Conferenza su AMIU E SUL BANDO PER IL DIRIGENTE TECNICO

 
dI Giampaolo Vietri
 
 

Le attività dell'Amiu sono state costantemente nell'occhio del ciclone: mai, però, come questa volta, è necessario un intervento immediato per porre fine ad una serie di scelte che continuano ad arrecare pregiudizio all'azienda e alla trasparenza di tutta l'attività dell'amministrazione comunale.

Infatti, a seguito dell'attuale gestione, dal 1° luglio prossimo l'Amiu non avrà più i requisiti per svolgere il servizio d'igiene urbana nella città di Taranto; in tale data l'azienda si troverà sprovvista della figura di "Responsabile tecnico", prevista ed obbligatoria per lo svolgimento delle attività di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Una circostanza della quale l'azienda era a conoscenza da più di sei mesi, cioè da quando l'Ing. Maldera, che in questo momento ricopre tale ruolo, ha presentato domanda di pensionamento. Nonostante ciò, e l'assenza all'interno dell'Amiu di una figura apicale con i necessari requisiti previsti per l'abilitazione di Responsabile Tecnico, quali l'iscrizione all'Albo dei Gestori Ambientali e due anni di esperienza nello specifico settore come titolare d'impresa o direttore (così come previsto dalla direttiva del Comitato Nazionale delle imprese che eseguono la gestione dei rifiuti del 21 aprile 1999, dalla legge n°152/ del 2006 e dal decreto legislativo n.205/2010) nessuno si è preoccupato di effettuare una ricerca di mercato per il reintegro, all'interno dell'organico aziendale, di tale professionalità. Ci si è preoccupati, invece, di ricercare, attraverso un bando in scadenza nei prossimi giorni, un semplice dirigente che assunto non sopperirebbe per nulla alla necessità vitale di avere un "Responsabile tecnico". Per questo, il prossimo 1° luglio tutte le aziende private interessate a subentrare nella gestione dei rifiuti, che come noi sono convinte di tale deficit dell'Amiu, interverranno chiedendo alla Provincia, ente competente, di verificare la sussistenza dei presupposti e dei requisiti per le attività svolte dall'Amiu. Se da tale riscontro dovesse, quindi, emergere l'assenza di un "Responsabile tecnico" si dovrà disporre il drastico blocco delle attività dell'Amiu con tutte le conseguenze che ne deriveranno sul decoro urbano della città e sul futuro stesso dell'azienda.

A questo punto l'unica via di uscita per l'azienda resterebbe quella di reclutare sotto la formula della "convenzione" qualcuno in possesso dei requisiti indispensabili;  soluzione questa criticabile sotto tutti i punti di vista poiché per tempo si sarebbe potuto emanare un unico bando per l'assunzione di un dirigente con i titoli di "responsabile tecnico".

Pertanto l'attuale bando è inefficace rispetto alle esigenze funzionali e contingenti del momento che l'azienda deve essere in grado di soddisfare. Non solo, va rimarcata inoltre la scarsa trasparenza di tale iniziativa, soffermandosi sui requisiti specifici del bando che, infatti, prevedono:

a. Laurea in Ingegneria con indirizzo Ambiente e Territorio o equipollente secondo il vecchio ordinamento ovvero Laurea Specialistica (L.S.) - ora denominata Laurea Magistrale (L.M.) - o equiparata ai sensi del D.M. 05.05.2004 in ingegneria con indirizzo Ambiente e Territorio o equipollente. Sarà cura del candidato dichiarare in sede di presentazione della istanza, a pena di esclusione, gli estremi del provvedimento con il quale è stata stabilita la equipollenza del titolo posseduto rispetto a quello richiesto;

b. iscrizione all'albo professionale;

c.l'ammissione è altresì consentita ai candidati che siano iscritti all'albo professionale da almeno cinque anni e che abbiano svolto esperienze lavorative (almeno tre nell'ultimo quinquennio antecedente la data di pubblicazione del bando; a tal fine si considera la data di affidamento dell'incarico professionale come da convenzione, disciplinare, lettera o contratto di incarico), avvenute con rapporto di lavoro libero-professionale presso Enti o Pubbliche Amministrazioni o Società a partecipazione Pubblica, aventi contenuto inerente a quello previsto per le

materie delle prove d'esame;

 

d. possesso dell'esperienza maturata per un periodo della durata complessiva di almeno

due anni con rapporto di lavoro di dipendenza o di attività coordinata e continuata o

di collaborazione professionale presso Aziende operanti in settori di attività relativi

all'igiene-urbana, agli impianti di raccolta, selezione e trattamento dei rifiuti."

Va rilevato, quindi, come semplici consulenze e incarichi derivanti da attività libero professionale vengono messe sullo stesso piano di esperienze accertate di anni da direttore o titolare d'impresa nello specifico settore. Inoltre, va posto l'accento sul fatto che se si fosse ricercato un dirigente/responsabile tecnico sarebbe stata sufficiente una qualsiasi laurea in ingegneria mentre il bando richiede esclusivamente l'indirizzo in Ambiente e Territorio, restringendo incomprensibilmente il numero degli aspiranti candidati. Chiediamo, pertanto, che tutto sia bloccato e venga verificato se vi sono consulenti che già intrattengono esperienze di lavoro con l'AMIU, che non hanno esperienze dirigenziali di due anni pregresse, e che siano in possesso di quello specifico indirizzo di laurea che, con il bando così formulato, vedrebbero garantita la possibilità di partecipazione. Chiediamo, pertanto, un immediato intervento del sindaco per sgomberare il campo da qualsiasi dubbio e poiché vi è la convinzione all'interno dell'Amiu che ci sia chi abbia maturato l'esperienza necessaria (vale a dire due anni da dirigente) per assolvere alle funzioni di "responsabile tecnico", pretendiamo che ciò venga dimostrato. Nel caso in cui ciò non si riuscisse a provare, chiediamo di sapere come il c.d.a. dell'azienda intenderà agire per poter proseguire le attività di trasporto rifiuti. 

Ad ogni modo, ciò che ci interessa fortemente è che l'Amiu sia affidata a una persona con tutte le qualità ed abilitazione richieste ed in grado di sovraintendere a tutte le sue attività nonché con una forte e documentata esperienza gestionale alle spalle. Un'azienda con un pesante debito societario, che dovrà approdare in lidi burrascosi quali il processo di privatizzazione e il piano per la raccolta differenziata, non può che essere affidata ad un dirigente di alto profilo che offra garanzie per il futuro dell'azienda e per quello dei suoi 650 lavoratori. Garanzie che non possono essere offerte da consulenti baciati dagli eventi, dovuti a superficialità di un consiglio d'amministrazione tra l'altro dimissionario.

                      Giampaolo Vietri – Consigliere Comunale di Taranto


 

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