembre; prime estrazioni di
petrolio Pre-Sal a Tupi (rinominato
Lula);
3- 2007; corso di formazione del giudice Sergio Moro negli Stati Uniti;
4- 2008, gennaio; misteriosi ladri,
rubano 4 notebook e 2 hard Disck, di proprietà della Petrobras, Macaè -RJ;
5- 2008; Il giudice S. Moro, assieme
alla sua collega, Gisele Lemke
frequentano un programma di istruzione di “Lawyers”, presso la Harvard Law School, Stati Uniti
6- 2008, aprile; riattivazione della quarta flotta degli Stati Uniti;
7- 2009, agosto; legge sulla condivisione del petrolio;
8- 2009, ottobre; gli Usa, organizzano, a Rio de janeiro, un corso di
formazione per giudici e poliziotti Federali;
9- 2009, dicembre, riunione della
direzione della Chevron, presso il consolato Usa, per il rigetto della sulla
condivisione del petrolio;
10- 2011, 1° gennaio Dilma Rousseff, assume la carica di Presidente del Brasile
11- 2013, giugno proteste e
manifestazioni e prima apparizione del “collettivo Anonimous”;
12- 2013, giugno; Dilma Rousseff, presidente, annuncia che tutte le “royalties”,
provenienti da petrolio Pre-Sal, saranno destinati a Salute ed educazione;
13- 2013, ottobre; Brasile e Petrobras sono oggetto di spionaggio dagli Usa;
14- 2014, marzo; iniziano le operazioni giudiziarie di “Lava Jato;
15- 2015, febbraio: Rodrigo Janot (Procuratore Generale della Repubblica),
accompagnato dalla Task Force del Lava Jato,
si incontra a Washington con il
Direttore Generale dell'FBI, James Comey, il Direttore del Dipartimento
di Giustizia, e con gli ufficiali della Securities and Exchange Commission (SEC).
16- 2015. Lula, dichiara che si ripresenterà per le elezioni del 2018
17- 2016, maggio, Impeacchment della presidente
Dilma Roussef;
18- 2016, maggio; Michel Temer assume la presidenza del Brasil;
19- 2016, ottobre; nuova politica dei prezzi della Petrobras;
20- 2016, inizia la privatizzazione della Petrobras “Partnership strategiche”;
21- 2018, gennaio; la Petrobras, paga agli azionisti degli Stati Uniti 2,95 $
di dollari
22- 2017- 2018, Lula è condannato, in prima
istanza, e seconda istanza; negato l’habeas Corpus, viene arrestato e recluso nella prigione Federale di Curitiba;
23- 2018; il petrolio del Pre-Sal, supera il 50% della produzione totale
brasiliana
1.
Annuncio della scoperta del
“Pre-Sal” – 2006
La scoperta del
petrolio nel pre-sale è stata annunciata da Petrobras nel 2006.
Dagli annunci,
finora, diffusi dalla “Petrobras”, la compagnia nazionale brasiliana del
petrolio, dai giacimenti del “Pre-Sal, di stima che, sono estraibili, circa 100
miliardi di barili. Previsioni ottimistiche, accreditano che si può arrivare al
doppio, o addirittura al Triplo. Se ciò fosse comfermato, collocherebbe il
Brasile come i maggiori detentori di riserve petrolifere, al mondo, al fianco dell’ Arabia Saudita del Venezuela.
Paulo César Ribeiro Lima (2015a) stima che una valutazione di oltre di 62
miliardi di barili, sia abbastanza prudente. http://www.scielo.br/scielo.php?script=sci_arttext&pid=S0103-40142016000300185
Altri arrivano alla
stima di oltre 143 miliardi di
barili."(Sauer & Rodrigues, 2016).
(Cenario Economico-Finanziario di Produzione nei Campi
di Pre-Sal su distinti Regimi Regolamentati di Larissa Araujo Rodrigues/prof
Ildo Luis Sauer – San Paolo 2016)
Le prima estrazione
di petrolio del Pre-Sal, è stata effettuata nel giacimento di Tupi, al largo
delle coste di Santos (il luogo è stato ribattezzato Lula, nel 2010), nel
novembre 2007.
2.
Le riserve, di petrolio e gas,
del giacimento di Tupi è stata divulgata da Petrobras l'8 novembre 2007. La
quantità stimata, varia tra i 5 e gli 8
miliardi di barili di petrolio di alta qualità, oltre al gas naturale. Solo la
quantità di petrolio Pre-Sal del
giacimento di Tupi (attuale Lula) rappresenta, dal 40 al 63% delle riserve
,accertate, del Brasile, che di circa
12,6 miliardi di barili di petrolio.
Dopo l'annuncio della scoperta del giacimento petrolifero di Tupi, il
governo brasiliano ha ritirato i diritti di esplorazione di 41 lotti attorno
alla località marina di Tupi, i quali,
che sarebbero stati messi all'asta alla fine di novembre 2007. Il comportamento
del governo, evidenzierebbe un atteggiamento prudente, dal momento che questi
aree, potrebbero valere molto di più, man mano che si ottengono maggiori
informazioni su Tupi", La Petrobras, per arrivare ad esplorare questi
giagimenti, ha usato tecnologie moderne d innovative, che migliorano progressivamente,
contribuendo ad abbassare, notevolmente, i costi di estrazione. Il giacimento di petrolio scoperto nella
sacche “Pre-Sal”, del litorale brasiliano, è all’interno di una fascia
marittima, universalmente riconosciuta come zona economica esclusiva del Brasile.
Sono riserve di alta e media qualità. L’estensione di
questo giacimento, finora accertato, va dallo stato dello Espirito Santo sino
allo Stato di Santa Catarina, circa 800 km, con una profondità, riferita al
livello del mare, da 5 a 8 km; l’altezza di questa sacca, varia da 200 a 2.000
metri. qualcuno ipotizza, come il Geologo
Márcio Rocha Mello, ex dipendente della Petrobras, che la valutazione,
sinora fatta, sia sottostimata; cne, in realtà l’estensione del giacimento sia
ben superiore agki 800 km, estendendosi, verso nord, sino al Ceará. Si
Ipotizza, inoltre, come possibile e probabile, che la zona del Pre sal, sia
esistente, anche, al di fuori dalle aque territoriale del Brasile; nell’area
della piattaforma continentale; se vero, nel futuro si potrebbero aprire
contenziosi territoriali, se non conflitti
L’Origine del Pre-sal, ha inizio, circa 140 milioni di
anni fa; quando incominciò la separazione tra Africa e America latina. Nel
mezzo incominciò a sorgere l’Oceano Atlantico medionale. Il processo di
sepazione durò sino a 60 milioni anni fa.
3.
Nel
2007, il giudice Sergio Moro, partecipatò, negli Stati Uniti a corsi sul riciclaggio di denaro all’
“International Visitors Program”, promossi, dal Dipartimento di Stato. https://istoe.com.br/397390_SERGIO+MORO/; (Intervista
con il Jornal do Brasil (Moniz Bandeira: "Moro e Janot recitano con gli
Stati Uniti contro il Brasile")
- Lo scienziato politico è noto per aver analizzato il
potere americano nella destabilizzazione dei paesi.
4.
Il furto di dati di Petrobras era
spionaggio, dice la Polizia Federale (PF)Lo
spionaggio industriale è l'unica linea di indagine della polizia federale per
indagare sul furto di informazioni, classificate, dalla Petrobras, avvenuta a
gennaio e divulgata la scorsa settimana, ha detto il sovrintendente della PF,
Valdinho Jacinto Caetano, a Rio de Janeiro. Secondo l’inchiesta, aperta,
giovedì, dopo il Carnevale, quasi una settimana dopo la dichiarazione di furto,
i dati contenevano le informazioni di una sonda che lavorava nel bacino di
Santos. Quattro notebook e due HD di ultima generazione sono stati rubati
con dati segreti sull'esplorazione petrolifera in loco. Petrobras ha
annunciato, lo scorso anno, l'esistenza di un gigantesco giacimento di petrolio
e gas naturale nel bacino di Santos, nella cosiddetta area di
Pre-Sal. " C'erano nel container, forniture per ufficio e
computer portatili, non hanno portato tutto il materiale, il che ci porta a
escludere che si trattasse di una comune rapina. Chiunque cerchi HD non
sta praticando una rapina comune, c'era un interesse specifico, di un
determinato argomento", ha detto ai giornalisti in una conferenza stampa
di martedì.
ALTRI CASI. Caetano ha confermato che questo non è
stato il primo caso di furti di dati subiti dalla Petrobras, come ha confermato
alla Reuters, Il direttore dell'associazione degli ingegneri della Petrobras
(Aepet) Fernando Siqueira, venerdì
scorso. La "Petrobras ha affermato di aver avuto casi simili, un anno, un anno e mezzo
fa; e lo disse alla polizia civile, ma i dati rubati non avevano informazioni
importanti ", ha detto Caetano. La PF non conosce ancora il luogo
esatto, del furto di informazioni, ma ha
disapprovato il sistema di sicurezza dell’Impresa statale. "Non si
può negare che il sistema di sicurezza di questo materiale è piuttosto
difettoso, molte persone hanno avuto accesso a questo materiale; la sicurezza è
adatta per l'ufficio, ma inadeguata per informazioni importanti, la sicurezza
ha fallito", ha affermato. Ha detto che una 'inchiesta avrebbe
determinato se il fallimento fosse da parte della Petrobras o delle società
coinvolte, la statunitense Halliburton e la compagnia di trasporto
Transmagno. Ha inoltre confermato che la stessa chiave è stata utilizzata
per aprire il lucchetto di diversi contenitori, il che rende
il sistema ancora più insicuro.
5.
Nel 2008, sempre il giudice Sergio Moro, assieme alla sua collega, Gisele Lemke ha partecipato, negli Stati
Uniti, alla “Harvard Law School”, a programmi speciali. di formazione e istruzioni
sull’uso delle tecniche di, “Lawyers”.
https://istoe.com.br/397390_SERGIO+MORO/.
(Intervista con il
Jornal do Brasil (Moniz Bandeira: "Moro e Janot recitano con gli Stati
Uniti contro il Brasile") - Lo scienziato
politico è noto per aver analizzato il potere americano nella destabilizzazione
dei paesi-
“..… Vi sono prove dirette e indirette che gli
Stati Uniti hanno influenzano e incoraggiano il lawfare , la guerra giuridica, per promuovere il cambio di regime
in Brasile. Il giudice di prima istanza Sergio Moro, che conduce il processo contro la Petrobras e contro i
grandi costruttori nazionali, si prepararò nel 2007, in corsi promossi dal
Dipartimento di Stato ...” http://m.jb.com.br/pais/noticias/2016/12/03/moniz-bandeira-moro-e-janot-atuam-com-os-estados-unidos-contra-o-brasil/. “Lawfare”: La definizione e l’uso del “Lawfare” la cita, per la prima volta, Charles
Dulp, un ufficiale superiore dell’aviazione americana, autore del libro Harvard's Carr Center”.
Dulp definisce il “Lawfare”, come una strategia da usare, al fine di ottenere
un bene o un male maggiore; il “Lawfare”, come sostituto degli militari tradizionali,
al fine di ottenere una vittoria, su obbiettivi militari; cioè condurre una
guerra, su un livello più sofisticato: il livello giudiziario. Il campo di
battaglia, non è più un terreno fisico, ma la testa della gente, manipolandola. Per piegare una nazione, non sono più
necessari gli eserciti; per ottenere gli stessi risultati basta avere il
controllo dei mezzi di comunicazioni e
dell’istituzione giudiziaria. Il“Lawfare”
non si limita a delegittimare il diritto di uno Stato
o di una persona, di difendersi, ma è l'abuso stesso della legge e del sistema
giudiziario, per minare i principi stessi che rappresentano: lo stato di
diritto, la sacralità della vita, il diritto alla libertà di parola, di difesa.
Il “Lawfare”, è di fatto,
una ”guerra asimmetrica, dove l’obbiettivo, (persona o stato), viene denunciato, altri fanno eco alla
denuncia e la diffonde sui media, la quale a sua volta, mette in moto,
attraverso, i suoi operatori e giornalisti, la macchina manipolatrice, al fine
di ottenere la condanna mediatica, travolgendo il diritto alla difesa.
L’efficacia di questa macchina infernale, dipende dal potere di chi gestisce e
costruisce questa “realtà” mediatica, giudicabile, condannando il “sospettato”,
non importa, se è innocente. La
manipolazione deve essere tale che la popolazione deve essere “costretta” a
credere nella “verità mediatica” e a schierarsi
contro il denunciato e condannato
dai media, che trasformano, senza alcuna prova o riscontro, il falso, in
verità. La giustizia , che si presta al
“Lawfare” e ne segue le regole, rende illegittima qualunque prova a
discarico dell’imputato, qualunque fatto o evento a favore del “già condannato”
viene demolito, la condanna non avviene più per prove a carico, ma in base alla
convinzione del Giudice.
6.
Il 24 aprile 2008, viene
riattivata la quarta flotta; la quale ha sede
nella Stazione navale di Mayport, Kacksonville, Florida. Sarà responsabile per
le navi, gli aerei e i sottomarini della US Navy che operano nell'area di
controllo Southern Command (SOUTHCOM) degli Stati Uniti, che comprende i
Caraibi, l'America centrale e meridionale e le acque circostanti. Il 12
luglio, la flotta viene dichiara, ufficialmente operativa.
- “Il capo delle operazioni navali (CNO) Adm. Gary
Roughead ha annunciato oggi il ripristino della quarta flotta statunitense e ha
assegnato il contrammiraglio Joseph D. Kernan, attualmente al comando come
primo comandante”.
L’Ammiraglio Gary Roughead, in quella occasione dichiarò:
"Ricostituire la quarta flotta riconosce l'immensa importanza della
sicurezza marittima nella parte meridionale dell'emisfero occidentale e invia
un segnale forte a tutti i servizi marittimi civili e militari nell'America
centrale e latina"; ha affermato Roughead. "Allineare la quarta
flotta insieme alle altre flotte numerate e fornire le capacità e il personale
sono un'esecuzione logica della nostra nuova strategia marittima".
La 4 quarta Flotta, originariamente fondata nel 1943 come una delle flotte
numerate originali e ricevette una missione specifica. Durante la seconda
guerra mondiale, gli Stati Uniti avevano bisogno di una forza navale,
capace di proteggere i mercantili dai
razziatori, e sottomarini nemici nel Sud Atlantico. La 4 flotta fu resa
inoperativa nel 1950, sostituita dalla 2
flotta. La riattivazione della 4 flotta,
senza aver preventivamente informato i governi
nella regione, ha sollevato preoccupazioni all'interno di alcuni governi
sudamericani. I governi di Argentina e Brasile hanno richiesto formali
spiegazioni, sulla missione della flotta nella regione. In Venezuela, il
presidente Hugo Chávez ha accusato gli Stati Uniti di aver cercato di spaventare
il popolo del Sud America.
7.
2009, agosto; legge sulla
condivisione del petrolio: Il 31 agosto 2009 il
governo federale annunciò quattro nuovi
progetti per modificare il quadro normativo per il Pre-sal. La nuova legislazione introdusse il modello di condivisione della
produzione con società private, una nuova società statale, la Petrosal, per gestire e assimilare le
tecnologie sviluppate dalle società coinvolte nella produzione. La creazione di
un Fondo di Sviluppo Sociale che avrebbe anche funzioni di Fondo Sovrano, per reinvestire risorse derivate dallo sfruttamento del Pre-Sal, mantenendo la distribuzione attuale,
solo per le area e un cambiamento nel
modello di distribuzione delle royalties del
Pre-Sal, mantenendo la distribuzione corrente solo per le aree al di
fuori del Pre-sal. La Legge sulla condivisione
stabilì il diritto di Petrobras di essere l'unico operatore nel Pre-Sal,
con una partecipazione minima del 30% nei consorzi. La legge prevede anche la
possibilità di contrattazione diretta della Petrobras in casi di interesse
strategico nazionale.
8.
2009, nell'ottobre, il giudice Sergio
Moro ha partecipato alla conferenza regionale, promossa ed organizzata,
dall’ambasciata degli Stati Uniti; il programma si chiamava “Progetto Ponte”. Dal documento USA, pubblicato da Wikileacks, la
conferenza era finanziata dai “Coordinatori dello Stato contro il
Terrorismo” sul tema: “illeciti per Crimini finanziari" svoltasi a Rio de
Janeiro tra il 4 e il 9 ottobre 2009; alla conferenza, hanno partecipato oltre
S. Moro e Gilson Dipp, del Consiglio Nazionale di Giustizia (CNJ), “…..Hanno
preso parte giudici e pubblici ministeri federali di ciascuno dei 26 stati del
Brasile e di un distretto federale e hanno partecipato oltre 50 agenti della
polizia federale (di tutto il Brasile…..” “….invitando rappresentanti dal
Messico, Costa Rica, Panama, Argentina, Uruguay e Paraguay...”; “….hanno
individuato il finto esame diretto di un testimone come un punto culminante
della conferenza. Hanno sottolineato l'importanza di discutere le tecniche
investigative e di prove pratiche, e la dimostrazione di esempi concreti di
cooperazione tra forze dell'ordine e pubblici ministeri. Infine, molti hanno
commentato che volevano saperne di più sul modello proattivo della task force,
sviluppare una migliore cooperazione tra pubblici ministeri e forze dell'ordine
e acquisire esperienza diretta nel lavorare su casi finanziari complessi a
lungo termine….” “….Idealmente, l'allenamento dovrebbe essere più a lungo
termine e coincidere con la formazione delle task force di allenamento. Due
grandi centri urbani con comprovato sostegno giudiziario per casi di
finanziamento illecito, in particolare Sao Paulo, Campo Grande o Curitiba,
dovrebbero essere scelti come sede per questo tipo di formazione”; “Quindi si
possono formare task force e un'indagine reale utilizzata come base per
l'addestramento che passerebbe progressivamente dall'indagine alla
presentazione del tribunale e alla conclusione del caso. Ciò darebbe ai
brasiliani un'esperienza effettiva nel lavorare su una task force di
finanziamento illecito proattivo a lungo termine”; “consentire l'accesso agli
esperti statunitensi per la guida e il supporto continuo”; ”…. Il progetto PONTI continuerà a riunire le
forze dell'ordine degli Stati Uniti e del Brasile in diverse località, per
sviluppare le nostre relazioni e scambiare le migliori pratiche……..”.
9.
