I RIFIUTI ABBANDONATI IN MARE

Si entra nell'estate ecco cosa si diceva lo scorso anno, plastica e sigarette i rifiuti più abbandonati in mare



La plastica, specialmente le buste e le bottiglie Pet, sono i maggiori fattori inquinanti marini, raggiungendo l'80% dei rifiuti. Lo denuncia «Rifiuti marini: una sfida globale», l'ultimo rapporto del programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (Unep). Il dato che emerge si basa sulle raccolte di campioni effettuate da volontari tra il 2002 e il 2006. Il rapporto è il primo tentativo di fare il punto sulla situazione nei 12 maggiori mari del mondo. A oggi, si stima una produzione di 225 milioni di tonnellate di plastica l'anno.

L'allarme dell'Unep. «I rifiuti marini sono sintomatici di un malessere globale» ha spiegato Achim Steiner, direttore dell'Unep, che chiede la riduzione dei rifiuti migliorandone la gestione, puntando su riciclo e riuso dei materiali. Secondo Steiner «alcuni rifiuti, come la pellicola monouso delle buste di plastica, che soffoca la vita marina, andrebbero banditi o eliminati rapidamente ovunque. Semplicemente, ci sono zero giustificazioni per produrne ancora». A livello mondiale infatti la plastica è il nemico numero dei mari.

I rifiuti nel Mediterraneo. Nel Mediterraneo, il 52% della top 12 dei rifiuti, che include plastica, alluminio e vetro, arriva da attività costiere e ricreative. Gli avanzi dei fumatori invece, da soli arrivano al 40% dell'immondizia recuperata, mentre le attività marine generano il 5% della spazzatura marina. Tra i maggiori agenti inquinanti, quindi, ci sono mozziconi di sigaretta e pacchetti. I rifiuti dei tabagisti ammontano al 37% dell'immondizia raccolta, che supera il 40% se si conta anche il 3,8% delle confezioni di tabacco.

La classifica dei rifiuti nel Mediterraneo. Seguono immancabili poi: bottiglie di plastica (9,8%), buste di plastica (8,5%), lattine di alluminio (7,6%), coperchi (7,3%), bottiglie di vetro (5,8%), il set completo del picnic usa e getta (bicchieri, piatti e posate) con il 3,8%, imballaggi e contenitori di cibo (2,5%), cannucce (2,1%) e linguette di apertura di lattine o altro (1,9%).

La maggior parte dei rifiuti vengono prodotti d'estate. La gestione dei rifiuti nei Paesi del Mediterraneo è ancora scarsa e legata al forte impatto del turismo. Il Mediterraneo, infatti, rappresenta una delle destinazioni turistiche più gettonate al mondo, in particolare le zone costiere, che durante la stagione estiva raddoppiano la popolazione. In alcune mete, secondo l'Unep, oltre il 75% dei rifiuti vengono prodotti durante l'estate.

La gestione dei rifiuti.
Dal documento emerge che, nonostante gli sforzi internazionali, nazionali e regionali per fermare l'inquinamento del mare, un'allarmante quantità di spazzatura gettata in acqua continua a minacciare la sicurezza e la salute sia per la popolazione che per gli animali. In alcune zone del Mare del Nord dice il rapporto il 95% degli uccelli marini ha ingerito plastica. Secondo il rapporto Unep, esistono regole sui rifiuti nei vari paesi ma rimangono problemi legati al funzionamento e utilizzo degli impianti portuali di raccolta, specie nei piccoli porti di pesca e nelle marine. L'immondizia ritrovata in acqua deriva in gran parte dalle attività costiere

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