CHI C’E’ DIETRO IL NUCLEARE
| Come le banche in segreto fanno affari con l'atomo ( Greenpeace ) Il nucleare non è solo la fonte di energia più controversa e pericolosa, ma è anche una delle più costose. Per ottenere i molti miliardi di euro necessari per costruire anche un solo reattore nucleare, le aziende elettriche sono costrette a dipendere fortemente dalle banche e dalle società finanziarie. Fino ad ora, molte delle informazioni relative ai finanziamenti delle banche nel settore nucleare non erano note. Mentre, infatti, le banche sono molto propense a fornire dati sugli investimenti in energie rinnovabili, preferiscono non rendere pubblici i miliardi di euro che versano all'industria nucleare. Essendo la maggior parte di questi finanziamenti indiretti, forniti tramite prestiti alle imprese o tramite obbligazioni, le banche riescono a tenere nascosta buona parte di questi investimenti. Per sollevare questo velo di segretezza, Greenpeace insieme alla coalizione BankTrack, che comprende CRBM (Campagna per la Riforma della Banca Mondiale) e altre organizzazioni (Les Amis de la Terre, Szene Antiatom, WISE), ha commissionato una ricerca per portare alla luce gli investimenti delle banche nel nucleare. Il sito web www.nuclearbanks.org esamina gli investimenti nucleari di oltre 100 banche commerciali in tutto il mondo, riportando una classifica delle 10 principali banche che finanziano l'industria nucleare, consentendo ai cittadini, alle ONG, agli investitori e alle imprese di valutare quanto siano "radioattivi" i portafogli delle banche e dunque poter scegliere consapevolmente a quale banca rivolgersi. Metodologia della ricerca La ricerca di Greenpeace e della coalizione Banktrack è stata realizzata da Profundo, una società di consulenza indipendente con sede in Olanda, e copre il periodo tra il 2000 e il 2009. Poiché le banche non pubblicizzano i finanziamenti di progetti specifici, il lavoro è stato svolto partendo dall'analisi delle transazioni delle imprese nucleari. È stato selezionato un campione rappresentativo di 80 imprese operanti nel settore dell'energia nucleare in sei continenti (dall'attività di estrazione dell'uranio alla produzione di combustibile, dalla costruzione dei reattori al loro funzionamento e alla gestione dei rifiuti radioattivi) e sono state analizzate le relazioni annuali di queste società e altre pubblicazioni e documenti, come riviste di settore e finanziarie, oltre a database e archivi finanziari specializzati (Thomson ONE e Bloomberg) per rintracciare le transazioni finanziarie tra le imprese e gli istituti finanziari. Le transazioni individuate legate a progetti nucleari comprendono: emissione di obbligazioni e azioni; acquisto di obbligazioni e quote azionarie; progetti di finanziamento, crediti "revolving" e altri prodotti finanziari. La ricerca mostra comunque solo una parte del quadro generale degli investimenti nel nucleare. Essendo state analizzate solo 80 imprese operanti nel settore nucleare è probabile che molte altre operazioni non siano state rilevate e che quindi le somme offerte dalle banche al settore nucleare siano maggiori. Questi risultati forniscono comunque la prima analisi quantitativa del sostegno delle banche al settore nucleare e indicano quali sono le banche che svolgono un ruolo fondamentale nel finanziamento dell'industria nucleare, consentendo ai cittadini e ai consumatori di fare confronti tra le singole banche. La ricerca ha anche lo scopo di inviare alle banche un segnale importante ( per leggere il rapporto scaricarlo da qui | ||
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