Emergenza benzo(a)pirene: LEGAMBIENTE, LIBERA, LIPU e WWF presentano una proposta di prescrizioni urgenti
| Allegata vi accludiamo la sintesi del Documento sull'emergenza benzo(a)pirene e proposta di prescrizioni per il piano d'azione regionale e/o per un'ordinanza sindacale presentato ieri da LEGAMBIENTE, LIBERA, LIPU e WWF agli organi d'informazione a Taranto.
SINTESI DOCUMENTO SULL'EMERGENZA BENZO(A)PIRENE E PROPOSTA DI PRESCRIZIONI URGENTI PER IL PIANO D'AZIONE REGIONALE E/O PER UN'ORDINANZA SINDACALE Dai vari rapporti dell'ARPA Puglia degli ultimi anni è emerso come la maggior fonte di emissioni di IPA totali e Benzo(a)pirene sia da addebitarsi al polo industriale. Il superamento dell'obiettivo di qualità del benzo(a)pirene impone l'assunzione di alcuni provvedimenti di emergenza da prevedere in atti consequenziali di natura istituzionale. In primo luogo la predisposizione di un piano d'azione da parte della Regione in applicazione del D.Lgvo 152/07 e del D.Lgvo 351/99. In subordine un'ordinanza sindacale nel caso in cui questo piano non fosse predisposto in tempi brevi e/o incontrasse difficoltà derivanti dai limiti insiti nell'attuale piano regionale di risanamento dell'aria o dalla normativa in vigore. Le decisioni dovrebbero scaturire dal tavolo tecnico convocato per lunedì 7 giugno in Prefettura. Legambiente, Libera, Lipu e WWF ritengono che, sulla base delle attuali attestazioni dell'ARPA Puglia, si debba intervenire in maniera combinata sui comparti dell'area industriale maggiormente responsabili di emissioni di IPA, Benzo(a)pirene e COV. Gli impianti interessati si desumono dal registro nazionale delle emissioni INES (dati 2006): l'ILVA con cokeria (22,58 t/a) ed agglomerato (8,50 t/a); la raffineria ENI i cui dati sono disponibili solo in termini di COV (630 t/a. dati 2009). Nel piano d'azione della Regione vanno inclusi alcuni interventi già previsti nelle bozze di AIA per ILVA ed ENI. Pur confermando le critiche a più riprese espresse dalle associazioni ambientaliste per la inadeguatezza delle prescrizioni formulate nelle stesse bozze, si ritengono alcune di esse di particolare efficacia in materia di controllo ambientale e di limitazione dei livelli di emissione. La loro adozione deve essere imposta nell'immediato senza attendere i tempi lunghi ed incerti di rilascio delle AIA da parte del Ministero dell'Ambiente. (Le stesse bozze sono state peraltro di recente rimesse in discussione dallo stesso Ministero dell'Ambiente). Questi ritardi hanno sinora infatti consentito alle industrie del territorio di procrastinare in maniera intollerabile l'adeguamento alle BAT (o alle migliori tecnologie in assoluto come chiedono le associazioni ambientaliste) e quindi il risanamento ambientale dei loro impianti. L'emergenza benzo(a)pirene ne è eloquente conseguenza. Come del resto quelle per le emissioni di diossine o di PM10 negli anni scorsi. Tali emergenze impongono la piena attuazione della legge regionale 44/08 (Legge Antidiossina) con il contestuale campionamento in continuo, sul camino E312 dell'agglomerato, di diossina, benzo(a)pirene e polveri. Quindi un intreccio tra interventi per ridurre le emissioni di questi inquinanti. Si ritiene inoltre che, in linea con l'art.271 4° comma del D.Lgvo 152/06, debbano essere previste prescrizioni anche non incluse nelle bozze di AIA di ILVA ed ENI per attribuire ulteriore efficacia agli interventi proposti. Si tratta comunque di misure assunte nel passato da sindaci o dalla magistratura nei confronti di stabilimenti siderurgici come quelli di Genova, Piombino e Trieste. Negli anni scorsi l'Ilva è intervenuta sugli aspetti più critici della gestione della cokeria. Si tratta di interventi importanti, ma insufficienti e sulla cui funzionalità mancano