Ilva Taranto - Su Antitrust, vendita e Calenda, ecco alcuni elementi omessi
La notizia che infervora il ministro dello sviluppo economico Calenda, su un Antitrust UE che avrebbe autorizzato l’acquisto della Ilva di Taranto, omette di considerare alcuni elementi importanti, che incideranno sui costi di produzione.
Ometto di citare sovrapproduzione europea e mondiale e dazi, che Trump ha solo sospeso sull’acciaio esportato dall’Unione Europea. Un incidentale è d’obbligo sul pontificare di questo ministro dello sviluppo, uomo dell’ottimismo a prescindere, passato da Monti al Partito democratico e si vocifera candidato alla segreteria PD. Un approdo, che è un ulteriore elemento di riscontro alla ricerca del Prof. Alimonie della LUISS, di un PD votato dalle élite e dai ceti medio alti. Tornando al ministro e alle sue congetture su Ilva, che sarà la più competitiva d’Europa, dobbiamo solo augurarci al netto di tutte le considerazioni sopra esposte, che non ci sia lo stesso epilogo dell’interporto di Nola. L’avv. Calena ha un percorso professionale intriso all’inizio di finanza.
Dal San Paolo Investa alla Prudential Sim, quindi in Southern Star poi in Sky di Murdoch fino a Montezemolo, in Ferrari dove si occupa di relazioni con gli intermediari finanziari. Infine in Confindustria con Montezemolo presidente. Calenda diventa anche direttore generale dell’Interporto di Nola afflitto da giganteschi problemi finanziari. Direttore anche della partecipata Interporto Cargo. Chissà poi quanto c’è di vero, in quella cattiveria (?) di D’Adopsia sul finanziamento da parte del Monte dei Paschi di Siena, tra il 2008 e il 2011 proprio quando l’Avvocato ministro era direttore generale dell’Interporto. Curaro puro quanto riporta Dagospia sul “no” alla pubblicazione dei debitori di MPS, si quella che è costata 9 miliardi di euro(http://m.dagospia.com/cosi-fan-tutti-il-conflitto-d-interessi-di-calenda-i-crediti-mps-con-l-interporto-di-nola-139646). Le questioni interconnesse di cui sia i mercanti, che la cupola mediatica non tengono conto o per ignoranza o collusivisi sono i risultati inviati da una sonda della NASA e di cui parleremo, in un prossimo articolo relativo ai gas serra e l’approvazione della riforma del sistema di scambio delle emissioni (ETS) UE con orizzonte 2030. Lor signori non tengono conto, nemmeno di quanto c’è scritto nella direttiva IED sull’inquinamento industriale e degli obblighi da porre in essere. La revisione dell’ETS è l’unico modo per attuare gli impegni assunti proprio dal Governo Renzi sull’Accordo di Parigi, per il raggiungimento degli obiettivi UE di riduzione delle emissioni di gas serra pari al 40% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Altri provvedimenti riguardano l’introduzione di nuovi meccanismi di finanziamento, per le tecnologie lo carbon per stimolare l’innovazione e superare l’uso del carbone. Vedremo infine quale sarà la risposta degli Stati membri di chiusura di altri impianti siderurgici in Belgio, Lussemburgo, Macedonia, Cecoslovacchia, Romania e l’impianto di Piombino dove Calenda, Renzi, la Regione Toscana e i sindacati avevano plaudito l’investitore egiziano Rebrab con il suo piano su Piombino rivelatosi poi un grande flop. Un flop sul quale il Presidente della Regione Toscana ha querelato Renzi che lo aveva accusato di essere stato lui a scegliere Rebora.
Inconfutabili queste dichiarazioni di Renzi su Piombino http://iltirreno.gelocal.it/piombino/cronaca/2014/12/02/news/oggi-l-incontro-tra-renzi-e-il-presidente-cevital-1.10419127. Chiusura dovuta alle decisioni dell’Antitrust per farla scendere sotto il 405 del mercato europeo dell’acciaio. La direttiva conosciuta come IED (direttiva 75/2010) relativamente alle migliori tecnologie disponibili (BAT), obbliga alla loro adozione entro il 20121 (nuove Bata del luglio 2017) invece, il legislatore italiano con il decreto di recepimento della direttiva mostra tutta il suo cinismo e insensibilità verso la vita laddove sostituisce “ l’obbligo” con la facoltà “ può” ( art 29 serie e septies T:U. ambiente). Legislatori, governi e lobby non solo attori di una cultura indifferente all’ambiente e quindi alla vita, ma responsabili primari contro la macelleria sociale testimoniata dai tagli al welfare e ai salari. Riporto sotto i grafici con relative perdite ! Alla fine credo che ILVA registrerà sul medio periodo la distruzione di quasi tutti i posti di lavoro , a causa dell’automatizzazione di tutti i processi produttivi. Dei decisori politici e non di oggi non ci sarà, a rispondere delle scelte di oggi più nessuno La vicenda ILVA dimostra l’incapacità della classe dirigente di pensare con lo sguardo lungo, tenendo conto degli sconvolgimenti in atto ,che saranno creati dalle rivoluzioni tecnologiche e digitali in atto. Una classe dirigente cinica e insensibile verso la vita biologica e sociale dei cittadini di questo Stato. Nel 1 grafico riferito ai salari medi mensili di personale specializzato tra 2014 e questo anno . Da 2680 a 2390. Nel secondo grafico i salari sono riferiti a personale di qualificazione “ bassa”. Da 1390 euro a 1130.

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