"Storia di una vetrata" - Ostensione della Benedizione di Eva Fischer


Giornata Europea della Cultura Ebraica, verrà mostrata una delle sei vetrate che Eva Fischer realizzò nel 1981 su consiglio di Marc Chagall. 

La "Benedizione" è stata appena collocata nella nuova sede museale e negli ultimi tredici anni non era mai stata mostrata al pubblico. Rimarrà visibile solo per questa presentazione poi nuovamente coperta, come lo sono le altre vetrate - Gerusalemme, Hebron, Safed, Tiberiade e Roma (www.evafischer.com/altro_vetrate.html) -, dai pannelli di una mostra in corso che durerà sino al 3 febbraio 2019. Le vetrate sono state create nel 1981, su richiesta del fondatore del Museo, Salvatore Fornari e dell'eterno amico Elio Toaff.
Eva Fischer (1920-2015) è stata l'ultima testimone della Scuola Romana del dopoguerra. Amica di Picasso, Chagall, De Chirico, Dalì, Miriam Novitch e di altre personalità culturali del XX e del XXI secolo, ha esposto in oltre 130 personali e le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private. 

Le immagini raccolte e depositate nei suoi "momenti pittorici" possono però passare dal fantasioso al fantastico, dal "nudo e crudo" a quell'impercettibilità che solo la sensibilità di un'artista riesce a personalizzare.

Celebri fra le sue tematiche, i mercati di Roma, le Biciclette, le Architetture Mediterranee. Il "diario segreto" legato alla Shoah che le strappò il padre ed altri 32 familiari, è stato esposto con successo allo Yad Vashem, dove sono rimaste tre opere nella collezione permanente. Un'altra trentina di quei quadri hanno creato lo "Eva Fischer Fund" presso il Municipal Center di Kfar-Saba (Israele). "Artista Europeo" dai primi anni '80, ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti ed il Presidente della Repubblica Napolitano l'ha insignita per decreto, dell'Onorificenza di Cavaliere del lavoro ai meriti della Repubblica Italiana.
Nelle sue opere è costante il gioco delle trasparenze frutto del suo stile personalissimo. Il lungo percorso pittorico è ricco di melodie dai romanticismi melanconici, dai racconti di vita vissuta o di vita calpestata. Riferendosi alla dimensione artistica del ventunesimo secolo, Eva ha sottolineato che "è arte solo quel che provoca emozioni".

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