Allarme palme, rischiano la morte Il Corriere del Giorno intervista l'agronomo Pasculli
Le piante maggiormente colpite sono quelle del Lungomare di Taranto e dell'Arsenale militare
Bisogna intervenire subito per salvare dal punteruolo rosso il patrimonio palmizio della città». E' il grido d'allarme lanciato dall'agronomo Francesco Pasculli, raggiunto telefonicamente dal Co r r i e r e del Giorno
Alcuni lettori hanno segnalato al Co r r i e r e l a morìa di palme adulte in diverse zone della città,
ne abbiamo parlato con l'esperto. Il temuto coleottero curculionide vive all'interno delle palme, soprattutto quelle secolari, dove si nutre e si riproduce provocando la morte dell'albero.
«Le piante maggiormente colpite – spiega Pasculli – sono quelle dell'Arsenale militare e del borgo perchè adulte, quindi più deboli. Quella “p r ef e ri ta ” dall'insetto è la palma Phoenix canariensis, la più sviluppata
nella nostra città». Colpite, commenta l'agronomo, anche alcune piante del Lungomare e di piazza Garibaldi che presentano le caratteristiche tipiche degli alberi malati. «È una calamità – continua – e bisogna intervenire in modo appropriato per salvare le piante esotiche. Lo dicono anche le norme regionali e comunitarie
emanate negli scorsi anni. L'intervento è obbligatorio sia per il pubblico che per il privato cittadino». Pasculli auspica che nel capoluogo ionico si intervenga per salvaguardare le piante con «la dendrometria chirurgica e
con metodi tecnici di altissima efficienza tecnologica, come avviene in altre città».
Per l'esperto il momento più i mpor ta nt e del ciclo di vita della palma diventa la potatura. È fondamentale, infatti, tagliarla esclusivamente d'inverno quando le temperature sono inferiori ai 15 gradi. Un consiglio, quello della potatura, utile soprattutto ai privati cittadini che non riconoscono l'infezione del punteruolo r o s s o. vù«Con la potatura – commenta
Pasculli - la pianta secerne sostanze che l'insetto sente a distanze notevoli. Di queste l'animale si ciba e prospera a temperature medio-alte». La concertazione tra enti pubblici e privati potrebbe essere la soluzione più efficace. «Un accordo – s p e c i fi c a l'esperto di verde urbano - tra la Marinamilitare, il servizio fitosanitario regionale, l'Amiu e le istituzioni pubbliche salverebbe molti alberi. L'intesa tra tutti gli attori sociali è fondamentale perchè la città è ricca di palme secolari che andrebbero tutelate patrimonio».
Anche il Fai (Fondo ambiente italiano) ha puntato l'attenzione sul problema p un te ru ol o rosso. «Tutta
la provincia orientale è stata fortemente colpita dal temutissimo coleottero.
La città bimare, ad oggi, è stata in parte risparmiata. Chiediamo – commenta il delegato tarantino del Fai, Nicola Pavia – che si apra un dibattito tra istituzioni, azienda multiservizi di igiene urbana ed esperti del settore per attuare procedure che combattano il problema e sensibilizzino i cittadini».
Il riferimento è al contenimento, attraverso reti particolari, della diffusione del coleottero curculianide e all'abbattimento degli alberi malati.
«È fondamentale la collaborazione di istituzioni pubbliche e privato – sottolinea Pavia – per
la salvaguardia della sicurezza. La caduta delle foglie malate o del tronco delle palme potrebbe
essere estremamente pericoloso per l'incolumità dei cittadini».
Ecco chi è il temibile Punteruolo rosso
Il punteruolo rosso della palma (Rhynchophorus ferrugineus Olivier, 1790) è un coleottero curculionide, originario dell'Asia, micidiale parassita di molte specie di palme. Lungo fra i 19 ed i 45
mm, presenta una livrea di< ùùùcolore rosso-brunastro, con
macchioline nere nella parte superiore del torace. Possiede un lungo rostro ricurvo, che nel maschio è più accentuato e ricoperto da una fitta peluria brunastra, alla sua base sono inserite le antenne. La larghezza del corpo varia fra gli 11,5 e i 15,5 mm, le elitre presentano una fine striatura e sono di colore più scuro rispetto al pronoto. Lo scutello è lungo circa un quarto delle elitre, piuttosto ampio.
Le uova sono sottili, oblunghe, di colore bianco crema, lunghe in media 2.62
x 1.12 mm, la femmina ne depone un numero variabile fra qualche decina e molte
centinaia. Le larve sono lunghe 35-50 mm, di colore biancastro con il capo marrone, l'apparato buccale masticatorio è ben sviluppato e fortemente chitinizzato mentre il corpo bianco,
composto da 13 segmenti, non è dotato di zampe Gli adulti di Rhynchophorus ferrugineus sono attivi
sia di giorno che di notte. Sono abili volatori, in grado di raggiungere nuovi ospiti
nel raggio di 1 km. La oviposizione avviene solitamente in corrispondenza delle porzioni più giovani e
tenere della pianta o in ferite del tronco o del rachide fogliare. Una femmina può
deporre sino a 200 uova per volta. Dopo la schiusa le larve si dirigono verso l'interno
della pianta, scavando gallerie grazie al robusto apparato masticatorio e danneggiando soprattutto la zona
del tronco immediatamente sottostante alla corona foliare. Il periodo larvale dura in media 55 giorni.
Le larve si impupano in genere alla base della pianta, formando dei bozzoli ovali di fibre di palma all'esterno
del tronco. Dopo l'emergenza dalla pupa gli adulti rimangono all'interno di tali circa 2- 3 mesi.
bozzoli per 4-17 giorni (media 8 giorni), raggiungendo la maturità sessuale. Il ciclo vitale completo, dall'uovo
allo sfarfallamento, dura in media 82 giorni. Gli adulti hanno una durata di vita di circa 2-
3 mesi. È stato stimato che, in assenza di fattori limitanti, una singola coppia di Rhynchophorus ferru gi ne us
possa dare vita, nell'arco di 4 generazioni, a circa 53 mil i o n i d i esemplari.


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