Teatro - A Taranto la "Bisaccia" con "Prigioniero della seconda strada" di Neil Simon recensione
Marvin Neil Simon, scomparso l’estate appena
passata a 91 anni è, per gli amanti del teatro uno degli autori più
rappresentati tra i drammaturghi e sceneggiatori
statunitensi.
La scelta della compagnia di teatro amatoriale
Casavola di Taranto, celebrativa di questo autore, mette in scena un testo teatrale
del 1971, che nel 1975 diventa un film cult “The Prisoner of Second Avenue” con
due amatissimi attori, oramai anch’essi scomparsi, Jack Lemmon e Anne Bancroft
Un testo impegnativo e difficile in quanto
innerva nella battuta comica una sottile ironia sarcastica e amara, perfino
drammatica. Come può essere la perdita del lavoro a cinquant’anni in una
metropoli come New York. Una città simbolo degli Usa, in un rapporto climatico
che tocca entrambi gli estremi, troppo caldo e troppo freddo. E proprio il
caldo afoso con i 40 gradi apre la scena di una casa con una coppia alle prese
con una quotidianità difficile e un rapporto che deve misurare gli umori
pessimi del licenziato depresso e intrattabile.
Testo inevitabile per
un autore che ha scritto inoltre numerosi libretti di opere musicali e
sceneggiature cinematografiche e ha dato voce con le sue opere alla
cosiddetta middle-class americana, dipingendo i suoi personaggi
come uomini-medi spesso insicuri e paurosi, attraverso intrecci di
sicuro effetto comico e brillante.
Ieri lo scrivente ha
avuto oltre l’occasione di rivedere la compagnia teatrale che abbiamo già
apprezzato nell’esilarante commedia “Non
è vero ma ci credo” di Peppino de Filippo e il piccolo teatro di Taranto in
via Laclos dedicato a Padre Maria Turoldo, circa 200 posti raccolti
in un ambiente ben insonorizzato e con effetti luci adeguate alla scena.
Bravi tutti gli
interpreti e soprattutto la coppia protagonista della pièce teatrale, Angelo
Caracciolo, che firma la regia, e Antonella Cervino, entrambi si sono misurati
in un dialogo serrato che non era affatto semplice rendere per dare il senso
voluto da Neil Simon, quella degradazione verso la follia e alienazione mal
celata da un sorriso e dalla voglia di una futile vendetta.

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