Puglia - CNA: “Comune che vai, fisco che trovi”.


Nel 2015 in discesa dell'1,7% il peso del fisco sulle piccole imprese  

Ribezzo , Cna Puglia , “ Tassare le imprese per quanto incassano effettivamente”

In Puglia le imprese lavorano solo  per pagare le tasse sino al  “Tax free day”  
   Insomma  , dice Ribezzo Cna Puglia , da questa indagine della Cna Nazionale si evince che  :
se sei un imprenditore e lavori a Taranto il 31 Agosto finisci di lavorare per il " socio Fisco "  e poi inizi a guadagnare per la tua Azienda, non solo il totale delle tasse pagate dagli imprenditori tarantini ammonta all 66,8% ed il tutto posiziona la citta’ al 17° su 113 citta’ prese in considerazione nella ricerca della Cna Nazionale , si puo’ dire con certezza che” a Taranto si lavora 8 mesi  per pagare le tasse nazionali e comunali” . mentre in Puglia   sei un imprenditore “ fortunato “  se lavori a  Lecce perché il 14 agosto finisci di lavorare per il “ SOCIO FISCO “  ed inizi a guadagnare qualcosa , sei “ sfortunato”  se lavori a  Bari perché per  guadagnare qualcosa devi aspettare il 10 Settembre .
“Tax free day”   Puglia
10 settembre 2015  a  Bari
5 settembre 2015 Foggia
31 Agosto a Taranto
21 agosto 2015  a BRINDISI
14 agosto 2015 Lecce
Questa è la sconcertante realtà che Pasquale Ribezzo , Segretario Regionale della Cna Puglia , stigmatizza leggendo i dati dell’Osservatorio della Cna sulla tassazione delle piccole imprese presentato ieri a Roma .  I posizionamenti e le percentuali di tasse pagate nei ns capoluoghi di provincia evidenziano come sia ancora molto alta l’imposizione fiscale sia nazionale che locale e che , ad esempio , a Bari,  città classificata come le piu’ care dal punto di vista fiscale , il totale delle tasse pagate ammonti ad una cifra assurda ed improponibile per  chi gestisce un’attivita’ imprenditoriale del 69.6% ,a Foggia il 68,2%, a Taranto il 66,8% mentre a Brindisi il 64,2% e , per finire  , una magra consolazione  , la città piu’ “ bassa per le tasse “ si rivela Lecce con il 62,1%
È necessario un’inversione di tendenza per far si che la ripresa possa partire anche nella nostra Puglia cosi’ operosa e sempre alla ricerca di nuovi mercati , bisogna pero’ favorire e snellire l’accesso al credito per far fronte alla mancanza di liquidità degli artigiani e dei piccoli imprenditori; rispettare i tempi di pagamento e far fronte ai debiti verso le imprese e prevedere una tassazione agevolata ad artigiani e piccole imprese soprattutto nelle aree di crisi.
La Cna Puglia sostiene che sulle piccole imprese continua ad accanirsi un fisco fra i più voraci d’Europa. Ma questa voracità sta cominciando, di poco e lentamente, a calare, proponiamo con urgenza che le piccole imprese csiano  tassate per cassa e non per competenza, cioè sulla base dei redditi effettivamente incassati, sarebbe un significativo passo in avanti. E ottenuto senza eccessivi oneri per le casse pubbliche, in quanto i versamenti verrebbero solo posposti”.
 Nel 2015 il peso complessivo del fisco (Total Tax Rate) si profila un calo dell’1,7%, passando dal 63,9% del 2014 al 62,2%. Siamo ancora, come si vede, ben al di sopra del 59,2% raggiunto nel 2011, l’anno zero del federalismo fiscale. Il calo del 2015 va interamente intestato all’abolizione della componente lavoro dell’Irap. Un beneficio che poteva essere ben più corposo, se non fosse stato dimezzato dal maggior prelievo dell’Irpef e dei contributi previdenziali degli imprenditori (IVS).  Il taglio dell’Irap si è trasformato in reddito d’impresa, quindi immediatamente soggetto all’Irpef. Torniamo alla riduzione possibile nel 2015.
 E’ un passo nella giusta direzione, continua Ribezzo  , e come Cna Puglia  ci aspettiamo le relative  conferme dalle decisioni che prenderanno i Comuni nei prossimi mesi , chiediamo che i  Sindaci non decidano  di compensare i tagli, già stabiliti, dei trasferimenti dello Stato centrale, rimettendo mano ai tributi locali, per non far svanire del tutto  fino a farlo scomparire il beneficio fiscale indotto dal taglio dell’Irap.  Lo rileva il Rapporto 2015 dell’Osservatorio CNA sulla tassazione della piccola impresa, curato dal Centro studi e dal Dipartimento politiche fiscali, presentato oggi in occasione del convegno “Comune che vai, fisco che trovi”.
SINTESI DEI DATI DELL’OSSERVATORIO
Fonte CNA: centro studi - Osservatorio della tassazione sulla piccola impresa

Dati contabili dell'impresa dell'impresa tipo
Euro Ricavi 431.000
costo del personale (4 operai e 1 impiegato)165.000
Costo del venduto  160.000
Altri costi e ammortamenti 56.000
Reddito d'impresa prima delle imposte deducibili 50.000
Impresa tipo
Impresa individuale che utilizza un laboratorio artigiano di 350 mq ed un negozio destinato alla vendita di 175 mq. Dispone, inoltre, di macchinari, attrezzature, mobili e macchine d’ufficio e di un automezzo per il trasporto conto proprio

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