Comune Taranto - Sulla polemica Amministrazione e Ordine Architetti, interviene l'opposizione
Si pubblica qui di seguito comunicato
congiunto dei consiglieri comunali Vietri, Nilo, Baldassari, Fornaro, Ciraci in
merito alla polemica tra l'amministrazione comunale (vedi giu) e l'ordine degli
architetti.
In qualità di consiglieri comunali non
possiamo che stigmatizzare fermamente il modo in cui l'amministrazione comunale
replica all'ordine degli architetti di Taranto rispetto ad una loro richiesta
di partecipazione costante della città alle politiche urbanistiche che la
riguardano. Atteso che gli stessi architetti non disconoscono l'impegno e la
professionalità dell’assessore al ramo ci saremmo aspettati che
l'amministrazione avesse chiesto in quali termini potesse essere accolta
l'istanza degli architetti di Taranto finalizzata ad una legittima condivisione
dei processi utili alla approvazione del nuovo piano urbanistico generale;
provvedimento strategico per ridisegnare la città. Invece dalla nota ufficiale
di Palazzo di Città apprendiamo che l'amministrazione comunale intravede
nell'ordine degli architetti un nuovo partito mettendo in dubbio l'etica e la
professionalita dell'intera categoria professionale. Come se ciò non bastasse
tale nota viene pubblicata sul sito istituzionale dell'ente civico dove l'etica
e la professionalità dell'Ordine sono messe in discussione attraverso le
richieste dell'amministrazione di sapere se gli architetti intervengono nel
dibattito per ottenere un assessorato o perché intenzionati a rivolgere al
sindaco esigenze non meglio precisate. Condanniamo apertamente i toni
aggressivi, di cui la città non ha bisogno, utilizzati dall'amministrazione
comunale già impiegati in diverse occasioni anche nei nostri confronti e
nei confronti del collegio dei revisori dei conti ed esprimiamo solidarietà
all'ordine degli architetti di Taranto che sempre ha contribuito fattivamente
con idee e proposte ad avviare la città su un percoso di rinascita condivisa.
Giampaolo Vietri
Marco Nilo
Stefania Baldassari
Cosimo Ciraci
Vincenzo Fornaro
Questa,
tratta dal sito del comune di Taranto à la risposta dell’amministrazione
all’Ordine degli architetti
Ciclicamente ormai
l’Ordine degli architetti affida alla stampa lamentele circa un maggior
coinvolgimento, ovvero l’assenza del Sindaco ai loro tavoli. Forse è nato un
nuovo partito in città, visto che queste voci non si sono udite nell'ultima
dozzina di anni.
Il Presidente dell’ordine degli architetti denuncia non si capisce bene quale carenza di questa Amministrazione, visto che scrive di numerosi confronti pubblici sui temi di interesse della categoria e soprattutto della presenza costante dell’Assessore Scarcia, che per il Presidente degli architetti ha una grave pecca: è un loro collega. Cosa avrebbero gradito come Assessore di riferimento? Vogliono forse suggerire all’Amministrazione un Assessore con altra professionalità? Può darsi che preferiscano il Sindaco ai loro tavoli per avanzargli non meglio precisate esigenze, o per visionare i progetti, che per altro hanno già ricevuto l'indirizzo politico dell'Amministrazione e presentano naturalmente un tasso di tecnicismo assai elevato?
Nell’ultima nota, lo stesso Ordine degli architetti, ricorda che dopo 40 anni di vuoto assoluto, questa Amministrazione ha finalmente rilanciato il Pug; se ne deduce che il metodo era sbagliato e fallace prima, non ora. Quindi proseguiremo per questa corretta strada. All’Ordine degli architetti va ribadito, inoltre, che hanno a disposizione un Assessore competente, i tecnici e tutte le direzioni del Civico Ente, i quali hanno fino ad ora raccolto i contributi che hanno ritenuto validi e coerenti con la visione ed il programma della Amministrazione, che ormai è risaputo è molto veloce e pragmatica, non indugia in tavoli e vetrine inconcludenti. Ciò che non è stato preso in considerazione non aveva questi crismi, non si tratta di disattenzione.
Preme poi rammentare al Presidente degli architetti che quegli eventi di partecipazione che lui sembra criticare frettolosamente hanno riscosso un gran successo nella nostra comunità, specie tra i giovani, e sarebbero anche previsti espressamente dalla norma. Possiamo convenire con lui sull'utilità di un luogo evocativo di questo work in progress, peccato sia stato abbondantemente previsto dall'Amministrazione, se solo il Presidente avesse avuto l'approccio del professionista e non del politico se ne sarebbe accorto.
Si continui, allora, a fare riferimento all’architetto Scarcia, perché finché avrà quella delega rappresenta l’Amministrazione ai tavoli veramente produttivi.
Il Presidente dell’ordine degli architetti denuncia non si capisce bene quale carenza di questa Amministrazione, visto che scrive di numerosi confronti pubblici sui temi di interesse della categoria e soprattutto della presenza costante dell’Assessore Scarcia, che per il Presidente degli architetti ha una grave pecca: è un loro collega. Cosa avrebbero gradito come Assessore di riferimento? Vogliono forse suggerire all’Amministrazione un Assessore con altra professionalità? Può darsi che preferiscano il Sindaco ai loro tavoli per avanzargli non meglio precisate esigenze, o per visionare i progetti, che per altro hanno già ricevuto l'indirizzo politico dell'Amministrazione e presentano naturalmente un tasso di tecnicismo assai elevato?
Nell’ultima nota, lo stesso Ordine degli architetti, ricorda che dopo 40 anni di vuoto assoluto, questa Amministrazione ha finalmente rilanciato il Pug; se ne deduce che il metodo era sbagliato e fallace prima, non ora. Quindi proseguiremo per questa corretta strada. All’Ordine degli architetti va ribadito, inoltre, che hanno a disposizione un Assessore competente, i tecnici e tutte le direzioni del Civico Ente, i quali hanno fino ad ora raccolto i contributi che hanno ritenuto validi e coerenti con la visione ed il programma della Amministrazione, che ormai è risaputo è molto veloce e pragmatica, non indugia in tavoli e vetrine inconcludenti. Ciò che non è stato preso in considerazione non aveva questi crismi, non si tratta di disattenzione.
Preme poi rammentare al Presidente degli architetti che quegli eventi di partecipazione che lui sembra criticare frettolosamente hanno riscosso un gran successo nella nostra comunità, specie tra i giovani, e sarebbero anche previsti espressamente dalla norma. Possiamo convenire con lui sull'utilità di un luogo evocativo di questo work in progress, peccato sia stato abbondantemente previsto dall'Amministrazione, se solo il Presidente avesse avuto l'approccio del professionista e non del politico se ne sarebbe accorto.
Si continui, allora, a fare riferimento all’architetto Scarcia, perché finché avrà quella delega rappresenta l’Amministrazione ai tavoli veramente produttivi.

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