Liegi, il m° Giampaolo Bisanti dirige "Anna Bolena", un’opera articolata, lunga, complessa e molto “insidiosa” per un direttore. L'intervista
Di scena all'Opera
di Liegi "Anna Bolena", l'opera che portò Gaetano Donizetti alla fama
internazionale. Nei panni della protagonista Olga Peretyatko (per l'ultima
rappresentazione del 20 aprile sarà Elaine Alvarez), regia di Stefano Mazzonis
di Pralafera. A dirigere l'orchestra il
M° Giampaolo Bisanti, capace di muoversi in un repertorio molto ampio, che
abbraccia tutta la musica operistica e i grandi capolavori di quella sinfonica.
Lo abbiamo intervistato.
Quanto è importante per un direttore d'orchestra muoversi
attraverso un repertorio variegato? che cosa apporta di più alla persona e al
professionista?
Importante
credo che sia la scelta di ciò che più si sente vicino alla propria indole ed
al proprio temperamento. Non possiamo dirigere o suonare o cantare bene tutto.
Un musicista deve conoscere i propri limiti e deve scegliere con sincerità e
serietà il repertorio che meglio valorizza i propri pregi.
"Anna Bolena" come si situa nell'arco della sua
carriera e delle sue diverse performance? dal punto di vista della direzione
musicale in che modo può essere presentata ?
Questa è
la mia seconda produzione di Anna Bolena; ho diretto questo titolo la prima
volta un paio di anni fa a Lisbona al Teatro Sao Carlos. È un’Opera che amo
molto. Un vero e proprio “archetipo” del romanticismo del primo ottocento
italiano. È un’opera articolata, lunga, complessa e molto “insidiosa” per un
direttore. Non bisogna solo accompagnare la narrazione degli eventi; questo
potrebbe far “cadere” la tensione emotiva; bisogna invece cercare le atmosfere,
i preziosismi di cui è intrisa questa musica, sottolineare la capacità
descrittiva di Donizetti, maestro assoluto nel disegnare, con l’uso delle note
musicale, ambienti, corti, personalità, fantasmi, dolori e passioni.
Lei predilige un compositore in particolare, o un'opera o
addirittura un'aria?
Solitamente
ogni volta che dirigo un’opera sono innamorato di quella in particolare… Quindi
adesso risponderei Anna Bolena e la pagina che più amo è il duetto tra il Basso
ed il Mezzosoprano del primo atto “Tutta in voi la luce mia..” oltre
naturalmente alla celeberrima “Al dolce guidami…”.
Com'è avvenuto il suo primo approccio con l'opera?
Racconti...
Ascoltando
da piccolo la collezione di musicassette operistiche di mio padre… Aveva tutte
le storiche edizioni della Scala e dell’Arena di Verona…. Le ascoltavo per
ore..
Milano, la sua città, come sta in questo periodo in
termini di offerta e ricezione musicale?
Milano è
certamente uno dei punti di riferimento italiani e non solo per ciò che
riguarda la musica ed in particolare l’Opera Lirica. Certamente è una città
feconda ed attenta a cogliere l’evolversi dei tempi e pronta a diventare la
vetrina di correnti innovative e di audaci proposte ad un pubblico sempre più
internazionale, esigente ed affamato di novità.
Donizetti si emozionò tanto per il grande successo
riscosso da Anna Bolena. C'è stata un'occasione Lei in cui è stato
particolarmente scosso dall'affetto del pubblico?
Devo dire
che ogni volta che salgo su un podio sento una grande responsabilità unita ad
una grande gioia per la soddisfazione di poter fare nella vita ciò che amo e
per cui ho tanto studiato e fatto sacrifici.
Il
momento degli applausi è il culmine di queste emozioni ed ogni sera ha in sé
qualcosa di speciale.
I momenti
emozionanti sono tanti… devo dire che quelli che ho più nel cuore sono legati
agli applausi ricevuti dalle persone che hanno creduto in me e che, in questo o
quel particolare contesto, vivevano con me la soddisfazione del risultato anche
un po’ come merito loro.
Può fare un bilancio come Direttore Stabile della
Fondazione Petruzzelli di Bari?
Il
bilancio è senza dubbio entusiasmante. Bari è una tra le realtà più
interessanti dell’attuale panorama delle Fondazioni Liriche Italiane. Un teatro
virtuoso che registra un costante aumento di pubblico, di abbonati; i cittadini
baresi si sono riappropriati di uno spazio di cui erano stati privati per
tantissimo tempo e dimostrano verso il “loro” Teatro un attaccamento davvero
commovente.
È una
realtà positiva, in cui l’aspetto organizzativo, manageriale e artistico si
fondono con grande armonia. Questo grazie ad uno staff sempre attento alle
esigenze di tutti e ad un Sovrintendente che amministra il Teatro con il garbo,
l’attenzione e la straordinaria prerogativa di guardare sempre avanti. Giovanni Zambito.
Opera
Anna Bolena, Liegi




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