Uno sguardo a Taranto, dopo una riflessione sull’incontro di Bilderberg



Oggi a Torino termina, la quattro giorni dell’incontro annuale della inquietante Bilderberg.
Partecipano manager del settore industriale e dei servizi sia d’Europa che, del Nord America. Il codice interno, che disciplina gli incontri prescrive che quanto viene detto dai partecipanti è reso noto ai partecipanti tutti, ma non l’identità di chi fa le affermazioni. Inoltre è vietato rendere pubbliche quanto è stato discusso. Sono le regole dello Chatham House. Il primo tema trattato è il populismo, in Europa vera ossessione degli euristi e di tutti i neoliberisti antichi e di nuovo conio, specialmente i sinistri di Palazzo. Il populismo lo scorso anno era al terzultimo posto dei 10 temi selezionati, ma quest’anno è passato al primo posto. Ormai è il tema dominante e più investigato da politologi e maitre a penserà. Di certo potenziato da fenomeni come la Brexit e,  la vittoria di Trump, Orban e il gruppo di Visegrad. Probabilmente il caso italiano è diventato un ampio laboratorio di verifica , dei presupposti di   crisi della democrazia , soprattutto  nelle economie sviluppate.
La metafora dell’invitato scomodo , usata da un politologo americano ci aiuta,  a comprendere , scrutare in profondità questo fenomeno del populismo del terzo millennio. L’invitato scomodo è uno che , in una festa di gran gala non rispetta le regole è rozzo diciamo,  il modello Salvini . Questo invitato scomodo però , evidenzia la distruzione di sovranità del popolo dalle derive esiziali della democrazia liberale. Un elettorato esautorato , ridicolizzato  dallo slogan “ ce lo chiede il mercato” prende atto dello svuotamento , annullamento delle prerogative democratiche su cui si è fondato lo Stato di Diritto figlio nobile del Liberalismo. Dice bene Marco Revelli . Il  populismo oggi altro che,  antipolitica è invece proprio una forma , che la politica assume oggi.  Il populismo  esprime,   misura il disagio della democrazia perché attori fondamentali come il ceto medio e  strati del mondo del lavoro che,  ne garantivano la stabilità,  oggi percepiscono le antiche formazioni politiche come collaborazionisti del sistema di potere economico e finanziario che,  sovrasta o meglio esprime le tecnocrazie. Oggi questi soggetti sono,  o meglio percepiscono che le decisioni sono prese dalle tecnocrazie , dai mercati , da parametri e vincoli contabili , macroeconomici che di scientifico non hanno nulla . Il popolo sente che il proprio voto non serve , a nulla e quindi molti scelgono l’astensione o , per formazioni che rappresentano l’opposto di quei partiti che,  percepiscono come traditori. Il voto cosiddetto populista di certo è un voto anti oligarchia, antiapparato.   Nella quattro giorni di Torino sono riuniti gli uomini più potenti della politica , del giornalismo , della finanza e delle Università. Il Bilderberg Meeteng nasce 64 anni. I partecipanti  a Torino sono 131 e tra questi il governatore della banca centrale inglese , il Re dei Paesi Bassi , vari miliardari e per l’Italia il presidente di FC , il direttore generale della Banca d’Italia  Rossi il superliberista economista  Alesina , la senatrice a vita Elena Cattaneo.   I temi trattati sono 12 al primo posto il populismo in Europa , poi la sfida della disuguaglianza , il futuro del lavoro , l’intelligenza artificiale il computer quantistico e altri temi. In verità proprio su questo giornale e,  specificamente su Ilva trattammo il tema della intelligenza artificiale e del computer quantistico. Il tema del futuro di Ilva si lega organicamente alla rivoluzione della robotica con,  l’intelligenza artificiale , all’internet delle cose e alla rivoluzione del grafene , delle nanotecnologie e delle stampanti 3 D. Quando si capirà, che Ilva ha un equilibrio di costi collocato a una produzione di 8 milioni di tonnellate,  che col ciclo integrato siderurgico diventa incompatibile con lo stato ambientale della Città sarà troppo tardi.
Infatti al netto della sovra capacità di produzione europea , l’unica chance per ridurre i costi è la sostituzione del 90 % dei lavoratori con i robot. Taranto rischia di perdere il lavoro umano e conservare le emissioni del ciclo integrato. Solo la politica può risolvere questo immenso problema.


Commenti

Post popolari in questo blog

Borraccino: "Vertenza call center commessa ENEL, a fianco ai lavoratori"

AVS Taranto: no alla deregolamentazione del lavoro nei call center ENEL

Scena muta della Meloni sullo scandalo Paragon