Ciao Paola, coraggiosa giornalista guerriera! Grazie per le belle lezioni umane e professionali che ci hai lasciato.
Ci
ha lasciati la giornalista-guerriera Paola
Nappi, brillante, generosa e sfortunata inviata della Rai. Il 13 febbraio
2012 era stata colpita da ictus mentre si trovava all'Isola del Giglio, per la messa in suffragio delle vittime della
Costa Concordia. Combattente. Ha lottato con tutte le sue forze per sette anni.
Il coma, la lenta, faticosa e difficilissima ripresa, le speranze, le ricadute
e purtroppo mercoledì mattina la resa. Altruista. Sempre pronta a partire. Livornese,
55 anni, era stata inviata del Tgr della Toscana dopo il terremoto che dieci
anni fa ha devastato L’Aquila.
Una
esperienza che l’ha segnata profondamente. Lo ricordava spesso. Tanti servizi,
tante foto e commenti su facebook per raccontare la tragedia aquilana, per richiamare
l’attenzione sui disagi e sostenere la popolazione in difficoltà. “Nei pressi
di Castelnuovo, a circa venti chilometri da L'Aquila, il paese adottato dalla
regione Toscana, speriamo di riuscire davvero ad aiutare i suoi 200 abitanti e
ricostruire il paese”, scriveva il 10 aprile del 2009.
Testimonianze
drammatiche degli scampati: “Castelnuovo. Un superstite racconta: "I calcinacci
mi hanno colpito al volto mentre dormivo, prima di scappare abbiamo perso
qualche secondo cercando un pila prima di scendere per le scale. Quei pochi
secondi ci hanno salvato la vita, le scale sono crollate e noi siamo scesi
correndo sopra le macerie". Il grande cuore della solidarietà “con il
saluto alla mia amica Pasqualina prima della partenza.
Ha vissuto a Torino, poi
con il marito è tornata nella sua terra per farsi una casetta che adesso non c'è
più. "Ho 74 anni, viviamo in due con 800 euro di pensione, dopo una vita
di lavoro e sacrifici non abbiamo più niente. Non ci lasciate soli". E
Paola non li ha mai dimenticati gli abruzzesi.
“La trasferta in Abruzzo - mi ha
scritto nel 2015 - ha dato un senso alla mia professione, esserci e raccontare.
Il verde d'Abruzzo è un verde particolare e l'azzurro del suo cielo sono
indimenticabili! Sono stata la prima volta in Abruzzo per “la Vita in diretta”. Una settimana a Pescara, per casi vari, fra
cui quello dell’uccisione dell'avvocato dei Carabinieri. Mi ricordo il processo
Capoccitti, lì vidi la collega Rita Mattei, era il mio mito”.
Quando
nel gennaio del 2017 c’è stata in Abruzzo
la situazione di grave emergenza con il terremoto, la grande nevicata e la
tragedia di Rigopiano, ho ricevuto
da Paola questo commovente sms: “Ciao Mimmo. Ti ho pensato molto. Volevo
telefonarti, adesso lo scrivo qui. Vedo le immagini dell'Abruzzo e vi penso.
Volevo ospitarti a casa mia in Toscana, a Livorno, sul mare. Sappi che qui ci
sarà sempre posto per voi. Io non sono la stessa di una volta, adesso sono
disabile, in sedia a rotelle, ma sarei felice di ospitarti e di abbracciarti
ancora. Ricordatevi che qui sarebbe bello riabbracciarvi, un'occasione che la
vita ci dà. Tvb capo”.
L’amicizia,
nata quando ero Capo Redattore in Abruzzo,
si è irrobustita con il passare degli anni. Lunghi colloqui telefonici nei
momenti più difficili del suo lungo calvario. Cercavo di darle coraggio, ricordando
il grande impegno professionale, i risultati positivi che aveva ottenuto, e
augurandole di ritornare in campo come sempre “giornalista guerriera”. E lei: “Mi
ha fatto bene al cuore sentire la tua voce. Grazie che mi ricordi continuamente
la mia vita passata. E chi ero”. Dopo l’esperienza abruzzese, con Paola ci
eravamo nuovamente “incontrati” professionalmente nel 2011, con l’avvio
dell’iniziativa editoriale della Tgr “Italia Sera”. A Roma ero Capo Redattore Centrale. Ricordo le sue impeccabili
dirette fatte dalla Toscana in occasione dell’alluvione che aveva colpito anche
la Liguria.
