Poltronesofà – Per vendere un divano, si nomina Dio invano
Sia chiaro: non vogliamo fare
una santa inquisizione, né, peraltro, puntare il dito sul vilipendio della
religione – ci ha già pensato il Codacons con una specifica
denuncia
Qui non siamo nell’area della cosiddetta
pubblicità ingannevole, i consumatori hanno già pensato a quei sconti dei
reiterati doppi saldi che sarebbero
al vaglio della procura.
Il vero ambito, nel quale ci
troviamo a nostro agio, è quello culturale. Trattasi di pubblicità squallida, povera,
melense, insomma brutta!
E’ come se avesse finito, l’autore
che collabora con la ditta, di avere idee, di non sapere più come dirlo, come
riuscire a catturare l’attenzione del consumatore. Insomma tirare in ballo Dio
non solo è fuori luogo, offensivo – se fosse Allah sarebbero sotto il tiro di
islamici – è che appare l’ultimo escamotage di una crisi aziendale di idee. E
questo a valle di problemi che potranno avere con l’associazione dei
Consumatori. Del resto in una pubblicità su Youtube
si parla di Dio Can, questo per esprimere l’aggressività del lessico. E’ vero
che spesso la pubblicità si trasferisce in Paradiso, ma siamo in quel gioco
dove per prendere un caffè ti trasferisci nell’oltre vita. Ma è altro. Non è
possibile nemmeno, come si scrive su una recensione che questa pubblicità appare
inserirsi nella tradizione emiliana di Guareschi che faceva parlare Don Camillo col Crocifisso. Qui è tutto
davvero discutibile.
Siamo in quella che Papa Francesco considera “Una vorace
illusione che adora il profitto”. E’ questo, che nella pubblicità di una
azienda appare meschino, chiamare persino Dio a adorare il profitto è quanto di
più assurdo si possa pensare, davvero nasce, se vogliamo per un attimo parlare
con gli occhi di un uomo di fede, una sorta di sospetto che al fondo sia un
demone che si invoca, o persino un dio pagano. Insomma uno schifo e punto.

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