DISPOSIZIONE "SALVABIOGAS": CI RIPROVANO ANCHE DA ROMA ?



Apprendiamo da fonti stampa di questi giorni che dal Governo nazionale si starebbero adottando delle disposizioni legislative che costituirebbero di fatto una sorta di assist per "salvare" le centrali a biogas autorizzate nelle Marche senza preventivo screening di VIA, sulla base delle norme contenute nella Legge Regionale 3/2012, ritenute successivamente illegittime dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 93 del 22.05.2013, a seguito di impugnazione della legge regionale da parte dello stesso Consiglio dei Ministri.

Dopo le 7 sentenze del TAR Marche[1] che hanno dato ragione a cittadini e Comuni che si sono opposti agli impianti, e dopo la forte ipoteca messa dal Consiglio di Stato sulla percorribilità di una eventuale Valutazione di Impatto Ambientale postuma degli impianti con il pronunciamento di cui all' Ordinanza n. 798 del 19 febbraio 2014 a seguito del ricorso presentato dai cittadini del Comitato Energia, Ambiente e Territorio per i nostri Figli di Osimo, apprendiamo da tali fonti stampa che sarebbe stata inclusa nel cosiddetto "decreto agricoltura" in discussione in questi giorni al Consiglio dei Ministri una norma che permetterebbe di fatto lo svolgimento di screening e VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) postumi di impianti già autorizzati senza la dovuta sottoposizione preventiva a tali procedure, prevista invece dal quadro normativo nazionale ed europeo.

La norma in questione permetterebbe inoltre, per gli impianti autorizzati e già in esercizio, il proseguo dell' attività anche in caso di pronunciato annullamento della relativa autorizzazione in sede giudiziaria.

Tale norma salverebbe di fatto gli impianti autorizzati sulla base di norme regionali ritenute illegittime dalla Corte Costituzionale e la cui autorizzazione è già stata dichiarata per tale ragione illegittima a seguito di provvedimenti delle Autorità di Magistratura Amministrativa, come appunto avvenuto per diversi impianti a biogas nella Regione Marche.

Si ritiene che la norma inserita nella bozza del DL agricoltura, almeno così come descritta sulla stampa, apparirebbe in aperto contrasto con il quadro normativo (nazionale e comunitario) nonché con l'orientamento giurisprudenziale, anche comunitario, in merito sia alla impercorribilità di una Valutazione di Impatto Ambientale postuma, sia alla possibilità di esercire gli impianti anche in caso di sopraggiunta sentenza di annullamento dell'autorizzazione, disattendendo a provvedimenti della magistratura amministrativa, esponendo altresì lo Stato Italiano al rischio di sottoposizione a procedure di infrazione da parte della UE, con conseguente possibile danno erariale, permettendo infine un rischio di indebito ottenimento di incentivi pubblici e l'esercizio degli impianti in assenza di legittimo e valido atto autorizzativo;

La norma nel DL agricoltura, se confermata nella stesura descritta, potrebbe arrecare inoltre possibile danno diretto o pregiudizio sia ai cittadini sia agli enti pubblici che hanno già presentato dei ricorsi contro le Autorizzazioni Uniche degli impianti, costituendo all'evidenza una chiara ipotesi di disparità di trattamento di tutti i cittadini dinnanzi alla Giustizia, ivi inclusa quella amministrativa.

Per tale ragione, il Coordinamento di Comitati Terre Nostre Marche ha inviato al Presidente della Repubblica, a tutti i Ministri del Governo, ai funzionari interessati nell' iter di inserimento della norma nel DL in discussione i questi giorni, oltreché per conoscenza a tutte le autorità di controllo ed a tutti i Parlamentari della Repubblica, una nota di richiamo alle singole responsabilità personali, affinché ognuno, per le proprie competenze, adempia ai dovuti atti o provvedimenti al fine di espungere dal testo definitivo del DL in approvazione del Governo E/O non assuma il ruolo di legge con pubblicazione in Gazzetta Ufficiale E/O venga revocata anche in autotutela qualsiasi norma o disposizione palesemente in contrasto con il quadro normativo comunitario e nazionale nonché con la consolidata giurisprudenza esistente a riguardo dell' argomento di specie sopra richiamato.

Ci auguriamo che ogni eventuale tentativo di legittimare "per legge" ciò che persino la magistratura amministrativa ha dichiarato illegittimo possa essere immediatamente e preliminarmente abbandonato, anche al fine di non aggravare ulteriormente il livello di contenzioso e di scontro già grave e pesante fra cittadini ed istituzioni. Questa vicenda poteva e doveva essere chiusa da subito, almeno due anni fa. Solo per colpa di una malapolitica si è indecorosamente procrastinata, costringendo cittadini ed enti a difendersi contro quelle stesse istituzioni e quegli stessi burocrati pagati con i nostri soldi per difendere i diritti e divenuti invece controparte dei cittadini.
Jesi, 19 giugno 2014
Per Terre Nostre Marche
(Coordinamento regionale di Comitati a tutela dell'Ambiente, della Salute e del Territorio, aderente al Coordinamento nazionale Terre Nostre)
Il Presidente
MASSIMO GIANANGELI

www.terrenostremarche.wordpress.com

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[1] Sentenze Tar Marche: n.559/2013 su impianto biogas di Camerata Picena; n.659/2013 su impianto a biogas di Corridonia; n.61/2014 su impianto a biogas di Monsano; n.64/2014 e n.65/201 4 su impianto a biogas di Potenza Picena; n.214/2014 e n.215/2014 su impianto a biogas di Loro Piceno.

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