2009, dicembre,
riunione della direzione della Chevron, presso il consolato Usa, per il rigetto
della legge sulla condivisione del petrolio;
Da quanto ,pubblicato da Wikileaks emerge che Un
documento ufficiale del Consolato degli Stati Uniti a Rio de Janeiro, è stato
inviato al Segretario di Stato e altri destinatari, nel 2009 con il titolo CAN THE
OIL INDUSTRY BEAT BACK THE PRE-SALT LAW? (l'industria petrolifera può cambiare
la legge sul Pre Sal?). Il documento riporta:
Secondo Patricia Pradal, del direttivo della Chevron e rappresentante
dell’Istituto brasiliano del Petrolio (IBP), il candidato José Serra si oppose
le regole del Pre-Sal, ma non sembrava avesse un senso di urgenza
sull’argomento. Egli (Serra) avrebbe affermato ai i rappresentanti
dell’industria "Lasciate che questi tipi (Partito dei Lavoratori)
facciano quello che vogliono. Non ci
saranno giri d'asta, e allora mostreremo a tutti che il vecchio modello
funzionava ... e noi provvederemo a cambiarlo di nuovo." Per quanto
riguarda ciò che sarebbe accaduto alle compagnie petrolifere straniere nel
frattempo, sembra che, Serra avrebbe commentato: "Voi Vedrete e e tornerete". Fonti del Congresso anche
dissero, ai funzionari dell'ambasciata che Serra ha segnalato, in relazione
PSDB e altri oppositori, che devono
alterarla ma di non opporsi alla
legislazione finale del Pre-Sal, e mettere in allarme i legislatori, ed evitare
opposizione vocale alla legge. Ancora,
secondo il rapporto, se la designazione come principale operatore della
Petrobras fosse mantenuta, Pradal (Chevron e IBP) sarebbe stato impossibile
competere a colpi di gara contro le Imprese Statali, come la Sinopec della Cina
e la russa Gazprom. Secondo Pradal, chiunque darà al governo brasiliano il più
grande profitto e "I cinesi possono superare tutti", ha detto. Ha
spiegato. "Possono essere equilibrati e comunque attraenti per loro,
vogliono solo l'olio". Sempre secondo Pradal, Chevron non parteciperebbe
nemmeno all'asta in simili circostanze.
Il documento conclude affermando che, quando le multinazionali private
intensificarono i loro sforzi all'interno di questo dibattito altamente
nazionalistico, avrebbero dovuto seguire con cautela. Numerosi contatti nel
Congresso brasiliano hanno condiviso le loro valutazioni che, difendere
pubblicamente gli interessi del multinazionali, rischierebbe di
galvanizzare sentimenti nazionalisti intorno al problema e danneggerebbero
piuttosto che aiutare la loro causa.
10.
2010, ottobre; Dilma Rousseff, su indicazioni
e appoggio di Lula; candidata del PT e da una
coalizioni di partiti, tra cui, il PMDB di Michel Temer, alle elezioni
presidenziali, al secondo turno, avvenute, il 31 ottobre, vince le elezioni,
con il 56,05% dei voti, sconfiggendo il rivale Josè Serra, del PSDB (43,95%).
Il 1° gennaio 2011, assume la
carica di Presidente del Brasile; la vicepresidenza venne assunta da Michel Temer.
Con la sconfitta di Serra, il personaggio politico di riferimento dell
multinazionali del petrolio, sbiadiscono anche le possibiltà, di quet’ultimi,
di mettere le mani sulla torta del Pre Sal.
11.
2013, giugno;
La causa della protesta era
motivata, esclusivamente, dall’aumento di circa 20 centesimi del biglietto degli autobus. Fu chiamato il
“Movimento dei 20 centesimi”; Tutto iniziò a Rio de janeiro, il 4 gennaio 2012,
ed era stat organizzata da militanti della sinistra, composta da pochi
centinaie di manifestanti.
I manifestanti, come atto di protesta, aprirono
le porte degli autobus, per fare entrare i lavoratori pendolari, senza farli
pagare. Ci fu una reazione immediata e
brutale della Polizia militare, disperdendo manifestanti e presenti, i quali si
rifugiarono all’interno della stazione. Si ebbe un seguito il 9 febbraio 2012. fu
una protesta spontanea de lavoratori pendolari, dei treni, della cosiddetta
“Supervia”, il cui servizio, in termini
di ritardi, affollamenti e pulizia, era inaccettabile. Così, quel mattino, a
bordo di uno di quei treni; durante i percorso verso la città il treno si fermò
più volte, accumulando sempre più ritardo; i pendolari esplosero, presero il
controllo del convoglio e lo costrinsero il macchinista , con enormi rischi
della sicurezza di tutti, a condurre il treno, sino a destinazione, senza
fermarsi; alla stazione, la protesta, coinvolse tutti i passeggeri, in attesa. La
Polizia militare, come la volta precedente represse, con durezza e violenza. Proteste e manifestazioni, si allargarono per
tutto il Brasile, nel corso di tutto l’anno, e, per i sei mesi dell’anno
successivo. I manifestanti iniziarono ad organizzarsi in strutture e comitati,
in tutte le grandi città brasiliane. “Il Forum
de Lutas”, a Rio de Janeiro; “Forum de Lutas Contra o Aumento das passagens” e “Movimento Passe Livre (MPL)” a São Paulo; l’”Assembléia Popular Horizontal” a Belo Horizonte;
“Movimento Revolta do Busão” a Natal; “Movimento "Frente Contra o Aumento" a Goiânia, ecc. La concentrazione più di
manifestazioni e proteste, si ebbero nel giugno 2013. Sino alla metà di giugno, la proteste, avevano
una forte caratterizzazione, di richieste sociali; centralizzate, soprattutto nella
soluzione delle tariffe del transporto
urbano; erano organizzate e gestiti da militanti i sinistra. Le compagnie di Trasporto, per contro,
spalleggiate dalle amministrazioni comunali, non cedettero; anzi, in altre
città, dove gli aumenti dei biglietti non erano ancora avvenutisi, si
apprestarono a chiederli, che venivano subito concessi. Gli scontri con la
polizia, si moltiplicarono, con molti feriti ed arresti, alla fine. anche con
morti.
Le manifestazioni di giugno
ebbero due fasi distinte, com caratteristiche, opposte.
Nella prima fase, le manifestazione
non ebbero alcun appoggio dai mas media, erano persino ignorati, quindi la
partecipazione popolare era abbastanza contenuta, in quanto l’unica diffusione
avveniva tramite la rete: In questa fase, la
richiesta era sostanziamente sociale e poggiava sul contenimento delle
tariffe del trasporto pubbico, e anche la fase in cui i manifestanti, ignorati
dal Governodi Dilma Rousseff non ebbero alcun istanza politica accettata, in
compenso, ebbero solo scontri violenti con la polizia, che fecero, lago uso
di infiltrati e provocatori, con arresti e sequestri illegali.
Nella secoda fase, in pochi giorni, ai manifestanti della prima fase,
brutalmente pestati, dispersi, perseguitati,
dalla polizia si sostituitìrono altri tipi di manifestanti, con idee e caratteristiche
sociali e istanze opposte, a fianco di questi , si schierarono politici,
rappresentanti di sette religiose
protestanti; molti governatori. I
mass-media TV, giornali, ecc. garantirono una ampia copertura. Nei primi giorni
di giugno cominciarono ad apparire nelle manifestazioni delle grandi città,
personaggi, che indossavano la maschera di Guy Fawke,
che ne garantiva l’anonimato; nei giorni successivi , queste presenze
diventarono sempre più frequenti e numerose, minacciando e praticando atti dimostrativi,
innocuoi ma di grande impatto mediatico; soprattutto nei giorni tra il 17 e il
19 di giugno, Il 18, apparve su Facebook uno strano video
chiamato “Anonymous Brazil”, pubblicato da un sedicente e misterioso
“Collettivo Anonymous”. La cui identità, non fu mai rivelata e chiarita. Il video, pieno di
luoghi comuni e banalità elenca e spiega il proprio programma di 5 punti; scompare la motivazione, relativo
all’aumento del biglietto dei trasporti urbani; grazie all’appoggio, decisivo,
dei mass media, dei social network. Il video ha diffussione enorme; gruppo
Anonymous, guadagna grande popolarità, Diventa il leader assoluto di tutte
manifestazioni. I gruppi di sinistra, vengono, gradualmente espulse dal
contesto, anche grazie alla polizia, che li discrimina e li attacca
violentemente, lasciando indisturbati i gruppi che si riferiscono al cosidetto
“Collettivo Anonymous; Lo scippo ha avuto successo. Sulle strade, delle grandi
città, si riversano più di un milione di persone, ai quali si unirono politici
di destra, governatori, esponenti di confessioni evangeliche
ultraconservatori; uniti da slogani
antigovernativi, fasciti ed ant PT.. Gli aumenti vengono ritirati, ma le
manifestazioni, contro il governo, continuarono. Il governo, preso di sorpresa, e non aver saputo
opporre una decisa determinazione, contro l’uso massiccio e violento e
reppressivo delle polizie statali, alle dipendentze dei governatori di
opposizione, che disperdeno ed azzerano il movimento di sinistra, potenziali
sostenitori del PT, è costretto a legittimare questo nuovo movimento,
“pacifico”. Chi si nasconde dietro questo “Collettivo Anonymous? Facebook, che
per l’occasione creò migliaia di Falsi Profili, a sostegno di Anonymous? ”Rete
Studenti per la Libertà, fondata anni prima negli Stati Uniti? https://www.facebook.com/studentsforlibertybrasil/photos/a.466029276757623.122063.116735175020370/1212840828743127/?type=3; https://www.studentsforliberty.org/http://www.epl.org.br/; https://exame.abril.com.br/negocios/dino/maior-rede-de-estudantes-do-mundo-abre-inscricoes-shtml/ Che operò, in collaborazione con
Servizi americani, in diversi paesi, con funzioni destabilizzanti? Il
19/03/2016, sulla Pravda, a proposito delle proteste del giugno 2013, appare un
articolo, dal titolo: “Ondata di proteste in
Brasile: primavera o massa di manovra?”, Riprende un articolo del
giornalista Nil Nikandrov, pubblicato, il primo luglio 2013 sul
Giornale Online “Strategic Culture Foundation”, dal titolo “Chi sta scuotendo
il Brasile e perche?”: Lo stesso contenuto, viene ripreso dal Giornale Online
Brasiliano. Uno strancio dell’articolo
di Nil Nikandrov è il seguente: “….I segnali per
le proteste erano messaggi "mobili" di utenti Facebook anonimi, la
cui posizione è ancora difficile da accertare. Tuttavia, ci sono alcune
congetture su chi siano questi istigatori. Ad esempio, il 19 giugno, una
foto è stata pubblicata sulla pagina della comunità brasiliana di Facebook, «Diritti
umani», raffigurante il proprietario dell'azienda, Mark Zuckerberg, con in mano
un cartello, in inglese: «Non sono 20 centesimi! #CambiaBrasil! »È noto
che all'inizio della carriera imprenditoriale di Zuckerberg, la CIA ha
stabilito contatti con lui e ha finanziato la sua attività. Le sue
connessioni lavorative con la National Security Agency degli Stati Uniti (NSA) non sono un
segreto. Quindi l'incitamento alla protesta di Zuckerberg dopo essersi
inaspettatamente allarmato per l'aumento delle tariffe dei trasporti pubblici
in Brasile è improbabile che sia di sua iniziativa……”; inoltre, “…Una delle più
grandi stazioni di intelligence militare della CIA e degli Stati Uniti opera in
Brasile. Il coordinatore politico di queste operazioni in Brasile è
l'ambasciatore Thomas Shannon. Possiamo dire che ha raggiunto il suo
obiettivo nel trattare con il «gigante sudamericano»……”
Resta il fatto, provato, che, mesi dopo, in Brasile (2014). si formeranno
diversi gruppi conservatori, che avranno
molto influenza sull’opinione pubblica, e, forniranno un fondamentale contributo per l’”Impeachment di Dilma Rousseff e condizioneranno, pesantemente, opinione pubblica,
politica ed Isituzioni. Tutti questi gruppi, quali, ad esempio, “MBL”
(Movimento Brasile Libero) “Ven pra Rua” (vieni in strada); ecc., sono tutti
rapportati, strettamente, con
l’”Associazione Studenti per la Libertà”. L’indice di popolarità della
presidenza di Dila Rousseff, alla fine del ciclo della menifestazioni era
caduto dal 70% al 30%. MBL) Movimento Brasil Libre: http://mbl.org.br/ ; https://www.facebook.com/mblivre/
12.
2013, giugno; Dilma Rousseff,
presidente, annuncia che tutte le “royalties”, 100% provenienti da petrolio
Pre-Sal, saranno destinati all’Istruzione
e alla Salute Pubblica, quest’ultima tramite il programma “Mais Medicos” (Più
Medici). Questo programma, consisteva nella chiamata di sanitari da paesi
stranieri (principalmente Cuba), che andassero a coprire l carenze croniche di
medici, negli ambulatori delle periferie delle città e dei piccoli comuni. Il
programma fu un grande successo, con un indice di popolarità e gradimento di
circa l’85% della popolazione.
13.
2013, agosto; Edward Snowden, ex analista dell'agenzia National Security
Agency (NSA) degli Stati Uniti, diffonde documenti segreti dell’Agenzia, dai
quali emerge che molti paesi, tra cui il Brasile, sono spiati dagli Stati
Uniti, tramite sofisticate tecnologie elettroniche; inoltre, emerge che sono
coivolte aziende operanti in Brasile, che, agivano in collaborazione con
l’agenzia statunitense NSA. Oltre 35 capi di stato venivano spiati, tra cui, il
Presidente Dilma Rousseff. Sono stati oggetto di spionaggio anche il Ministero
delle Miniere e dell’Energia (MME), la Petrobras, con particolare riferimento
al Pre.Sal
I documenti divulgati da Snowden, misero, in evidenza che, solo nel gennaio
2013 l'NSA aveva raccolto 2,3 miliardi di dati da utenti brasiliani.
A differenza di molti capi di stato, soprattutto
dell’Italia; la reazione del Presidente del Brasile fu decisa ed immediata;
oltre a chiedere, ufficialmente, spiegazioni alla Casa Bianca, sullo
spionaggio, che non fu ritenuto sufficiente, Dilma Rousseff, sospese la Visita
di Stato negli Stati Uniti, da tempo programmata, per il 23 ottobre 2013.
Inoltre, oltre una serie di misure interne, allo scopo di
bloccare attività di spionaggio di altri paesi, soprattutto gli Usa, il
Brasile, assieme alla Germania, presentarono, nel novembre 2013, all’Onu una
risoluzione sul “Diritto alla Privacy, nell’Era Digitale”. La risoluzione fu approvata dall’Assemblea Generale
dell’Onu, il 18 dicembre 2013.
14.
2014, marzo; iniziano le
operazioni giudiziarie di “Lava Jato;
Origine dell’Operazione Lava
Jato
Le operazioni di Lava
Jato ebbero origine da una prima
inchiesta, condotta da un ex responsabile della polizia federale Gerson
Machado, nel 2008, a carico del cambio valuta Alberto Youssef, dalla quale
emerse che Youssef era ancora operativo,
nonostante , fosse stato coinvolto e condannato per lo scandalo Banestado* , avvenuto molti anni prima.
[Nello stesso anno, un'indagine sul
riciclaggio di capitali, fu
aperta, a carico dell’ex deputato federale di
Londrina, José Janene, già
coinvolto, per lo scandalo Mensalão.
l'Imprenditore, Hermes Magnus, titolare dell'Industria e del Commercio Dunel ,
denunciò uno schema occulto di riciclaggio di denaro da parte di operatori finanziari, tra i quali
vi erano Janene, e Youssef. L’anno successivo, nel 2009; la polizia
federale avviò un'indagine, che scoppiò nel 2013. l’Operazione venne chiamata
Miquéias, che confermò che il cambiavalute Youssef era sempre
attivo. Oltre all'ex deputato Janene e Youssef, fu coinvolto un altro
cambiavalute: Carlos Habib Chater
Nel luglio 2013, 4
anni dopo, nella continuità
dell’Operazione Miquéias, la polizia
iniziò il monitoraggio delle conversazioni telefoniche di Carlos Habib
Chater, individuando quattro organizzazioni
inter-correlate tra loro, guidata, ognuna, dallo stesso Chater; da Nelma Kodama; da Alberto Youssef e
da Raul Srour. Il monitoraggio delle loro comunicazioni rivelò che, Youssef ,
tramite un terzo, regalò una Land Rover Evoque,
a Paulo Roberto Costa, ex direttore della Petrobras, del settore
raffinerie e forniture; da qui, l’indagine, venne estesa alla Petrobras. Poiché Chater era il proprietario
di una stazione di servizio, chiamato
“Posto da Torre”, nella quale, era ospitato un ufficio di cambio, utilizzato,
per evadere ed inviare valuta all’estero, Da qui il nome il nome di
Lava Jato, dato, per la prima operazione giudiziaria.
17 marzo 2014 1° Operazione di Lava Jato (per ulteriori
informazioni, visitare il sito della Polizia Federale). http://www.pf.gov.br/imprensa/lava-jato
La Prima operazione di “Lava Jato”,
ebbe avvio, proprio, dalle informazioni ottenute dall’inchieste precedenti.
Iniziò il 17 marzo 2014, alla quale
seguiranno oltre 50 operazioni,
battezzate, sempre, con nomi diversi; quasi tutte autorizzate e condotte
dal giudice Sérgio Moro. Gli scopi: Indagare e perseguire i reati di “corruzione attiva e passiva,
gestione fraudolenta, riciclaggio di denaro sporco, organizzazione criminale,
ostruzione della giustizia, operazioni fraudolente di cambio e ricezione di
vantaggi indebiti” .Secondo le
investigazioni e le informazioni
ricevute dalla task force dell’Operazione “Lava Jato”, tramite,
l’utilizzo della “Delazione Premiate”, sono coinvolti dirigenti della Petrobras; politici dei maggiori partiti brasiliani, tra cui presidenti della
Repubblica, Presidenti della Camera e del Senato federale; governatori stati,
nonché di imprenditori di grandi aziende brasiliane. Secondo la polizia
federale sarebbe la più grande inchiesta sulla corruzione nella storia del
paese. Da bilancio, provvisorio sulle
operazioni, sinora condotte , si contano, oltre mille mandati di perquisizione,
mandati di arresto provvisorio, detenzione preventiva e condotta coercitiva, al
fine di individuare e accertare reati di riciclaggio di denaro che movimentano
miliardi di reais. Finora, sono stati, oltre, un centinaio gli arrestati, già condannati. Tra gli arrestati,
nella prima fase figura, il già citato
l’ex direttore della Petrobras, Paulo Roberto Costa e Albert Yossef, quest’ultimo, dopo qualche mese, decide,
“liberamente” di fare un accordo “delazione premiata”; in quanto, il giudice
Moro, nel frattempo, per “incoraggiarlo” a decidere, lo condanna a 4 anni di galera per lo scandalo del
“Banestado” (17/09), per un crimine, avvenuto, nel 1998, nonostante che il caso
era stato archiviato e tutti gli
imputati erano stati prosciolti; e, nonostante
che all’epoca , Youssef avesse fatto un accordo di Delazione
Premiata” proprio con Moro, che era il
giudice del caso. Moro decise, che, per lui la prescrizione non era valida, in quanto c’è continuità di
reato, pertanto, riesumò il caso e lo condanna. L’ex direttore della Petrobras
dopo, un tipo simile di “incoraggiamento”, decide, in agosto, di procedere ad
un accordo di “delazione premiata”.
