Aperitivo d'Autore, arriva il Premio Campiello Mariolina Venezia
Lunedì alla
masseria Leucaspide l'evento di Volta la carta. Ospite la scrittrice lucana che
parlerà del suo nuovo libro, Rione Serra Venerdì. Per partecipare è necessaria
la prenotazione
Ecco un altro
grande appuntamento di Aperitivo d'Autore. Lunedì 8 aprile sarà
ospite del format di Volta la carta Mariolina Venezia, già
vincitrice del Premio Campiello. L'evento si terrà in quel luogo pieno
di fascino che è la masseria Leucaspide, situata a metà strada fra
Taranto e Massafra, in agro di Statte. Start ore 19.30.
Converserà con la scrittrice l'ideatore di Aperitivo d'Autore, il giornalista Vincenzo
Parabita. Per prendere parte all'evento è obbligatorio prenotare chiamando
al numero 380.4385348 oppure scrivendo all'indirizzo email aperitivodautore@gmail.com.
Con l'autrice
lucana si parlerà del suo ultimo lavoro letterario, “Rione Serra Venerdì”
(Einaudi). Il titolo del libro prende spunto dall'omonimo quartiere di
Matera, progettato per portarci gli abitanti dei Sassi dopo l’esodo forzato
degli anni ’50. Lì dove le utopie degli urbanisti si scontrano con la realtà, e
Serra Venerdí diventa Rione Apache: l’omicidio di una coetanea della piemme
Tataranni, seguito da altri fatti sconcertanti, punta il dito su una Storia che
sembra passare sempre sulla testa dei piú deboli. Con l’immancabile tacco
dodici, Imma percorre la Basilicata per ricostruire un episodio del periodo
postunitario, lasciandosi stregare dai paesaggi e ritrovandosi a fare i conti
con i propri lati oscuri.
Come consuetudine del
progetto che abbina la letteratura di qualità alla buona enogastronomia del
territorio tarantino, nella prima parte dell'evento i partecipanti gusteranno
un ricercato aperitivo realizzato dal Symposium Cafè, stavolta abbinato
ai buonissimi vini di Tenute Motolese. Sono partner dell'iniziativa
anche la libreria AmicoLibro e il B&B Il Rifugio dei Briganti.
L'AUTRICE
Nata a Matera, Mariolina Venezia attualmente vive a Roma, dove
lavora per teatro, cinema e televisione. Ha vissuto a lungo in Francia e lì ha
pubblicato alcuni libri di poesie. Il suo primo romanzo, “Mille anni che sto
qui” (Einaudi), ha vinto numerosi premi, fra cui il Campiello 2007, ed è
tradotto in svariate lingue. Sempre
per Einaudi ha pubblicato il giallo “Come piante tra i sassi” (2009 e 2018),
la raccolta di racconti “Altri miracoli”
(Theoria 1998, Einaudi 2009), “Da dove
viene il vento” (2011), “Maltempo”
(2013 e 2018) e “Rione Serra Venerdì” (2018).
Dai gialli del personaggio Imma Tataranni è stata tratta una serie televisiva
che presto andrà in onda su Rai 1.
IL LIBRO
La dottoressa Tataranni è
alle prese con un omicidio che affonda le radici nel passato. E se lei stessa
avesse contribuito inconsapevolmente alla morte di Stella Gallicchio?
L’indagine, oltre che negli spettacolari scenari delle Dolomiti Lucane, e nei
«vicinati» dei Sassi, si svolge negli angoli bui dei suoi ricordi. In una
Matera impaziente di concedersi a un turismo sempre piú invadente, un passato
di miseria torna come un fantasma.
Fra rampolli di nobili famiglie, ragazzini
che custodiscono innominabili segreti, grotte preistoriche e villaggi
abbandonati, Imma indaga fianco a fianco al maresciallo Calogiuri, che non è
piú il ragazzo soggiogato dal suo carisma, e se lei diventa troppo autoritaria,
arriva a ribellarsi. Improvvisamente, Imma vede in lui l’uomo, e sta per
succedere l’irreparabile. Cosa ne sarà dell’amorevole Pietro, e dell’adolescente
Valentina, che si comporta col fidanzato come se fossero una vecchia coppia?
Cederà la dottoressa all’attrazione per il bel maresciallo, mettendo in
pericolo la sua famiglia? E poi esiste un mostro che si aggira nelle strade di
Matera? Qualcuno, in ufficio, fa il furbo? Troppe domande per una donna sola!
Fortuna che Imma Tataranni non si dà per vinta, e se inciampa si rialza.
LA LOCATION
Storia e leggenda si
fondono a Leucaspide in scenari di struggente bellezza. Nata nel Cinquecento
come masseria, sarà acquistata nel secolo successivo dalle monache di Santa
Chiara di Taranto che la detennero per circa duecento anni. In quel periodo
l'uliveto della masseria diverrà uno dei più imponenti del territorio tanto da
rendere necessario la costruzione di un trappeto per la trasformazione delle
olive all'interno della struttura stessa. Negli anni post unitari, in seguito
all'abolizione delle istituzioni religiose, alcune proprietà ecclesiastiche
passarono allo Stato e ciò accadde anche per la tenuta di Leucaspide. Così nel
1869 l'italo-inglese sir James Lacaita, senatore del Regno, la acquistò
adibendola a suo ritiro estivo. Al suo interno ospitò importanti personaggi
dell’epoca: l'imperatrice Vittoria con le sue figlie, Gioacchino Murat,
Giuseppe Bonaparte, il direttore del Museo di Taranto Luigi Viola, il banchiere
Carlo Cacace e i feudatari più facoltosi della provincia jonica. Tra i molti
ospiti di rilievo va ricordata la presenza della scrittrice di viaggio Janet
Ross che subì il fascino di questo posto. Continuando la tradizione
ottocentesca, la masseria Leucaspide si propone, oggi come allora, come
location molto suggestiva per celebrare eventi importanti. A pochi chilometri
da Taranto, in agro di Statte, la masseria é immersa nel verde ed è il luogo
ideale per ospitare qualsiasi tipo di evento privato (matrimoni, convegni,
meeting, feste private).
I VINI
Da
sempre vocata all’agricoltura e all’amore per la terra, l’Azienda Agricola Motolese
ha radici antiche. La storia agricola della famiglia Motolese affonda le sue
radici nel XIX secolo: infatti già prima del 1850, e da allora ad oggi per ben
otto generazioni, la passione per la coltivazione della vite e dell’olivo è
stata alla base del lavoro quotidiano. Oggi l’azienda si compone di oltre 200
ettari di terreno e tre masserie fortificate tutte situate nel cuore della
Puglia. Dal 1998 è in corso un processo di rinnovamento sia agronomico che
tecnologico, che interessa sia gli oltre 50 ettari di vigneto che le oltre
12mila piante di olivo. Questo sta portando l’azienda a presentarsi sui mercati
nazionali e internazionali con prodotti caratterizzati dalla qualità della
materia prima, senza dimenticare quelle che sono le caratteristiche tipiche del
territorio d’origine. Con il marchio Tenute
Motolese vengono commercializzati i vini Primitivo, Negroamaro,
Rosato di Negroamaro e Fiano, oltre all’olio extra vergine d’oliva biologico.
Ultimamente il Primitivo e il Negroamaro hanno ottenuto importanti
riconoscimenti a Bruxelles e in Piemonte.
Vincenzo Parabita





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