Covid 19 – 84.000 morti tra febbraio e novembre 2020, in più rispetto alla media

 Istat e Istituto Superiore di Sanità, hanno pubblicato il 30 dicembre, il IV Rapporto “Impatto dell’Epidemia Covid 19 Sulla Mortalità Totale della Popolazione Residente Periodo, Gennaio Novembre 2020 “ .

84.000 morti tra febbraio e novembre 2020, in più rispetto alla media. Dati che lasciano poco spazio agli equivoci e smentiscono clamorosamente qualche esperto perennemente in Tv che semplicisticamente afferma: Abbiamo sbagliato a contare i morti . Esperto che sbaglia per la seconda volta, visto che a giugno aveva firmato un documento sulla minore carica virale e evidenze cliniche non equivoche da tempo segnalano una marcata riduzione dei casi di Covid-19 con sintomatologia (…) Il ricorso all’ospedalizzazione per sintomi ascrivibili all’infezione virale  è un fenomeno ormai raro e relativo a pazienti asintomatici o paucisintomatici” .

Dal Rapporto emerge che in quattro regioni l’eccesso di mortalità supera quella dei primi mesi di pandemia.

Questi i numeri di una tragedia: Valle d’Aosta + 139% l’eccesso di mortalità, Piemonte + 98%, Friuli Venezia Giulia + 46,9%. Veneto + 42,8%. In Lombardia invece l’eccesso di mortalità di novembre è stato del 66% mentre a marzo era di un + 192% e aprile + 118%. Analoga contrazione in Emilia Romagna dove a marzo si registrava un + 69% di eccesso di mortalità e a novembre + 34%.

I casi diagnosticati tra inizio pandemia e 30 novembre sono stati 1.651.229 e 57.647 decessi. Oggi questi numeri sono diventati rispettivamente 2.129.376 positivi e 74.621 morti.

Delle diversità, nelle due ondate ce ne sono state.

Le più colpite sono state le donne (dal 54% della prima fase di pandemia al 51% di oggi). Il dato che però più colpisce è che è variata l’età degli infettati. L’età media registrata a novembre è di 45/49 mente era in estate, per le donne era 35/39 e gli uomini 40/44.

Covid 19 - 84.000 morti tra febbraio e novembre 2020, in più rispetto alla media

Istat e Iss hanno determinato la mortalità come si è ripartita tra territori e classi di età. Si legge nel Rapporto: secondo le stime preliminari dell’Istat, nel periodo gennaio-settembre 2020 è in forte riduzione il numero di incidenti stradali con lesioni a persone (90.821, pari a -29,5%), il numero dei feriti (123.061, -32,0%) e il totale delle vittime entro il trentesimo giorno (1.788, -26,3%)”.

Conclusionenel 2020 meno decessi per le cause di morte tra chi ha meno di 50 anni. Questa riduzione di mortalità non significa meno letalità di covid 19, ma è semplicemente dovuta a meno morti per le principali cause. Chiariamo. Il  tasso di letalità   considera quante sono le persone morte tra tutte quelle che presentano  una determinata malattia. Nell’ attuale pandemia appunto quante sono le persone morte fra quelle positive al Covid-19. IL tasso di mortalità invece calcola quante sono le persone morte (per tutte le cause), ma sul totale della popolazione.

 Dalla tabella di pagina 8 del Rapporto si legge che la mortalità degli ultra ottantenni è aumentata del 19,5% tra gli uomini e del 14,3% tra le donne, così come quella della classe d’età tra i 65 e i 79 anni pari a , + 11,9% per gli uomini e +5,7% tra le donne.

Il picco dell’eccesso di  decessi si è verificato nel mese di marzo, al Nord nella fascia di età 65/79 con un + 131%,  che riguarda gli uomini  e un + 77,9% per le donne nella stessa fascia di età.

Scrive Istat nel Rapporto: “Il bilancio della prima fase dell’epidemia, in termini di eccesso di decessi per il complesso delle cause, è particolarmente pesante per la Lombardia (+82%); per tutte le altre regioni del Nord l’incremento dei morti del periodo febbraio-maggio 2020 è compreso tra il 28% e il 38%; solamente il Veneto e il Friuli Venezia Giulia hanno un eccesso di decessi più contenuto (rispettivamente +13,5% e +4,8%).

Al Centro si evidenzia il caso delle Marche (+19,5%), regione che si distingue rispetto all’incremento medio della ripartizione (+4,6%). Considerando i dati assoluti, durante la prima fase dell’epidemia si sono contati oltre 211 mila decessi (da marzo a maggio del 2020), 50 mila in più rispetto alla media dello stesso periodo del 2015-2019, di cui oltre 45 mila di residenti nel Nord del Paese.

Ripetiamo che il Rapporto fa riferimento al periodo gennaio/novembre su dati standardizzati. I morti totali (per tutte le cause) sono stati 664.623, cioè 77.136 mila in più della media 2015-2019. Ad oggi (venerdì 1 gennaio 2021) i decessi causati dal Covid-19, in Italia sono stati 74.621 con un totale di casi positivi pari a 2.129.376. l’Italia definisce il decesso, coerentemente con la definizione che ne da Iss che scrive: Nel riportare i decessi COVID-19 sul Sistema di Sorveglianza, l’ISS suggerisce di seguire le indicazioni di ECDC e OMS per identificare i decessi associati a COVID-19. Queste indicazioni sono state riprese in un Rapporto sulla definizione, certificazione e classificazione delle cause di morte per COVID-19 che contiene le indicazioni per la definizione di un decesso come dovuto a COVID-19 e per compilazione dei certificati di morte” . Sappiamo comunque che i morti, in Italia da Sars Cov 2 sono sottostimati. Un giorno forse conosceremo quanti sono e le concause che hanno assegnato all’Italia al 3 posto al mondo per morti da covid 19, rapportati a un milione di abitanti


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