Mattarella, i diktat e la Costituzione, da che parte dobbiamo stare?




La politica italiana deve rispettare la costituzione Italiana. Chi pensa che ci siano retro-pensieri oppure chissà cosa nel presidente Mattarella, lo fa col senso di appartenenza ad un partito, non certo col senso della verità.

Noi che non siamo legati a un partito, ma all'informazione non possiamo non riferirci a quanto è scritto nell'articolo 92 della costituzione. Partendo però dal fatto che la figura del Presidente è quella del massimo garante della Costituzione. Quindi rispondendo a quanti dai partiti di destra o da Salvini, col mi piace di Di Maio, attaccano il presidente minacciando il voto o comunque facendo pressioni vanno puntualizzate alcune cose, diciamo chiaramente: il potere di nomina non è suddiviso, appartiene esclusivamente al capo dello Stato. Anche se l'articolo 95 parla di proposta del Presidente del Consiglio. 

Se cosi non fosse saremmo in un altro paese, non in quello che il giorno 2 giugno celebra la giornata degli italiani e delle forze armate, che il 25 aprile celebra la liberazione. La garanzia costituzionale non può essere messa in discussione neanche se si proponga ministro un premio nobel. 
Se si dimentica questo, vorrà dire che viene meno un principio fondante del Paese. Abbiamo scritto già del paradosso italiano, ora pensate un po', ci troviamo di fronte ad un contratto di programma extra parlamentare, scritto in hotel e altro. Con comunicazioni fatte dai tetti su twitter. 

Il presidente incaricato è un emerito sconosciuto con alcune chiacchiere su di lui esasperate dai media e sulle quali non ci va di tornare perché sono gossip e non politica. Una su tutte, la posizione del prof Conte sul metodo stamina, qualora fosse vera, parrebbe anch'essa strumentale, non direbbe nulla in quanto un giurista parla dei diritti delle persone e non dal punto di vista medico.  Questo a sua difesa. Anche rispetto al ruolo, il presidente oggi, lo hanno detto alla radio capitale facendo ascoltare un suo discorso ha parlato di contratto invece di governo. E aveva il contratto sul tavolo, riferisce Orfeo del Pd dopo la consultazione col presidente incaricato. Questa anomalia suggerisce prudenza nel Capo dello stato e crediamo di condividere la sua preoccupazione. 

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