Nucleare vecchio e nuovo in Basilicata

  
Dallo "Specchietto per le allodole" del Decreto Scanzano, tra forse troppo pochi amici avevamo condiviso la convinzione che si stava riaprendo alla luce del sole il ritorno in pompa magna del nucleare in Italia.
Quanti imbecilli, che manifestavano contro il Decreto 314/2003, sostenevano che a loro l'energia nucleare poteva stare anche bene, l'importante era che i rifiuti prodotti non dovevano essere trasportati e stoccati a Scanzano J.co (vera imbecillità da sindrome NIMBY)!
Se il governo avesse scelto subito Craco (o altro luogo già compromesso dalla presenza nucleare) forse non ci sarebbe stata la stessa indignazione generale!
Indignazione calcolata a tavolino, utile e necessaria per il ritorno "condiviso" del NUCLEARE in Italia, dove le attività di ricerca di "materiali strategici" nei nostri laboratori è continuata ed è stata potenziata la produzione energetica italiana nucleare all'estero, nonostante il primo referendum!
Veri strateghi della comunicazione avevano ed hanno previsto tutto!
Attaverso gli strumenti della "persuasione di massa" hanno, già dal 2003, avviato una sottile campagna finalizzata alla diminuzione della "percezione del pericolo nucleare" che gli italiani manifestano esageratamente (ovviamente secondo loro ...). Questo attraverso trasmissioni televisive per casalinghe, studenti, ecc. Oppure tramite web, con siti più o meno schierati o che si ritengono o definiscono "neutri". La cosa migliore, comunque, i soldi già messi e da mettere in campo e che fanno gola a tutti! Già da tempo sono già stati effettuati incontri con le potenziali imprese da coinvolgere!
Credo abbiano previsto anche il prossimo referendum per coronare, DEMOCRATICAMENTE (?), il loro disegno.
Spero non sia troppo tardi ma bisona "presidiare" le istituzioni - non solo l'ITREC della Trisaia - con "tavoli trasparenti" ovunque!
Ove la PARTECIPAZIONE sia stimolata e facilitata perchè troppo spesso, comitati, associazioni, tavoli istituzionali ... dopo i primi comunicati stampa pubblici, si riuniscono tra pochi amici ... Ed in Basilicata questo rischio è più elevato!!!
(Siamo in pochi e ci conosciamo tutti ... ed il "familismo amorale" comprensibilmente impera ...)
Noscorie International 
>S inoltra per opportuna diffusione il comunicato di Noscorie
>Cordiali Saluti
>Felice Santarcangelo
>noscorietrisaia@libero.it
>tel.3357196709
>
NOSCORIE TRISAIA

L'INGRANDIMENTO  DELL'ITREC E IL MEGACAPANNONE

Mentre le notizie di stampa parlano sempre con più insistenza di una
Basilicata in pole position per il sito nazionale di scorie con i calanchi di
Craco, Scanzano o peggio ancora con il sito di Trisaia, la Sogin in Trisaia
acquisisce nuove aree  nel centro di ricerche Enea. Lo apprendiamo da un
comunicato diffuso dalla stessa Sogin che con un accordo con Enea  acquisisce
nuove aree per accessi indipendenti e la cantieristica.
Ricordiamo che Sogin vorrebbe realizzare in Trisaia due capannoni per
complessivi 20.000 mc di cui uno riservato allo stoccaggio delle scorie di III
attività pari a 14000 mc (come un palazzo di 46 appartamenti da 100 mq). Il
progetto è in attesa della valutazione d'impatto ambientale del Ministero dell'
Ambiente.  Sogin all'ultimo tavolo della trasparenza non ha fornito adeguate
risposte su tale volumetria (a ns. giudizo quasi triplicata per lo stoccaggio
), né il presidente De Filippo, il Comune di Rotondella e la neonata cabina di
regia dell'assessore Mancusi si sono ancora espressi in merito. All'Itrec
inoltre  non servirebbe alcun capannone di III cat.   qualora ci fosse un
accordo per la restituzione dei prodotti del riprocessamento e delle 64 barre
di elk river  agli Stati Uniti .
Senza nulla togliere alle attività di messa in sicurezza delle scorie nucleari
e per evitare che quello che abbiamo cacciato dalla porta con Scanzano
rientri  ora dalla finestra , qualsiasi operazione in quell'area sia concertata
con le istituzioni e la popolazione. A tal fine chiediamo che sia riconvocato
subito il tavolo della trasparenza regionale

Da sogin.it
Enea-Sogin: siglato accordo integrativo all'affidamento degli impianti
nucleari per favorire il decommissioning a Saluggia e Trisaia
A cinque anni dall'affidamento degli impianti di ricerca Enea del ciclo del
combustibile, gli stessi attori che firmarono quell'accordo, e cioè Giuseppe
Nucci, amministratore delegato (oggi come allora) di Sogin e Giovanni Lelli,
Commissario Enea, (all'epoca Direttore generale dell'Ente), hanno sottoscritto
un atto aggiuntivo all'accordo del 2006 con cui l'Enea affidava in gestione a
SOGIN gli impianti Itrec Trisaia, Eurex di Saluggia e Opec e Ipu di Casaccia,
affinché provvedesse al loro smantellamento. Con questo accordo Sogin
acquisisce nuove aree all'interno dei Centri ENEA di Saluggia (Vercelli) e di
Trisaia (Rotondella-Matera), che si rendono necessarie  sia per supportare l'
attività cantieristica sia per migliorare le condizioni di accesso del
personale, con la realizzazione di ulteriori ingressi  indipendenti, più
appropriati alle esigenze territoriali.



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