VERDI DOPO LE DUE SENTENZE DELLA CONSULTA

 VERDI DOPO LE DUE SENTENZE DELLA CONSULTA
 
«Nucleare, sfida aperta governo in difficoltà»
 
      • BARI. Calma e gesso sulla presunta bocciatura del governo in materia nucleare, occhio piuttosto all'esame da parte della Corte Costituzionale del decreto legislativo 31 del 2010 che darà attuazione agli impianti nucleari nei territori. È il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli a correggere il tiro, in una conferenza stampa a Bari, sulle recenti decisioni della Consulta in materia di energia (prima la bocciatura del governo sulla trasmissione e produzione, poi - a pochi giorni di distanza - il via libera a decidere in materia in barba alle Regioni).

   L'occasione è stata data dalla presentazione, a partire dalla Puglia, della campagna dei Verdi per promuovere la raccolta firme su una proposta di legge per lo «sviluppo dell'efficienza energetica delle fonti rinnovabili». Coadiuvato dal segretario del partito pugliese Mimmo Lomelo, che invece ha riconosciuto di essersi fatto prendere da un entusiasmo incauto sulla prima bocciatura da parte della Consulta, Bonelli ha spiegato che i ricorsi esaminati dai giudici costituzionali riguardano ancora alcuni pezzi della legge-madre, le «misure urgenti per lo sviluppo economico» proposte dall'allora ministro Scajola e al cui interno c'è il progetto sul nucleare. Nucleare che, surrettiziamente, è classificato da quella legge come energia rinnovabile, onde «consentire il finanziamento
  delle centrali» tramite gli incentivi previsti per le produzioni eco-sostenibili. «La partita è tutt'altro che chiusa - spiega - sia perché pende un ulteriore ricorso alla Corte Costituzionale (sarà esaminato dopo l'estate, ndr), sia perché il nucleare è anti-economico e il governo, in periodo di crisi, ha dovuto rallentare la marcia».

   Non è casuale, secondo i Verdi, il ritardo del governo nell'avvio dell'Agenzia nazionale per la sicurezza nucleare, così come non casuale è il temporeggiamento sulla celebre «black list», ovvero la lista dei territori dove era stato già ipotizzato di installare le nuove centrali. La Puglia non ne è esclusa, con Mola di Bari e Nardò giudicate geomorfologicamente adatte. La lista «top secret», che secondo Bonelli è stata oggetto di un incontro tra Enel e governo già nel 2009, i Verdi hanno deciso di pubblicarla sul sito del partito e confidano nella possibile rivolta delle comunità interessate. Il nucleare, ha spiegato, «è costoso ed è inevitabile scaricare sulle bollette elettriche degli utenti i sostegni finanziari. Ed è insicuro, per lo smaltimento e lo stoccaggio delle scorie». Gamba tesa, infine, contro l'Idv per la scelta di muoversi «in solitario» nella raccolta di firme per il referendum. «Non raggiungeranno il quorum, sarà un calcio di rigore per Berlusconi a porta vuota».

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