Albert Youssef, lo segue un mese dopo.
Youssef, più che un cambio valuta, è
un faccendiere, abituato a frequentare aule di tribunali, politici, di tutti
gli schieramenti, da almeno 20 anni. Ha avuto una vita avventurosa; da
adolescente, essendo di famiglia povera, per sbarcare il lunario, fece il
“Sacoleiro”, cioè il mestiere di piccolo
contrabbandiere, che comprava oggetti elettronici, nel confinante Paraguay
(molto meno caro), attraversare il confino e rivenderli nel Paranà; Venne
beccato 5 volte, finendo, regolarmente in prigione. Col passar del tempo,
affinando l’esperienza; acquisendo le conoscenze giuste, diventò uno dei più
potenti cambiavalute (in Brasile, si chiama Doleiro), faccendiere, da
movimentare centinaia di milioni di Reais, tanto da essere coinvolto negli
affari sporchi del Banco “Banestado”.
Inoltre, è una vecchia conoscenza del giudice Sergio Moro. Al tempo
dello scandalo del sopracitato Banco nel
Paranà, come sopra citato, è con lui, che
fece l’accordo della sua prima “Delazione Premiata”. Qualche mese dopo
l’arresto dei due potenziali delatori, (tra agosto e settembre), dagli ambienti
giudiziari e della polizia federale filtrano strane “voci”, sempre più
insistenti e precise, riprese, ampliate e diffuse dai mass media, che
coinvolgevano, pesantemente gli esponenti di spicco del PT (Partido dos
Trabalhadores). Le “voci” diffuse, dai mass media erano: “ Lula e Dilma
sapevano della corruzione alla Petrbras”, membri del congresso (parlamento)
hanno ricevuto finanziamenti illegali dalla Petrobras.
https://gauchazh.clicrbs.com.br/geral/noticia/2014/04/quem-e-alberto-youssef-o-doleiro-suspeito-no-governo-e-na-petrobras-4485137.html ; https://jornalggn.com.br/noticia/o-que-diferencia-o-caso-banestado-da-operacao-lava-jato ; http://www.gazetadopovo.com.br/vida-publica/doleiro-diz-que-pagou-r-1-milhao-a-gleisi-por-meio-de-empresario-efs684t72b56lz0255c96vham; http://g1.globo.com/pr/parana/noticia/2014/09/youssef-e-condenado-quatro-anos-de-prisao-pelo-caso-banestado.html ; https://oglobo.globo.com/brasil/veja-doleiro-diz-que-dilma-lula-sabiam-de-tudo-14341970
Il PT, tramite i propri avvocati chiesero
di accedere alla documentazione
della “delazione premiata di Albert Youssef, per appurare se le
“voci “ su un presunto coinvolgimento di Dilma Rousseff e Lula,
corrispondessero al vero. Il ministro dl Supremo Tribunale di Giustizia (STF)
Teori Zavascki ,responsabile dell’Operazione Lava Jato, negò la richiesta, in
quanto i documenti della delazione sono coperti dal segreto istruttorio. Queste “voci”, sempre più insistenti,
irromperono, nel mezzo della campagna elettorale, di ottobre, per la scelta del
presidenza (Dilma Rousseff, concorreva per la riconferma della presidenza) e
miravano chiaramente a danneggiare il PT ed i suoi candidati.
https://www.correiobraziliense.com.br/app/noticia/politica/2014/10/31/interna_politica,455315/stf-nega-ao-pt-o-acesso-a-delacao-premiada-do-doleiro-alberto-youssef.shtml; Approfittando, di un
malore, sofferto da Youssef, che , 25 ottobre, viene ricoverato per un
problema cardiaco, qualcuno, cerchò di fare molto di più: circolarono, in rete
messaggi che annunciavano che Youssef, ers morto, per avvelenamento e che il PT
stava cercando di nascondere la notizia, sino a dopo le elezioni.
Le Operazioni di Lava Jato, che
complessivamente, tra fasi, sdoppiamenti vari e operazioni della Polizia
Federale, furono oltre 50; suscitarono speranze ed entusiasmi tra i brasiliani,
che aumentavano, con le operazioni successive. In febbraio 2016, l’Ipsos,
l’istituto francese registrava che per l’80% della popolazione che le
Operazioni di “Lava Jato”, devono andare avanti, sino in fondo; alla fine
dell’anno questo indice era salito al 96%.
https://www.otempo.com.br/capa/pol%C3%ADtica/para-96-lava-jato-continua-1.1407271 . http://www1.folha.uol.com.br/poder/2016/12/1837831-para-96-lava-jato-deve-continuar-custe-o-que-custar-mostra-pesquisa.shtml
.
L’entusiasmo del popolo brasiliano era più che
giustificabile. Un paese, dove la corruzione regnava e regna sovrana, radicata
in tutti i settori; istituzionali e privati; dove l’impunità, per il politico,
il potente, il ricco è regola, senza eccezione, garantita, anche da un potere
giudiziario, incapace, di assicurare giuste sentenze, con tempi certi e decenti
e non infiniti, che danno certezza, invece alla prescrizione; come è stata
ampiamente dimostrato in tutti i grandi scandali di corruzione, avvenuti, in
precedenza. Nel senso comune popolare, regnava la convinzione, giustificata,
che “la legge non è uguale per tutti”, chi paga e va in galera, è il povero,
che non ha soldi, abbastanza, per pagarsi un legale. Assistere alla cattura, a sentenze di
condanna e, infine, vedere in galera, personaggi, intoccabili, rende la
speranza, ad un popolo rassegnato, illuso e disilluso da una politica che si
ricorda, di lui, solo nel periodo di campagne elettorali, passata la quale, è
nuovamente dimenticato.
“Lava Jato”, però, ha punti oscuri, che diventano, più
chiari, con le successive operazioni giudiziarie. Con le prime operazioni,
nonostante che gli arresti, oltre a faccendieri e funzionari di imprese,
riguardano arresti di politici di quasi tutti i partiti, la Task Force (squadra speciale, unità
operativa; Força Tarefa, in brasiliano) dei
giudici della capitale del Paranà, Curitiba, diretta, da Sergio Moro, si
concentra, sin da subito, sul PT, allora, al governo. Pochi mesi. dall’arresto
di Youssef e Paulo Roberto Costa,
(Ottobre, 2014),si verifica una fuga di notizie, non confermate da prove
giudiziarie, riguardanti i vertici del PT, Lula, Dilma Rousseff, la presidente
del partito, senatrice per lo stato del Paranà. Gleisi Hoffmann;
diffusa, con grande risalto, da TV e giornali, nel mezzo delle elezioni presidenziali, il
cui secondo turno, si sarebbe svolto proprio quel giorno (25 ottobre 2014). Queste fughe pilotate, di notizie, assieme.
all’altra “FakeNews, diffusa per rete, sempre, il giorno delle elezioni, che
annunciava la morte, per avvelenamento. di Youssef e che il PT tentava di
ritardare la diffusione della notizia, sino a conclusione delle votazioni. Come
spiegare, altrimenti, questi due eventi, se non come una pesante intromissione,
nell’influenzare, l’esito delle
votazioni in corso, a danno del PT e Dilma Rousseff? L’uso della fuga di
notizie, coperte dal segreto istruttorio, saranno sempre più frequenti, nel
corso delle operazioni successive di “Lava Jato” Non solo questo, ma anche
l’uso creativo e disinvolto, del giudice Moro, dell’ermeneutica, nel piegare le
leggi alla sua interpretazione, applicarle per continuare inchieste, celebrare
processi e condannare gli imputati; è quello che è capitato a Youssef, quando
fu arrestato nel marzo 2014, per il quale Moro usò la “sua” ermeneutica personale,
per condannarlo a 4 anni, per un reato, di 16 anni prima, prescritto, il cui
processo svolto, all’epoca (scandalo “Banestado”), condotto, proprio, da Moro,
non produsse alcun condannato, perché assolti o per prescrizione dei reati.
Quindi, morale della storia, l’unica condanna è stata a carico di Youssef, per
un reato, prescritto da anni; il quale, di fronte alla prospettiva del carcere
certo, subito, si pentì e avrebbe “confessato”, qualsiasi cosa che il giudice,
desiderasse sentire. La “lezione” fu istruttiva, per qualunque inquisito, futuro, che avesse avuto la ventura, di capitare sotto la sua
giurisdizione; difatti, il socio di Youssef, Paulo Roberto Costa, subito dopo,
senza, aver bisogno di incoraggiamenti, spontaneamente” concordava una “Delazione
Premiata”; per la cronaca; sia Youssef che P.R. Costa, nonostante le condanne
subite, sono in libertà. Molti giuristi hanno criticato e condannato la
gestione disinvolta del giudice Moro, nella conduzione delle inchieste e dei processi. Cito, solo, Lenio Luiz Streck (Revista Consultor
Jurídico, 13 de julho de 2017), perchè la critica non si
riferisce al merito dei singoli processi gestiti dal giudice, bensì
sull’intera base teorica, costruita da Moro, sul diritto e sulla Costituzione, sulle
quali gestisce , imposta inchieste
e process. Sulla
condanna di Lula il professor Streck scrive (cito, testualmente): “ Livre apreciação da prova é melhor do que dar veneno
ao pintinho?” (La
valutazione arbitraria della
prova
è meglio che dare veleno al
pulcino?)
“.........Teorema do Pinto” (o apelido é dado por mim),
“praticado” pela Tribo Azende, da África central. Sem intuicionismo e sem
deduções, a tribo, para construir a prova e “buscar a verdade”, lança mão do
que chamo de “fator benge”, que consiste em dar para um pintinho um veneno
previamente preparado (há um ritual para isso) e, se o pinto morrer, o réu é
considerado culpado. Se o pinto sobreviver, é absolvido……” ; “…....Post scriptum:: “ lendo a sentença
condenatória do ex-Presidente Lula prolatada pelo Juiz Sérgio Moro, deu-me a
nítida impressão que o réu teria mais chance de ser absolvido se tivesse sido
usado o "Teorema do Pintinho Envenenado", que faz sucesso na tribo
Azende, da Africa Central.…” (….”Teorema del pulcino” (il nome l’ho dato io), praticato
dalla Tribù Azende, dell’Africa Centrale. Senza interpretazioni personali o
deduzioni, la tribù, per costruire la prova e “cercare la verità”, usa che io
chiamo il “fattore di benedizione”, che consiste nel dare ad un pulcino un
veleno preparato in precedenza (c’è un rituale per questo) e, se il pulcino
muore, l’imputato viene considerato
colpevole, Se il pulcino sopravvive, viene prosciolto…; “….. Post scriptum:: leggendo la sentenza di condanna dell’ex presidente Lula emessa
dal Giudice Sergio Moro, mi ha dato la netta impressione che l’imputato avrebbe avuto più possibilità di essere
assolto, se fosse stato usata la teoria
del pulcino avvelenato…”)
https://www.conjur.com.br/2017-jul-13/senso-incomum-livre-apreciacao-prova-melhor-dar-veneno-pintinho https://www.facebook.com/lenioluizstreck
Lenio
Luiz Streck é jurista, professor de Direito Constitucional e
pós-doutor em Direito. Sócio do escritório Streck e Trindade Advogados
Associados: www.streckadvogados.com.br.
I dubbi, sui reali obbiettivi che il giudice Moro e la
sua “Força Tarefa”, aumentarono, anche, per le seguenti circostanze. la Casa di
Cambio, sita all’interno di una stazione di Servizio , di proprietà Albert Youssef era nella citta di Londrina, Parana, la
conseguente inchiesta cadeva sotto la sua giurisdizione, in quanto giudice
federale, con competenza su tutto lo stato del Paranà. Con singolare e semplice
ragionamento, che, essendo il primo reato scoperto, era stato consumato nello stato
del Paranà e che riguardava un caso di
corruzione della Petrobras, il giudice Moro, decide che tutte le future
inchieste, che coinvolgono la Petrobras,
devono ricadere sotto la sua giurisdizione. Considerato che la Petrobras è una
multinazionale che opera, non solo in Brasile, ma in mezzo mondo, che ha
rapporti commerciali, di lavoro, di commesse, di appalti, ecc, con innumerevoli
imprese, dentro e fuori Brasile e che ha sempre finanziato, illegalmente quasi
tutti i partiti, di colpo Moro si autorizza a poter indagare in ogni luogo,
settore, dentro e fuori il paese. Questo nuovo quadro di azione, viene permesso
e legittimato dalla massima istanza giudiziaria, il Supremo Tribunale
Federale (STF), il quale, nomina uno dei
suoi membri Teori Zavascki , coordinatore e relatore delle Operazioni di Lava
Jato. Prima della fine dell’anno, le operazioni, collegati, al Lava Jato sono
già 7; le indagini sulla Petrobras, si estesero in Messico e Africa. Le persone coinvolte,
furono oltre 40. http://g1.globo.com/pr/parana/noticia/2014/12/mpf-apresenta-denuncia-contra-cervero-e-fernando-baiano-justica.html
2014. Riassumendo, le operazioni
di Lava Jato, furono le seguenti:
17 marzo; Fase 1,
“lava Jato”; 17 arresti, tra cui Yousseff, 5 milioni di R$
sequestrati, 25 auto di lusso, gioielli, quadri d’autori e qualche arma;
20 marzo; Fase 2,
“Bidone”; 6
arresti, tra cui Paulo Roberto Costa ex direttore rifornimenti della Petrobras;
11 aprile; Fase
3, “Dolce Vita”;
16 mandati di perquisizione e sequestri, 3 mandati di arresto
provvisorio, 6 ordini di comparizione coercitiva, prove di connessione tra
Yousseff e Paulo Roberto Costa, tramite la società “Ecoglobal Ambiental”, la
quale ha un contratto di servizi con la Petrobras di circa 443 milioni di R$;
11 giugno; Fase 4, “Casablanca” mandato di perquisizione e di arresto
preventivo contro Paulo Roberto Costa, nel frattempo, in libertà provvisoria;
1° luglio; Fase 5, “Bidone 2”; 7 mandati di perquisizione, 1 mandato
di comparizione coercitiva, arresto provvisorio di João Procópio Junqueira
Pacheco de Almeida Prado, per la
gestione di un conto in Svizzera; furono bloccati 5 milioni di R$, depositati,
nel conto svizzero;
22 agosto; Fase 6, “Bidone 3” in Rio de Janeiro, 15 mandati di
perquisizione e sequestro, 1 mandato di comparizione coercitiva;
14 novembre; Fase 7, “Giudizio Finale”,
la Polizia Federale, con l’impiego di circa 300 agenti compie 49 mandati di
perquisizione, 9 mandati di comparizione coercitiva, 6 arresti per prigione preventiva, dei
presidenti e direttori di OAS costruzione; Costruzioni Queiroz Galvão; Engevix; Costruzioni Camargo Correa; UTC
Ingegneria; Lesa Oleo & Gas.
15. Rodrigo Janot, il Procuratore Generale della Repubblica (PRG);
nel febbraio 2015, accompagnato, dallo Staff della “Força Tarefa” di “Lava Jato”, si incontra a Washington con il
Direttore Generale dell'FBI, James Comey, il Direttore del Dipartimento
di Giustizia, e con gli ufficiali della Securities and Exchange Commission
(SEC). In quelle sedi, da e ottiene informazioni, probabilmente raccolte dai servizi statunitensi, nelle attività di
spionaggio, per nuove operazione di Lava Jato. Il 4 luglio 2015 Il sito web Wikileaks pubblicò un elenco di 29 numeri di telefono
di funzionari e consulenti del governo brasiliano che sarebbero stati spiati
dall'Agenzia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti (NSA); la relazione
dell’agenzia americana fu classificata come ultra-segreta, conteneva i contatti
di alti funzionari governativi, così come i numeri dalla camera del presidente
Dilma Rousseff, al palazzo del Planalto e persino del suo aereo.Dal documento, pubblicato da Wikileaks , le persone vicine a Dilma, come
segretarie e consulenti, furono tutte
spiate. L'elenco comprendeva i numeri
dell’allora ministro della
pianificazione, Nelson Barbosa, che, al momento delle intercettazioni
telefoniche, era segretario esecutivo del ministero delle Finanze; l'ex ministro
della Casa civile di Dilma, Antonio Palocci, che fu ministro delle finanze
sotto il governo Luiz Inácio Lula da Silva; e Luiz Awazu Pereira da Silva, ex
direttore della Banca centrale. Anche le ambasciate brasiliane furono spiate;
in Francia, Germania, Unione Europea, Svizzera e Stati Uniti, così come il
generale Jose Elito Carvalho Siqueira, allora primo ministro dell'Ufficio di
sicurezza istituzionale.. https://www.conjur.com.br/2015-jul-04/wikileaks-divulga-lista-autoridades-brasileiras-espionadas-pelos-eua Da una
intervista al Jornal do Brasil a Moniz Bandera (*). del 3 dicembre 2016: (Moniz Bandeira: "Moro e Janot atuam com os
Estados Unidos contra o Brasil") http://m.jb.com.br/pais/noticias/2016/12/03/moniz-bandeira-moro-e-janot-atuam-com-os-estados-unidos-contra-o-brasil/ - “…..Rodrigo Janot è andato a
Washington nel febbraio 2015 per prendere informazioni sulla
Petrobras, accompagnato dagli investigatori della Task Force responsabile dell’operazione LAVA JATO, e si
riunì con il Direttore Generale
dell'FBI, James Comey, de Dipartimento di Giustizia, e con gli ufficiali della
Securities and Exchange Commission (SEC). A che serve il giudice Sérgio Moro,
eletto dalla rivista Time come uno dei dieci uomini più influenti al mondo?
Quali interessi serve con con l’operazione
Lava-Jato? A chi serve il procuratore generale della Repubblica, Rodrigo
Janot? Entrambi agirono e stanno agendo con le organi degli Stati Uniti,
apertamente contro le compagnie brasiliane, attaccando l'industria bellica nazionale
tra cui Eletronuclear, portando all'arresto del suo presidente, l'ammiraglio
Othon Luiz Pinheiro da Silva. Il pregiudizio che causarono e stanno causando
all'economia brasiliana, paralizzando la Petrobras, le imprese di costruzione
nazionali e l'intera catena produttiva, oltrapassano , su larga scala,
immusurabile, tutte le perdite dovute alla corruzione,che dichiarano di
combattere. Quello che stanno facendo è
distruggere, paralizzare e decapitalizzare le aziende brasiliane, statali e
private come, l’ Odebrecht, che competono sul mercato internazionale in Sud
America e in Africa…..” (*) Moniz Bandera, , morto recentemente, a Heidelberg, Germania, il 10 novembre del 2017 professore
univesitario, scienziato politico, storico, esperto nella politica e nelle
relazioni internazionali, soprattutto con Argentina e Stati Uniti, Autore di
varie opere noto per aver analizzato il potere americano nella
destabilizzazione dei paesi; nel 2015, fu proposto, dall’Unione Scrittori
Brasiliani (UBE) , per il premio Nobel, per la letteratura.
