Isola ecologica del Borgo di Taranto di Roberto De Giorgi
Dalla sua inaugurazione l'isola ecologica del Borgo di Taranto ha avuto una crescita che ha coinciso con l'avvio del progetto Peter Pan e l'isola che c'è
Ma nel momento della sua inaugurazione, anche se non ero del tutto coinvolto (in quanto non sono più consulente dell'Amiu), mi trovai cordialmente a discutere con un signore che abita in Via Crispi proprio affianco all'isola che mi parlava di una raccolta di firme e di dissensi raccolti dai cittadini. Cercai di tranquillizzare il signore, ma quando c'è prevenzione lo scambio comunicativo non funziona.
Segno che occorre una notevole crescita culturale sui rifiuti. Fino a quando non sarà un problema condiviso e sempre delegato agli altri non ne usciremo fuori. Pur tuttavia ora che l'isola c'è, vorrei che si capisse cosa è successo. Dalle due foto si vede lo spazio che c'era prima, e nell'altra l'isola con la sua recinzione e le sue strutture.
Sarebbe da fare mente locale su come spesso si parli senza aver chiaro quello che si dice. Ed è compito del Comune educare al senso civico senza mai rinunziare, per nessuna ragione, neanche elettorale. Soprattutto quando in ballo c'e il mettere ordine nel settore dei rifiuti.
Vediamo cosa ha perso la location con la presenza dell'isola ecologica? Il tratto di marciapiede era deserto su quello spazio degradato fra due stabili. Anche dal punto di vista visivo ora c'è un guadagno.
Ora però il problema è un altro. Ogni volta che vado all'isola del Borgo per Peter Pan, sento utenti che lamentano di aver saputo della presenza dell'isola solo attraverso il passa parola. Eppure era una presenza attesa. Anziani avvocati, ex insegnanti e tanti professionisti. Questa è la utenza delle isole e soprattutto del borgo.
E questo apre il discorso sulla capacità di comunicazione istituzionale. Cosa sarebbe costato un cassettaggio in tutto il borgo che avvisasse dell'apertura dell'isola? che rammentasse i vantaggi della raccolta ed anche brevi istruzioni su cosa portare?
Tutto si è limitato ad una frettolosa inaugurazione che serviva come cultura della propria immagine tra l'altro improduttiva visto, che io ricordi, che tranne i media all'inaugurazione c'erano solo dipendenti e manco un cittadino, anzi due io e mia moglie.
Nell'isola della Salinella si ha l'impressione di essere ai limiti dell'assurdo in piena periferia brasiliana. In sostanza che differenza c'è tra le due foto, un accanimento nella cernita del rifiuto, in Brasile più nutrito il gruppo, beh noi ci stiamo arrivando.

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