Taranto - Armonie in Bianco e Nero al via con la poesia di Lilly e l’incanto della musica
Il magnetismo dello sguardo di Nicla Pastore, giornalista di
Studio 100, entra nell'etereo mondo della poesia di Lilly De Siati con la
sua silloge l'Eterna Essenza
Il punto di partenza appare - secondo la stessa Pastore - il senso recondito della poesia che come forma letteraria si distingue dal romanzo, laddove si potrebbe celiare mentre nella narrazione poetica non è consentito bleffare.
Umberto
Eco, compianto esegeta delle Belle Lettere, in sua bustina Minerva, intervenne sulla poesia, dove citando l’opera, da
lui definita amabile, di Maria Luisa Spaziani Montale e la Volpe rammentava un episodio che il nostro sosteneva occorrerebbe far studiare nelle scuole.
Dunque, Spaziani e
Montale passano vicino a una fila di sambuchi, fiore che Spaziani aveva sempre
amato perché “a guardarlo con attenzione
vi si può scorgere uno stellato notturno con piccolissimi bocci a raggiera, un
incanto”. E forse per questo, dice, fra le poesie di Montale che da sempre
sapeva a memoria, privilegiava un endecasillabo di straordinario accento “Alte tremano guglie di sambuchi.”
Montale, vedendo
Spaziani in estasi davanti ai sambuchi dice “che bel fiore” e poi domanda cosa
sia, strappando ovviamente all'amica “un urlo da belva ferita”. Ma come, il
poeta aveva fatto del sambuco una splendida immagine poetica eppure non era in
grado di riconoscere un sambuco in natura? Montale si era giustificato dicendo:
“Sai, la poesia si fa con le parole.”
La prosa parla di cose, e se un narratore introduce un
sambuco nella sua vicenda deve sapere cosa sia e descriverlo come si deve,
altrimenti poteva fare a meno di evocarlo. Nella prosa rem tene, verba sequentur, possiedi
bene quello di cui vuoi parlare e poi troverai le parole adatte. La narrazione
è descrittiva, analitica, persino talvolta cronachistica. Le citazioni di Eco ci sembrano utili a descrivere la poesia di Lilly e della sua Eterna Essenza che la poetessa descrive come un'evocazione dell'anima. Abbiamo più volte parlato di questa silloge, della presenza delle immagini di dieci artisti pittorici presenti.
L'autrice ieri ha parlato di aneddoto legato all'edizione del libro e dell'immagine presente in copertina. L'autore è Athos Faccincani è un artista pluripremiato di enorme successo: ha esposto a
Londra, Parigi, Vienna, Chicago, Madrid, Los Angeles, New York, Zurigo,
Montecarlo… oltre che in Italia. Le sue opere sono presenti nelle case delle
celebrità di Hollywood. L'approccio col pittore e la sua piena e gratuita disponibilità, secondo Lilly descrive bene la grandezza del genio che si sposa col valore dell'umiltà. La poesia ha dato l'avvio ieri - nel salone degli Specchi a Palazzo di Città - al nutrito programma di «Armonie in Bianco e Nero» rassegna, alla sua IV edizione che da ottobre a dicembre chiude l'anno con vari interventi musicali e culturali e che potete sfogliare nell'articolo linkato,
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| Luigi Santo e Daniela Gentile nel salone degli Specchi |
Parte clou della serata è stata la musica con lo spettacolo PITROS
DUO - ITALIA (Calabria) con Luigi
Santo, Tromba e Daniela
Gentile, Pianoforte. Ieri abbiamo saputo che l'origine della tromba è legato all'uso religioso e non militare, ma abbiamo anche visto come il dialogo tra strumenti col pianoforte, che spesso la fa da padrone, ha messo in evidenza un virtuosismo che ci ha fatto navigare tra Russia e Usa, dalla fredda e marciante musica dell'Est alla musica americana che già faceva l'occhiolino al jazz. Una bella serata che ha un bel target artistico che val la pena seguire nel corso dei prossimi mesi a corredo della fine dell'anno - l'ultimo spettacolo avrà luogo il 27 dicembre - l'unico botto tra flauto, ottavino e pianoforte che vorremmo sentire.


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