2015. Difatti, proprio nel corso di quell’anno, che avvengono le operazioni più significative di “Lava Jato”, che
coinvolgono il sistema produttivo
nazionale, l’industria petrolifera, quella nucleare ed i primi politici, del PT
(Partito dei Lavoratori), compreso Lula, “sentito, come persona informata di
fatti”.
Le denunce del MPF di Janot, danno origine, 2015, a 14 operazioni di “Lava Jato”, dalla fase 8
alla Fase 21.
La fase 8, si svolse a Rio de Janeiro, il 14 gennaio con l’arresto dell’ex Direttore
dell’area internazionale della Petrobras
Nestor Cerveró, avvenuto, nell’Aeroporto
Internazionale Tom Jobim, di Rio;
L’ultima del 2015, la fase 21, si svolse il 24 di novembre, operando in S. Paulo, Rio de Janeiro, Mato Grosso do Sul e Distretto Federale
(Brasilia).
Qui di seguito vengono elencate e
descritte le denunce del PMF.
Il 16 di marzo Il Pubblico Ministero Federale,
denuncia, per la prima volta, la direzione di Servizio della Petrobras, tramite
Renato Duque, ex Direttore di ingegneria e servizi della Petrobras ed altr 27
persone. http://www.mpf.mp.br/pgr/noticias-pgr/lava-jato-nova-denuncia-envolve-diretoria-de-servicos-da-petrobras-e-acusa-27-pessoas
Il 24 luglio,
sempre, il PMF, per abbreviazione MPF, denuncia le intere direzioni delle
maggiori Imprese Multinazionali del Brasile: la Odebrecht e la Andrade Gutierrez; le persone denunciate sono oltre 20. In
una operazione, precedente,dovuta ad uno smembramento, venne coinvolto del
Brasile Fernando Collor de Mello; ex presidente del Brasile (1990–1992)
http://g1.globo.com/pr/parana/noticia/2015/07/executivos-da-odebrecht-e-andrade-gutierrez-sao-denunciados-justica.html ; http://www1.folha.uol.com.br/poder/2015/07/1655455-pf-faz-busca-e-apreensao-na-casa-de-collor-e-de-senador-do-pp.shtml
In agosto, sempre il MPF, denuncia due ex direttori della
Petrobras Jorge Zelada, Eduardo Musa ed altre
4 persone, per corruzione, e tangenti, a favore del deputato federale Eduardo Cunha PMDB
(Partito Movimento democratico Brasiliano), presidente della camera dei
deputati. http://g1.globo.com/pr/parana/noticia/2015/08/mpf-denuncia-ex-diretor-da-petrobras-jorge-zelada-na-operacao-lava-jato.html
Il 1° settembre, denunciato
dal PMF l’ex Direttore e Presidente della Eletronuclear, il vice ammiraglio Othon Luiz Pinheiro da Silva ed altre 14 persone , tra cui ex
dirigenti della “Andrade Gutierrez” e “Engevix”. http://g1.globo.com/pr/parana/noticia/2015/09/mpf-denuncia-ex-diretor-da-eletronuclear-e-outras-14-pessoas.html
Il 4
settembre, il MPF denuncia i primi politici del
PT, come Josè Dirceu, ex ministro della “casa civil”; João Vaccari Neto, ex-tesoriere del PT ed altre persone, vicine al PT e alla Petrobras. http://g1.globo.com/pr/parana/noticia/2015/09/jose-dirceu-e-mais-16-pessoas-sao-denunciados-na-operacao-lava-jato.html
Il 16 dicembre Lula, l’ex presidente su richiesta della Polizia Federale,
autorizzata da Teori Zavascki, relatore di
Lava Jato e membro del Superiore Tribunale Federale , rilascia deponimento, nelle operazioni di
Lava Jato, soprattutto sulla Petrobras, come “persona informata di fatti” http://g1.globo.com/politica/operacao-lava-jato/noticia/2015/12/lula-presta-depoimento-no-principal-inquerito-da-operacao-lava-jato.html
Tutti i contenuti delle cosiddette “Delazioni Premiate”, soprattutto quelle
che riguardavano il governo, il PT e Lula, venivano pubblicate dai mass media,
con grande risonanza; prima ancora, che fossero avvalorate, confermate dalle
Istanze superiori; prima, che i soggetti, indicati dai delatori, ne fossero
informati o incriminati, venivano già processati e condannati della stampa. Un
passo fondamentale, nella gestione del “Lawfare”, nella “guerra al nemico”.
Tutte le operazioni di Lava Jato svolte nel 2014, 2015 ed anche quelle
successive, furono seguite, quindi, con grande risalto dai mass – media,
conferiscono a Sergio Moro, al suo Staff
della “Força Tarefa”, al MPF Janot ed a
suoi uffici periferici, una popolarità ed una fama enorme. Soprattutto è su
Moro che si riversavano maggiori popolarità e notorietà internazionale. Ciò,
anche grazie ad una accorta gestione della sua immagine pubblica ed agli ottimi
legami intessuti con i media, soprattutto, la TV globo; nemico dichiarato, da
sempre, del PT e di Lula. Il giudice Sergio Moro diventò l’uomo dell’anno,
della provvidenza, della speranza che riuscirà ad estirpare l’ endemica
corruzione, con radici profonde; gode di credito illimitato e dell’appoggio
della quasi totalità della popolazione, da un sondaggio effettuato all’inizio
del 2016, in caso di elezioni presidenziali, sarebbe staro eletto, al primo
turno, con una maggioranza schiacciante.
Il giudice era diventato intoccabile, in grado di condizionare, opinione
pubblica ed Istituzioni (Congresso, Supremo Tribunale Federale); nonostante,
fosse, solo, un giudice di prima istanza. I suoi metodi investigativi, con un
utilizzo eccessivo e sproporzionato della prigione preventiva, l’uso singolare e
personale dell’ermeneutica, nel piegare le leggi alle sue interpretazioni ed
applicazioni, faceva torcere la bocca a molti giuristi e costituzionalisti
brasiliani, ma, ad eccezione di pochi, lo facevano sottobanco e con
discrezione, I risultati raggiunti, per contro, erano eccezionali; le Delazioni
Premiate” arrivano numerose, non si sa
la proporzione tra “spontanee” e “incoraggiate” d’altra parte, per chi non si
pentiva o il pentimento non era
richiesto, le condanne erano pesanti; la “teoria del pulcino avvelenato” non
era riferito solo a Lula.
2016. Come nelle altre, dei due anni precedenti, le “delazioni” assunsero la
caratteristica, sempre più marcata di una “catena di S. Antonio”, le operazioni
di Lava Jato, avvenivano, ormai, solo sulla base di informazioni dei delatori;
ne furono: 16; dalla Fase 22 del 27 gennaio, alla Fase 37 del 17 de novembre; si continua contro il PT, la disarticolazione dell’Industria nazionale; la
fase 24 (Aletheia), del 4 marzo, fu dedicata, esclusivamente
a Lula, alla sua famiglia, ai suoi amici
e agli immobili di siti ad Atibaia e Guarujà
eTriplex, tutti nello stato di S. Paulo. Le operazioni si allargarono
anche a politici di altri partiti; ma, in tono molto minore. L’unico personaggio
di spicco, fu l’ex governatore della stato di Rio de Janeiro, Sergio Cabral,
arrestato nell’operazione “Calicute, del 17
de novembre.
2017. Le operazioni, in totale, furono 10; dalla fase 38, del 28 marzo alla fase 47, del 21 novembre. Si concentrarono,
soprattutto, nel completamento della disarticolazione della Petrobras e su ex ministri dei governi, a guida PT, di
Lula e Dilma Rouseff.
2018. Le ultime operazioni di Lava Jato di quest’anno, sono, finora 4; dalla
Fase 48, del all’ultima Fase,
conosciuta, 52, del 8 maggio. Si raschia il fondo del Barile delle operazioni
precedenti, vengono coinvolti personaggi di altri partiti e Imprese di natura diversa; si ha la
sensazione, però, che queste ultime operazioni, abbiano più la funzione dimostrative
che “Lava Jato” è apolitica ed il solo scopo di combattere la corruzione.
Bilancio, di 4 anni, i
Operazioni Lava Jato marzo 2014 – 2018
(49 Fasi)
Secondo i dadi pubblicati dal Ministero Pubblico Federale, l’attività di 4
anni di “Lava Jato” si possono così riassumere:
Operazioni:
|
N. 49
|
Condanne Ia
Istanza:
|
N. 160
|
Condanne 2a Istanza:
|
N. 77
|
Anni di Condanne comminate dai Tribunali
(Curitiba e Rio de Janeiro:
|
N. 2.385
|
Risorse da recuperare, tramite “Delazioni
Premiate:
|
R$ 12
miliardi Reais
|
Risorse, finora, recuperate, tramite “Delazioni
Premiate:
|
R$ 1,9
miliardi Reais
|
Processi Penali presso Supremo Tribunale Federale
(STF)
|
N. 101
|
https://www.poder360.com.br/lava-jato/lava-jato-faz-4-anos-com-160-condenados-e-r-12-bilhoes-em-recuperacao/ ;
http://www.mpf.mp.br/para-o-cidadao/caso-lava-jato/atuacao-na-1a-instancia/parana/resultado
Secondo i dadi diffusi dal Procuratore Generale della Repubblica Raquel
Dodge (Ha sostituito Rodrigo Janot, il 18 settembre 2017), La situazione alla
data di Marzo 2018 è la seguente:
Governatori,
degli Stati federali del Brasile (27), inquisiti:
|
N
|
12
|
Governatori, denunciati al Supremo Tribunale
Federale (STF):
|
N
|
3
|
Denunce al Supremo Tribunale Federale (STF):
|
N
|
36
|
Denunce al Supremo Tribunale di Giustizia
(STJ):
|
N
|
3
|
Denunce alla Procura della Repubblica dello stato
del Paranà:
|
N
|
72
|
Denunce alla Procura della Repubblica dello stato
di Rio de Janeiro:
|
N
|
33
|
Denunce al Tribunale Regionale Federale - 2:
|
N
|
1
|
Accordi di “Delazione Premiate” firmate dal MPF
ed omologate dal STF:
|
N
|
187
|
Operazioni totali
relative a “Lava Jato” (MPF* + STF):
|
N
|
4.600
|
Richieste di cooperazione internazionali:
|
N
|
395
|
Paesi coinvolti nelle richieste di cooperazione:
|
N
|
50
|
(*) MPF = Ministero Pubblico Federale
Ma è tutto oro quello che luccica?
Le operazioni di “lava jato”, iniziarono
nel mezzo della recessione brasiliana, e della crisi globale (Marzo 2014); che
diede origine al “golpe” contro Dilma Roussff e la sua sostituzione con il
vicepresidente Michel Temer (maggio 2016). Il nuovo Ministro Josè Serra (lo stesso
personaggio di riferimento delle multinazionali del petrolio), assieme al nuovo
presidente dell Petrobras, Pedro Parente, procedono alla privatizzazione e la
snazionalizzazione della stessa,
autorizzando, le multinazionali del Petrolio, ad avere concessioni e diritti
sul petrolio, dell’agognato “Pre-Sal”, sempre negato dai due governi precedenti
(Lula e Dilma Rousseff). Il nuovo governo Temer, inoltre, tramite il nuovo
Ministro delle Finanze Henrique Meirelles promuove il più lungo periodo di
austerità, mai successo nel mondo.
Tramite la PEC 241 (Proposta di Emendamento Costituzionale N.
241), approvata dall Parlamento (), che congela le spese del governo federale,
adeguate al tasso di inflazione, per i prossimi 20 anni.
Alla data attuale,le grandi imprese,
coinvolte, nelle operazioni di “lava jato”,
che hanno proceduto ad “Accordi di Leniencia” (accordi di trattamento
favorevole), che permette alle Imprese di riprendere, senza restrizioni,
l’attività e rapporti di affari con il settore pubblico, con stipula di nuovi
contratti, sono 18. Per accedere agli “Accordi di Leniencia”, le imprese
coinvolte devono: riconoscere le proprie responsablità; collaborare con la gustizia, al fine di
individuare altri responsabili, e, infine, risarcire i danni e restituire,
indebitamente lucrato, per la corruzione (sono complessivamente,miliardi di
dollari, da pagare, sia in Brasile che in altri Stati). L’ accordo deve essere
confermato da un giudice.
Alla fine del 2016, erano solo quattro
deelle 18 grandi imprese coinvolte nella corruzione: Toyo-SETAL;
UTC Costruzione; Camargo Correa; Andrade
Gutierrez – tutti, fornitori della Petrobras. Bloccate, per anni, nel poter
stipulare contratti con il settore pubblico, molte, per far fronte alla loro
crisi economica e di liquidità, sono
state costrette a vendere le attività più redditizie a società straniere
Le norme, riguardanti gli “accordi di leniencia”, che devono, essere
stipulati, presso il “CADE” (Consiglio Amministrativo di Difesa Economica),
osservano i critici; sono lacunose, contradittorie, prevedono tempi lunghi e la
partecipazione di molti soggetti, come il “Tribunal de Contas da União-TCU-“
(equivalente alla Corte dei Conti), la “Transparência
e Controladoria-Geral da União –CGU” (Trasparenza e Controlleria della Unione),
il “Ministerio Publico –MP-“ (Pubblico Ministero); infine, un giudice, che,
dovrà confermare il tutto, ma che potrebbe anche negare, quindi, impedire
all’impresa di esercitare attività con il settore pubblico. (Alla data attuale,
presso il “CADE” , nessuno di questi accordi è stato definitivate giudicato ed archiviato).
Per ultimo, l’“Accordo di Leniencia”, come prescivono le norme, non è chiara;
prevede solo la responsabilità amministrativa e civile, nella persona giuridica
dell’impresa, nei reati contro la Pubblica Amministrazione, ma, in automatico,
non si estende ai direttori e amministratori, i quali, sarebbero ancora
esposti a giudizi e condanne penali,
nonostante, la stipula dell’ “Accordo di
Lenienza”. Sulla presenza del presenza del Pubblico Ministero (MP), paragonando
con altri paesi, molti esprimono dubbi e perplessità, sulla competenza
specifica dei pubblici Ministeri, nel settore dell’economia. https://www.cartacapital.com.br/revista/923/a-lava-jato-e-o-governo-destroem-a-economia.
Una critica severa, viene rivolta alle operazioni di lava jato
dall’ex procuratore del Pubblico
Ministro Federale ed ex Ministro della Giustiza, Eugênio
Aragão; in una intervista affermò: “.......O fato é o seguinte: a
maioria das empresas envolvidas está sendo inabilitada para participar de
concorrências públicas. Obras de infraestrutura só existem por meio de
concorrência pública, não há de outro jeito. As grandes construtoras não são
empresas que fazem Minha Casa Minha Vida.Constroem viadutos,
hidrelétricas, usinas, aeroportos. Se ficarem fora do mercado de concorrências
públicas, elas quebram, pura e simplesmente. É ao que a Lava Jato está levando
com a inabilitação das empreiteiras......”
Traduzione: “....Il fatto è che la maggior parte delle aziende coinvolte
sono ora Bloccate nel partecipare a gare pubbliche. L'infrastruttura funziona
solo attraverso la competizione pubblica, non c'è altro modo. I grandi
costruttori non sono aziende che costruiscono abitazioni per “Minha
Casa Minha Vida. Costruiscono
viadotti, centrali idroelettriche, centrali elettriche, aeroporti. Se rimangono
fuori dal mercato pubblico della concorrenza, semplicemente si dstruggono. Questo è ciò che il Lava Jato sta facendo, squalificando gli imprenditori....” Inoltre:
“.... Aqui no Brasil, a gente entrega os nossos ativos com uma
facilidade impressionante. Isso ocorre, principalmente, porque essa garotada do
Ministério Público não tem a mínima noção de economia. Não sabem como isso funciona. Simplesmente botaram na cabeça uma ideia
falso-moralista de que o País tem de ser limpo. Corrupção existe em todas as
partes do mundo. Não é um problema moral, é sobretudo um problema estrutural simples......” .Traduzione: “....Qui in Brasile, consegniamo i nostri beni con
facilità impressionante. Ciò è principalmente dovuto al fatto che questi
ragazzotti della Procura non hanno la minima nozione di economia. Non sanno
come funziona. Hanno semplicemente messo in testa un'idea falso-moralista,
secondo cui il paese deve essere pulito. La corruzione esiste in tutte le parti
del mondo. Non è un problema morale, è soprattutto un semplice problema
strutturale.....”;”....... Veja bem, vamos pensar no seguinte: a Lava Jato gaba-se de
ter devolvido ao País 2 bilhões de reais. E quantos bilhões a gente gastou para
isso? Do ponto de vista econômico, essa conta não fecha....”. Traduzione: Veda bene, andiamo a pensare nel seguente modo: Lava Jato
si vanta di aver restituito 2 miliardi di reais al Paese. E quanti miliardi ci
abbiamo perso? Da un punto di vista economico, questo conto non si chiude.
Alla domanda del giornalista:
Alcune società di consulenza hanno calcolato che il pregiudizio, per effetto
del “Lava Jato”, all'economia, in 120 miliardi di reais. Stima per difetto,
perché ci sono effetti concatenati a lungo termine quasi impossibile da
stimare. “....Fora a perda de
competitividade no mercado internacional, imensurável. Essa mania de o
Ministério Público achar que resolve os problemas do País apontando um culpado,
isso está superado. É claro que não significa que a pessoa física que fez a
coisa errada vai se sair bem....”. Traduzione: ”.... Oltre alla perdita di
competitività nel mercato internazionale, incommensurabile. Questa follia del
pubblico ministero che crede di risolvere i problemi del Paese indicando un colpevole, questo è superato.
Ovviamente ciò non significa che la persona che ha fatto la cosa sbagliata deve
uscirne bene.....”
https://www.cartacapital.com.br/revista/923/essa-garotada-do-mpf-nao-tem-a-minima-nocao-de-economia.
Ai 120 miliardi di Reais, si dovranno aggiungere altri 31 miliardi R$
circa; valore dei progetti, già appovati, per aeroporti, strade, mobilità
urbana, che avrebbero avuto la potenzialità di generare, circa 900 mila posti
di lavoro. Poiché questi contratti sono stati già vinti, in licitazioni, da
imprese, tutte coinvolte nelle operazioni di “lava jato), La Banca Nazionale
dello Sviluppo (BNDES), che dovrebbe finanziari i progetti, ha bloccato tutto.
Poco tempo dopo, sempre la BNDES, ha annunciato la sospensione dei
pagamenti e la revisione dei 47 servizi di contratti di esportazione società di
ingegneria coinvolte nelle transazioni per un importo di 13,5 miliardi di
reais. In questo settore c'è la preoccupazione. Che, attraverso nuove gare, gli
imprenditori nazionali saranno definitivamente esclusi dai finanziamenti a lungo termine della
banca, essenziali per grandi opere pubbliche, e sostituiti da imprenditori
stranieri.
