Salento invaso dai rifiuti, raccolta a singhiozzo. Cassonetti stracolmi

LECCE (6 luglio) - Ieri, in città, i rifiuti sono rimasti per strada, giacché i cassonetti erano già traboccanti domenica, dopo che sabato da Cavallino erano stati mandati indietro cento camion carichi di spazzatura. Oggi la raccolta potrebbe ripartire ma a singhiozzo. Il problema è sempre lo stesso: la discarica che non ce la fa a smaltire tutta la spazzatura che arriva da Lecce e dalla provincia.

Ora l'impianto è ripartito
e sta lavorando a pieno ritmo, ma non basta per smaltire quanto accumulato in questi giorni. Si spera che oggi si possa conferire ancora più agevolmente, solo così il servizio di raccolta e smaltimento potrà ritornare a funzionare normalmente. Diversamente il capoluogo (ma anche i 24 Comuni del Nord Salento che rientrano nell'Ato Lecce 1) sarà straripante di spazzatura, con tutto quello che ne consegue in termini di immagine, considerato che in questo periodo la città pullula di turisti. Senza contare che se si blocca il centro di Cdr tutti i Comuni della provincia potrebbero essere sommersi dai rifiuti. Del resto, non sarebbe la prima volta.

La soluzione non è semplice. Ieri mattina, come annunciato, l'assessore all'Ambiente del Comune di Lecce, Gianni Garrisi, il dirigente dell'Ufficio Ambiente, architetto Fernando Bonocuore, e una pattuglia di vigili urbani sono andati a fare un sopralluogo nelle discarica di Cavallino. «Il problema è che l'impianto di Cdr, che accoglie la frazione secca di tutta la provincia non ce la fa a reggere il carico, perché è tarato per accogliere 400 tonnellate di rifiuti al giorno, attualmente invece arrivano rifiuti per 600/700 tonnellate, è logico che deve bloccarsi - sentenzia l'assessore Garrisi, che è anche presidente dell'Ato/1 -. C'è stata una mancanza progettuale a monte, la stessa che ora manda in tilt la discarica. Infatti, gli intoppi che si stanno verificando adesso sono la conseguenza di quella mancanza progettuale da parte della Regione Puglia: innanzitutto, non c'è il nastro trasportatore tra impianto di biostabilizzazione e quello di Cdr. Le balle che escono dal biostabilizzatore sono di un metro e dieci, quelle che può accogliere l'impianto di Cdr, invece, non posso superare il metro. Quindi, una serie di difficoltà che si sarebbero potute superare nel momento di stesura dei progetti. A questo punto, deve intervenire la Regione, la sola deputata a risolvere questi inconvenienti».

Al momento, le soluzioni proposte da Palazzo Carafa sono due. La prima: «Abbiamo chiesto che si faccia uno stoccaggio all'interno dell'impianto di Cavallino, in modo che i camion possano arrivare e conferire i rifiuti senza fare code di interi giorni per poi tornare indietro». La seconda: «Convocheremo un incontro urgente con Regione, Provincia, Ato, gestori degli impianti e trasportatori - dice Garrisi -, perché questa vicenda non si può sbloccare solo con l'intervento degli Ato, visto che tra noi abbiamo fatto incontri e accordi ma non siamo riusciti lo stesso ad evitare che scoppiasse il casino».

Intanto, dopo il sopralluogo,
i gestori hanno assicurato che faranno di tutto per assicurare un servizio più veloce. «Ad oggi, però - conclude l'assessore Garrisi - non possiamo dire se la raccolta riprenderà regolarmente. Possiamo solo sperare, anche perché è impensabile che una città come Lecce possa presentarsi ai turisti con una cartolina in cui protagonisti sono i rifiuti».
di Maria Claudia MINERVA (Quotidiano di Lecce)

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