E io sto con Cecil senza se e senza ma e vi spiego perché.




L'altro giorno, sulla base del clamore della vicenda del Leone Cecil ucciso in Zimbabwe mi imbatto nel post di Licia Colò, giornalista che tutti gli amanti dei viaggi ricordano con affetto come conduttrice di Alle falde del Kilimangiaro, dal 1998 al 2015 ora approdata dopo alcune vicende - che chi vuole può documentarsi - a Tv2000 nel programma un "Mondo Insieme" che va in onda il martedì sera alle 21,10 e che vi invito a vedere. 

Lei scrive una cosa condivisibile e che va letta cosi come ho commentato io, l' Homo faber con il suo decadimento dell'etica nega l'homo sapiens che fino a l'800 aveva avuto un rapporto disincantato nei confronti della natura,  mentre ora la vuol distruggere.

Scrive Licia Colo sulla pagina facebook: " ...Quello che penso a riguardo non è opportuno dirlo. Una persona ha i soldi, paga, e uccide per il semplice piacere di farlo. Uccide un simbolo di forza e fierezza, una forza che purtroppo oggi non esiste più, perché di fronte ad un fucile, e a tale crudeltà nessuno sembra potere niente. Cecil, un grande leone dall'aria Buona oggi non c'è più perché un ricco dentista americano si è voluto divertire, ma nel mondo purtroppo la violenza verso l'altro sembra non aver fine. Un Altro che è sempre un debole, un bambino, una donna, un anziano, un diverso, un animale... Sono indignata certo, e sempre più convinta che tutti noi si debba fare il possibile per promuovere il rispetto per la vita, così come il valore di un sorriso che oggi per l'ennesima volta ci viene difficile fare. Buona notte a tutti voi"

La garbatezza di tale posizione la condivido appieno opponendola a quanti pensano, quasi scandalizzandosi,  che si dia troppo spazio al Leone Cecil rispetto ad altri temi. Come se fosse una distrazione pericolosa da fatti ben più gravi che avvengono nel mondo. Con lo stesso assioma che si potrebbe riservare a fatti banali e non importanti. Nulla di più sbagliato. Che mostra mancanza di empatia e chiusura di ogni discorso. Un atteggiamento - che starebbe bene nelle parole della difesa in un eventuale processo - che finisce quasi a voler assolvere il ricco dentista, come ogni ricco uomo che disprezzi la natura. San Francesco nel Cantico delle Creature scriveva della Sorella Terra che ci sostenta e governa. 

In realtà tale scempio di una vita, realizzato da un ricco dentista americano, riproduce il disprezzo di quanti usando il potere del denaro offendono i diversi, i deboli, i poveri come scrive Licia, e non c'è dicotomia tra una realtà disperata e un altra, tra un fatto scellerato e crudele e un altro. La violenza dell'Isis, o quella di Boko Haram, l'uccisione di trecento bambini o del neonato palestinese, tutte le violenze urbane legate alla misera. possono trovare  nel Leone Cecil  un simbolo, essendo la sua morte violenta dovuta al divertimento di un inqualificabile personaggio, come simbolo di ogni tipo di violenza e di oppressione. Questa è la posizione più sobria da assumere, come operatore dell'informazione, pensando che il clamore suscitato da una notizia prescinde dal sentimento delle singole persone che vi aderiscono con passione e che la forza della comunicazione deve essere usata per unire anziché dividere. Si sa che il mondo animalista è assai diffuso e radicato e questo mondo può allearsi per ogni battaglia civile,. Ecco perché io dico che sto con Cecil il Leone simbolo del riscatto del mondo dalla violenza e l'orrore che avanza. Senza se e senza ma.




Commenti

Post popolari in questo blog

Borraccino: "Vertenza call center commessa ENEL, a fianco ai lavoratori"

AVS Taranto: no alla deregolamentazione del lavoro nei call center ENEL

Scena muta della Meloni sullo scandalo Paragon