Gli effetti combinati, tra “lava jato” e il
governo “golpista” di Michel Temer, nel mese di maggio 2018, ha presentato il
conto, purtroppo, non definitivo, oltre agli oltre 150 miliardi di R$ persi,
per effetto diretto del “lava jato” il bilancio, sociale, di due anni, è il
seguente: la disoccupazione, è aumentata
di 1, 84 milioni, passando dal 11,6% al 14,83%; l’estrema povertà, è aumentata
di 1, 8 milioni, passando dal 6,5% al 7,2%; in valori attuali, la “Bolsa
Familia”, ha subito un taglio di 5,39 miliardi di reais (R$); altri settori (Agricoltura; Assistenza
Sociale; Cultura; Istruzione ed Educazione; Protezione dell’Ambiente), hanno
subito un taglio di quasi di 17 miliardi di R$.
16.
2015. Lula, dichiara che si ripresenterà per le elezioni del 2018;
Dopo aver
ottenuto il secondo mandato presindenziale, Dilma Rousseff , è subito oggetto
di contestazioni ; sia per il fatto che la vittoria alle elezioni presidenziali
aveva avuto uno scarto di voti minimo, per cui lo sfidante, il senatore Acio Neves
ed il suo partito il PSDB, non avevano accettato la sconfitta; sia anche
perché, nel tentativo di condizionare la campanha elettorale, dalle inchieste
di “lava jato”, era state fatte filtrare “informazioni riservate”, coperte da
segreto istruttorio,riprese, con grande risalto, dai media; che, Dilma Rouseff,
Lula ed altri dirigenti del PT, erano coivolti nelle corruzioni. La
contestazione, già, precedemente pianificata. dal “Movimento Ven Pra Rua”,
fiancheggiatore di Aecio Neves e del PSDB; dal “Movimento Brasil Livre”, creato
ed appoggiato dai servizi Usa, esplose subito all’indomani della vittoria
elettorale, manifestando a favore del “Lava Jato”, contro la corruzione,
associando a questa Dilma Rousseff, Lula e tutto il PT, invocando l’impeachment
della presidente, la quale, ancora, non in carica, per il secondo mandato. Nel
corso di qualche mese, le manifestazioni divennero sempre più frequenti ed
imponenti. A peggiorare le cose, vi è da
ricordare che il giorno pima del termime
del primo mandato (30 dicembre 2014) il
governo, , aveva approvato delle misure
provvisorie che riducevano il diritto
del lavoro e la protezione Sociale. Misure, che colpivano direttamente i meno
ambienti, la base del PT e del suo governo. Alla fine di febbraio 2015 il
consenso al suo operato, in solo due mesi esra precipitato dal 42% al 23%, https://www.cartacapital.com.br/revista/833/punhalada-fiscal-5133.htm
Dato che
l’erosione del consenso, stava coinvolgendo il PT, Lula, nell’intento di
arginare la caduta di consenso verso il PT e di assicurare i lavoratori e i
cepi più poveri, annuncia, ufficialmente, che si ripresenterà candidato alle
elezioni presidenziali del 2018. Questa candidatura l’aveva più volte
ventilata, in diverse interviste, sempre in occasioni di cadute di consenso e
crisi dl governo.
17.
2016, maggio, Impeacchment della
presidente Dilma Roussef;
Ottobre 2014, è il mese delle
elezioni Presidenziali; al secondo turno, del 26 ottobre, lo scontro è,
tra Dilma Rousseff e Aecio Neves; Marina Silva, la prima esclusa, con il 19,39%, delle preferenze, al primo
turno. dichiarava di appoggiare Aecio Neves. Vince Dilma con il 54 milioni di voti, corrispondendo a
51,64%: Aecio Neves, arriva a poco più di 51, arrivando al 48,36%, Il 21,1%, cioè più, di 30 milioni di elettori
non sono andati a votare; lasciato la
scheda in bianco, o hanno votato nullo .
Il candidato sconfitto Aecio
Neves, assieme ai suoi sostenitori, apparentemente, accettarono la sconfitta elettorale; difatti,
nella realtà non fu così.
Quasi contemporaneamente alla
pubblicazione dei risultati, , come già accennato, nelle strade, iniziarono le
prime manifestazioni contro il governo, invocando l’”impeachment” del
presidente. 3 mesi dopo, il 15 di marzo 2015, il movimento “Ven ra Rua” e “Movimento
Brasil Livre” ed altre organizzazioni minori, riescirono ad organizzate, in 26 stai, manifestazioni e
proteste, contro il governo. Alle quali parteciparono, oltre 1 milione di
persone; la più imponente fu a S. Paolo
(300 – 400 mila). I due movimenti principali Ven Pra Rua e Movimento
Brasil Livre, come già scritto in precedenza, avevano iniziato a formarsi,
durante le proteste del giugno 2013, per formalizzarsi e fondarsi nel 2014; il
primo è collegato a Aecio Neves ed al suo partito (PSDB ed è finanziato da imprese
brasiliane; in secondo, invece è stato ispirato da Student For Liberty,
collegato alla Cia e finanziato da capitali Usa , (vedere le schede). Sono
entrambi movimenti ultra liberisti e conservatori, se non proprio reazionari. I
temi ricorrenti sono contro la corruzione; contro Il presidente Dilma Rousseff,
Lula ed il PT; Appoggio incondizionato alle operazioni di Lava Jato e del
Giudice Moro, richiedendo, l’Impeachment
della Presidente Dilma. Questa, fu la prima delle quattro manifestazioni che si
svolsero nell’anno; oltre una marcia da S. Paulo a Brasilia, alla fine di
aprile,2015, che durò, oltre un mese. Le successive furono svolte il 12 aprile;
il 16 agosto ed 13 dicembre, con poche variazioni, furono tutte imponenti, a
parte quella di dicembre che fu modesta, probabilmente gli organizzatori si
concentrarono su quella futura del 13 marzo 2016, che risulterà la più grande
di tutte.,
L’indice di gradimento del
governo Dilma Roussef, già in picchiata a fine febbraio 2015 (23%); dopo il ciclo di
manifestazioni del 2015, si ritrovò con il più basso indice di gradimento, mai
registrato, in Brasile, riguardante un presidente. Meno del 7%.
In una atmosfera di grande
mobilitazione contro i governo, per iniziative de ministeri pubblici, il cui
animatore era il giudice Daltan Dallagnol, si colse l’occasione, per
effettuare, una raccolta di firme, per la presentazione di una proposta di legge
di iniziativa popolare, chiamata, “dieci misure contro la corruzione”.
L’iniziativa, partì il 27 luglio 2015, circa sei mesi dopo; a fine marzo 2016,
le firme raccolte, furono oltre 2 milioni; più che sufficiente, per legittimare
il progetto, il quale, fu ufficialmente presentato al Congresso, il 27 marzo
2016.
Il 13 marzo 2016, ci fu l’ultima grande
manifestazione contro il governo Rousseff, el suo impeachment, ormai imminente,
in quanto, la coalizione a favore, si era organizzata e compattata, unendo Aecio Neves, il suo partito (PSDB), e gli altri che l’avevano
sostenuto nelle elezioni presidenziali, perse, nell’ottobre del 2014, il
vicepresidente Temer, che il presidente della camera Eduardo Cunha, entrambi
del PMDB, i quali furono i veri registi del impeachment. Il giudice Moro, per annientare, qualunque opposizione all’
impeachment, il 16 marzo 2016 fece diffondere, tramite i mass media una
conversazione, registrata illegalmente, tra la Presidente Dilma Rousseff e
Lula, sulla nomina di quest’ultimo, a ministro della “Casa Civil”. La
diffusione della registrazione, data l’atmosfera “ostile” al governo, suscitò
una onda di “indignazione”, nell’opinione pubblica. In qualunque paese con
regole democratiche, chiunque avesse fatto questo; diffondere attività del
governo sarebbe stato perseguito ed
incriminato, se l’avesse fatto un giudice, sarebbe stato immediatamente sospeso,
rimosso, giudicato e condannato; ma non in Brasile, difatti, questo atto, nella
pratica, è stato legittimato dal Supremo Tribunale Federale, il quale, tramite
un suo componente, Gilma Mendes, annullò la nomina di Lula. Il Supremo
Tribunale Federale (STF), si era trasformato: non era più l’organo massimo
della tutela della Costituzione brasiliana, ma un governo esecutivo, al di
sopra del presidente e del suo governo legittimamente eletti. Fare ed disfare,
a loro piacimento. I servizi degli Usa,
avevano fatto un “ottimo Lavoro”: istruito giudici, poliziotti, Mass media,
creato movimenti reazionari, così potenti, da condizionare e direzionare,
opinione pubblica, Istituzioni, ecc. L’occasione per l’impeachment fu creato
dallo stesso governo: Nel 2014, il governo, per far apparire il bilancio
positivo, fece ricorso ad una pratica, amministrativa, creativa, per
migliorare, il reale bilancio dello stato. Un sistema che era stato utilizzata
da quasi tutti i governi precedenti; non solo, ma anche nelle amministrazioni
statali e comunali, La manovra consiste
nel ritardare più possibile il trasferimento di risorse, alle banche pubbliche
(Cassa Economica Federale, Banco del Brasile, Banca nazionale dello sviluppo),
destinate alle prestazioni sociali e sussidi, in questo caso, circa 40 miliardi
di R$. Le banche, quali a loro volta, devono liquidare i sussidi
disoccupazione, le “bolse familia”, finanziare il piano “Mia Casa Mia Vita”,
programmi di investimento di sostegno alle imprese; programmi di credito
agricolo, ecc. In realtà, ritardi nei pagamenti ai beneficiari non vi furono,
poiché le banche anticiparono le risorse, pagando i beneficiari, ma,
addebitando al governo gli interessi. In pratica era un specie prestito che le
banche pubbliche fecevano al governo, dietro il corrispettivo di interessi. Questo tipo di manovra amministrativa, in Brasile,
vien chiamata “Pedalata Fiscale” e sarebbe proibita per legge. ( Lei de Responsabilidade Fiscal - Legge di
Responsabilità Fiscale, del 2000); Molti giuristi si divisero , nel
classificare questa manovra, contraria alla legge. Comunque, nel caso fosse
provata, si incorrerebbe nella
accusa di aver commesso “crimine di responsabilità”, una infrazione
politica-amministrativa, la cui sanzione potrebbe essere, al limite, all’impedimento
di esercitare una funzione pubblica L’anno
successivo, nel giugno 2015, il “Tribunal de Contas
da União” (TCU), corrispondente, alla Corte dei Conti, al quale spetta il
compito di controllo e approvazione del
bilancio dello stato, chiese spiegazioni al governo, sulle irregolarità, amministrative,
dell’anno precedente, fissando un termine perentorio di 30 giorni, per chiarire; altrimenti
avrebbe rifiutato l’approvazione del bilancio. Tutti i governi precedenti, che
godevano maggioranze parlamentari stabile, era visto con un piccolo incidente
di percorso, immediatamente risolvibile, con un voto del parlamento. Questo,
però, non valeva per il Governo Dilma, Nel clima di contestazione contro il suo
governo, in cui la piazza, costantemente manifestava contro, chiedendo il suo
impeachment; una opinione pubblica, sempre più ostile, con un indice di
gradimento, sempre minore; una maggioranza, già incerta,fin dall’inizio del
secondo mandato, si era dissolta; con il suo vicepresidente Michel Temer, in un
vergognoso voltafaccia, non solo si schierava con l’opposizione, ma ne dirigeva la fronde,
in attesa che maturassero i tempi, per l’impeachmrnt. Il presidente della Camera, Eduardo Cunha,
dello stesso partito del vicepresidente (PMDB), espressione
del gruppo conservatore evangelico, il quale, tra agosto ed ottobre fu oggetto
di due denunce; la prima, indirizzata al STF, da parte del Procuratore Rodrigo
Janot, riguardante una tangente di 5 milioni di Reais; la seconda, da parte del
pubblico ministero svizzero, riguardante reati di corruzione e lavaggio di
denaro, operati su conti depositati in svizzera, controllati da lui e dalla sua
famiglia, tali conti, nel corso del procedimento, furono congelati. Altre denunce, erano in
arrivo. Nel frattempo, per evitare la condanna
del “Consiglio di Etica e Decoro Parlamentare”, primo passaggio,
nell’iterper lai decadenza della carica parlamentare, Eduardo Cunha tentò di
ricattare in governo, nello scambio “impeachment –Consiglio di Etica", Il
futuro del governo era sempre più incerto. Difatti, nel corso dell’anno,
vennero presentati 7 richieste di impeachment, tra i quali anche quello
presentato, il 15 ottobre 2015, da Helio Bicuto, Janaina Paschoal e Miguel
Reale Júnior e controfirmato dai 3 principali
animatori dei movimenti contro il governo Dilma e PT: Carla Zambelli Salgado, per 43 “Movimentos Contra a Corrupção”; Kim
Patroca Kataguiri, per il “Movimento Brasil Livre”; Rogério Chequer,per “Vem Pra Rua”. Su questi personaggi, si
rimanda ad una scheda a parte.comprese quelle di Eduardo Cunha, il presidente
della Camera e Michel Temer. Per mesi Cunha, tenne nel cassetto le richieste di
impeachment, continuando a ricattare il governo e costrngerlo ad appogiarlo nel
Consiglio di Etica. Il 2 dicembre 2015,
dopo il no decisivo del governo e la componente parlamentare del PT, Cunha
consumò la sua vendetta mettendo, all’ordine del giorno, del giorno dopo, la
discussione della richiesta di impeachment, presentato, in ottobre, da Bicuto
ed altri, scartando gli altri sei.
Qualche giorno dopo, il 15 dicembre, Cunha fu
oggetto in un delle operazioni di “Lava Jato”: “Operazione Catilinarias”,
autorizzata dall’allora Ministro del STF Teori Zavascki, su richiesta del
Procuratore Generale della Repubblica Rodrigo Janot.; lo stesso giorno, il
“Consiglio di Etica e Decoro Parlamentare” diede l’assenso, al proseguimento
dell’indagini sui conti esteri di Cunha; il giorno dopo, il 16 dicembre, Il
Procuratore Generale, chiede al STF, l’allontanamento di Cunha, dalla carica di Presidente della
Camera, con la motivazione che Cunha usava la carica per ostacolare le
inchieste su di lui. Il STF decise di rinviare a dopo carnevale 2016, la
valutazione della richiesta del Procuratore Generale. Questa decisione , indica
l’ostilità del STF verso il governo Dilma ed il PT, ciò,, significava dare mano
libera a Cunha, di poter organizzare, a suo piacimento, l’inpeachment di Dilma
Rousseff. Il STF non esaminò la richiesta, su Cunha, neanche dopo la fine di
carnevale, difatti, Cunha, come presidente della camera, il 17 aprile, votò, a
favore dell’ Impeachment. Solo dopo aver concluso il suo lavoro, il STF, in
maggio decise di allontanare Cunha dal parlamento, giudicato, ingombrante ed
inservibile. Il processo a Dilma
Rousseff ebbe tempi rapidi, il 17
aprile, la Camera dei deputati, con 367 voti a favore, contro 137
l’impeachment; il 12 di maggio conferma
la decisione della Camera, allontanando, Dilma Rousseff, dalla carica di presidente per un periodo di
180 giorni; il vicepresidente Michel Temer, assume la la Presidenza della
Repubblica ad interim. Questa soluzione, però, non soddisfa la
realizzazione dei programmi, già
pianificati. Il Senato, rigettando la sua decisione, precedente, il 31 agosto
dello stesso anno, allontana, definitivamente Dilma Rousseff, approvando con 61
voti a favore contro 20. Michel Temer, assunse, definitivamente la presidenza;
subito dopo, cominciò a demolire lo stato sociale e di destrutturare, di quello
che era rimasto, del sistema industriale brasiliano. Il STF, con il suo comportamento. trincerandosi dietro la
rigida osservanza costituzionale, ha sempre rigettato tutti i ricorsi della
difesa della presidenza Rousseff, diede, di fatto un basilare contributo alla
restaurazione. Resa inoffensiva la presidenza Rousseff, l’obbiettivo prossimo
sarà Lula.
18. 2016, maggio; Michel Temer assume
la presidenza del Brasil;
Qualche giorno prima della votazione alla camera dei deputati (11 aprile)
che sanzionerà l’allontanamento del Presidente Rousseff, Temer si comporta già da presidente del
Brasile; fu diffusa una registrazione audio, nella quale Temer affermava: Ho
chiesto un governo di salvezza nazionale”; riconfermò, anche che avrebbe
tagliato i “programmi sociali”. https://www.pragmatismopolitico.com.br/2016/04/vaza-audio-de-michel-temer-antecipando-discurso-sobre-vitoria-do-impeachment.html
La registrazione causò la
reazione del PT e di Dilma Rousseff, la quale definì Temer, come il capo della
cospirazione. Per sostenere il processo di impeachment, Temer, si espose
personalmente, nel negoziare con i suoi nuovi alleati. Dopo la votazione della
camera dei deputati e prima ancora del voto al senato (12 maggio), che avrebbe
sanzionato l’allontanamento provvisorio, di Dilma rousseff, per 180 giorni,
Temer, cominciò a negoziare, per la formazione del suo governo.
Assunta la carica presidenziale,
Temer, come, precedentemente affermato, aggredisce lo stato sociale, intervendo
in molti settori. Inoltre, in settembre, annuncia un enorme programma di
privatizzazioni, comprese le aree petrolifere.
Il senatore José Serra del PSDB-SP, (personaggio di riferimento delle
multinazionali del Petrolio), già in clima pre impeachment, per ingraziarsi i
suoi amici americani, si attivò subito
presentando una, proposta di
legge (PLS 131-2015) che modificò
profondamnte la legge conosciuta come legge di
“Condivisione del Pre Sal”, motivandola, con informazioni false, che la
Petrobras, non aveva le risorse necessarie per attuare gli investimenti
necessari. https://www12.senado.leg.br/noticias/materias/2016/11/30/sancionada-lei-que-revoga-obrigatoriedade-de-exploracao-do-pre-sal-pela-petrobras
(la legge di condivisione del
“Pre Sal” stabiliva che, la quota minima,
detenuta dalla Petrobras, nel consorzio di sfruttamento del Pre-Sal, doveva
essere del 30% , oltre l'obbligo di essere responsabile della "conduzione
ed esecuzione, diretta o indiretta, di tutte le attività, inerente ai
giacimenti petroliferi. Temer, utilizza subito la legge di Serra, assieme agli
punti del suo programma di governo, assolse gli impegni con le multinazionali
del petrolio; le quali non hammo mai nascosto di mettere le mani sui giagimenti
del “Pre-Sal”, per conto proprio o per la protezione degli interessi dello
stato estero, per il quale, opera, soprattutto gli Stati Uniti.
