Altamura (Bari) – “l’Alzheimer è urgenza nazionale!” annotazioni a margine di un convegno nazionale
Le cose dette e ridette non
hanno più senso di fronte all'inerzia imperante, allora vanno urlate,
graffiando sul vetro opaco dell’indifferenza. A margine del convegno di
Altamura è proprio dall'ultimo intervento che traiamo spunto per il cappello di
questo articolo.
E’ quello del Dott. Diego Rana
presidente nazionale del Tribunale dei diritti del malato che
sull'inderogabilità della solidarietà traeva spunto per un intervento
sanguigno, davvero strappa applausi, soprattutto quando ha puntato il dito
sulla burocrazia che asfissia i percorsi di cura.
Stiamo parlando del convegno:
“I diritti della persona malata di Alzheimer” aspetti etici, assistenziali,
legali. Location Corte degli Svevi Altamura, giorno 8 febbraio, organizzatori
“Madonna del Buoncammino” residenza per Anziani accreditata Regione Puglia, e
Alzheimer Italia Bari.
Un convegno di spessore,
autorevole per la qualità degli interventi che proviamo a sintetizzare
cogliendone gli spunti migliori.
“Non è vero che i soldi non ci
sono” tuonava il dott. Rana nell'ultimo intervento, manca la volontà di
affrontare il tema dei diritti della persona affetta dall'Alzheimer che non
riesce a contaminare la politica, salvo ammiccamenti provvisori di taluni,
senza alcuna continuità, senza inserire il problema nei programmi politici, nelle agende,
le cose da fare. Eh dai!
Il senso è questo schiaffo sociale, che diventa
giusta conclusione di un convegno che ha visto tante sessioni e relatori.
Il
Dott. Leonardo Guaricci, presidente della fondazione “Il buoncammino” ha
introdotto il convegno puntando il dito sulla sofferenza giuridica della
malattia che deve trovare alleanze, “farsi carico della malattia” come ha
ribadito la sindaca di Altamura Avv. Rosa Melodia, ovvero il Comune deve fare
la sua parte, che poi è quella dei cittadini.
Sono gli interventi spot del
primo blocco dei saluti che servono a scaldare i motori e sono quelli del Dott
Pietro Schino, presidente di Alzheimer Italia Bari e quello dell’arcivescovo di
Altamura Mons. Giovanni Ricchiuti.
La prima sessione entra nel
merito della giornata. Il prof Loreto Gesualdo preside della facoltà di
Medicina e Chirurgia dell’Università barese, va dritto al tema parlando di una
medicina che deve finalmente uscire dal tecnicismo, ora anche robotico,
assumendo come prassi il dovere di ascolto dei familiari e come corredo di cura
non solo farmaci, ma strette di mano.
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| Cardinale Mons. Francesco Montenegro |
Un’inversione di comportamenti
che trovano spazio nella ricca relazione del Cardinale Francesco Montenegro,
già presidente della Caritas Italiana. L’Eminenza parte dai salmi “Abbi pietà
di me, Signore, .... tristezza nel cuore ogni momento?” Il suo tema
riguarda gli aspetti etici della malattia legata alla vecchiaia, intesa spesso
come un naufragio - il presule richiama una frase di De Gaulle -. Ma il punto
più intrigante posto dal relatore è quello legato al Mal d’essere e al senso di
minaccia escludente che pone la malattia in uno spazio di isolamento e
solitudine. In una società escludente – non solo verso i migranti - che in modo
manicheo divide tra bello e brutto, povero e ricco, giovane e vecchio, sano e
malato. L’urgenza è legata a stabilire relazioni fra gli individui, superando
steccati, darsi agli altri e nessuno è cosi povero da non dare.
Il
convegno di Altamura trova poi nel prof. Marco Trabucchi, presidente
dell’Associazione Italiana Psicogeriatria dell’Università di “Tor Vergata” il
merito del convegno dal punto di vista clinico e sanitario. Il professore
insiste nel rappresentare il malato vittima-nascosta. Aspetto ricorrente nel
malato di Alzheimer, aggravato da situazioni talvolta di povertà che rende
maggiore la solitudine, privati anche di farmaci costosi non passati dalla
sanità pubblica. Il tema diventa sociale per sconfiggere l’ignoranza – il prof
cita l’Alzheimer Fest di Treviso con lo slogan “Dentro la Vita” – come simbolo
di apertura alla società. Altro aspetto da lui sottolineato è legato alla
formazione del caregiver. Le ultime citazioni del professor Trabucchi è legata,
una a Papa Francesco con l’affermazione: “Noi tra noi” che rappresenta o meglio
completa il tema della condivisione, l’altro è suo ed è rappresentato dal
connubio tra mitezza e orgoglio, l’una legata all’approccio al malato, l’altro
alla fierezza dei risultati.
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| Prof. Marco Trabucchi |
A rappresentare Alzheimer Italia era la vice-presidente nazionale Katia Pinto. A lei è toccata la parte legata al mondo associativo che rappresenta il volontariato diffuso sul territorio nazionale. Proprio partendo dal “dovere di ascolto” è nato il progetto “Pronto Alzheimer”. Ecco i numeri di 25 anni di attività con 5 mila richieste annue e con le prime indicazioni di dati. L’85% dei malati vive in casa assistiti dai familiari. 700 mila sono le badanti impegnate. Un aspetto positivo riguarda l’impegno nei confronti dei supermercati ovvero sfrondare i pregiudizi e raggiungere la normalità.
Il dott Andrea Fabbo interviene nella seconda sessione.
L’abbiamo conosciuto
nell’incontro di Alberobello del 16 novembre 2018 e già in quella sede
abbiamo notato la sua preparazione. Di più, stavolta abbiamo saputo che ha
fatto parte del gruppo estensore del Piano Nazionale delle Demenze e ha detto
che la Regione
Emilia Romagna il 4 febbraio 2019 ha recepito "Linee di indirizzo
nazionali sui Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) per le
demenze" e "Linee di indirizzo nazionali sull'uso dei Sistemi
Informativi per caratterizzare il fenomeno delle demenze" che dovrebbe
essere fatto da tutte le Regioni di Italia, in primis eliminando le vecchie
strumentazione che non funzionano gli UVA (Uffici Valutazione Alzheimer)
sostituiti dai Centri
per deficit cognitivi e demenze (CDCD). Il dott Fabbo ha parlato di
criticità legate all’approcci centrato sulla persona, di una prevenzione legata
agli stili di vita, alla rete integrata fra i vari soggetti come previsto dal
Piano che considera le associazioni parte integrante ovvero nodo luminoso della
rete. Dal punto di vista dei sistemi informativo l’obiettivo è studiare
l’algoritmo per conoscere i dati sulla demenza in Italia e, infine, la legge
sui caregiver.

