Il coinvolgimento dei produttori di pesticidi nella valutazione di rischio della UE, mette in pericolo la sopravvivenza delle api.

Secondo una nuova ricerca, pubblicata oggi da European Beekeeping
Coordination (Coordinamento europeo degli apicoltori) e Corporate
Europe Observatory (Osservatorio sull'Europa Corporata) [1], gli
"esperti" dei produttori di pesticidi, stanno minando alla base la
revisione dei regolamenti sui pesticidi della UE, mettendo quindi
ulteriormente a rischio la popolazione apiaria. Il rapporto arriva
appena prima del voto del Parlamento Europeo (23 -24 novembre) su una
risoluzione che propone una ricerca indipendente sulla mortalità
apiaria e una revisione delle regole europee che governano la
valutazione del rischio dell'esposizione ai pesticidi per le api [2].

Secondo la ricerca, i nuovi test di sicurezza proposti per i
pesticidi destinati all'uso all'interno della UE, non tengono conto
del modo in cui i cosiddetti pesticidi sistemici si accumulano nelle
api e nel loro cibo.

Il numero delle api sta diminuendo in tutta Europa, con perdite che
possono arrivare fino al 30% all'anno, mettendo così a rischio anche
molte forniture alimentari per il vitale ruolo di insetti
impollinatori svolto dalle api. [3]. La colpa sembra essere
attribuibile a diversi fattori.

La relazione rivela che un certo numero di "esperti", legati alle
compagnie che producono i pesticidi,
sono implicati nella definizione dei test richiesti per verificare il
livello di sicurezza dei nuovi pesticidi secondo le direttive europee
del settore [4].

Poiché le istituzioni europee non hanno i propri esperti nel settore
delle api, la commissione ha chiesto la consulenza esterna
dell'International Committee of Plant-Bee Relationship (ICPBR)
(Comitato Internazionale sulle relazioni tra api e piante), il quale,
a sua volta, ha creato un gruppo di lavoro per studiare l'impatto dei
pesticidi sulle api. Di questo gruppo, fanno parte rappresentanti dei
produttori di pesticidi, tra cui Bayer CropScience, Syngenta e BASF,
con il compito di studiare e raccomandare le metodologia, che verrà
poi approvata dalle istituzioni europee, per la valutazione del
rischio, per le api, dell'esposizione ai pesticidi.

Francesco Panella, di professione apicoltore e portavoce del
Coordinamento europeo degli apicoltori, ha così spiegato: "Ci sono
elementi che indicano che i pesticidi potrebbero avere una parte
determinante nell'alta mortalità delle api. Considerata l'importanza
delle popolazione apiaria, noi siamo convinti che l'effetto
cumulativo dei pesticidi debba essere valutato con adeguate procedure
di sicurezza. Ma gli esperti dei produttori hanno posto il veto a
queste proposte dicendo che non c'è alcuna ragione di allarme."

Questi "esperti" hanno proposto dei test sulla sicurezza che
considererebbero sicuri dei pesticidi che distruggono fino a un terzo
delle api di un alveare. Una percentuale di perdita simile,
produrrebbe un rapido declino nel numero delle api e renderebbe
l'allevamento delle api impossibile.

Aggiunge Francesco Panella: "In questo modo, si consente ai
produttori di stabilire le regole che fanno loro comodo e il
risultato sarà disastroso per la popolazione apiaria europea".

"E' essenziale per l'ambiente, per la flora e per la fauna, che la
commissione e gli stati membri, garantiscano che la consulenza su cui
baseranno le loro decisioni, non sia viziata dalle finalità di lucro
delle compagnie produttrici. Non sono a rischio solo le api e
l'apicoltura, ma tutto l'ambiente.

Note:
[1] Il futuro delle api nelle mani della lobby dei produttori di
pesticidi? European Beekeeping Coordination and Corporate Europe
Observatory, Novembre 2010.
vedi: http://www.corporateeurope.org/agribusiness/content/2010/11/
future-bees

[2] http://www.europarl.europa.eu/en/pressroom/content/20101025IPR90080/

[3] Il picco dei collassi delle nuove colonie di api, si è avuto
nella primavera del 2008 in Francia, Germania, Italia e Slovenia,
dove, nell'atmosfera, è stato rilevato un alto carico di pesticidi
neurotossici.I pesticidi neurotossici includono i neonicotinoidi (a
base di nicotina) che sono applicati alla pianta in modo sistemico,
rivestendone i semi, iniettandoli nella pianta o irrigando col
pesticida. Il risultato è la presenza del pesticida in tutte le parti
della pianta, incluso il polline

[4] La tossicità e le altre caratteristiche dei pesticidi e delle
loro sostanze attive devono essere sottoposte a valutazione per
ottenere l'autorizzazione alla vendita nell'Unione Europea. Secondo
la direttiva europea 91/414/EEC, le sostanze attive dei pesticidi
sono approvate a livello europeo. Gli annessi di questa direttiva
(Annessi II e III della Direttiva del Consiglio 91/414 del 15 luglio
1991) sono al momento in fase di revisione.

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