Riassumendo i punti del governo di Temer nel settore petrolifero: 1- Fine
della leadership di Petrobras, come unico operatore del “Pre-Sal”; 2- Accelerazione
delle aste di privatizzazione delle aree petrolifere; 3- Privatizzazione e alienazione di beni e
servizi della Petrobras; 4- Rinnovo dei sussidi all'importazione del sistema “REPETRO” (regime doganale speciale, che permette, l’importazione di strutture e
strumenti specializzati, adatti ad essere utilizzati nelle attività di ricerca
e estrazione di giacimenti di petrolio e gas naturale, senza l'incidenza delle
imposte federali , o altre imposte locali
esteso, anche al trasporto di materiali,
per il rinnovamento della marina mercantile); 5- Riduzione degli obiettivi di interesse, nazionale; 6- Smaltimento
dell’ olio in eccesso, senza assegnazione onerosa; 7- Riduzione delle imposte sul reddito
petrolifero; 8- privatizzazione delle
aree petrolifere, senza oneri; 9- Apertura del mercato del lavoro per
stranieri 10- riduzione, per le
compagnie straniere, dall'obbligo contrattuale, di ricerca, sviluppo e
innovazione (PD & I), in Brasile. Nonostante tutti gli sforzi fatti,
nell’ingraziarsi i poteri forti Temer a nemmeno un mese della prese del potere
(26 giugno) si ritrova incriminato, assieme ad un altro deputato del suo
partito PMDB, in quanto fu denunciato al STF, dal Procuratore Generale R.
Janot, per corruzione passiva. https://www.conjur.com.br/2017-jun-26/pgr-denuncia-temer-rocha-loures-corrupcao-passiva Tramite una serie di manovre parlamentari Temer
riesce a sventare la minaccia della denuncia, che viene rifiutata dalla camera
dei deputati. La denuncia, comunque resta sospesa, al STF, sino a che Temer
riveste una carica istituzionale, (ogni
soggetto che riveste una carica istituzionale gode del diritto del cosidetto
“Forum Privilegiato”.il quale si aziona su autorizzazione del parlamento) la
quale, in un momento successivo, potrebbe essere ripresa e valuta dalla
giustizia ordinaria. La seconda
denuncia, fu presentata al STF, il 14 settembre 2017; sempre formulata da
Janot, qualche giorno prima di lasciare la carica di procuratore generale,
contro un gruppo di parlamentari del
PMBD, definendola banda, che operava sia alla camera, che al senato,
amministrando tangenti, provenienti dalla Petrobras; questo qruppo era attivo,
sin dal 2006, quando Temer era deputato federale, coordinava il nucleo della
camera. Quando Temer fu posto alla presidenza,nel maggio 2016, passò a
cordinare entrambi i gruppi i quali avrebbero amministrato e diviso tra loro,
tangenti per un valore di oltre 580 milioni di reais, causando un danno alla
Petrobras di circa 29 miliardi di Reais. L’accusa era di associazione a
delinquere ed ostruzione alla giustizia, Oltre a Temer, furono denunciati 2
ministri del suo governo, Eliseu Padilha (Casa civile) e Moreira Franco
(Segretario generale della Presidenza). Nella denuncia comprendeva anche gli ex
ministri Geddel Vieira Lima e Henrique Alves, l'ex presidente della camera,
Eduardo Cunha e l'ex vice ed ex consigliere speciale di Temer Rodrigo Rocha
Loures. Rodrigo Janot denunciò i delatori Joesley Batista (*),
proprietario della JBS e i suo l'ex
direttore di Ricardo Saud. La Procura Generale, riguardo ai due delatori,
chiese la risoluzione del contratto e la cancellazione dell'immunità penale
(). https://www.otempo.com.br/capa/pol%C3%ADtica/janot-denuncia-temer-por-quadrilh%C3%A3o-do-pmdb-na-c%C3%A2mara-1.1519982 . Anche questa volta Temer riusci a
convincere la camera dei dputati a
rigettare le accuse, le quali resteranno sospese, come la prima denuncia,
presso il STF. https://noticias.uol.com.br/politica/ultimas-noticias/2017/10/25/entenda-a-segunda-denuncia-contra-temer-que-e-analisada-pela-camara.htm Nel periodo in mezzo alle due
denunce; nel marzo 2017, nel corso di
una conversazione tra Temer e Joesley Batista (*), avvenuta nel Palazzo di
Jaburu, la residenza ufficiale della vicepresidenza, che allora era ancora
abitata da Temer; quest’ultimo, a sua insaputa, Joesley, registrò la
conversazione, L’argomento era il pagamento di una tangente settimanale di 500
mila Reais, da versare al presidente; in cambio, a Batista, tramite il gruppo J & F, che controllala la JBS,
veniva garantito un profitto di, circa dieci milioni di Reais. La consegna,
doveva essere effettuata, tramite, Rodrigo Rocha Loures, consigliere di Temer.
Tale importo sarebbe stato messo in una valigia e in aprile 2017, consegnata a
Rocha Loures, il quale è stato colto sul fatto dalla polizia, avvisata,
precedentemente, da Batista, alla quale, consegnò, anche, il nastro registrato,
con la conversazione con Temer. Come al solito, ci fu la solita fuga di
notizie, il nastro registrato arrivò nelle mani dei media, i quali lo diffusero
con ampio risalto.Temer accusò il colpo. La registrazione, ovviamente, era
illegale e nessun giudice se ne attribui la paternità dell’autorizzazione.
Nonostante che a livello giuridico non avesse subito conseguenze, l’immagine di
Temer, dopo la diffusione dell’audio, ne uscì molto compromessa. Ad eccezione
del periodo della dittatura (1964-1985) Temer riuscì, in poco tempo, come
presidente del Brasile a collezionare 3 non invidiabili primati: fu il primo
presidente, a non essere eletto; fu il primo presidnte ad essere incriminato,
durante la carica; fu anche il primo presidente ad ottenere il più basso indice
di gradimento di tutta la storia brasiliana (1% - 3%).
(*) Joesley
Batista, e gli altri due fratelli, Josè Friboi Junior e Wesley sono multi miliardari e proprietari della J&F Investimentos S.A., la quale controlla la JBS Spa,
multinazionale alimentare (soprattutto carne, della, quali sono i maggior
produttori al mondo), dai dati,
relativi, al 2015 la JBS, aveva quasi 217 mila dipendenti; sedi in 22 stati, esportazione
in circa 150 paesi. vantava un fatturato di circa R$ 162,914 miliardi con un profitto lordo di R$ 4,640 miliardi; la società era valutata, circa R$ 48,641 miliardi. Joesley e Wesley Batista, há firmato entrambi um acordo di
“delazione premiata”
La società di famiglia J&F Investimentos S.A. nel giugno 2017,
firmò un “Accordo di Lenienza”, in riferimento al quale pagherà un valore di R$
10,3 miliardi ( 2, 5 miliardi di euro), tra danni e multa, rateatizzato in 25
anni. https://oglobo.globo.com/brasil/jbs-fecha-acordo-de-leniencia-ira-pagar-103-bilhoes-21416053#ixzz4ieb7A9s1
Come
era prevedibile, lo stesso mese dell’accordo, il gruppo J&F Investimentos S.A,, per alleggerire l’indebitamento ed
avere maggiore liquidità, ha annunciato la vendita di attività renunerative,
alla sua diretta concorrente Minerva Spa, in Argentina, Paraguay ed Uruguay.
Anche la controllata JBS Spa ha annunciato un
programma di disinvestimenti, pari a R$ 6 miliardi; altre società sono
state vendute a una multinazionale messicana, per un valore di R$ 5,7 miliardi. http://www.valor.com.br/agro/5062152/lala-acerta-compra-da-vigor-por-r-57-bi
19.
2016, ottobre;
nuova politica dei prezzi della Petrobras;
Uno dei primi atti del governo
Temer, fu di sostituire la presidenza della Petrobras, difatti, il 31 maggio
del 2016, fu nominato un navigato
politico del PMSB, più volte ministro del governo di Henrique Fernando Cardoso
(1995-2002), Pedro Parente.
Con la sua nomina, la politica della Petrobras cambiò radicalmente.
Dall’ottobre dello stesso anno, il prezzo interno del petrolio e dei suoi
derivati sono stati significativamente aumentati, tanto da permettere alle
compagnie straniere, di importare nel Brasile, petrolio, a prezzi
concorrenziali; di conseguenze, le società statali del settore, hanno perso
quote di mercato, interno ed estero, da paralizzare l’attività delle raffinerie
del 75%, conseguentemente, il Brasile esporta petrolio greggio, in quantità
massicce, ed importa, nella medesima proporzione, petrolio raffinato e
derivati; per fare un esempio: il gasolio importato, dagli Stati Uniti, nel
2017 era del 41%; nel 2017 l’indice à
salito all’80%, paraticamente, il doppio, in solo due anni.
Nei primi 4 mesi del 2018 il Brasile, ha speso, per importazioni di olio
combustubile, 8,7 miliardi di Reais,; mettendo assieme tutti i derivati del
petrolio,, compreso il greggio, alcool e e carbone, la spesa di importazione,
per i primi 4 mesi dell’anno, arriva a 8 miliardi di dollari, pari a 29
miliardi di Reais. https://www.ocafezinho.com/2018/05/22/em-apenas-4-meses-eua-vendem-quase-r-7-bilhoes-em-oleo-diesel-para-o-brasil/ . Un’altra conseguenza della politica, disastrosa, della
Petrobras, diretta da Temer e Parente è lo sciopero generale dei camionisti
(tradizionalmente, di destra), iniziato il 21 maggio 2018); dopo 6 giorni di
sciopero, continuato, sta mettendo in ginocchio il Brasile, e, non accenna a concludersi, La maggiore associazione dei
camionisti, ABCam che conta 700 mila associati, distribuiti, in circa
60 organizzazioni sindacali e 7 federazioni
rivendica a revisione della politica dei prezzi praticata dalla
Petrobras e l’abbattimento delle imposte che gravano sul diesel da trazione. Secondo l’associazione dei
camionisti, se le varie imposte, federali e locali, venissero abbattute, il
prezzo della benzina, alla pompa, verrebbe a costareR$ 0, 60 di meno (il prezzo
attuale è di circa R$ 4,125, circa 1 ero). Al primo giorno di sciopero hanno
aderito, circa 200 mila camionisti, l’adesione è in forte crescita, al quarto
giorno, gli scioperanti erano arrivati a 400 mila, con centinaia di blocchi
stradali. Il 40% del trasporto cittadino è bloccato per mancanza di
combustibile; anche gli areoporti ed altri servizi essenziali, cominciano ad
avere problemi di rifornimento. Il governo Temer, nel tentativo di risolvere la
vertenza si è reso disponibile ad abbattere le imposte che gravano sul diesel,
ma si rifiuta di trattare saulla politica dei prezzi della Petrobras; difatti
un progetto di legge sull’abbattimento delle imposte è stato già approvato
dalla camera dei deputati ed è in attesa di essere approvato dal senato. I
camionisti, però non si fidano e continueranno lo sciopero, sino a che la
legge, approvata, non sarà pubblicata sul Diario Ufficiale dell’Unione
(Gazzetta Ufficiale). Ieri, 23 maggio, l’Abcam, ha dichiarato che finora. Il
trasporto delle merci deperibili, di animali vivi, e medicinali non ha subito
limitazioni, ma la situazione potrebbe cambiare, in peggio, se il governo non
accoglierà le richieste avanzate. https://jornalggn.com.br/noticia/greve-so-vai-parar-quando-reducao-dos-impostos-for-publicada-diz-associacao-dos-caminhoneiros
20.
2016, inizia la privatizzazione della Petrobras “Partnership strategiche”;
Partnership strategiche" è il nuovo nome dato alla
privatizzazione, per nascondere ai brasiliani, la vera natura delle operazioni sulla Petrobras.
Ricerche recenti hanno evidenziato che il 70% dei
brasiliani è contrario alla privatizzazione della Petrobras, mentre il 78% è
contrario a capitali stranieri nell'azienda. (Folha de S.Paulo, 2018) https://www1.folha.uol.com.br/mercado/2018/02/nao-faz-sentido-falar-em-privatizacao-agora-diz-chefe-da-petrobras.shtml Forse per questo, per l’attuale Direzione della Petrobras
è meglio evitare di usare la parola
"privatizzazione". e usare l’eufemismo "Partneriati e
disinvestimenti" o Piano Strategico. http://www.frentepelasoberania.com.br/blog/gilberto-bercovici/ Hanno, solo, un obiettivo di privatizzare US $ 34,7
miliardi di dollari di beni dello Stato tra il 2015 e il 2018. (Petrobras, PNG
2017-2021, 2016) (Petrobras, PNG 2018-2022, 2018 ) finora, sono stati
firmati memorandum,, Accordi e contratti
nascondendosi dietro l’eufemisno di "partecipazioni strategiche" con
cinque multinazionali: la Total francese; la cinese CNPC; l’inglese BP;
ExxonMobil degli Stati Uniti e la norvegese Statoil. Come Partneriato
consentono privatizzazione dei beni industriali e le concessioni petrolifere e
di gas di Petrobras, senza seguire il regolamento, concordate con il TCU
(Trbunal da Conta da Union)
(Corte dei Conti), non conformi
con la legislazione brasiliana. (Bercovici & Coutinho, 2018) https://www.ocafezinho.com/2017/01/23/petrobras-plano-de-negocios-png-20172021-conduz-empresa-para-o-fosso/ http://www.petrobras.com.br/fatos-e-dados/monitoramento-estrategico-e-plano-de-negocios-e-gestao-2018-2022.htm http://www.petrobras.com.br/pt/quem-somos/estrategia/ http://www.petrobras.com.br/fatos-e-dados/monitoramento-estrategico-e-plano-de-negocios-e-gestao-2018-2022.htm
Tramite manipolazione del linguaggio; chiamando
“partnership” o partneriato”, le privatizzazioni, la Petrobras sta vendendo
parte delle sue risorse e tecnologie:
- alla Francese Total :ha venduto; il 22,5% del 65% che
possedeva nella concessione di Lara; il 35% del 45 %, posseduto nella
concessione Campo di Lapa;per il valore di US$2,2 miliardi. Il presidente della Petrobras Pedro
Parente, in una conferenza stampa ha dichiarato che l’operazione è una partnership e non un disinvestimento.
- Con la cinese
CNPC, in settembre 2017, la Petrobras há firmato um memorandumdi intesa
per iniziare uma trattativa, relativa ad uma partnership strategica
- Com l’inglese BP, in ottobre 2017 la Petrobras há firmato um documento di
intesa, per identificare e valutare assieme, opportunità di affari, coivolgendo
gli asset e tecnologia, brasile ed all’estero. Il documento prevede
cooperazione nelle area di di sfruttamento e produzione, raffinazione,
trasporto e commercializzazione di gas, GNL, commercio di petrolio,
combustibile per aviazione, generazione e distribuzione di energie rinnovabili,
tecnologie e d iniziative a bassa emissione di carbonio, mirando allo sviluppo
di una potenziale alleanza strategica tra le compagnie.
- Con la statunintense ExxMobil, in dicembe 2017 forma um consorzio per lo
sfruttamento di sei blocchi “Offshore” nel bacino di Campos.
- Con la norvegese Statoil, sempre, nel dicembre 2017, la Petrobras firmano
un contratto , con il quale cede il 25% della sua partecipazione nrl campo di
Roncador, per un valore di US$ 2,9 miliardi https://g1.globo.com/economia/noticia/norueguesa-statoil-compra-25-do-campo-de-roncador-e-avanca-em-parceria-com-petrobras.ghtml; http://www.frentepelasoberania.com.br/petrobras/parceria-estrategica-e-codinome-para-privatizacao/ https://g1.globo.com/economia/noticia/empresas-oferecem-ate-80-de-producao-a-uniao-para-explorar-pre-sal.ghtml
21-
2018, gennaio; la Petrobras, paga agli azionisti degli Stati Uniti, 2,95 US$
All’inizio di gennaio del 2018, per evitare uma “Class
Action” promossa dagli azionisti statunitensi della Petrobras, , per evitare il
giudizio di una corte degli Stati Uniti, la stessa ha preferito pagare, un
indennizzo di 2,95 miliardi di dollari, pari a circa 10 miliadi di reasi. La
cifra sarà pagata in due rate di 983 milioni di dollari e l’ultima di 984
milioni di dollari, nell’arco di un anno. La prima rata sarà pagata entro 10
giorni, dall’approvazione preliminare dei giudici americani.
L’origine della “Class Action” promossa dagli
azionisti statunitensi, è una conseguenza delle Operazioni di “Lava Jato”, in
quanto avendo portato alla luce un vasto sistema di corruzione, ai danni della
Petrobras, che coinvolgeva gli stessi dirigenti della compagnia, che portarono,
conseguentemene a un deprezzamento del valore delle azioni. Da qui, l’azione
degli azionisti, danneggiati dalla svalorizzazione delle azioni della Petrobras, possedute dagli
stessi.
La Petrobras, quindi, ha preferito, raggiungere un
accordo con gli azionisti ed indennizzarli con una cifra records, pur di non
affrontare i rischi di un giudizio di una corte popolare, nonostante che ,
negli Stati Uniti, solo lo 0,3% delle iniziative giudiziarie delle “Class
Action”, arrivino ad un giudizio finali.
https://www.conjur.com.br/2018-jan-03/petrobras-assina-acordo-us-bilhoes-encerrar-acao-eua
La Petrobras, Impresa brasiliana, sino al 1997, era a
totale capitale pubblico, finchè, in quell’anno per decisione dell’allora governo del presidente Fernando
Henrique Cardoso, fu trasformata in società per azioni, aprendola, ai mercati
internazionali (legge sul petrolio). Legge Ordinaria n. 9.478/1997
del 06/08/1997.
In
riferimento alle Operazioni di “lava jato”, il bilancio della Petrobras, è il seguente: recupera 1,9
miliardi di Reais, ne perde, circa 10 miliardi di reais, senza contare la
svalorizzazione del capitale azionario
Si riporta stralcio di una
nota critica dell’ Associazione degli Ingegneri brasilani (AEPNET), in idioma
originale e traduzione in italiano
Nota da AEPET* sobre
acordo de pagamento de US$ 2,95 bilhões aos acionistas dos EUA, 2018
“Nossa Associação
recebeu com tristeza e indignação a informação de que a atual direção da
Petrobrás acordou pagamento de quase dez bilhões de reais aos acionistas
norte-americanos, para encerrar ação movida na corte de Nova Iorque.
.... Causa-nos
repulsa constatar que apesar da Petrobrás ser a vítima da corrupção, condição
reconhecida pela companhia e pelas instituições competentes brasileiras, o
Mistério Público e a Justiça, a atual direção decida indenizar, bilionária e
antecipadamente, os acionistas norte-americanos.