Intervento del Dott Poggi al tavolo da sinistra Dott. Leonardo Guaricci, Dott. Vincenzo Gigantelli e Dott Andrea Fabbo

Nella seconda sessione il dott. Claudio Poggi direttore dell’Area Servizio Socio-Sanitario dell’Asl di Bari ha fatto una descrizione della rete di assistenza nel Piano demenze della Regione Puglia. Un annotazione che stride con la scheda presente nel piano nazionale dove alla linea della regione pugliese ci sono tre no, nessuna ridenominazione, nessun dato comunicato…Tuttavia ci piace ricordare il sunto delle tematiche esposte in una slide del dottore con 5 questioni chiave 1) La malattia dell’Alzheimer è la più grave crisi sanitaria; 2) I governi mondiali sono impreparati ad affrontarla; 3) Per gestire questa crisi i Governi devono agire; 4) Il ruolo delle associazioni dei malati deve essere forte; 5) Solo da una reale collaborazione tra istituti, associazioni di malati posso nascere strategie di lungo respiro.
Il pomeriggio il convegno ha affrontato il cuore giuridico
con la presenza dell’Avv. Giovanni Stefanì presidente dell’ordine degli
avvocati di Bari che ha coordinato gli interventi. Tra i quali quello del
Tribunale per il malato di cui abbiamo parlato in premessa.
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| Il tavolo dei relatori della parte giuridica da sinistra Dott.ssa Patrizia Marzo, Avv. Giovanni Stefanì, Dott. Diego Rana, Avv. Marina Presti |
In questa sessione siamo entrati riverenti in quanto
nell’enfasi dell’avvocato si evocava l’art.32 ovvero il diritto alla cura, alla
salute che diventa stridente se affrontato col tema delle rette Alzheimer e su
chi è preposto al pagamento e qui l’Avv. Marina Presti del Foro di Milano ci ha
rappresentato lo stato dell’arte con il ruolo dei Comuni che devono farsi
carico degli indigenti. Particolare interesse l’intervento della Dott.ssa
Patrizia Marzo presidente regionale dell’Ordine degli Assistenti sociali che
nella descrizione del ruolo degli operatori a sostegno delle esigenze del
malato di Alzheimer, ha descritto la società complessa che ruota attorno ad
esso. Ma spesso, come ci ricorda Umberto Eco, la cronaca ci presenta una
società liquida dove trova convegno l’ipocrisia e l’inoperosità-
La nostra cronaca
finisce qui, con un’annotazione, una pennellata. Tutti i convegnisti, i
relatori apparivano illuminati dai nodi una rete, come sinapsi tra neuroni, con
l’unica frase chiave che brillava: il malato non esiste, esiste la persona,
Mario, Giuseppe, Andrea, la loro storia, il loro apporto alla storia del Paese,
loro potranno perdere la memoria per colpa del accidente, lo Stato non deve e
non può dimenticarsi di loro.




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