Una
donna allegra, una giornalista ricca di interessi, impegno professionale a
tutto campo. Paola era molto amata dai telespettatori. Si ricordano le sue
dirette per Miss Italia e le belle interviste fatte a Fabrizio Frizzi. Sorriso indimenticabile. Che non si spegnerà mai.
Nel 2011 aveva pubblicato su facebook una foto gioiosa, molto significativa del
bel rapporto con il conduttore televisivo della Rai. L’allegria coinvolgente.
Sono volati in cielo troppo presto due protagonisti della televisione italiana
che hanno lasciato segni positivi incancellabili nel mondo dello spettacolo e
dell’informazione.
Un
mese fa avevo sentito il marito Nicola. “Purtroppo non ho buone notizie, per
Paola non c’è più niente da fare”. Mercoledì mattina il triste annuncio della
morte dato dal padre Roberto. La Rai perde una grande risorsa professionale. Un
esempio di buon giornalismo. Paola il 27 arile 2014 aveva raccontato la sua
storia a Irena Vella di Vanity Fair.
“Io, salvata dagli angeli della Concordia” era il titolo dell’intervista alla
quale ci teneva tanto.” Era un continuo andare all'isola e tornare a Livorno, e ogni volta il relitto mi
sembrava sempre più grande, non riuscivo a togliermelo dagli occhi nemmeno
quando tornavo a casa. Immaginavo il terrore che dovevano aver provato i
naufraghi, in particolare la piccola Dayana, da mamma non riuscivo a non
pensare a lei”. Il ricordo di quel drammatico 13 febbraio: “Sono arrivata al
Giglio quella mattina, e già erano presenti molti dei naufraghi e dei parenti
delle 32 vittime. Tornavano nella Chiesa che quella notte li aveva accolti,
tornavano con le coperte lavate e stirate da restituire agli abitanti che li
avevano riscaldati. C'erano i giornalisti di tutto il mondo, le tv straniere, i
volontari delle ambulanze della Toscana, tanta neve, e freddo”.
Il
malore improvviso: «Un aneurisma al cervello. I volontari delle ambulanza erano
lì per i sopravvissuti della Costa Concordia e hanno salvato me. Mi hanno messa
in elicottero e portata a Siena dove sono stata operata subito, se non fossi
stata lì probabilmente non mi sarei salvata». La paura di non farcela: «Sì,
anche perché il recupero è stato ed è tuttora molto difficile, appena mi sono
risvegliata dal coma non riuscivo a parlare, mi stancavo subito, prima di
rialzarmi ci ho messo dei mesi». Il sostegno “dei figli Leonardo e Gaia e mio
marito in primis, e poi tutte le testimonianze d'affetto ricevute dai colleghi
e dalle persone incontrate durante il mio lavoro, avevano anche creato un blog
dove si scambiavano informazioni e mi incitavano a non mollare. Ogni giorno
sulla bacheca di Facebook mi lasciavano messaggi di incoraggiamento. C'era chi
pregava, chi mandava sms al mio cellulare spento, nel momento del bisogno ho
scoperto che tante persone mi volevano bene».
Il
momento più bello della ripresa: «Quando mio marito mi ha portato il tablet e
mi ha detto di scrivere sul mio profilo per salutare tutti. Ho scritto solo:
“ciao sono Paola, la giornalista guerriera: ce l'ho fatta». Purtroppo la
malasorte si è accanita contro Paola. E oggi con tanto dolore e con le lacrime
agli occhi dico ciao alla coraggiosa giornalista-guerriera, ringraziandola per
la preziosa eredità umana e professionale che ci consegna e che non dovrà
essere dispersa.
*già
Caporedattore TGR Rai
FOTO
1. Paola Nappi in Abruzzo dopo il terremoto del 6
aprile 2009
2. Un’immagine del terremoto
dell’Aquila
3. Un’altra foto:
“La Prefettura dell'Aquila, un cumulo di macerie, qui avrebbe dovuto esserci la
sala operativa e da qui sarebbero dovuti partire gli aiuti”.
4. Paola Nappi durante
una delle tante dirette per la Rai dall'Isola del Giglio
5. Paola Nappi intervista Fabrizio Frizzi
6. Paola Nappi, livornese,55 anni, era un volto molto noto del telegiornale
Rai della Toscana







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