controlli adeguati. Di particolare rilevanza è imporre un sistema di abbattimento delle emissioni dei camini della cokefazione che ne sono attualmente privi e l'accelerazione della presentazione e della successiva esecuzione del progetto di riduzione dell'80% delle emissioni fuggitive previsto dalla bozza di AIA. Le prescrizioni proposte in questo documento, infatti, possono far rientrare l'emergenza benzo(a)pirene e ridurre i livelli di emissione di questo inquinante in maniera stabile solo in presenza di interventi strutturali di miglioramento degli impianti. L'emergenza benzo(a)pirene ed in generale gli alti livelli di inquinamento prodotti dalla cokeria impongono che questo processo produttivo avvenga in maniera condizionata e sotto controllo. Nel piano d'azione regionale va imposta quindi una serie di misure previste nelle "linee guida per l'applicazione delle M.T.D." (decreto M.A. 31.01.05) riguardanti la percentuale di emissioni visibili provenienti da porte e portelletti, coperchi dei tubi di sviluppo, coperchi totali. Per il controllo, invece, l'implementazione di sistemi di monitoraggio a diversi livelli. In definitiva si propongono interventi che sarebbero già stati realizzati nel caso in cui le AIA fossero state rilasciate nei tempi dovuti e cioè entro il 31 ottobre 2007 e che comunque sono stati imposti in altre realtà per superare l'emergenza benzo(a)pirene derivante da emissioni in netta prevalenza di carattere industriale. Nel caso in cui questi interventi non fossero adottati in tempi brevi dall'Ilva o si dimostrassero insufficienti non solo per riportare le emissioni di Benzo(a)pirene nei limiti di legge, ma anche per una loro sensibile riduzione, si renderebbe necessario un provvedimento di chiusura totale o parziale delle batterie della cokeria ed interventi parimenti drastici per gli altri impianti in oggetto. Provvedimento da assumere in presenza delle necessarie attestazioni dell'Arpa Puglia sulla tracciabilità delle emissioni. Le misure che Legambiente, Libera, Lipu e WWF propongono di inserire nel piano d'azione della Regione e/o, eventualmente nell'ordinanza sindacale, comprendono : COKERIA 1) Progettazione, entro 30 giorni dalla notifica, dei seguenti interventi già previsti dalla bozza di AIA e da realizzarsi entro i successivi 60 giorni in concordato con tutti i soggetti interessati (ARPA in primis) : a) installazione di un sistema di monitoraggio a videocamera delle emissioni diffuse e di quelle convogliate. In particolare presso le macchine caricatrici, i forni delle batterie, le torri di spegnimento, i camini con trasmissione dei dati in tempo reale all'ARPA e piano di pronto intervento nel caso di superamento delle soglie di rispetto della visibilità delle emissioni; b) sistema di monitoraggio ad alta risoluzione temporale lungo il perimetro dell'impianto (fence monitoring); c) installazione di un sistema di monitoraggio in continuo di IPA e BTEX e campionamento polveri sulle macchine caricatrici e sfornatrici, che consentano un prelievo mediato lungo l'intero sviluppo delle batterie; d) studio di fattibilità finalizzato alla riduzione dell'80% delle emissioni diffuse entro 3 anni (e non 5 come previsto nella bozza AIA): e) monitoraggio e/o campionamento in continuo delle emissioni convogliate di PM10, IPA e benzene (e non periodico mensile come previsto dalla bozza di AIA) così come già previsto per Nox, SOx, CO e polveri. 2) Accanto a questi interventi già prevusti nella bozza di AIA occorre prevedere la riduzione della produzione di coke susseguente al mancato rispetto delle percentuali di porte con emissioni visibili. Indicativamente la produzione di coke deve ridursi: a) del 10% rispetto al valore nominale per ogni 5 punti di percentuale di porte e sportelletti. con emissioni visibili (es.: porte emissioni visive inf/uguale a 5 %
