WWF celebra 60 anni con “Capitale Comune”


Tre storie di aziende che dimostrano come la competitività e e la tutela degli ecosistemi siano la stessa sfida

Il ruolo dell’industria nel guidare la transizione e quello del WWF Italia nel connettere il settore Corporate alla sostenibilità in un nuovo podcast con Chora Media

Tre storie di aziende che hanno scelto il WWF per essere accompagnate in una transizione verso la sostenibilità nelle loro strategie aziendali di lungo termine. Sono questi i percorsi al centro di “Capitale Comune”, il podcast realizzato dall’organizzazione in collaborazione con Chora Media, scritto e raccontato da Clara Morelli, che sarà disponibile su tutte le piattaforme d’ascolto a partire dal 4 giugno, data di pubblicazione della prima puntata. 


In un contesto segnato dalla crisi climatica e dalla perdita di biodiversità, emerge con sempre maggiore evidenza una realtà non più ignorabile: economia e natura sono profondamente interdipendenti. Le imprese operano all’interno di sistemi naturali da cui dipendono per risorse, stabilità e prospettive di crescita, ma allo stesso tempo ne determinano l’equilibrio e il futuro.

 

Il podcast LINKSPOTIFY - Ascolta la prima puntata

 

“Capitale Comune” è un viaggio in tre puntate che racconta il ruolo svolto dal WWF nell’ispirare cambiamenti virtuosi nei processi produttivi delle aziende e nelle filiere, con tre storie concrete di trasformazione in cui sostenibilità ambientale ed economica convergo. Attraverso esempi concreti di impatti misurabili, capiremo come la partnership con WWF possa ridurre gli impatti sul Pianeta e rivelarsi determinante per la sostenibilità del business in diversi mercati. Il podcast nasce in occasione dei 60 anni del WWF Italia e si inserisce in un percorso che vede l’organizzazione tra i pionieri del dialogo delle associazioni ambientaliste con il mondo delle imprese.


Protagoniste delle tre puntate sono Bolton Food, Barilla e Sofidel, partner storici del WWF Italia, che attraverso le loro esperienze raccontano come sia possibile trasformare filiere, modelli produttivi e strategie aziendali in chiave sostenibile: dalla pesca responsabile alla transizione verso sistemi agricoli più resilienti, fino agli impegni concreti su clima e foreste. Il filo conduttore è chiaro: non esiste crescita economica duratura senza ecosistemi sani.



 









Il ruolo delle aziende per la transizione nella visione del WWF Italia

 In un mondo attraversato dalla crisi climatica, dalla perdita di biodiversità e da una crescente pressione sulle risorse naturali, diventa sempre più evidente che la tutela della Natura debba passare anche – e soprattutto – dal coinvolgimento del sistema economico. È una visione che il WWF Italia porta avanti da oltre sessant’anni, anticipando i tempi e contribuendo a costruire un nuovo paradigma: quello della collaborazione tra mondo scientifico, società civile e imprese per attivare una trasformazione profonda dei modelli produttivi.

Già dagli anni Novanta, quando i temi di clima e biodiversità erano ancora marginali nel dibattito pubblico, il WWF aveva avviato un dialogo con il settore privato, promuovendo l’integrazione di criteri scientifici, monitoraggio degli impatti e responsabilità lungo le filiere. 

Una scelta pionieristica che oggi si conferma più attuale che mai: le imprese non operano su uno sfondo neutro, ma all’interno di un sistema naturale da cui dipendono profondamente – e che, allo stesso tempo, contribuiscono a trasformare. In sessant’anni, questo approccio si è evoluto: dalle prime forme di sostegno ai progetti di conservazione si è arrivati a partnership sempre più strutturate, capaci di incidere su filiere, prodotti e comportamenti, contribuendo a costruire nuovi standard di sostenibilità.

 


Il WWF ha scelto di collaborare con il settore privato per integrare nei processi produttivi competenze scientifiche, strumenti di monitoraggio e modelli di trasformazione verso un minor impatto.

 


“Oggi è sempre più evidente che economia e natura sono profondamente interdipendenti: le imprese dipendono dalla stabilità degli ecosistemi e, allo stesso tempo, ne determinano il futuro. Per questo, tutelare il capitale naturale non è solo una responsabilità etica, ma una scelta strategica. 


È anche ciò che consente di superare una visione della sostenibilità come costo, per riconoscerla invece come una leva di creazione di valore nel medio-lungo periodo. La storia del WWF Italia dimostra che l’impossibile può diventare possibile quando scienza, società e mondo economico convergono verso un obiettivo comune. Entrare nel sessantesimo anno significa assumersi una nuova responsabilità: guidare la transizione verso un futuro in cui l’umanità viva davvero entro i limiti del Pianeta, valorizzando la natura come fondamento del benessere, dello sviluppo e della vita stessa”, dichiara Benedetta Flammini, Direttrice Marketing e Comunicazione del WWF Italia

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