Nossa Associação
denunciou os prejuízos potenciais da perda da soberania brasileira ao alienar
parcela relevante das ações da Petrobras na bolsa de valores dos EUA.
Agora vemos um dos mesmos responsáveis
pela venda das ações e submissão as normas, legislação, cultura e interesses
estrangeiros afirmar que “O acordo atende aos melhores interesses da companhia
e de seus acionistas tendo em vista o risco de um julgamento influenciado por
um júri popular, as peculiaridades da legislação processual e de mercado de
capitais norte-americana, bem como, o estágio processual e as características
desse tipo de ação nos Estados Unidos...”.
Então a companhia é vítima, se reconhece
como tal, assim como o fazem todos os poderes constituídos do Brasil, mas
decide antecipar indenização multibilionária aos acionistas norte-americanos
por causa do risco de se submeter a júri popular, peculiaridades e legislação
ianque? O que é isso senão o pagamento histórico pela perda de soberania que é
resultado, entre outros fatores, da venda das ações em Nova Iorque?
É ultrajante perceber
que o Senhor Pedro Parente, atual presidente da Petrobrás, participou desses
dois momentos históricos que revelam a submissão do nosso país aos interesses
dos Estados Unidos da América.
... O pagamento
desses dez bilhões de reais é mais uma etapa da transferência da renda
petroleira brasileira que é fruto de um ato continuado de corrupção e de crime
de lesa pátria... (AEPET, Nota da AEPET sobre acordo de pagamento de US$
2,95 bilhões aos acionistas dos EUA, 2018
Associação dos Engenheiros da Petrobráshttp://www.aepet.org.br/w3/index.php/artigos/noticias-em-destaque/item/1200-nota-da-aepet-sobre-acordo-de-pagamento-de-us-2-95-bilhoes-aos-acionistas-dos-eua
TRADUZIONE:
Nota della AEPNET* sull’accordo
del pagamento di US$ 2,95 miliardi agli azionisti US - 2018
"La nostra Associazione ha
appreso con tristezza e indignazione che
la direzione attuale della Petrobras ha accettato di pagare quasi dieci
miliardi di reais agli azionisti degli Stati Uniti, per chiudere l’azione di
risarcimento, presentata in un
tribunale di New York.
....ci provoca repulsione
constatare che, nonostante la Petrobras sia la vittima della corruzione,
condizione riconosciuta dalla società e dalle istituzioni competenti
brasiliane, il Mistero pubblico la
giustizia e l'attuale direzione decidono di indennizzare, miliardi di dollari
in anticipo, agli azionisti statunitensi americani.
...La nostra Associazione aveva
denunciato il potenziali pregiudizio di perdita della sovranità brasiliana nel
vendere una parte significativa di azioni della Petrobras, nella Borsa degli
Stati Uniti.
Ora vediamo che uno degli stessi responsabili, per la vendita di
azioni e a sottomettersi a norme, legislazione, cultura e interessi stranieri,
affermare che "L'accordo risponde al migliore interesse della società e
dei suoi azionisti, in considerazione del rischio di una sentenza influenzata
da una giuria popolare, le peculiarità della legislazione processuale e del
mercato dei capitali nord-americano Uniti, ben come la fase procedurale e le
caratteristiche di questo tipo di azione negli Stati Uniti ...".
....Intanto la società è una
vittima, è si riconosce come tale, ma, come fanno tutti i poteri costituiti del
Brasile, decide di anticipare l’indennizzazione multimiliardaria agli azionisti
nord-americani per evitare il rischio di subire il giudizio di una giuria
popolare, data la peculiarità e la legislazione Yankee? Che cosa è questo, se
non il pagamento storico per la perdita di sovranità che è il risultato, tra
gli altri fattori, della vendita delle azioni a New York?...
...È oltraggioso rendersi conto
che il signor Pedro Parente, l'attuale presidente della Petrobras, ha
partecipato a questi due momenti storici che rivelano la sottomissione del
nostro paese agli interessi degli Stati Uniti d'America.....
... Il pagamento di questi dieci
miliardi di reais è un altro passo di trasferimento del reddito petrolifero
brasiliano che è il risultato di un continuo atto di corruzione e crimine di
lesa patria ... (AEPET, nota AEPET su accordo transattivo US $ 2.95 miliardi di
dollari per gli azionisti degli Stati Uniti, 2018
(*) AEPNET:
Associazione degli Ingegneri della
Petrobras
22-
2017, Lula è condannato, in prima istanza, e
seconda instanza; negato l’habeas Corpus, viene arrestato e recluso nella prigione Federale di Curitiba;
Sulla base della delazione, da
parte del’ex ministro Delcidio do Amaral, (ex PTi), attualmente del Partito
Lavoratori Cristiani (PTC), di ispirazione centro destra, arrestato nel
novembre 2015, Il 16 dicembre 2015 Lula, l’ex presidente, su richiesta della
Polizia Federale, autorizzata da Teori Zavascki, relatore di
Lava Jato e membro del Superiore Tribunale Federale, rilascia deponimento, nelle operazioni di
Lava Jato, soprattutto sulla Petrobras, come “persona informata di fatti” http://g1.globo.com/politica/operacao-lava-jato/noticia/2015/12/lula-presta-depoimento-no-principal-inquerito-da-operacao-lava-jato.html
La stessa delazione dell’ex ministro
Delcidio (forse, non solo su questa), diede origine, il 4 marzo 2016,
all’operazione Aletheia (*) (fase 24), che fu dedicata, esclusivamente a Lula, alla sua famiglia, ai suoi amici e agli
immobili di siti ad Atibaia e Guarujà e
Triplex, tutti nello stato di S. Paulo. Le operazioni si allargarono anche a
politici di altri partiti; ma, in tono molto minore. L’unico personaggio di
spicco, fu l’ex governatore della stato di Rio de Janeiro, Sergio Cabral,
arrestato nell’operazione “Calicute, del 17
de novembre.
Il 17 marzo 2016, in sostituzione di
Jaques Wagner, Il presidente della Repubblica Dilma Rousseff nomina Lula Ministro
della “Casa Civil”; il giorno prima, però, il giudice Sergio Moro, certo della
impunità, per il grave reato, che stava commettendo, divulgava, tramite stampa
e TV, registrazioni telefoniche,
eseguite, in precedenza, su sua autorizzazione, dalla polizia federale, tra Lula
e il Presidente Dilma Rousseff, la quale comunicava, a Lula, la sua nomina, a
Ministro della “Casa Civil”, nonché altre conversazioni, tra le quali, anche
tra quest’ultimo ed altri ministri. http://g1.globo.com/politica/noticia/2016/03/planalto-ve-afronta-direito-de-dilma-em-divulgacao-de-telefonema.html; http://www1.folha.uol.com.br/poder/2016/03/1750807-ouca-a-integra-das-conversas-de-lula- reveladas-na-lava-jato.shtml . Il giudice Moro, senze più limiti; umilia e offende i diritti della difesa,
sancita dalla Costituzione brasiliana; ordinando la registrazione delle
conversazioni tra Lula ed i suoi avvocati, spingendosi a far spiare le
conversazioni di un intero studio associati, di legali, di oltre 25 avvocati,
molti dei quali, non avevano alcuna relazione con Lula. Il giudice Moro si comporta
da “Giudice Di eccezione”; (figura giuridica creata, assieme al Tribunale di Sicurezza Nazionale, nel
1936, durante la dittatura di Getullio Vargas, Eliminate nel 1945, vengono
riattivati nel 1964, durante la dittatura militare). https://www.conjur.com.br/2018-abr-20/sergio-servulo-triplex-sergio-moro-juizo-excecao ; https://www.conjur.com.br/2009-mai-31/brasil-sabe-tribunal-seguranca-nacional
In una conversazione, registrata, sempre, dalla Polizia, Lula, descrive, al
suo interlocutore la situazione reale e trágica delle istituzioni, esprime
giudizi lungimiranti; conia un termine nuovo, per il comportamento del
Giudice Moro e del suo staff di Curitiba “…temos uma Suprema Corte totalmente acovardada,
nós temos um Tribunal Superior de Justiça totalmente acovardado, um Parlamento
totalmente acovardado – somente que nos últimos tempos o PCdoB e o PT começaram
a acordar, e começar a brigar – sabe? Nós temos um presidente da Câmara fodito
um presidente do Senado fodito, não sei quantos parlamentares ameaçados, sabe?
E fica todo mundo no compasso de que vai acontecer um milagre e vai todo mundo
se salvar. Eu sinceramente estou assustado é com a "República de
Curitiba", porque a partir de um juiz de primeira instância tudo pode
acontecer. Traduzione: - Abbiamo una Suprema
Corte totalmente di codardi, abbiamo un Tribunale Superiore di Giustizia
(totalmente di codardi, un Parlamento totalmente di codardi, solo noi, negli
ultimi tempi, il PCdoB (Partito Comunista del Brasile) e il PT (Partito dei
Lavoratori) cominciarono a svegliarsi, e iniziare a litigare, sai? Abbiamo un
Presidente della Camera (Eduardo Cunha - PMDB) fottuto (già incriminato nel
Lava Jato)un Presidente del Senato (Renan Calheiros -PMDB) fottuto anche lui,
incriminato per il Lava Jato). Non so quanti parlamentari sono minacciati, sai?
E tutti quanti in attesa che va a succedere un miracolo e tutti si salveranno.
Io sinceramente sono spaventato con la “Repubblica di Curitiba” perché, a
partire da un giudice di prima Istanza, tutto può succedere-.
Con abile orchestrazione dei mass media, il giudice affermava che tale
nomina, era un tentativo di “ostruzione alla giustizia”, pertanto, un reato. Il
clima, abilmente, costruito, di ostilità
al governo, suscitò, nell’opinione pubblica, un grande avversione alla scelta
del governo, schierandosi a favore del giudice. Il Supremo Tribunale Federale
(STF), invece di censurare e punire, la grave infrazione di S. Moro, lo
legittima, e tramite un suo membro, il Ministro Gilmar Mendes, sospende, la
nomina di Lula. Da notare che su di Lula non vi era alcuna inchiesta
giudiziaria, ma solo una delazione da parte del’ex ministro Distretto Federale, arrestato nel novembre 2015; in base alla quale, fu presentata denuncia
contro Lula, al giudice federale di Brasilia, Riccardo Leite, il 29 luglio 2016. L’anno
successivo, 1°settembre, il PM,
Ivan Claudio Marx, ne chiese l’assoluzione, affermando che il delatore Delcidio mentì, chiedendo
l’annullamento della delazione e la condanna dello stesso.
https://noticias.r7.com/brasil/ministerio-publico-pede-a-justica-absolvicao-de-lula-na-lava-jato-01092017 https://www.conjur.com.br/2017-set-01/mpf-cassacao-beneficios-delacao-delcidio-amaral
Questo, non impedì, al
Procuratore generale della Repubblica (PRG), Rodrigo Janot, il 6 settembre
2017, di denunciare l’ex presidente Lula e l’ormai ex presidente Dilma Rousseff
per il reato di “ostruzione alla giustizia”, per il fatto della nomina di Lula
a ministro della “Casa Civil” del marzo 2016. Come si può ben notare, il
“Lawfare” è in pieno svolgimento: un fatto falso (delazione Delcidio); genera
una infrazione ed una illegalità costituzionale, legittimata dal massimo organo
della Magistratura; che a sua volta genera un altro reato, denunciato, 5 giorni
dopo, dalla sentenza di assoluzione; il tutto ben pompato dai media, con
processi e condanne pubbliche e relativo condizionamento e manipolazione
dell’opinione pubblica.
(*)l’operazione “Aletheia”, del
4 marzo, ebbe uno strascico; nell’intento di umiliare Lula, il giudice Moro, senza alcuna
giustificazione giuridica, emise un mandato di conduzione coercitiva, contro
Lula e di portarlo all’aeroporto de Congonhas di S. Paulo per
deporre nei locali della polizia federale. Il mandato fu eseguito dalla stessa
polizia federale, i quali il giorno prima avevano avvisato alcune TV per
riprendere l’evento, vendere il filmato e guadagnarci sopra; cosa che,
successivamente, avvenne
http://g1.globo.com/pr/parana/noticia/2016/03/24-fase-da-lava-jato-apura-beneficios-e-repasses-de-empreiteiras-lula.html, https://www.conjur.com.br/2016-mar-04/pf-contrariou-ordem-moro-conduzir-lula-coercitivamente. Qualcuno, però,
avvisò un conduttore di un blog, di sinistra, Eduardo Guimarães, , il quale, subito, diffuse la notizia, denunciando il
comportamento della polizia. La reazione della Polizia e di Moro furono
violente, arbitrarie e arroganti. Alle 6 del mattino, su mandato di Moro,
poliziotti, fortemente armati, si presentarono nell’appartamento di Guimarães, sfondarono la porta di entrata,
rivoltarono l’appartamento, sequestrarono i computer e i cellulari, che
trovarono in casa (compresi quelli dei familiari); senza alcun mandato, lo
prelevarono, a forza e portato al dipartimento della Polizia Federale. Fu
interrogato per ore per appurare la fonte, dalla quale aveva avuto
l’informazione del mandato coercitivo. Lui si rifiutò di dare informazioni,
asserendo che fu la stessa polizia a passarla. Per molte ore, di Guimarães,
nessuno seppe nulla, in quando la polizia si rifiutava di rispondere,
persino agli avvocati di Guimarães; Alla
fine, fu rilasciato dopo oltre 5 ore. Moro si giustificò che Guimarães,
non aveva i diritto di pubblicare
la notizia, in quanto non era giornalista. Gli fu replicato, che in Brasile non
esiste l’ordine dei giornalisti, pertanto, chiunque può esercitare la
professione, senza infrangere la legge.
Gli elementi base del
“Lawfare” ci sono tutti: la magistratura, di ogni ordine e grado; i media che
giudicano e condannano; i movimenti di piazza ( “MBL” Movimento Brasil Livre” e
“Ven Pra Rua”) che manipolano e condizionano opinione pubblica, politica ed
istituzioni, infine, i “non ancora condannati dalla giustizia”, che se, non
avverranno eventi nuovi, non avranno scampo. Lo scopo: lo stesso da almeno 70
anni, il petrolio; in questo caso, quello del “PRE-SAL” L’operazione, che
porterà Lula, ad essere arrestato, processaro, condannato ed infine,
incarcerato, è quasi pronta. Resta un solo ostacolo, da eliminare; la
Presidenza della Repubblica Dilma Rousseff; che si realizzarà, come
pianificato, qualche mese dopo. Difatti, dopo l’impeachment del presidente
Dilma Rousseff, l’offensiva giudiziaria contro Lula, parte con una raffica di
denunce (7), tutte provenienti dai pubblici ministeri, alle dipendenze del
procuratore generale della repubblica Rodrigo Janot, il quale ha condiviso le
informazioni, provenienti dalle cosiddette “delazioni premiate”, e, forse non
solo quelle; si ricorda che Janot, assieme al altri giudici, si recò negli
Stati Uniti, per uno scambio di informazioni, e, probablmente, anche quelle che
i servizi segreti Usa, avevano raccolto, spiando le conversazioni telefoniche
di esponenti brasilliani, del governo Rousseff e del PT; come denunciato e
diffuso dal sito di Wikileaks. https://www.conjur.com.br/2015-jul-04/wikileaks-divulga-lista-autoridades-brasileiras-espionadas-pelos-eua
. Tutte le denunce sono presentate nel 2016 ed accettati dai
giudici federali di Brasília (Distretto Federale)
e Curitiba (Paranà); i reati, ricorrenti,
sono: ostruzione alla giustizia; Corruzione
passiva e lavaggio di denaro sporco; Organizzazione
Criminosa.
1a denuncia, 29 luglio, accettata dal Giudice
Riccardo Leite, di Brasilia, per i reati di “Ostruzione alla giustizia”, contro
Lula ed altri; Lula, assieme ad altri avrebbero cercato di impedire che l’ex
direttore della “Petrobras” Nestor Cervero potesse concludere l’accordo con i
giudici, per un “Delazione premiata”; -l’equivalente di Collaborazione di
Giustizia-
2a denuncia, 20 settembre; accettata dal giudice Federale
Sergio Moro, di Curitiba, per i reati di “”Corruzione passiva e lavavaggio di denaro sporco”; Lula avrebbe ricevuto più
di 3 milioni di Reais in tangenti, il cui trasferimento, sarebbe stato
effettuato traverso l’impresa OAS per riformare e migliorare un appartamento
lussuoso, il “Triplex”; oltre allo stoccaggio di beni personali, da parte
dell’impresa (il MPF è Deltan Dallagnol *)
3a denuncia, 13 ottobre; accettata dal giudice
federale Vallisney de Souza Oliveira, di Brasilia, per i reati di “Traffico di
Influenza, Organizzazione Criminosa, Corruzione passiva e lavaggio di denaro sporco”; Lula fu indagato per affari
sospetti in Angola, utilizzando denaro della BNDES (Banca Nazionale di Sviluppo
Economico e Sociale)
4a denuncia, 17 dicembre; accettata dal giudice
federale Vallisney de Souza Oliveira, di Brasilia (Distretto Federale), per i
reati di “Traffico di Influenza, Lavaggio di denaro
sporco, Organizzazione Criminosa” per i negoziati che hanno portato
all’acquisto di 36 aerei da caccia svedesi, modelli Gripen, da parte del
governo brasiliano e all’estensione degli incentivi fiscali per i costruttori
di veicoli, tramite la misura provvisoria n. 627
5a denuncia, 19
dicembre; accettata dal giudice Federale Sergio Moro, di Curitiba, per i reati di
“”Corruzione passiva e lavavaggio di denaro
sporco”; Lula avrebbe patecipato ad un programma per deviare, tra il 2% e il 3%
dei valori dei contratti firmati tra la
Odebrecht e la Petrobras. La cifra totale delle deviazioni supererebbe 76 milioni
di reais
6a denuncia, 1° agosto 2017; accettata dal giudice
Federale Sergio Moro, di Curitiba, per i reati di ”Corruzione passiva e lavavaggio di denaro sporco”; Lula avrebbe beneficiato di
1,02 milioni di reais nelle riforma dell’immobile il “Triplex”, che è stato frequentato
da Lula e la sua famiglia. Le riforme sarebbero state pagate dagli imprenditori
Odebrecht e OAS.
7a denuncia, 9
settembre 2017; accettata dal
giudice federale Vallisney de Souza Oliveira, di Brasilia, per il reato di
“Corruzione passiva”: Per la vendita di misure
provvisorie di incentivi fiscali alle case automobilistiche, durante la sua
permanenza nella presidenza.
Nel 2017, il 12 luglio; Lula fu condanato, in prima istanza, dal giudice Sergio
Moro, a 9 anni e 6 mesi di prigione.
Nel 2018, il 24 gennaio; Lula fu condannato, in seconda instanza, dai giudici
del Tribunale Regionale Federale della 4a Regione (Porto Alegre), a
12 anni 1 mese (il giuduzio, fu unanime).
