Un tuffo surreale nell'archeologia biblica statunitense «L’Archeologo di Dio» di Roberto De Giorgi
Col nome di fantasia di Nelson
Bentham Mill un professore texano racconta la sua vita dalle avventure in
Palestina a Megiddo per finire in Messico.
La storia di questo
romanzo, pag 272 ed Streetlib ha un precedente straordinario che si rifà a
quella stupenda frase che l’autore del «piccolo Principe» Antoine
de Saint-Exupéry scrive alla fine del suo bellissimo romanzo: «non importa
diventare grandi, l'essenziale è non dimenticare».
Il nostro autore
afferma di aver recuperato, pochi anni fa, degli appunti in una cartellina
rosso scuro che scrisse a 18 anni, dieci paginette in parte compilate a mano
con una penna rossa e in parte battute su pagine di un quaderno a quadretti con
la macchina da scrivere Remington.
Ciò che avviene è
come se ci fosse un legame tra quello che c’era nella testa del
giovinetto, fermatosi troppo presto perché capiva quanto fosse grande per lui
e l’adulto sessantenne che venendo in suo soccorso continua la storia e la
completa.
E va detto che quelle
dieci paginette schierano sulla scena tutti i protagonisti degli scavi a partire
dai due personaggi principali del romanzo, Nelson, all’inizio giovane geologo
appassionato di archeologia che parla in prima persona – nel 1925 ha 30 anni - e
il suo amico, concittadino, anche lui El Paso, Sam, di professione
foto-reporter, di appena 23 anni. L’autore mantiene il tono narrativo dello
studente liceale, ex seminarista che ricercava la tradizione dei grandi
ricercatori biblici statunitensi che proprio tra il 1925 e il 39 scavarono a
Magiddo le scuderie di Re Salomone. Da qui parte la storia che vede i due
cominciare un viaggio fantastico, attraverso la caverna Paradiso che come un
gioco dell’oca devono completare andando solo avanti e che li porterà al
cospetto dei flagelli biblici al popolo che loro vivono seguendo i maghi del
faraone egiziano. Con un salto di un ventennio i due amici si ritrovano nel 1945
a Napoli, come ufficiali di complemento alla fine del secondo conflitto e questo
racconto ha un titolo emblematico: “La croce insanguinata” per le grandi
efferatezze della guerra e quasi come una sorta di catarsi dell’anima
l’archeologo cinquantenne deve scoprire che fine abbia fatto il tenente Sam
misteriosamente scomparso dopo aver difeso una ragazza che veniva brutalizzata
da loschi figuri. Scene rapide da thriller con l’incontro con la camorra e
l’esoterismo nazista. Di ventennio in ventennio, come nella temporizzazione
inserita dai Dumas nella trilogia dei Moschettieri, ci ritroviamo nel 1965 a El
Paso. Qui il settantenne professore racconta l’ultimo episodio avventuroso della
sua vita, dove la ricerca archeologica lo porta, insieme alla sua ex allieva
Kate in Messico a scoprire un gesuita eremita scomparso nelle montagne che
sovrastano Monterrey. Qui si sfocia nell’al di là.
Sarà questo l’ultimo
arcano mistero che la piccola e indifesa professoressa Kate deve risolvere
perché è arrivata la maledizione di un demone e la liberazione è impresa ardua.
Sinossi
Thriller,
fantareligione, inchieste, ricerche, esoterismo, horror, viaggi nel tempo, c’è
di tutto in questo romanzo che raccoglie 60 anni di vita di un professore texano
con la passione dell’archeologia. Lo vediamo nel 1925 negli scavi a Megiddo per
scoprire le scuderie del Re Salomone, nel 1945 a Napoli alla fine del secondo
conflitto mondiale, nel 1965 in Messico in una sorta di ricerca sull’archeologia
dell’esistenza. Per finire, l’ultimo racconto vede protagonista Kate, una sua ex
allieva e ora professoressa nella sua stessa scuola di El Paso, che deve
sconfiggere la maledizione della nipote di Belzebù. Nelson Bentham Mill, è un
personaggio inventato che rispecchia la tradizione biblista dei ricercatori
statunitensi, racconta in prima persona la sua vita nei primi tre racconti; la
sua è una religione dei primordi, legata al mondo del mistero, calata dentro una
realtà densa di sentimenti di amicizia, amore, passione, paura e sofferenze. Ma
vi sono risvolti della camorra a Napoli e del narcotraffico in Messico, come
fenomeni di contorno che entrano con la loro prepotenza e arroganza nelle
storie.
L’autore
Editore
di un giornale online, l'autore si alterna tra scrittura di cronaca, ecologia e
racconti fantastici. Nato a Taranto nel 1953 ha vissuto tra vocazione religiosa,
teatro giovanile di base, cooperazione sociale e associazionismo. Per otto anni
ha vissuto tra Bari e Roma contribuendo alla nascita della Lega Ambiente come
responsabile meridionale dell’ARCI. Si è battuto contro la traccia delle braccia
nelle campagne del Sud scrivendo il suo primo romanzo "Cira e le altre,
braccianti e caporali" che è un atto di denuncia contro la violenza sulle donne
da parte della malavita organizzata. E' stato redattore di un giornale politico
e poi sindacalista e per 10 anni docente nella formazione professionale e poi da
20 anni esperto di post-consumo.
Il libro è già
disponibile nell’edizione cartacea su Strettlib al seguente
indirizzo
e fra qualche giorno su
Amazon all’indirizzo

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