Taranto – Le case abbandonante in mano alla criminalità

 

Lo svuotamento del Borgo di Taranto alimenta un’economia sommersa e fortemente illegale, favorita dall’indifferenza generale o dall’assenza di una regia capace di far emergere il problema. 

Che cosa accade? 

Molte abitazioni, soprattutto di piccole dimensioni, restano senza proprietari quando i titolari muoiono senza eredi o quando l’eredità viene rifiutata. 

In questi casi, l’immobile abbandonato diventa un bene vacante e viene acquisito automaticamente dallo Stato. Entra così nel patrimonio statale senza necessità di accettazione formale ed è affidato alla gestione dell’Agenzia del Demanio. 

Ma cosa succede quando tutto questo resta senza controllo? 

Piccole organizzazioni criminali sfruttano questo abbandono per trarre profitto dal bisogno di alloggio, soprattutto da parte di persone straniere, ricorrendo anche ad allacci abusivi a elettricità e acqua. 

Poiché questi occupanti non risultano residenti, non viene attivato alcun regolare servizio rifiuti né pagata la TARI. Inoltre gli immobili sfuggono sia all’IMU locale sia ad altre imposte, mentre i condomìni si ritrovano a fare i conti con morosità intestate a proprietari deceduti. 

Come se ne esce? 

A livello nazionale non esiste una categoria amministrativa unica per le “case abbandonate”. Il recupero e la riqualificazione di questo patrimonio statale inutilizzato avvengono attraverso bandi specifici e progetti di rigenerazione territoriale. 

Il Demanio gestisce circa 45.000 immobili dello Stato. Oltre 26.000 sono considerati non strumentali, cioè non utilizzati dagli uffici pubblici. In questa categoria rientrano decine di migliaia di immobili abbandonati o dismessi, tra cui più di 1.500 ex caserme, oltre a stazioni, fari ed edifici storici. 

Per questo, il ruolo principale dovrebbe spettare all’ente locale, chiamato ad amministrare il territorio e a collaborare in modo efficace con lo Stato. 

Non sto parlando dei siti occupati da organizzazioni non violenti, centri sociali ed altro, anzi tali occupazioni sarebbero da auspicare per alzare il livello culturale della comunità. 

Un primo passo potrebbe essere un censimento delle case abbandonate e del loro uso attuale, affidato agli uffici urbanistici e a quelli del patrimonio. 

Un bene sottratto alla comunità diventa una grave ferita sociale: alimenta l’illegalità, favorisce un’economia totalmente sommersa, impoverisce il tessuto civile e produce degrado, assenza di prospettive e svalutazione degli immobili regolari. 

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