Il 4 aprile, a Lula veniva negata la
libertà provvisoria (Habeas Corpus), dal Supremo Tribunale Federale (STF), per
6 voti contro 5
Il 5 aprile il giudice Sergio Moro, emette
ordine di cattura ed ordina a Lula di consegnarsi alla polizia di federale di
Curitiba. Lula, che si trova presso la sede sindacale di S. Paolo, circondata
da migliaia di lavoratori ed attivisti, risponde che non spetta a lui
consegnarsi ma alla polizia arrestarlo, e può farlo quando vuole, dato che ha
comunicato dove si trova.
Il 7 aprile Lula è sempre nella sede
sindacale; la polizia si rifiuta di arrestarlo, in quel luogo, e, comunica alle
autorità, che l’operazione di arresto, comporterebbe, grossi rischi, per
l’incolumità degli stessi. Lula, invita la polizia ad andarlo ad arrestare,
garantendo loro l’incolumità. L’arresto avviene senza alcun incidente, nella serata
stessa. Nel percorso tra la sede sindacale e l’auto della polizia, Lula, vi
arriva senza toccare terra, sollevato dalle migliaia di braccia della folla operaia. Lula viene trasportato
in elicottero, da S.Paolo alla sede della polizia federale di Curitiba, dove è
stata allestita la prigione. Nella piazza, di fronte alla sede della prigione,
una folla di migliaia di simpatizzanti, sono li ad attendere l’arrivo di Lula, per salutarlo e
dimostrargli solidarietà. Poco dopo, senza alcuno avviso, parte, una violenta
carica della polizia locale e statale, che usa lacrimogeni, pallottole di gomma
e manganelli. Risultato: 8 feriti.
24- 2018; il petrolio del Pre-Sal,
supera il 50% della produzione totale brasiliana
In gennaio del 2018, la
produzione del petrolio dei giacimenti del Pre-Sal è aumentato del 2,3%. https://g1.globo.com/economia/noticia/pre-sal-responde-por-quase-metade-do-petroleo-produzido-no-pais-e-fatia-de-estrangeiras-chega-a-33.ghtml
Secondo l'Agenzia nazionale del petrolio, del gas
naturale e dei biocarburanti (ANP), l a produzione, relativa al Pre-Sal
rappresentava il 51,9% di tutta la produzione di petrolio e gas
naturale, estratti, in Brasile. In
totale, sono stati estratti 1.723
milioni di barili di petrolio equivalente al giorno, in crescita del 2,3%, rispetto a dicembre. Il giacimento
“Lula2, nel bacino di Santos,risultò
con la maggiore produzione di
petrolio (in media 842.000 barili al giorno) e di gas naturale (35,4 milioni di metri cubi / giorno).
I giacimenti marittimi hanno prodotto il 95,4% di petrolio e l'80,8% di gas
naturale. A gennaio, 303 aree in concessione, una part e in concessione onerosa
e l’altra in condivisione, gestite da 28
società, furono i responsabili della
produzione nazionale. Di queste, 75 sono marittime e le altre sono terrestri.
Una di queste è in attività esplorativa
e producendo attraverso il test di lungo
durata(TLD), mentre altre sei sono relativi a contratti di aree contenenti
accumuli marginali.
http://www.jornaldocomercio.com/_conteudo/2018/03/economia/614717-producao-no-pre-sal-tem-alta-de-2-3-em-janeiro.html Al Prossimo turno di gare, già 20 compagnie, sono
iscritte all'Agenzia nazionale di
petrolio (ANP) per partecipare alla 15a gara; 16, per competere per concorrere nelle aree marittime
e quattro per i aeree terrestri. La Petrobras puà di partecipare a entrambe le gare, 14 di
compagnie, hanno già ottenuto l’approvazione
le altre 6: Cnocc, Ecopetrol, Petrogal, Queiroz Galvão, Statoil e
Wintershall, sono state approvate successivamente . Inoltre, sono stati
abilitate a partecipare BP, Chevron, Exxomobil, Murphy, Petronas, Premier Oil,
QPI, Repsol, Shell e Total, per concorrere alla concessioni delle aree
terrestri. Le compagnie Cobra, Parnaiba,
Rosneft e Petrobras hanno già ottenuto l’abilitazione. Saranno offerti, inoltre altre 70 aree, nei
bacini sedimentari marittimi di Ceará, Potiguar, Sergipe-Alagoas, Campos e
Santos, e nei bacini terrestri del Parnaíba e del Paraná, per un totale, di 95
500 km2.
Come si può notare
è una caccia continua di
predazione, delle multinazionali petrolifere, per l’acquisizione di aree e
giacimenti di petrolio e gas. Nonostante
le affermazioni tranquillizzanti e di
garanzia, del governo Temer, che la
condivisione degli sfruttamenti delle aree del Pre Sal è la via maestra, per
assicurare al paese sviluppo economonico e sociale; è notorio che nessun paese ha mai raggiunto
benessere,affidandosi alle multinazionali,
esportando le proprie materie prime,
risorse; per poi importali. Come
prodotti finiti, a prezzi, enormemente maggiorati. Ed è quello che sta
iniziando a succedere in Brasile, con il petrolio, esportato come greggio,
ritorna, come prodotto finito, con alti margini di profitto per le multinazionali;
difatti, un litro di benzina, diesel, alla pompa, costa, oltre 5 reais (quasi 1,2 euro, dove il salario
minimo è di circa 220 euro, meno di un quarto di quello italiano. Il prezzo
della benzina, sta trascinando verso l’alto, tutti gli altri prodotti combustibili, quali gas, alcool,
carbone, ecc. Proprio l’alto costo dei combustibili, ha causato lo sciopero dei
camionisti, in maggioranza autonomi e proprietari del mezzo, che in una settimana ma messo in ginocchio
il Brasile e la sua economia; che non accenna a diminuire. Il presidente della
Repubblica Temer, facendo la gioia degli stati maggiori dell’esercito, ha
promulgato un decreto d’urgenza, criticato, persino dalla destra parlamentare,
che autorizza l’esercito, a sgombrare le strade dai blocchi e dagli ingorghi
stradali, causati dai camionisti; nonché il presidiamento degli impianti della
Petrobras, fornitore del combustibile. Finora, solo per la responsabilità dei camionisti e dei soldati
che la situazione non è esplosa; il clima, però, sta divendando sempre più
caldo e nei centri più grandi , quali S. Paolo, Rio de Janeiro ed altre città,
iniziano a mancare generi di prima necessità, trasporti cittadini, ridotti, al
minimo, ospedali, con mancanza di medicinali, gli aereoporti, sono a rischio
chiusura, per mancanza di combustibile, ecc,ecc. La situazione, nei prossimi giorni, potrebbe,
addirittura esplodere; proprio oggi, 26 maggio, le organizzazioni sindacali dei
dipendenti della Petrobras, hanno annunciato, per il 30 maggio uno sciopero di
72 ore, rivendicando la riduzione del prezzo dei combustibile da trazione (la
stessa rivendicazione dei camionisti), l’abbassamento del prezzo del gas da
cucina, il ritiro immediato, dei
militari, dagli impianti della Petrobras, contro la privatizzazione e le
dimissioni immediate del presidente della Petrobras, Pedro Parente, ritenuto,
assieme a Temer, responsabile della politica della Petrobras, sugli aumenti dei prezzi, la privatizzazione
e disarticolazione della Società. Nel caso che le richieste non fossero
soddistatte, hanno minacciato uno sciopero a tempo indeterminato. https://www.brasil247.com/pt/247/economia/356306/Petroleiros-convocam-greve-de-72-horas-contra-o-caos-de-Temer-e-Parente.htm
La stessa base di sostegno al suo governo, tramite il
senatore Renan Calheiros, dello stesso partito di Temer, ha chiesto la testa di
Pedro Parente, altrimenti, la presidenza stessa, è a rischio. https://www.brasil247.com/pt/247/alagoas247/356304/Renan-avisa-ou-Temer-demite-Parente-ou-cai.htm?utm_source=social_monitor&utm_medium=widget_vertical
CONCLUSIONI
Da
quando Lula fu recluso in Curitiba, militanti del Pt e del sindacato hanno
organizzato un costante presidio di centinaia volontari sempre presenti, per 24
ore al giorno. La reclusione di Lula, deludendo le aspettative di giudici ed
avversari, invece di far diminuire la sua popolarità, è, al contrario, in
aumento; nelle preferenze di voto alla presidenza, conduce la classifica, con preferenze
di più del doppio, rispetto alla seconda posizione.
Il giudice Sergio Moro, il suo
Staff, la “Força Tarefa”, assieme al MPF e STF (Ministero Pubblico Federale e
Supremo Tribunale Federale), con l’aggiunta di altri giudici e settori della
polizia federale, in una continua mistificazione, giocarono con Lula, (forse
l’unico che avrebbe potuto intralciare i progetti dei servizi Usa), come il
gatto gioca con il topo. La difesa legale di Lula, che sarebbe stata efficace
in qualunque altro paese democratico, qui assume l’immagine, patetica, di un
microbo contro un gigante. Non si può giocare con le carte segnate, o contro
chi, detiene il gioco, cambiando le regole, a piacimento (ha ragione, Lenio
Luiz Streck, nel suo articolo del pulcino avvelenato).
Il giudice S. Moro condannò Lula, emettendo, una sentenza prolissa,
ripetitiva, il cui filo conduttore è una continua giustificazione delle sue
decisioni, ma non c’è traccia di una sola prova concreta. https://www.cartacapital.com.br/politica/moro-condena-lula-a-9-anos-e-meio-de-prisao
La difesa presentò una serie di
documenti, compreso quello del registro che attestava che l’appartamento era a
nome dell’Impresa e non di Lula, che lo stesso, fu usato dall’impresa come
garanzia, in altre operazioni. Tutti furono rifiutate dal giudice. E’ una
sentenza politica, Lula è obbiettivo politico, e il giudice, consapevolmente,
assunse la funzione della controparte, schierandosi, a fianco degli avversari
storici del PT; il PSDB di Aecio Neves, e João Doria Jr, con i quali non lesina
apparizioni pubbliche. Moro e una parte dei giudici si comportano come fazione
politica, che entrano di forza nella competizione elettorale di ottobre, per la
scelta del prosimo presidente del Brasile. Lo scopo è di impedire a Lula di
parteciparvi, redendolo inelleggibile; rendendo, così, un grosso servizio agli
Usa, agli avversari storici del PT (PSDB) ed anche a se stessi, I tempi, però,
sono ristretti; tutto deve essere concluso entro agosto, quando si dovranno
presentare al Tribunale Superiore Elettorale i candidati alle elezioni; ecco
spiegato il motivo della fretta dei giudici. Altrimenti, come spiegare il
comportamento di questa parte di magistratura, la quale, notoriamente
conosciuta, per la lungaggine dei procedimenti; Lula, in meno di un anno,
viene condannato a più di nove anni, in
prima instanza (12 luglio 2017); condannato, con aumento di pena a più di 12
anni (24 gennaio 2018), subendo 2 giudizi nei alti gradi della magistratura che
gli negarano la libertà provvisoria (4 aprile 2018); infine, imprigionato (7
aprile 2018). Oppure, il comportamento del presidente del Tribunale Federale Regionale della 4° Regione (TFR-4)
di Porto Alegre, Carlos Eduardo Thompson Flores, che, prima dell’appello di
Lula, che si dovrà celebrare, proprio,
in una sezione del tibunale, nel quale è presidente, senza alcun
ritegno, dichiara, tra l’altro, alla stampa; anticipando la sentenza: “....la
sentenza di Moro è irritoccabile.....”;
Oppure, ancora, il comportamento
del pubblico ministero Deltan Dallagnol, della “Força Tarefa” del “lava Jato”
di S. Moro; che, alla vigilia del giudizio di Lula, presso il Supremo Tribunale
Federale (STF) per valutare la concessione dello “Habeus Corpus”, minaccia lo
“sciopero della fame”, allo scopo di influenzare il STF, affinché venga negata
la libertà a Lula. https://jornalggn.com.br/noticia/com-jejum-dallagnol-misturou-religiao-com-estado-laico-e-tentou-demonizar-lula-diz-kennedy-alencar
Questi, non sono comportamenti di
magistrati, che dovrebbero essere, sempre, imparziali ed al servizio della legge; sono invece,
comportamenti, faziosi di un gruppo politico rancoroso ed ostile al PT ed alla
sinistra; alleati, organici, alla destra, conservatrice avversari storici, del
PT; difatti, in tutte le operazioni di “lava jato, non vi è traccia di
inchieste sul partito PSDB e dei suoi rappresentanti, nonostante che il loro ex
capo e ex Senatore Aecio Neves, avversario di Dilma Rousseff alle elezioni presidenziali del 2014; il
quale, non accettando la sconfitta, con l’aiuto dei servizi Usa, pianificò,
assieme al suo partito ed altri, l’impachment della presidenza Rousseff. Ma,
alla fine, Neves, si dimostrò così tanto corrotto, che il Senato, alla fine, lo
ha privato della carica ed espulso dal Congresso. Ma Aecio Neves, il suo
partito, il PSDB, assieme all’altro suo collega, Josè Serra, l’uomo di
riferimento delle multinazionali petrolifere, attuale ministro del governo
Temer e artefice della privatizzazione e disarticolazione della Petrobras, sono
graditi amici degli Usa; quindi, intoccabili, dai giudici di “Lava Jato”; i
quali, consapevolmente, o meno, sono orientati, proprio, dagli Stati Uniti, che
individuarono, in Lula ed il PT, gli
ostacoli, per la ripresa dell’antico controllo dell’’America Latina,
pianificata da anni; specialmente, del Brasile, sia per il petrolio del “Pre
Sal”, sia per la concorrenza industriale nazionale, che già, erano presenti sul
mercato Usa, quali, ad esempio, la
Odebrecht, la quale operava, con successo negli states, in diretta concorrenza
con i grandi costruttori americani. Non esitarono, per questo a consegnarla
agli Usa, la quale, venne sanzionata con una multa di 2, 6 miliardi di dollari,
dalla quale,, difficilmente, riuscirà a riprendersi.
https://jornalggn.com.br/noticia/xadrez-de-como-os-eua-e-a-lava-jato-desmontaram-o-brasil-por-luis-nassif ; https://g1.globo.com/politica/operacao-lava-jato/noticia/juiz-dos-eua-aprova-multa-de-us-26-bi-para-odebrecht-em-caso-de-corrupcao.ghtml
Sino
all’incarceramento di Lula, tutto si svolse com uma linearità impressionante.
Fino, ad allora si
svolse, come pianificato e sperato, dopo, gli eventi, lo furono meno. Alla luce attuale, Il futuro econômico e
político del Brasile si presenta molto incerto. Tutto dipenderà da come si
comporterà, ad agosto prossimo, il Tribunale Superiore Elettorale (TSE), al
momento della presentazione dei candidati alla presidenza della repubblica (1°
gennaio 2019 – 31 dicembre 2022), le cui elezioni si svogeranno ad ottobre prossimo.
Il Tribunale Superiore Eletterorale, come si comporterà? Accetterà o
rifiuterà la candidatura di Lula, in base alla legge “Ficha Limpa” (certificato
penale pulito), nonostante che Lula sia stato condannato in seconda instanza
(Appello), che è in attesa del giudizio dell’ultima istanza? La legge non è
chiara ed è stata più volte contestata e reinterpretata. Il fronte a sinistra
si presenta unito e compatto, nel nome di Lula, deciso a presentarlo ad ogni
costo, anche se rifiutato dal TSE. Lula, dopo la l’incarcerazione, per
l’immaginatio collettivo, di tutta la sinistra brasiliana, è diventato un mito
ed un martire, simbolo dell’ingiustizia di uma magistratura di “Elite” e
classista. Oltre tutto, nelle varie indagini sulle preferenze di voto, conduce,
con oltre il 40%. Il centro e il centro destra, anche per effetto della crisi
economica e della disastrosa gestione del governo Temer, si presentano
frammentati e confusi, incapaci, nella fase attuale, di presentare una
candidatura unitaria e forte; sullo sfondo, si agitano i militari, i quali, già
in occasione della richiesta dell’Habeas Corpus) di Lula, che era in
discussione al Supremo Tribunale Federale, il 4 aprile scorso, avevano fatto
balenare il luccicchio delle stellette. Esiste, purtroppo, il rischio di una
radicalizzazione, dagli sbocchi imprevedibili e pericolosi. Lo sciopero dei
camionisti che rivendicano l’abbassamento dei prezzi dei combustibili;
l’intervento dei militari nelle strade e nel presenziamento degli impianti della
Petrobras, lo sciopero annunciato dei dipendenti della stessa, che mettono in
discussione tutta la politica economica di Michel Temer e del suo esecutore
alla Petrobras, sottomessa, alla volontà degli Usa, sono segnali di allarme, da
considerare, con molta serietà e preoccupazione.
Rio 26 maggionto della presentazione dei candidati alla presidenza della repubblica (1°
gennaio 2019 – 31 dicembre 2022), le cui elezioni si svogeranno ad ottobre prossimo.
Il Tribunale Superiore Eletterorale, come si comporterà? Accetterà o
rifiuterà la candidatura di Lula, in base alla legge “Ficha Limpa” (certificato
penale pulito), nonostante che Lula sia stato condannato in seconda instanza
(Appello), che è in attesa del giudizio dell’ultima istanza? La legge non è
chiara ed è stata più volte contestata e reinterpretata. Il fronte a sinistra
si presenta unito e compatto, nel nome di Lula, deciso a presentarlo ad ogni
costo, anche se rifiutato dal TSE. Lula, dopo la l’incarcerazione, per
l’immaginatio collettivo, di tutta la sinistra brasiliana, è diventato un mito
ed un martire, simbolo dell’ingiustizia di uma magistratura di “Elite” e
classista. Oltre tutto, nelle varie indagini sulle preferenze di voto, conduce,
con oltre il 40%. Il centro e il centro destra, anche per effetto della crisi
economica e della disastrosa gestione del governo Temer, si presentano
frammentati e confusi, incapaci, nella fase attuale, di presentare una
candidatura unitaria e forte; sullo sfondo, si agitano i militari, i quali, già
in occasione della richiesta dell’Habeas Corpus) di Lula, che era in
discussione al Supremo Tribunale Federale, il 4 aprile scorso, avevano fatto
balenare il luccicchio delle stellette. Esiste, purtroppo, il rischio di una
radicalizzazione, dagli sbocchi imprevedibili e pericolosi. Lo sciopero dei
camionisti che rivendicano l’abbassamento dei prezzi dei combustibili;
l’intervento dei militari nelle strade e nel presenziamento degli impianti della
Petrobras, lo sciopero annunciato dei dipendenti della stessa, che mettono in
discussione tutta la politica economica di Michel Temer e del suo esecutore
alla Petrobras, sottomessa, alla volontà degli Usa, sono segnali di allarme, da
considerare, con molta serietà e preoccupazione.
Rio 26 maggio 
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