.- 10% di produzione Coke / da b) se la percentuale di emissioni visibili dei coperchi di carica sul totale installato e dei coperchi dei tubi di sviluppo sul totale dei coperchi installati, non è uguale o inferiore all'1%.; c) nel caso di incompleta distillazione della miscela di carbon fossile dopo ogni caricamento. Occorre fissare dei parametri in base ai quali i tempi di distillazione non possono essere inferiori (es. temperatura dei piedritti). A tempi più lunghi di distillazione corrispondono infatti lo sfornamento di un prodotto migliore e minori emissioni di gas incombusti altamente inquinanti. Occorre prevedere il monitoraggio in continuo della temperatura dei piedritti. 3) Presentazione entro 60 giorni di un progetto per l'installazione di un sistema di abbattimento delle emissioni di macro e micro inquinanti presso i sei camini della cokefazione con tempi di realizzazione preventivabili in quattro mesi. 4) Affidamento all'Arpa Puglia di una perizia sull'efficacia degli interventi già effettuati sugli impianti della cokeria e sullo stato dei lavori di quelli previsti nel cronoprogramma presentato nell'ambito delle procedure per il rilascio dell'AIA. AGGLOMERATO dell'Ilva: progettazione, entro 30 giorni dalla notifica, dei seguenti interventi già previsti dalla bozza di AIA e da realizzarsi entro i successivi 60 giorni in concordato con tutti i soggetti interessati (ARPA in primis) : a) installazione di un sistema di monitoraggio a videocamera delle emissioni diffuse e di quelle convogliate; b) campionamento in continuo di diossina, PCB ed IPA; c) anticipo interventi di manutenzione volti a migliorare l'impianto di captazione ed abbattimento polveri nella fase pre sinterizzazione; d) implementazione di un sistema di controllo dell'efficienza di abbattimento delle polveri da parte dei filtri MEEP. RAFFINERIA ENI Nei confronti della raffineria ENI il piano d'azione e/o l'ordinanza del sindaco dovrebbe prevedere le seguenti misure già previste dalla bozza di AIA: a) presentazione, entro 30 giorni, di un progetto per implementare un programma di Leak Detection and Rpair (LDAR) secondo i protocolli EPA 21, rivolto ai componenti (pompe, compressori, valvole, scambiatori, ecc) di tutte le unità di raffineria e comprensivo dei protocolli di ispezione. b) presentazione, entro 30 giorni, della relazione tecnica relativa all'adozione del sistema di bilanciamento e recupero vapori di COV durante le operazioni di scarico/carico dei prodotti petroliferi leggeri effettuate presso il terminale marittimo e presso l'area spedizione prodotti via terra c) attivazione, entro 60 giorni, del sistema di monitoraggio in continuo di COV e benzene contestualmente al suo potenziamento (tre centraline da adeguare a standard più efficaci e due nuove da installare) ed affidato, secondo le premesse aziendali e prescrizioni, all'ARPA Puglia. d) implementazione nel piano di monitoraggio e controllo, in raccordo con l'ARPA Puglia in applicazione dell'intesa raggiunta tra le parti il 21.11.2008, del "programma di monitoraggio delle ricadute delle emissioni in atmosfera al fine di conseguire" gli obiettivi come da prescrizione nel paragrafo "Monitoraggi ambientali" (comprensivo, tra l'altro, di "sistema di controllo di valori soglia per le emergenze di natura industriale con sistemi di remote sensing (DOAS)". Taranto, 4.06.2010 LEGAMBIENTE : Lunetta FRANCO (presidente circolo di Taranto) Leo CORVACE (direttivo circolo di Taranto) LIBERA : Giancarlo GIRARDI (responsabile settore ambiente) LIPU : Paola LODESERTO (delegata per il territorio) WWF : Gaetano BARBATO (presidente sezione di Taranto) | ||
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