La Battaglia di Montecassino. 75 anni di pace nella terra di San Benedetto
Un
convegno di studio promosso dalla Fondazione Levi Pelloni, a
Roma lunedì 20 maggio ore 17, presso la Sala Capitolare del
Senato della Repubblica.
ROMA
- Lunedì 20 maggio,
alle ore 17 presso la Sala
Capitolare del Senato della Repubblica in Roma (Piazza della
Minerva, 38) avrà luogo il convegno “La
battaglia di Montecassino. 75 anni di pace nella terra di San Benedetto”
promosso dalla Fondazione
Giuseppe Levi Pelloni in occasione del 75esimo anniversario del
bombardamento che distrusse la città di Cassino e l'antica Abbazia benedettina.
Partecipano
all'incontro di studio, ospitato dal Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati,
gli storici Pino Pelloni,
Livio Cavallaro, Antimo Della Valle, l'archivista dell'Abbazia
di Montecassino Dom
Mariano Dell'Omo, l'onorevole Federico Mollicone, membro della
Commissione Cultura della Camera dei Deputati e Roberto Molle, presidente dell'Associazione
Battaglia di Cassino.
Tra
le 9,28 e le ore 13.00 del 15 febbraio 1944, 239 bombardieri
angloamericani, decollati dagli aeroporti di Foggia e Napoli, sganciarono 453
tonnellate e mezza di bombe sull’Abbazia di Montecassino, radendo al
suolo l’antico monastero fondato da San Benedetto da Norcia nell'anno 529. In
un millennio e mezzo l’abbazia di Montecassino è stata distrutta ben quattro
volte, tre per mano degli uomini ed una per cause naturali. La prima
distruzione avvenne tra gli anni 577 e 589 ad opera dei Longobardi; la seconda
distruzione nell’883 ad opera dei Saraceni; la terza distruzione nel 1349 a
causa di un terremoto. La quarta tra il 15 e il 18 febbraio del 1944 che in tre
ore la ridusse ad un ammasso di rovine.
Il
monastero, poi, fu preso il 18 maggio dai soldati polacchi, dopo molti mesi di
violento conflitto e una perdita immensa di vite umane. “Si è trattato di un vero e proprio
crimine di guerra – sottolinea Pino Pelloni - e una tragedia per la
popolazione civile costretta ad un esodo pieno di sofferenze. Nel bombardamento
persero la vita molti civili che proprio nel luogo di culto avevano cercato
riparo sperando che fosse un luogo sicuro. L'abate Diamare ed i monaci
sopravvissuti fuggirono poi a Roma per salvarsi. Non furono trovati soldati
tedeschi tra i caduti per il bombardamento.” Distrutto il
monastero, le forze alleate presero la via per Roma dove giunsero, da
liberatori, il 4 giugno.
Il
bombardamento dell’Abbazia di Montecassino, giustamente classificato dagli
storici come crimine di guerra, è stato anche il peggior atto sacrilego
verso la Cristianità del XX secolo soprattutto se si vanno a rileggere le
parole espresse, dopo molti anni, dal Generale Alexander a giustificazione di
tale atto: “Il bombardamento
dell’Abbazia di Montecassino era necessario più per l’effetto che avrebbe avuto
sul morale degli attaccanti che per ragioni puramente materiali. Quando i
soldati combattono per una causa giusta e sono pronti ad esporsi alla morte ed
alle mutilazioni in questa lotta, mattoni e calce, per venerabili che siano, non
possono prevalere sulle vite umane. Nel contesto generale della battaglia di
Cassino come si poteva lasciare intatta una struttura che dominava il campo di
battaglia”.



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